Lavorare fino a 70 anni: una sentenza rafforza le possibilità

 <span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-4176" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2014/01/giornalismo_web.jpg" style="width: 160px; height: 120px; margin: 3px; float: left;" width="400" height="300" />La <strong>Corte d'Appello di Milano </strong>qualche tempo fa ha depositato una sentenza che riapre le discussioni intorno alla possibilità, in capo dei lavoratori, di <strong>poter esercitare il diritto di <a href="news.biancolavoro.it/news/2351-lavorare-fino-a-70-anni-non-e-un-diritto" target="_blank" rel="noopener noreferrer">lavorare fino a 70 anni di età</a></strong>, evitando che la propria azienda datore di lavoro ponga fine al rapporto di lavoro per questioni anagrafiche. Una vicenda della quale ci eravamo occupati alcuni mesi fa, in relazione ad una pronuncia del tribunale capitolino, e sulla quale ora sembrano aprirsi nuovi margini di interpretazione tutt'altro che da sottovalutare.</span></span></span>

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Nuovo tirocinio universitario, ecco come funziona

Con la nuova Convenzione quadro sottoscritta dal Ministero dell’Istruzione e Università, e dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, cambiano (ancora) le regole per lo svolgimento del tirocinio professionalizzante. A partire dal prossimo anno accademico, pertanto, vanno in soffitta alcune delle indicazioni del precedente decreto legge 1/2012, e della successiva riforma delle professioni di cui al dpr 137/12.

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Assunzioni scuola 2014, ecco cosa accadrà

Come anticipato dal piano triennale di assunzione di docenti Ata, previsto dal c.d. “decreto Scuola”, nel corso del 2014, il personale tecnico amministrativo degli istituti italiani vedrà ingrossarsi le proprie fila, colmando alcuni gap di organico più che evidenti in alcune regioni della Penisola. Cerchiamo dunque di comprendere cosa accadrà nei prossimi mesi sul tema, attesissimo, delle assunzioni scuola 2014.

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Lavorare in Germania: l’infermiere è tra le professioni più ricercate

Fare gli infermieri in Germania, vuol dire avere un’ottima posizione ed un lauto stipendio. Chissà che affollamento di candidature direte voi. Beh, non è dato sapere, ma a quanto pare il lavoro non manca. La situazione economica del nostro paese sta spingendo un numero sempre crescente di persone a cercare lavoro all’estero. Se trovare un’occupazione può essere complesso per chi non ha una qualifica specifica, diverso è il caso di chi è in possesso di titoli e di esperienza relativa ad un lavoro qualificato, come per esempio gli infermieri e gli addetti alle professioni sanitarie in genere. La Germania è ritornata ad essere meta di emigrazione dal nostro paese anche grazie alla crescente richiesta di personale nel settore sanitario dove il numero di precari è praticamente prossimo allo zero. Per questo motivo le strutture sanitarie in Germania hanno deciso di offrire percorsi formativi ai professionisti stranieri con corsi di lingua che comprendono anche la sistemazione ed il vitto.

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Politiche attive del lavoro: ricollocamento obbligatorio per le aziende che licenziano

Outplacement

Per un’azienda licenziare il personale è spesso una scelta problematica, ma le difficoltà maggiori le incontra sicuramente chi subisce il provvedimento. La ricerca di un lavoro, soprattutto in questo periodo, è davvero ardua ma in alcuni casi il processo di ricollocamento riesce ad intervenire in maniera positiva arginando una ferita occupazionale e sociale dalle dimensioni talvolta drammatiche. Bene, è il momento che un simile provvedimento “diventi obbligatorio”. A sostenerlo è stato l’Ad di Intoo, società che gravita nella galassia Gi Group, Cetti Galante.

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Smart work: partirà da Milano la rivoluzione del lavoro?

Alessia Mosca del Pd, Irene Tinagli di Scelta Civica e Barbara Saltamartini del Nuovo Centrodestra hanno depositato in Parlamento una proposta di legge sullo Smart work ovvero una tipo di lavoro più “agile”, che mescola in sé alcune caratteristiche di quello tradizionale, quello che porta i dipendenti a rimanere in ufficio le canoniche otto ore, e del telelavoro. Con l’adozione di un modello di Smart working, da un lato le aziende potranno risparmiare sulle attrezzature (postazioni, computer, interi uffici) – lo studio dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano stima tale risparmio in ben 37 miliardi di euro – riducendo gli spazi, dall’altro i dipendenti, grazie ad orari più flessibili, risulteranno essere meno stressati e più efficienti.

