Professioni: ecco quelle più desiderate dai genitori e dai figli

La crisi economica ha profondamente inciso sulle valutazioni e sulle prospettive professionali di giovani e meno giovani. Ne è l’ennesima dimostrazione la pubblicazione dei dati di una recentissima ricerca di LinkedIn, dalla quale emerge come i genitori diano sempre più importanza alla stabilità del posto di lavoro e alla sua remunerazione, e meno al soddisfacimento delle aspettative da parte dei loro figli. In altre parole, i genitori vorrebbero i figli “sistemati” con un posto di lavoro fisso e prestigioso, forse più pragmatico di altri, e pongono in secondo piano la possibilità che la propria prole sia concretamente soddisfatta attraverso la realizzazione dei propri sogni da “bambino”.

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Come aggirare la crisi e lavorare in Svizzera

Contrariamente a quanto sta accadendo nel resto d'Europa, il mercato del lavoro svizzero non sembra conoscere crisi. Secondo le ultime statistiche ufficiali condotte all'interno dei confini elvetici, nel corso del secondo trimestre dell'anno gli occupati sarebbero saliti a quota 4,818 milioni di unità, con un aumento dell'1,3 per cento rispetto allo stesso periodo e dello 0,5 per cento rispetto al primo trimestre del 2013.

Sempre secondo i dati forniti dall'Ufficio federale di statistica, le persone che esercitavano un'attività lucratica al termine del periodo considerato erano cresciute di 62 mila unità in un solo anno, e di 22 mila nel confronto trimestrale. Percentualmente, l'incremento più forte è stato quello dei lavoratori stranieri, con un aumento del 3 per cento su base annua e del 2,3 per cento su base trimestrale, a 1,401 milioni di unità. La crescita più corposa è stata quella dei c.d. "domiciliati C", con un apprezzamento del 5,4 per cento e del 2,8 per cento a quota 682 mila unità, e dei lavoratori frontalieri, con un incremento del 4,4 per cento a 273 mila unità. In calo i c.d. "domiciliati B", con una flessione del 2,9 per cento su base annua e incremento di 0,1 per cento su base trimestrale, a quota 370 mila unità.

Come anticipato, l'andamento svizzero sembra essere fortemente contrastante rispetto a quanto è possibile sperimentare nel resto del vecchio Continente. Basti considerare, in proposito, il calo dello 0,4 per cento nell'Unione Europea, e la flessione di un punto percentuale nell'ambito dell'Eurozona. Negativo anche l'andamento in Grecia, con una flessione del 4,3 per cento, in Portogallo (- 4%), Spagna (- 3,7%), Italia (- 2,2%), Francia (- 0,3%). Migliore l'evoluzione tedesca, con un incremento dello 0,6 per cento.

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Investire in Italia: nasce una nuova società statale

Si chiama "Destinazione Italia" ed è un nuovo piano che il governo guidato dal premier Enrico Letta sta predisponendo per poter attrarre gli investimenti esteri nel nostro Paese, cogliendo altresì l'occasione per compiere una contemporanea opera di rifinanziamento delle missioni all'estero.

In particolare, il piano Destinazione italia sarebbe un pacchetto di 50 distinti interventi finalizzati all'agevolazione delle attività imprenditoriali e all'attrazione degli investimenti in generale, e dall'estero in maniera più specifica.

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Redditometro: arrivano le prime lettere del Fisco

L’Agenzia delle Entrate sta inviando in questi giorni le prime lettere, “risultato” dell’applicazione dei primi monitoraggi del redditometro. Secondo quanto sostengono le prime stime, sono circa 35 mila le lettere inviate ai contribuenti nazionali che hanno fatto “accendere” la spia del redditometro.

Stando alle indiscrezioni fornite a mezzo stampa, il Fisco si rivolge ai destinatari della lettera segnalando come siano stati rilevanti “dei dati apparentemente non compatibili con il reddito dichiarato”. Una premessa che spinge il contribuente verso la fase successiva: l’invito a presentarsi presso l'ufficio competente dell'Agenzia delle entrate per un confronto in cui avrà modo di spiegare le presunte incongruità.

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Mercato auto ancora in calo

Non accennano ad arrestarsi le brutte notizie per il mercato dell’auto europeo (27 Paesi UE più quelli Efta). Secondo quanto comunicato dall’Acea, l’associazione che riunisce i costruttori del settore nel vecchio Continente, il mercato si sarebbe contratto di altri 4,9 punti percentuali a quota 686.957 vetture, contro le 722.458 vetture conseguite appena un anno fa. Il dato di agosto contrasta altresì con la buona ripresa ottenuta a luglio, quando le vetture vendute erano cresciute del 4,9 per cento a quota 1.002.824 unità. Complessivamente, precisa ancora l’Acea, nei primi otto mesi dell’anno il mercato ha registrato 8.144.714 vetture, con un calo del 5,2%.

