Convegno nazionale consulenti del lavoro: si discute delle nuove riforme

I consulenti del lavoro di Milano aspettano con ansia il convegno Nazionale, riguardante la loro categoria, che si terrà fra pochi giorni. Gli argomenti in discussione sono tanti e i punti da affrontare sono insidiosi, tenendo conto delle nuove riforme sul lavoro varate dai Decreti del Governo Monti.

Non tutti sanno esattamente cos’è un Consulente del lavoro, quindi approfondiamo la conoscenza di questa figura professionale che nel tempo ha acquisito sempre più importanza.

Egli è un consulente che si occupa di gestione aziendale in relazione a tutto ciò che disciplina il corretto funzionamento di assunzioni, buste paga, maternità, malattia e quant’altro ruota intorno le necessità del lavoratore e dell’azienda.

Solitamente il consulente del lavoro dispone di un ufficio proprio privato, dove svolge la sua attività sia per le aziende sia in difesa del lavoratore.

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Facebook aiuta nel mondo del lavoro?

Una grossa azienda nel settore automotive mi incaricò di ricercare un ingegnere elettronico con particolari requisiti e competenze pregresse. Non era un profilo affatto semplice e dopo alcuni giorni ed un po' di CV ricevuti e scartati ero in alto mare. Quando, colpo di scena, mi arriva una richiesta di amicizia su Facebook; ricordavo a malapena il nome, era un vecchio compagno di scuola di cui avevo perso le tracce da 15 o 20 anni… accetto l'amicizia e (come si fa sempre in maniera automatica) vado subito a guardarmi il profilo… e cosa scopro?! Si era laureato in ingegneria elettronica, aveva avuto importanti esperienze lavorative all'estero ed in quel momento lamentava con alcuni post il fatto di faticare nella ricerca di occupazione ora che era rientrato in Italia.

Colsi la palla al balzo e gli inviai un messaggio privato spiegandogli che mi occupavo di selezione e stavo cercando una figura professionale molto simile alla sua, chiedendo se poteva essere interessato ad approfondire. Rispose immediatamente in chat e nel giro di poche ore, CV alla mano e chiaccherata via Skype concordammo un appuntamento. Per farla breve, salì sul treno in giorno successivo (eravamo comunque in regioni ben distanti) e lo presentai all'azienda mia cliente che fu ben lieta di assumerlo ed addirittura di pagargli le spese di alloggio per i primi mesi.

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MBA: ecco le migliori business school del Pianeta

Se avete intenzione di frequentare un valido Master in Business Administration (Mba), ma non sapete quali siano gli istituti in grado di offrire la proposta più pregiata, il Financial Times ha pronta la risposta per voi, con l’elenco delle migliori business school del Pianeta. Una lunga lista nella quale spiccano soprattutto le scuole americane e orientali, ma dove non disdegnano di fare una loro significativa comparsa anche alcuni istituti del vecchio Continente, Italia inclusa.

In cima alla lista dei desideri dei giovani studenti che ambiscono a conseguire l’accesso a un Mba vi è, come lo scorso anno, la cinese Kellogg/Hong Kong UST Business School, che replica il successo del 2011 confermandosi al primo posto del ranking del FT. La seconda e la terza posizione del podio subiscono invece uno scambio di ruoli, con l’ex numero due (Trium: HEC Paris/LSE/New York University: Stern) che scende in terza posizione, e l’ex gradino più basso del podio (Columbia/London Business School) che invece si accomoda in seconda piazza.

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Food photographer: come fotografare il cibo trasforma l’appetito in una professione

Una vocazione, più che un mestiere. Una passione che si trasforma in professione, e che spesso non si apprende con scuole, corsi e master, ma da autodidatta, con tanta pratica e a furia di tentativi. Stiamo parlando del mestiere di fotografo, che al proprio interno si specializza in vari settori: dal reportage alla naturalistica, dalla moda allo still life (natura morta e oggetti) fino al food (che è una branca dello still life), solo per fare qualche esempio.

I fotografi di food, nello specifico, sono coloro che si occupano di cibo, fotografando piatti per ristoranti o per articoli giornalistici di cucina e per libri di ricette, ma anche prodotti e packaging per aziende. Un’attività particolare, che richiede attenzione minuziosa ai dettagli e una certa “fame”. Sì, perché un bravo foodphotographer sa rendere appetitosi i piatti e i prodotti che fotografa, e deve invogliare a mangiarli chi li guarda.

Per quanto riguarda la formazione, le scuole di fotografia che prevedono un percorso professionale stanno sorgendo recentemente, e in Italia non sono molte; le affiancano corsi di laurea come quelli del Dams di Bologna, che però ha un’impronta più critica che pratica. Per questo spesso la maggior parte dei fotografi è autodidatta.