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Pensioni: importo dovuto anche se l’ente previdenziale sbaglia i calcoli

 <span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-3876" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2013/11/pensionati.jpg" style="width: 160px; height: 105px; margin: 3px; float: left;" width="800" height="527" />La <strong>Cassazione,</strong> sezione lavoro, con la sentenza n. 1659, ha sancito che <strong>la cassa di previdenza privata che comunica all'iscritto di aver raggiunto i requisiti della pensione, deve comunque pagarla anche se ha sbagliato il calcolo </strong>e il diritto non è, in realtà, effettivamente maturato. La conclusione della Suprema Corte è semplice: considerando il tema trattato, le casse di previdenza private, quando si rapportano nei confronti dei loro iscritti, hanno il dovere di essere diligenti nelle proprie comunicazioni mentre, di contro, la stessa accortezza non è richiesta al professionista.</span></span></span>

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Expo 2015: l’Europa coltiva il proprio futuro per un mondo migliore

L’Unione Europea ha firmato ufficialmente per la propria presenza all’Expo 2015 che si terrà a Milano. Lo slogan del padiglione UE è emblematico: “Coltivare insieme il futuro dell’Europa, per un mondo migliore”. Il verbo è preso in prestito dall’agricoltura e di sicuro non è un caso. Il tema scelto per questa edizione italiana dell’Esposizione Universale infatti è “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. Focus speciale dunque sull’alimentazione, sul diritto alla nutrizione (con un occhio di riguardo nei confronti degli 840 milioni di persone che nel mondo ancora soffrono per la fame), sulla sicurezza del cibo (intesa come certezza che la quantità mondiale disponibile sia sufficiente per i quasi 9 miliardi di esseri umani) e sulla qualità stessa degli alimenti e dell’acqua potabile.

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Lavorare in palestra: HealthCity assume istruttori e personal trainer

HealthCity International, catena di centri sportivi, fitness e relax di lusso, è alla ricerca di nuove figure professionali da inserire nei propri centri. Le offerte di lavoro sono al momento concentrate nel Nord Italia (Milano, Bergamo, Varese, Torino, Parma, Padova, Vicenza) e rivolte a istruttori di corsi fitness, personal trainer ed estetisti. Attualmente, HealthCity conta oltre 180 club in Olanda, Belgio, Germania, Lussemburgo, Francia, Spagna ed Italia e potrebbe essere una buona opportunità lavorativa per gli appassionati di sport e fitness. Vediamo nel dettaglio quali sono le posizioni disponibili e come fare per candidarsi.

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Studenti italiani tra più “mobili” d’Europa

Gli studenti italiani sono tra i più mobili d’Europa. Complice la crisi economica da una parte, e la disponibilità a compiere maggiori esperienze all’estero, gli studenti universitari e superiori del BelPaese si scoprono i più stimolati e spronati a varcare i confini nazionali per poter facilmente effettuare delle esperienze formative negli altri Paesi del vecchio Continente, e non solo.

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Modelle e modelli, arriva l’albo: più tutela e sicurezza con il “Visto moda”

Come già avviene per tante altre figure e categorie professionali, adesso anche le modelle saranno tutelate dall’istituzione di un albo. L’iniziativa è partita dalla Assem, Associazione per i servizi moda che, viste le nuove frontiere verso cui si sta spingendo il settore della moda, ha sentito l’esigenza di creare un organismo che regoli e tuteli questo mondo, mediante l’adozione di paletti di riferimento ben precisi, soprattutto riguardo al made in Italy. A parlarne a Labitalia è  il presidente dell’Assem, Guido Dolci, che spiega come dopo la firma del codice etico, nato per combattere il fenomeno dell’anoressia, sia sorta l’esigenza di tutelare questo mestiere anche a livello sindacale, fiscale e assicurativo.

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Mobbing: non sempre comporta la perdita di professionalità

 <span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-4430" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2014/02/Giudice.jpg" style="width: 160px; height: 107px; margin: 3px; float: left;" width="1550" height="1033" />Essere soggetti a <strong>mobbing </strong>non implica, automaticamente, subire una <strong>perdita di professionalità e di occasioni lavorative</strong>. A stabilirlo è una recente sentenza della sezione Lavoro della Corte di Cassazione (la pronuncia è la n. 172 dello scorso 8 gennaio 2014), secondo cui nell'ipotesi di mobbing l'avvenuto accertamento del danno alla salute non implica l'automatico riconoscimento di un danno alla professionalità del lavoratore.</span></span></span>

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In Albania capannoni in affitto a un euro per le imprese italiane

L’annuncio, per certi versi scioccante, lo ha fatto il Primo Ministro albanese Edi Rama. “Siamo pronti ad accogliere gli imprenditori mettendo a disposizione strutture esistenti da riqualificare, come capannoni e basi militari, che affitteremo a un euro, indipendente dai metri quadri locati, con contratti che durano per sempre”. Praticamente un insediamento produttivo gratis.  Dopo la delocalizzazione in Svizzera delle imprese italiane vicine al confine, che oltre frontiera godono di un regime fiscale più agevole, una prossima appetibile tappa per le aziende del Bel Paese potrebbe essere l’Albania. Perlomeno è questa l’idea esposta del Premier Rama, giunto qualche settimana fa a Bari e in questi giorni a Milano per attrarre investimenti. E la sua proposta è a dir poco allettante.

