Sky cerca agenti pubblicitari e venditori ed offre stage in vendite, marketing e pubblicità

Sky è uno dei big internazionali nel settore dell’entertainment familiare. Con le sue pay-tv e i numerosi canali adatti ad ogni gusto, la società è tra i precursori della perfetta targetizzazione dell’offerta domestica.

Per candidarsi a un posto di lavoro in Sky è sufficiente inviare il proprio cv con autorizzazione al trattamento dei dati personali ai sensi del d.l. 196/2003 a Gruppo Sky, via Monte Penice 7 – 20138 Milano, all’attenzione della Direzione del personale, oppure inviando i dati in formato telematico da questo apposito collegamento dal quale potrete altresì consultare il dettaglio di tutte le posizioni aperte: Lavora con noi

Ecco tutti i ruoli oggi disponibili in azienda:

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Linkem cerca stagisti nell’area comunicazione ed assume operatori call center, specialista CRM & Market Place ed addetto al supporto esercizio – ticketing

 

Linkem è una società che fornisce un servizio di accesso ad internet ad alta velocità sul territorio nazionale tramite la sua rete di proprietà. Operante su gran parte delle aree nazionali, la società è oggi alla ricerca di nuovi collaboratori, proponendo altresì interessanti opportunità in stage.

Stage

Cominciamo proprio dagli stage. La prima posizione aperta, a Roma, è quella in Channel support, una divisione che affianca e fornisce supporto a tutti i canali di vendita e distribuzione. La risorsa seguirà le seguenti attività: inserimento dei nuovi partner commerciali sui sistemi; archiviazione dei contratti e gestione della relativa documentazione; gestione degli ordini di acquisto; gestione del trouble ticketing.

Per quanto attiene ai requisiti, si domanda laurea in materie economiche, scientifiche o equivalenti; ottima conoscenza di excel e di tutto il pacchetto office.

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Ict: in Europa 400.000 posti di lavoro. Nel 2015 raddoppieranno

Se siete genitori ed avete un figlio che sta per affrontare l’università, forse, un buon  consiglio è quello di convincerlo ad iscriversi a corsi di laurea di natura informatica. Infatti, nel settore denominato Ict (information and comnunication technology) la domanda di lavoro supera ampiamente l’offerta, già adesso. Sono infatti 400.000 i posti scoperti in tutta Europa. Questo perché, più ancora in Italia, ma il problema è comune in tutta la zona Ue, i laureati nel campo sono troppo pochi rispetto alla smisurata velocità di espansione del settore.

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Lavoro : Eurozona, nessun miglioramento in vista

I dati diffusi oggi dalla Bce non mettono molta allegria. La questione lavoro nell’Eurozona  rimane cruciale. A breve “non ci saranno miglioramenti” ed anzi, molto probabilmente la disoccupazione “aumenterà ancora” pur essendo arrivata all’11.9%, il dato più alto dall’inizio delle serie Eurostat. “Servono riforme per creare lavoro” ha spiegato la Banca centrale in una nota. Le emergenze maggiori sono quelle dettate dalla disoccupazione giovanile e da quella di lunga durata. Insomma sono veramente troppi i giovani che, in Europa, non hanno un lavoro e per giunta chi lo perde, giovane o meno che sia, in molti casi fatica a ritrovarlo, rimanendo disoccupato a lungo. Nel quarto trimestre, i dati hanno indicato un calo dell’occupazione pari allo 0,3%.

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Crisi del mattone: mercato giù del 29%. Ai livelli del 1985

Nonostante in varie parti d’Italia il prezzo delle case continui a scendere, si è purtroppo abbassato anche il numero delle loro compravendite ed in maniera drastica. Quindi, nonostante i prezzi spesso più bassi, il mercato del mattone ancora non tira, per nulla. I dati dell’Agenzia delle Entrate sono incontrovertibili. Nell’intero 2012 sono state effettuate 444.000 compravendite di abitazioni. Lo stesso numero del 1985. Se si pensa alle abissali differenze rispetto a 28 anni fa, è facilmente intuibile quanto tale dato indichi da solo una crisi del settore che definire nera appare quasi un eufemismo.