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Lavorare nell’informatica: il settore non conosce crisi

Stando a quanto sostiene la recente analisi Professioni e Lavoro nel XXI Secolo, curata da Glocus, entro il 2015 in tutta Europa si prevedono circa 900 mila posti di lavoro vacanti a causa della scarsità di figure professionali appartenenti ai comparti Ict: ne consegue che i giovani italiani (soprattutto quelli in grado di specializzarsi su specifici segmenti, e quelli disponibili alla mobilità internazionale) potranno ottenere la giusta soddisfazione mediante un percorso professionale in tale settore.

È sempre la stessa ricerca a sottolineare, d’altronde, come nel nostro Paese il trend di impiego nell’informatica sia decisamente in crescita, e come le offerte di lavoro si concentrino soprattutto nel Nord Italia, dove le aziende sono per il 70 per cento operatori di settore e per la rimanente parte dipartimenti information technology di grandi realtà produttive e di servizi.

Ma quali sono le figure più richieste? Sempre stando all’analisi recentemente citata, le figure più richieste sono quelle relative ai programmatori Java, in ambito Microsoft, i consulenti Erp specializzati nei gestionali di impresa (soprattutto Sap), ma anche sviluppatori, analisi programmatori, tecnici hardware, system administrator, industrial support engineer, help desk informatici e sistemisti.

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Disoccupazione giovanile: in tre anni persi 1 milione di posti di lavoro

Secondo quanto riferito dalle ultime tabelle Istat in merito all’andamento del mercato del lavoro, nel corso degli ultimi tre anni il numero degli occupati under 35 sarebbe passato da quota 6,3 milioni di unità a 5,3 milioni di unità, con un’emorragia di un milione di giovani. Sempre secondo le tabelle Istat, ad essere maggiormente in difficoltà sarebbero i giovani compresi nella fascia anagrafica tra i 25 e i 34 anni di età, per i quali si sarebbe riscontrato un calo di occupazione di 750 mila unità.

In altri termini, la fascia d’età anagrafica più penalizzata dal deterioramento del mercato del lavoro sarebbe quella più “delicata”, ovvero la fascia di coloro che hanno terminato gli studi universitari e sta cercando di metter su famiglia. Nel corso del secondo trimestre del 2013, proseguiva l’Istituto, in tale fascia lavoravano appena 4,329 milioni di persone, contro i 5,089 milioni di tre anni prima. Ne consegue che il tasso di occupazione è passato dal 70,1 per cento del 2007 al 65,9 per cento del 2010 e, quindi, all’odierno 60,2 per cento, con appena 6 persone su 10 al lavoro nell’età di maggiore attività.

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Bonus per assunzioni over 50 e donne

 <span style="font-size:14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-1796" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2011/02/frnch.jpg" style="width: 159px; height: 118px; margin: 3px; float: left;" width="400" height="296" />Il governo ha stanziato nuove risorse per favorire le assunzioni di over 50 e donne. Cerchiamo allora di comprendere come, e in che misura, l&rsquo;esecutiva punta a contribuire all&rsquo;incremento dell&rsquo;occupazione in due fasce lavorative particolarmente &ldquo;deboli&rdquo;.</span></span></span>

A chi spetta l’incentivo
L’incentivo spetta ai datori di lavoro (sia imprese che professionisti), incluse le cooperative di lavoro, mentre non spetta per i rapporti di lavoro ripartito, domestico, intermittente e accessorio (voucher). Le assunzioni agevolate saranno quelle disciplinate da un contratto a tempo indeterminato o a termine, e anche in caso di part-time; l’agevolazione è inoltre prevista anche in caso di trasformazione a tempo indeterminato di un precedente rapporto a termine agevolato (la cosiddetta stabilizzazione), e per le assunzioni a scopo di somministrazione.

Quanto pesa l’incentivo
L’incentivo consiste nella riduzione al 50% dei contributi a carico previdenziali del datore di lavoro. In proposito, il ministero ha chiarito come il bonus sia riferibile non solamente “ai contributi sociali dovuti all’Inps, bensì anche ai premi assicurativi dovuti all’Inail”: ne consegue che, in altri termini, la riduzione della metà non è relativa solamente ai contributi Inps, ma anche ai premi assicurativi dell’istituto nazionale, per i neoassunti. Per quanto invece attiene la durata dell’incentivo, questa dipende principalmente dalla forma di contratto di lavoro. Più esattamente:

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Lavorare in Groupon: posizioni full-time e part-time

Groupon, uno dei brand più noti nel mondo dell'e-couponing, sta cercando di assumere nuovo personale per la sua sede milanese. Le posizioni di interesse sono per il momento limitate a un ruolo da inside sales full time e ruoli di amministrazione riservati alle categorie protette, full o part time.