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Rapporto Italia Eurispes, meno viaggi meno capi firmati. Un italiano su tre non arriva a fine mese

Sfiducia nelle istituzioni ed incapacità di immaginare il suo stesso futuro, questa è la prima e cruda impressione emersa dal recente rapporto Italia 2014 Eurispes, presentato proprio nella giornata di oggi alla stampa. Nonostante la dura e convincente battaglia di alcuni settori alla crisi, come cultura, manifattura, agricoltura e turismo che continuano ad essere i pilastri della nostra economia, lo scetticismo sulla possibilità di uscirne fuori, sembra prevalere. Quasi un italiano sui tre, secondo quanto pubblicato dal rapporto, non riesce ad arrivare a fine mese con quello che guadagna. Le regioni più in difficoltà sono quelle da Roma in giù, dove si manifesta la più alta concentrazione di chi non arriva a fine mese, 41,9 per cento per il Sud. O di chi per vivere è costretto ad utilizzare i propri risparmi, il 64 per cento per il Sud e il 58,9 per cento per le Isole. Cresce dunque l’abbandono del “superfluo” e buona parte degli italiani dice addio a ristoranti, capi griffati e ultimi modelli di smartphone. Ed ancora, l’84,3 per cento riduce le risorse destinate ai regali, l’81 per cento taglia le spese per i pasti fuori casa e il 75,3 per cento privilegia l’acquisto di prodotti di abbigliamento in punti vendita più economici, come grandi magazzini, mercatini e outlet. L’82,9 per cento aspetta i saldi per acquistare. Anche per quanto riguarda l’acquisto di generi alimentari, buona parte sceglie marche e prodotti più convenienti.

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Olio italiano, l’accusa del New York Times e il libro di Tom Mueller

Tom Mueller, giornalista e blogger è l’autore del libro “Extraverginità” presentato il 29 gennaio alla Camera dei deputati a Roma. Sul banco degli imputati del suo lavoro, l’olio extravergine d’oliva italiano. La presentazione del libro di Mueller, Americano che abita in Liguria è stata preceduta alcuni giorni prima dall’uscita di 15 vignette pubblicate dal New York Times e ispirate dallo stesso libro intitolate “Il suicidio dell’extravergine”. Illustrazioni di un’ipotetica filiera illecita molto esplicite e del tutto infondate. Le accuse scritte nel testo hanno dipinto il nostro paese come “un covo di truffatori”, additando e mettendo in discussione la qualità dell’olio Made in Italy. Inoltre Mueller ha definito gli organismi di controllo italiani “incapaci di effettuare le necessarie verifiche”, e i politici come “soggetti  incapaci di reagire perché semplicemente al soldo delle multinazionali”, quindi complici delle frodi.

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Over 50 e donne: con i fondi europei 20mila posti di lavoro in più

20mila nuovi posti di lavoro, con particolare attenzione all’inclusione nel mercato dei segmenti più “deboli” come gli over 50 e le donne. Secondo quanto affermato dal ministro per la coesione territoriale Carlo Trigilia, un simile risultato sarebbe ottenibile mediante politiche di decontribuzione, queste ultime finanziate dai fondi europei. Con tali prerogative, il ministro ha così voluto rassicurare circa l’investimento del Governo nella riallocazione efficiente delle risorse comunitarie, andando a spingere verso obiettivi maggiormente attinenti alle difficoltà di alcune aree del Paese, e di alcuni profili socio-lavorativi.

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Super-elettrodomestici, connessioni internet e frigo intelligenti

La nuova generazione di elettrodomestici lascia senza parole. Tecnologicamente avanzati, gli ultra moderni “oggetti” del desiderio fedeli alleati di casalinghe, ma non solo, cambiano abito e si vestono di innovazione. Sembra che ormai il compito “professionale” per cui sono stati creati resta quasi solo un dettaglio. Nell’ambito del Samsung European Forum 2014, svoltosi a Malaga, la Samsung colosso sudcoreano ha anticipato alcune novità che presenterà nei prossimi mesi. Non possono passare inosservati frigoriferi e lavatrici che si connettono ad internet, oltre agli attesissimi display Ultra Definiti, per non parlare del nuovo smartphone con uno schermo QHD AMOLED con risoluzione pari a 2560 x 1440 pixel. Ma la prospettiva per il prossimo futuro riguarda gli schermi UltraHD 4K applicati ai telefoni cellulari.