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Renault: 7500 posti in meno entro fine 2016

L’accordo per la produttività siglato da Renault con le parti sociali francesi prevede un taglio di 7500 posti di lavoro entro la fine del 2016. La notizia appare drammatica, ma fortunatamente, la grande maggioranza di questi tagli, non deriveranno da licenziamenti veri e propri, ma da operazioni di mancata sostituzione di lavoratori uscenti e prepensionamento per dipendenti oltre i 58 anni di età.  E’ questa forse la parte più significativa dell’accordo che garantirà a Renault la possibilità di non chiudere nessuno dei suoi cinque stabilimenti francesi. Parallelamente è stato previsto anche il congelamento dell’aumento salariale per il 2013 e un aumento dell’orario di lavoro del 6,5%.

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Superare la timidezza e candidarsi in maniera idonea

email pervenuta a La Posta di Bianco Lavoro

 

Essendo in questo momento disoccupata (ero una segretaria in una ditta di autotrasporti), sto frequentando un corso di contabilità aziendale. Ora dovrei cercare lavoro o al massimo uno stage in quest'area, poiché alla teoria si deve far seguire la pratica. Il mio dubbio è questo: secondo Voi è meglio telefonare direttamente agli studi/aziende per cercare lavoro, oppure è meglio non essere troppo invasivi e mandare solo una mail (o lettera via posta)?

Premetto che sono una persona molto timida e preferisco mandare mail….ma di questi tempi ho paura che mail e lettere vengano direttamente cestinate senza essere prese in considerazione. Però, siccome ero addetta al centralino, so anche cosa vuol dire ricevere 40/50 telefonate al giorno. Da qui il mio dubbio.

 

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Piccole e medie imprese: i vantaggi del commercio con la Cina

Nell’ultimo decennio in particolare, la parola d’ordine a livello commerciale è “globalizzazione”.

Nell’insieme, valutando tutti gli aspetti sia negativi sia positivi la bilancia pende verso il positivo anche per i rapporti commerciali, anche se, in tutta onestà va detto che a risentirne maggiormente sono i mercati locali.

La Cina è considerata un paese in via di sviluppo, una teoria piuttosto ingenua e semplicistica, infatti, essa è avanti di parecchio rispetto alla comunità Europea.

Le leggi semplici, il costo della manovalanza molto più esiguo rispetto al nostro rende la Cina un paese molto avanzato, soprattutto nel settore della tecnologia.

Molte piccole medie imprese da qualche tempo ormai, intrattengono rapporti commerciali con l’oriente e avendo sperimentato e assodato la correttezza e la disciplina di questo popolo, hanno iniziato a trasferire fisicamente le loro sedi produttive in Cina.

Naturalmente la prima essenziale necessità è un servizio di traduzione di alto profilo.

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Cairo Communication assume product manager, agenti di vendita ed offre stage presso la direzione commerciale Tv

Cairo Communication è un gruppo italiano che svolge la propria attività nel settore della comunicazione in qualità di editore di periodici e di libri, di concessionaria per la vendita di spazi pubblicitari su diversi mezzi (principalmente tv, stampa e internet) e di titolare del motore di ricerca Il Trovatore.

Tra le principali testate editoriali pubblicate si annoverano noti periodici promossi come Cairo Editore (Settimanale Dipiù, DipiùTv, DiPiù e DipiùTv Cucina, DiPiù e DipiùTv Stellare, Diva e Donna, TV Mia, Settimanale Nuovo, For Men Magazine, Natural Style), e come Editoriale Giorgio Mondadori (Airone, Bell'Italia, Bell'Europa, In Viaggio, Gardenia, Arte, Antiquariato).

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La cassa integrazione fa guadagnare le banche?

Un articolo apparso oggi sul Fatto Quotidiano , spiega come le banche riescano a guadagnare dalla Cassa integrazione. A scanso di equivoci, va detto che la pratica è del tutto legale ed anzi talvolta toglie letteralmente le castagne dal fuoco ai lavoratori rimasti senza stipendio. Secondo il giornale diretto da Antonio Padellaro,  è stato messo a punto un vero e proprio prodotto bancario, la cosiddetta “anticipazione sociale”, che ha la funzione di erogare i soldi della Cassa integrazione guadagni straordinaria e straordinaria in deroga, soldi che dovrebbero arrivare ai lavoratori dal Ministero e che però spesso ritardano. Così, gli istituti di credito anticipano le somme dovute per poi guadagnare sugli interessi, che hanno tassi differenti da banca a banca.