Vediamo dunque quali sono le principali caratteristiche delle due posizioni, e le modalità di candidatura.

Amministrazione – categorie protette

Groupon afferma di voler entrare in contatto con candidati appartenenti alle Categorie Protette (L:68/99) con l'obiettivo di un inserimento in specifiche funzioni aziendali da definire in base alle competenze del candidato. I requisiti fondamentali sono:
 
diploma e/o Laurea
buona conoscenza ed uso dei principali sistemi informatici
disponibilità immediata

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Nuove offerte professionali da De Longhi

De Longhi, uno dei brand italiani più noti nel settore delle nuove tecnologie di consumo, sta cercando di inserire all’interno delle proprie strutture alcune risorse umane che possano ampliare il proprio organico. Andiamo quindi a vedere quali sono le professionalità maggiormente ricercate, e in che modo sia possibile avanzare la propria candidatura.

Area Ricerca e Sviluppo

Nell’area Ricerca e Sviluppo la società ricerca dei progettisti meccanici, dei progettisti elettronici, dei project leader, degli specialisti di laboratorio. In particolare, per quanto riguarda il progettista meccanico, il candidato ideale ha un’età compresa tra i 28 e i 32 anni, una laurea /diploma ad indirizzo informatico o elettronico e un’esperienza pregressa di almeno 2-3 anni come progettista firmware, maturata in aziende operanti nel campo dell’elettronica di medio – grandi dimensioni, ha sviluppato utilizzando C e Assembly per microcontrollori su sistemi embedded, curando anche la parte HW. Una buona conoscenza della lingua inglese, precisione, autonomia, capacità di lavorare in team completano il profilo.ed abilità nell’utilizzo dei sistemi applicativi di office oltre che una buona conoscenza della lingua inglese. Precisione, autonomia, capacità di lavorare in team completano il profilo.

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MBA: ecco le migliori business school del Pianeta

Se avete intenzione di frequentare un valido Master in Business Administration (Mba), ma non sapete quali siano gli istituti in grado di offrire la proposta più pregiata, il Financial Times ha pronta la risposta per voi, con l’elenco delle migliori business school del Pianeta. Una lunga lista nella quale spiccano soprattutto le scuole americane e orientali, ma dove non disdegnano di fare una loro significativa comparsa anche alcuni istituti del vecchio Continente, Italia inclusa.

In cima alla lista dei desideri dei giovani studenti che ambiscono a conseguire l’accesso a un Mba vi è, come lo scorso anno, la cinese Kellogg/Hong Kong UST Business School, che replica il successo del 2011 confermandosi al primo posto del ranking del FT. La seconda e la terza posizione del podio subiscono invece uno scambio di ruoli, con l’ex numero due (Trium: HEC Paris/LSE/New York University: Stern) che scende in terza posizione, e l’ex gradino più basso del podio (Columbia/London Business School) che invece si accomoda in seconda piazza.

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Pagamenti tra aziende: ecco gli ultimi dati sulle scarse puntualità

Le aziende italiane pagano i loro debiti sempre in forte ritardo, ma la situazione sembra essere lievemente in miglioramento. Ad affermarlo è stato un recente studio condotto dal Cribis D&B (società del gruppo Crif specializzata nelle business information), in relazione al terzo trimestre del 2012. Secondo l’analisi, solamente il 47,3 per cento delle imprese italiane sarebbe stato puntuale nei pagamenti del terzo trimestre 2012, avendo saldato i propri debiti entro i termini contrattualmente stabiliti. Una percentuale che appare essere in lieve miglioramento rispetto a quanto registrato appena un anno fa (46 per cento), e a quanto registrato nel secondo trimestre (46,8 per cento).

Ad ogni modo, a guardare il bicchiere mezzo vuoto, si può ben ricordare come i dati statistici non siano ancora comparabili con quelli del periodo ante crisi, visto e considerato che nel 2007 e nel 2008 la percentuale di aziende che riusciva a onorare puntualmente i propri debiti superava la metà. È tuttavia pur vero che al 47,3 per cento delle aziende che ha pagato puntualmente nel trimestre ,occorre aggiungere un’altra fetta significativa – pari al 46,5 per cento – che ha comunque saldato i debiti entro 30 giorni. Ne consegue che, tra aziende puntuali e quelle che hanno pagato con leggero ritardo, la percentuale sale oltre quota 90 per cento.

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