Spiare il dipendente su Facebook? Si può, ma con cautela

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È lecito spiare il  dipendente su Facebook, anche utilizzando un falso profilo. Tuttavia, è possibile solo a certe e determinate condizioni, al fine di evitare che il controllo aziendale esca al di fuori del recinto della liceità, e finisca con l’invadere il campo della privacy dei lavoratori, ledendo dunque i diritti del personale. A stabilirlo è stata la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10955/2015, che ha ribadito alcuni concetti fondamentali.

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Ecco cosa hanno stabilito i giudici supremi.

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Roberto Rais

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Assunzione dipendenti ex concorrente, ecco quando non è lecito

Assumere dipendenti che fino a poco tempo prima lavoravano alle dipendenze di un’azienda concorrente non è fatto illecito. Tuttavia, se si dimostra che l’assunzione degli stessi è finalizzata alla sola acquisizione dei clienti dell’azienda concorrente, secondo i giudici della Cassazione è ben lecito domandare un risarcimento dei danni. A sancirlo è la sentenza n. 14990/2015 della prima sezione civile della Suprema Corte.

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Ecco quali sono le valutazioni compiute dai giudici.

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Contratti di lavoro, ecco come è andato il mese di aprile

Il Ministero del Lavoro ha pubblicato la sua consueta nota informativa relativa all’andamento delle attivazioni dei contratti di lavoro. Una nota dalla quale emerge come nel corso del mese di aprile si siano verificate 756.926 attivazioni di nuovi contratti, 171.515 dei quali a tempo indeterminato, 475.273 a tempo determinato, 18.443 di apprendistato, 38.632 a collaborazione e, infine, 53.063 sotto la voce “altro”.

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Ma quali sono le differenze con lo scorso anno? E come si possono giudicare tali dati?

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Redditi: ancora in calo quelli dei liberi professionisti

Secondo quanto emerge dal quarto rapporto Adepp sulla previdenza privata, dal titolo “Lavoro, crescita, Europa: il valore sociale delle Casse di previdenza private“, e dal rapporto Censi sulle nuove condizioni sociali ed economiche dei liberi professionisti italiani, i redditi dei professionisti sarebbero in continuo calo, tanto che tra il 2007 e il 2013 la flessione avrebbe superato il 20%. Ma quali sono le figure professionali che hanno subito i maggiori pregiudizi?

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Cerchiamo di vedere, pur brevemente, quali sono state le principali rilevazioni statistiche effettuate dai dossier sopra ricordati.

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Un dipendente in malattia ha l’obbligo di curarsi al meglio

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Secondo quanto sancito dalla recente sentenza del 17 marzo 2015 da parte del Tribunale di Lucca, il dipendente in malattia ha l’obbligo di comunicarlo in maniera tempestiva ed ha il contestuale obbligo di curarsi al meglio, per poter tornare al lavoro in tempi congrui. Pertanto, la pronuncia pone una stretta relazione tra la durata della malattia e il comportamento diligente del lavoratore, al quale è chiesta la massima accortezza circa la necessità di rimettersi in forma il prima possibile.

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Ma in che modo i giudici toscani sono arrivati a una simile previsione?

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Microcredito, le istruzioni dei consulenti del lavoro

Il decreto MISE del 18 marzo 2015, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 107 dell’11 maggio 2015, ha lanciato l’epoca della nuova procedura di accesso al fondo di garanzia per il Microcredito. Nell’attesa della prevista emanazione della circolare operativa da parte del gestore del fondo, la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro ha diramato una circolare informativa nella quale illustra alcuni dei più importanti aspetti operativi e tecnici.

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Ecco, nel dettaglio, i principali punti attenzionati dalla nota dei consulenti.

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A ballare in permesso retribuito per assistenza. Per la Cassazione il licenziamento è giusto

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La sentenza n. 8784 dello scorso 30 aprile da parte della Corte di Cassazione ha affermato che rappresenta una giusta causa di licenziamento la condotta di quel lavoratore che, durante la fruizione di un permesso retribuito richiesto (e concesso) al datore di lavoro per l’assistenza alla madre affetta da grave patologia, aveva in realtà preferito partecipare ad una serata a base di danze.

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Queste le motivazioni della Corte.