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Esuberi Electrolux: c’è l’accordo, oltre 1000 i lavoratori salvaguardati

E’ un accordo importante quello che i sindacati Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uil sono riusciti a raggiungere con la dirigenza aziendale della Electrolux, lavorando in stretta collaborazione con quest'ultima. Ad essere salvaguardati, in tutto, saranno 1128 lavoratori, impiegati in quattro diversi stabilimenti. L’azienda il mese scorso aveva annunciato 532 esuberi che, sommati ai 636 già previsti nel piano di ristrutturazione avevano fatto salire il numero dei posti a rischio oltre il migliaio. Una trattativa complessa ha permesso un accordo che prevede il ricorso ad un contratto di solidarietà per due anni. Si lavorerà in media sei ore al giorno. La misura agisce parallelamente al contributo erogato per dimissioni volontarie (30.000 euro, 42.000 fino alla fine dell’anno corrente).

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Equitalia: “Aumento interessi di mora è previsto per legge”

Un aumento degli interessi di mora applicabili sulle cartelle esattoriali pagate in ritardo ha scatenato l’ennesimo putiferio contro Equitalia. Aumento che però è “previsto dalla legge”, spiega Equitalia. Dal primo maggio 2013 infatti, il tasso di interesse sarà del 5,22% circa, contro l’attuale 4,55%, in vigore da ottobre 2012. Prima di questa data il suddetto tasso era decisamente più alto, al 6,83% (da ottobre 2009). Dopo il taglio verso il basso di oltre due punti percentuali, il 4 marzo scorso,  ildirettore del Agenzia delle Entrate, Attilio Befera,  ha emanato un provvedimento che rivede al rialzo il tasso d’interesse, adeguandolo “alla media dei tassi bancari per il 2012”.

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Discriminazione sul lavoro e negli annunci: parte il ricorso alla Corte Europea

Il quotidiano torinese La Stampa prende ad esempio gli annunci di posti di lavoro presso Camera o Senato, nei quali viene indicata un’età massima. Scrive la testata diretta da Mario Calabresi, che  “ci sono delle leggi che lo impediscono”. Ed è vero. E sono addirittura europee. Le discriminazioni sul posto di lavoro o nelle offerte sono appunto vietate dall’Ue. Eppure, se in molti paesi d’Europa l’età spesso non è nemmeno indicata nel curriculum (figuriamoci quindi negli annunci di lavoro), in Italia, vedere un’offerta che recita “cercasi giovane laureato con esperienza almeno triennale, max 26 anni” per un qualsiasi posto di lavoro, potrebbe non essere così impossibile.  Quindi se uno si è laureato in tempo, per puro caso ha già fatto il lavoro richiesto per tre anni, è disponibile subito, ma di anni ne ha 27, perché per uno è andato in Erasmus, è out. L’esempio è ovviamente un po' surreale e forse non esiste realmente così come è scritto, ma calza.

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Esodati: terzo decreto, “salvi” altri 10.000

E' un processo terribilmente lungo quello della salvaguardia delle decine di migliaia di esodati, quelle persone che, dopo la riforma delle pensioni, si sono ritrovati senza lavoro, ma con l'impossibilità di accedere alla pensione. Il governo Monti però aveva previsto dei rimedi. Dopo i primi 65.000 ed i secondi 55.000, ieri un terzo decreto in via di approvazione ha stabilito le regole di accesso alla pensione per altri 10.000 esodati, che usufruiranno del vecchio sistema. Salgono così a oltre 120.000 i salvaguardati, anche se sussiste ancora un pesante scontro sul numero effettivo degli individui ritrovatisi in questa condizione. A dare la notizia ieri, è stato il ministro del Welfare, la (fin troppo forse) contestata Elsa Fornero, alla rete satellitare all news SkyTg24. Quest'ultimo provvedimento, per l'esattezza, riguarda 10.130 esodati. Ad usufruire del terzo decreto saranno tra gli altri, anche i lavoratori in mobilità con accordi stipulati entro il 31 dicembre 2011, licenziati entro settembre 2012.

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Confindustria: manca il credito, un terzo delle aziende rischia di licenziare

Le imprese italiane sono ancora strette nella morsa della mancanza di credito. Una situazione questa, che rischia di portare alla chiusura un buon numero di aziende valide. A spiegarlo è il Centro Studi di Confindustria, che segnala come un terzo del totale rischia, per questo motivo, di dover mettere in atto dei licenziamenti. L’estrema lunghezza della crisi più grave del dopoguerra genera cicli negativi. Dopo quello del 2007-2009 e quello del 2011-2012, potrebbe infatti verificarsi un nuovo “credit crunch”, in parole povere un inasprimento delle condizioni di concessione del credito, spesso necessario alle aziende per sopravvivere, anche solo per pagare le tasse, come segnala un recente studio condotto da Unimpresa.