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Vivere con 640 euro al mese, l’indagine di Bankitalia

Da un’indagine biennale (2010-2012) della Banca d’Italia, sui bilanci delle famiglie italiane, emerge uno scenario inquietante. In quegli anni il reddito equivalente (pro-capite) si è ridotto, senza lasciare nessuno immune a parte qualche over65. Un biennio molto difficile per famiglie e giovani, questi ultimi maggiormente colpiti dalla crisi. Secondo la fotografia scattata da Bankitalia, la ricchezza media in quegli anni è diminuita del 6,9 per cento. Ma sono tanti i fattori da considerare per analizzare nello specifico questa folle retrocessione, primo fra tutti è senza dubbio il bassissimo livello del clima di fiducia delle famiglie, strette nella morsa del lavoro che manca. Fatto sta che metà dei nuclei familiari del nostro paese vive con meno di 2.000 euro al mese. Ma quello che preoccupa ancora di più è quel 20 per cento circa, riferito a coloro che conta di vivere con un reddito inferiore ai 14.457 euro. Sul versante opposto invece, si conta un buon 10 per cento di famiglie che vivono con un reddito annuo molto alto, più di 55.211 euro. Di queste, il 10 per cento possiede il 46,6 per cento della ricchezza netta familiare totale. Ma la soglia di povertà individuale, secondo Bankitalia, scende nel 2012 a 7.678 euro netti all’anno. Praticamente uno su sei arriva a fine mese con 640 euro.

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Evasori dell’Isee, circa 2 miliardi l’anno sottratti ai servizi sociali

Da una ricerca condotta da Lef, l’Associazione per la legalità e l’equità fiscale è emerso che nel nostro paese gli evasori dell’Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) sottraggono ogni anno alle famiglie oneste 2 miliardi in servizi sociali. Tutti sappiamo che tali dichiarazioni sono lasciate in gran parte alla volontà dei dichiaranti, che evidentemente non sempre dichiarano quello che realmente guadagnano. I “vantaggi” illegali di omettere il reale stato economico, sono tanti. Chi infatti effettua mini-dichiarazioni dei redditi, ottiene in media il 20 per cento delle risorse assegnate come ad esempio l’accesso agli asili nido, alle borse di studio, alle mense scolastiche, alla sanità etc. Dalla stessa ricerca emerge come l’80 per cento di chi dichiara, nasconde buona parte del proprio patrimonio immobiliare, e non solo. Per ottenere vantaggi sociali notevoli, anche fino al 70 per cento, può bastare non aver dichiarato anche una piccola somma, per affinare il tutto e rientrare in una fascia economica debole. Sottraendo molto spesso risorse essenziali a chi ne ha realmente bisogno.

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Prodotti contraffatti, in Italia un giro d’affari di 1,5 miliardi

Il business dei prodotti contraffatti beffa la crisi, solo nel 2013 sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza oltre 356mila pezzi “falsi” al giorno. I militari hanno smantellato un giro d’affari milionario, circa 130 milioni di prodotti sottratti alle casse degli imprenditori del falso. Parliamo di merce non sicura per i consumatori o con una falsa indicazione d’origine. Ma al di là del sequestro i dati forniti dalla Gdf indicano chiaramente una crescita di attività di oltre il 25% rispetto all’anno precedente. 9.445 persone le persone denunciate dalle Fiamme gialle di cui 252 per associazione a delinquere poiché presunti affiliati di organizzazioni criminali con il compito di produrre e vendere prodotti contraffatti.

Non esiste un settore merceologico che non è stato invaso dal mercato del “tarocco”, e i sequestri parlano chiaro (fonte ilsole24ore): solo per l’abbigliamento sono stati contati quasi 22 milioni di pezzi, altri 13 milioni i giocattoli, mentre l’elettronica è uno dei primi settori con più alto indice di contraffazione, quasi 42 milioni. Oltre a 53 milioni di pezzi appartenenti alla categoria beni di consumo, e di questi cosmetici, pezzi di ricambio per auto e prodotti per l’igiene. Tutta merce che una volta raggiunto il circuito del mercato reca danno non solo ai consumatori, per via della bassissima qualità dei prodotti, ma anche al commercio locale. Settore che più di tutti risente del macigno della crisi economica.

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