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Blocco pensioni: ecco a quanto potrebbe ammontare il recupero

Come noto, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità del blocco pensioni, ovvero il mancato adeguamento all’inflazione per il biennio 2012 – 2013, come stabilito dalla legge Fornero dello scorso governo Monti. Ne consegue che i pensionati che hanno subito il blocco della perequazione potrebbero (il condizionale è ancora d’obbligo) beneficiare di un gradito rimborso. Ma a quanto ammonta tale restituzione? Quali saranno le cifre che verranno erogate nei confronti dei pensionati?

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image by Ruslan Guzov

A fare qualche interessante calcolo è Il Sole 24 Ore che, qualche giorno fa, ha effettuato delle utili simulazioni su quanto – forse – accadrà.

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Naspi al via, addio Aspi

Il 1 maggio 2015 ha rappresentato il punto di partenza della Naspi e, contemporaneamente, l’abbandono della “vecchia” Aspi. Pertanto, chiunque venga licenziato a partire da tale data, non avrà più il diritto all’Aspi e alla mini-Aspi, ma solamente alla nuova Naspi introdotta dal d.lgs. 22/2015, di attuazione del Jobs Act. Per tale motivo l’Inps ha attivato il canale telematico per l’invio delle domande, da trasmettersi anche attraverso patronati o chiamato il contact center, entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

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Vediamo quali sono i principali dettagli di tale nuovo modus operanti, come spiegati dall’Inps nel suo messaggio n. 2971 del 30 aprile 2015.

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Demansionamento, è onere del lavoratore provare i danni da dequalificazione

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Con la pronuncia n. 494 del 21 luglio 2014, la Corte d’Appello di Milano si è espressa sull’ipotesi di demansionamento e dequalificazione di un lavoratore, dichiarando che è onere del datore di lavoro quello di provare la mancanza di qualsiasi demansionamento, mediante la prova che una simile iniziativa sia giustificata dal legittimo esercizio dei propri poteri imprenditoriali o disciplinari.

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Ma vediamo più nel dettaglio quali sono state le motivazioni che hanno condotto i giudici a una simile scelta.

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Sciopero ad oltranza, il licenziamento è comunque illegittimo

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Confermando un approccio interpretativo consolidato, la Corte d’Appello di Milano – con sentenza n. 536 del 21 luglio 2014 – si è espressa in maniera positiva sulla legittimità dello sciopero, al di là dalle modalità con cui viene posto in essere, e al di là della durata più o meno estesa (a patto, naturalmente, che sia finalizzato a tutelare un interesse collettivo dei lavoratori). Dunque, viene considerato illegittimo il licenziamento per giusta causa di un lavoratore in sciopero per assenza ingiustificata dello stesso del luogo di lavoro.

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Ecco le motivazioni della sentenza.

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Pensioni: le ragioni della bocciatura del blocco della rivalutazione

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 70 del 30 aprile 2015, ha bocciato la norma che per due anni (2012 e 2013) ha bloccato la rivalutazione delle pensioni sopra i 1.217 euro netti (1.405 euro lordi, pari a tre volte il minimo Inps). Una brutta notizia per il governo (che dovrà ora recuperare circa 5 miliardi di euro quale costo di tale sgradevole pronuncia della Consulta), e una sentenza che continuerà a far discutere nell’ambito delle eredità della legge Fornero.

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Ma in che modo il legislatore è arrivato a una simile decisione?

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Busta arancione Inps 2015: cosa è e come funzionerà

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Entro la fine dell’anno sarà disponibile per svariati milioni di persone la busta arancione Inps 2015,  sostanzialmente una simulazione dell’ammontare della prestazione pensionistica. In altri termini, un innovativo strumento che l’Inps sta per mettere a disposizione dei propri iscritti per cercare di comprendere a quanto ammonterà la pensione che verrà percepita nel momento in cui si deciderà di abbandonare il mondo del lavoro per potersi accomodare in quello della pensione.

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image by Reinhold Leitner

Ma chi riguarderà? E come funziona?

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Naspi e licenziamento disciplinare, quali relazioni?

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Rispondendo a un interpello della Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il 24 aprile 2015 ha diramato il documento di interpello n. 13/2015 in relazione alla possibilità di poter concedere la NASpI (la nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego) nei confronti di quei lavoratori licenziati per motivi disciplinari, anche nei casi in cui il lavoratore licenziato abbia accettato l’offerta economica propostagli dal datore nella conciliazione agevolata.