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Bridgestone: 950 a casa dal 2014. Passera scrive all’azienda

Un duro colpo per la già non certo rosea situazione dell’occupazione al Sud. Ad inizio settimana i vertici aziendali di Bridgestone Europe, la nota casa produttrice di gomme, hanno comunicato la volontà di chiudere entro la prima metà del 2014 lo stabilimento di Modugno (Bari), in cui lavorano circa 950 persone. Sulla questione il governo ha chiesto immediatamente un incontro con l’azienda, ed il Ministro per lo sviluppo economico Corrado Passera ieri ha scritto una lettera all’Ad Masaaki Tsuyaai, definendo la chiusura “immotivata” e chiedendone quindi le ragioni, che potrebbero non essere di natura economica in senso stretto. Ufficialmente infatti, pare non sia così.

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L’ex ministro: “Se restiamo nell’euro disoccupazione al 20%”

In un’intervista al tedesco Focus, L’ex ministro dell’Industria Paolo Savona ha spiegato che, partendo dal quadro attuale, per l’Italia ci sono due strade. La prima è rimanere nell’euro, ma in questo caso il tasso di disoccupazione potrebbe raggiungere il 20% (ora è all’11,7). La seconda è quella di uscire dalla moneta unica europea e sopportare un’inflazione del 20%. Tra le due, ha detto Savona, preferisco la “seconda variante” (ipotizzando quindi un’uscita dall’euro). La terza strada è quella che dovrebbe percorrere l’Europa, cambiando le sue politiche. Se ciò non avvenisse, rimangono i due casi di cui sopra.

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Istat: stipendi italiani sotto la media Ue. Dodicesimi su 27

Gli stipendi italiani sono sotto la media europea (e ultimamente rischiano anche di arrivare a rate). A dirlo è l’Istat, che ha presentato i dati dell'ultima rilevazione, effettuata a ottobre 2010. Secondo l’Istituto di statistica la retribuzione oraria lorda in termini nominali è di 14,5, contro i 15,2 della media Ue.  Cifre inferiori di oltre il 14% rispetto, ad esempio a quelle della Germania. Non è lei però, in questo caso, a fare la parte del leone. I valori più elevati infatti sono stati registrati in Danimarca, dove la retribuzione oraria è praticamente doppia rispetto a quella italiana (27,09 euro), seguita da quella media dell’Irlanda (22,23 euro) e del Lussemburgo (21,95 euro).

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Cgia: La metà delle pmi paga i salari a rate

Secondo la Cgia di Mestre, nota per i suoi studi approfonditi sull’andamento del mondo delle imprese e del lavoro, una pmi su due per pagare i salari ai suoi dipendenti è costretta a rateizzare. Ciò significa che i lavoratori di quelle aziende spesso non ricevono l’intero stipendio quando dovrebbero. La causa, secondo l’associazione, risiede nella scarsissima liquidità di queste imprese che, volendo comunque non lasciare a secco i dipendenti, si organizzano cone le rate, in modo da dilatare nel tempo i pagamenti. Una situazione questa dovuta ovviamente alla crisi più nera dal 1929. Quest’ultima, oltre ad avere effetti pesantissimi è risultata essere anche molto lunga. E’ ormai cinque anni infatti che “sprigiona i suoi effetti negativi”, ha spiegato il presidente Bortolussi.

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Crisi: crolla il Pil, indietro di dieci anni

Il Pil italiano, per l’anno 2012 è stato di 1.565.916 milioni di euro correnti, calando il suo volume del 2,4% e facendo regredire l’economia italiana ai livelli di dieci anni fa. La cosa ancora più preoccupante è che, almeno stando alle stime del Codacons, nel 2013 andrà ancora peggio, ed il rischio è quello di regredire ulteriormente, non di dieci anni, ma addirittura di oltre 50. Il nodo è il crollo della domanda, quindi dei consumi (meno 4,4% su base annua), che a sua volta ha generato la crisi del commercio. Colpa delle troppe tasse, che hanno raggiunto il 44% sulle famiglie), ma anche della crescita spropositata della disoccupazione o, per meglio dire, della mancanza di lavoro.

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