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image by baranq

Ecco i risultati dell’interpello.

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Bonus bebè per i dipendenti delle Poste

L’Inps ha dato il via a un concorso finalizzato a disciplinare l’assegnazione di 800 contributi di importo pari a 500 euro ciascuno, da erogarsi in favore di bambini nati nell’anno 2014. Il concorso è riservato ai soli figli dei dipendenti del Gruppo Poste Italiane S.p.A. sottoposti alla trattenuta mensile dello 0,40 %, di cui dall’art. 3 della Legge n. 208 del 27 marzo 1952, i quali potranno avere accesso a un gradito benefit per il sostentamento delle spese dei propri neonati, ovvero il cosiddetto bonus bebè.

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Ecco come funziona l’erogazione del beneficio.

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Reddito minimo: la proposta Inps dedicata agli over 55

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Secondo quanto dichiarato dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, l’istituto previdenziale presenterà presto – e comunque non oltre il mese di giugno – una proposta per poter introdurre un reddito minimo garantito per tutte le persone di età compresa tra i 55 e i 65 anni rimaste senza lavoro. Una proposta che ha accolto molto interesse, e che è supportata dalla necessità di poter individuare un concreto sostegno per una fascia d’età anagrafica che ha evidenti difficoltà a trovare (o ritrovare) un posto di lavoro.

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image by Ruslan Guzov

Ma cosa contiene la proposta dell’Inps?

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Cassa integrazione in calo a marzo 2015

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Secondo quanto sostenuto dagli ultimi dati elaborati dall’Inps, nel corso del mese di marzo 2015 sarebbero state autorizzate complessivamente 61,6 milioni di ore di cassa integrazione (CIG), con una flessione del 43,8% rispetto a quanto riscontrato nel mese di marzo 2014, quando le ore autorizzate furono pari a ben 109,7 milioni di unità. Positivo anche il confronto rispetto al mese di febbraio, con un passo indietro degli interventi di cassa integrazione – su dati destagionalizzati – pari al 5,9%.

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Ecco i principali dati, in maggior analisi.

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Privacy email: se c’è causa di lavoro tra dipendenti il segreto cade

La sentenza n. 1113/15, pubblicata il 26 marzo scorso dalla sesta sezione del Consiglio di Stato affronta lo spinoso problema della privacy email, evidenziando come, sul luogo di lavoro, il lavoratore abbia il diritto a vedere l’email privata del suo collega, se lo stesso sparla di lui con il capo in vista di un possibile conferimento di incarico. La motivazione è così sintetizzabile: il dipendente pubblico deve difendersi in tribunale per poter tutelare la propria immagine professionale, anche togliendo il velo sui testi delle email e sui nomi delle persone che si sono resi protagonisti della corrispondenza.

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Ma come cambia l’approccio alla privacy email in tal senso?

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Garanzia giovani per tutti, ma non per i parenti

Con la nota prot. 7435/2015, il Ministero del lavoro è intervenuto sulla Garanzia giovani sostenendo che all’interno di tale programma non è possibile instaurare un tirocinio se tra il tirocinante e il titolare dell’impresa ospitante vi è un vincolo di parentela. Ad ogni modo, la nota si limita a stabilire che tale intuizione è un “orientamento”, visto e considerato che non vi è alcuna norma espressa che stabilisca tale divieto. Nella stessa nota, il ministero chiarisce inoltre che non è possibile prevedere stage presso gli enti pubblici.

Garanzia Giovani Francesco Giubileo

Ecco i contenuti della nota protocollata.

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Liberi professionisti, quanto sono realmente “autonomi”?

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Negli ultimi giorni ha assunto particolare rilievo il gruppo di statistiche emerse da “Vita da professionisti“, una ricerca rivolta ai soggetti non dipendenti, realizzata dall’Associazione Bruno Trentin in collaborazione con la Consulta delle professioni della Cgil e della Filcams Cgil. All’interno della ricerca, una panoramica non così “scontata” sulla vita dei liberi professionisti, la cui autonomia professionale è spesso messa a dura, durissima prova dalla realtà dei fatti.

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image by Vadim Georgiev

Insomma, quanto sono realmente autonomi i liberi professionisti?

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