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Pagamenti tra aziende: ecco gli ultimi dati sulle scarse puntualità

Le aziende italiane pagano i loro debiti sempre in forte ritardo, ma la situazione sembra essere lievemente in miglioramento. Ad affermarlo è stato un recente studio condotto dal Cribis D&B (società del gruppo Crif specializzata nelle business information), in relazione al terzo trimestre del 2012. Secondo l’analisi, solamente il 47,3 per cento delle imprese italiane sarebbe stato puntuale nei pagamenti del terzo trimestre 2012, avendo saldato i propri debiti entro i termini contrattualmente stabiliti. Una percentuale che appare essere in lieve miglioramento rispetto a quanto registrato appena un anno fa (46 per cento), e a quanto registrato nel secondo trimestre (46,8 per cento).

Ad ogni modo, a guardare il bicchiere mezzo vuoto, si può ben ricordare come i dati statistici non siano ancora comparabili con quelli del periodo ante crisi, visto e considerato che nel 2007 e nel 2008 la percentuale di aziende che riusciva a onorare puntualmente i propri debiti superava la metà. È tuttavia pur vero che al 47,3 per cento delle aziende che ha pagato puntualmente nel trimestre ,occorre aggiungere un’altra fetta significativa – pari al 46,5 per cento – che ha comunque saldato i debiti entro 30 giorni. Ne consegue che, tra aziende puntuali e quelle che hanno pagato con leggero ritardo, la percentuale sale oltre quota 90 per cento.

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La professione del mediatore familiare: un supporto per le famiglie in crisi

Oggi, purtroppo sono sempre più frequenti le coppie che non riescono a dialogare e a trovare un intelligente compromesso al fine di rendere stabile una relazione e più serena la vita dei propri figli. La figura del mediatore familiare è una figura professionale dei nostri tempi, il suo ruolo appare estremamente utile per superare situazioni conflittuali che riguardano sia la coppia e sia le dinamiche relazionali non sempre appropriate che coinvolgono anche altre figure parentali che ruotano intorno alla coppia, non sempre capaci di sostenere in modo positivo l’equilibrio della giovane famiglia.

Un problema molto frequente come possiamo costatare tristemente dalle notizie di cronaca della TV e dai giornali è la contesa dei figli nei momenti di separazione, spesso tante coppie si rivelano incapaci di mettere da parte le proprie ostilità per il bene dei propri figli, in questi casi il mediatore familiare può rivelarsi un valido supporto nel mediare i danni e situazioni complesse prima che queste assumano toni sgradevoli e traumatizzanti per la vita di un minore e per la stessa coppia.

Cosa fa il mediatore familiare e come interviene

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Varese discute la riforma del mercato del lavoro

Il mercato del lavoro è uno dei temi più spinosi non solo di questo ultimo periodo di congiuntura economica non favorevole, ma anche un tema molto aperto ed estremamente dibattuto dove si confrontato più soggetti coinvolti nella problematica. Il governo Monti ha messo in atto una riforma del mercato del lavoro tesa a limitare l'abuso e l'uso non conforme dei contratti definiti flessibili, ma la logica secondo la quale questa riforma dovrà essere applicata desta molta perplessità.Bisogna per prima cosa capire quali sono gli impatti in termini di occupazione di una riforma che sembra annunciare un irrigidimento di tipo normativo che non agevola in alcun modo le imprese, c'è bisogno di fare chiarezza e di capire come usare questo strumento.

La sede di Varese è stato il luogo nel quale sono stati organizzati degli incontri promossi dall'area lavoro e previdenza della associazione industriali di Varese, le aziende coinvolte sono state numerose e tutte interessate alla problematica della riforma Fornero.

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Ikea apre a Pisa, 350 nuovi posti di lavoro sul territorio

Si è svolta ieri a Firenze la cerimonia di inaugurazione dei lavori della nuova Ikea di Pisa.  Presenti le massime autorità di regione, provincia e comune che hanno raccolto i ringraziamenti del responsabile Sviluppo Italia dell’Ikea, Alessandro Paglia, e dell’amministratore delegato di Ikea Italia Lars Petersson, per aver mantenuto al promessa di chiudere l’iter burocratico nel giro di un anno.

Infatti circa un anno fa, dopo le peripezie di Vecchiano, Ikea voleva lasciar perdere il progetto di aprire un altro punto vendita nella regione Toscana ma l’amministrazione regionale ha preso in mano la situazione proponendo, su segnalazione delle amministrazioni locali, altre location e promettendo di velocizzare l’iter burocratico italiano notoriamente farraginoso (in Italia Ikea impiega il doppio del tempo per avere i permessi rispetto al resto del mondo).

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Legge di stabilità: novità anche per la scuola

La legge di stabilità oltre alle detrazioni Irpef retroattive, tagli alle regioni e alle province nonché alla sanità, introduce novità anche per la Scuola. Nuovi tagli, questa volta però si parla di “razionalizzazione” del personale.

La proposta è colmare il deficit del numero degli insegnanti aumentando le ore di docenza frontale. In un primo momento il Ministro ha pensato di portarle dalle 18 “storiche” a 24 ore settimanali ma ha già mediato verso le 20/21 ore di docenza da contratto (quindi senza aumento di stipendio).

Secondo i calcoli ci sarà un risparmio di 721 milioni di euro quando la riforma sarà a pieno regime (si prevede per il 2014) mentre nel prossimo anno scolastico si prevede un risparmio di 240 milioni di euro. Cifra molto significativa se si pensa che la spending review aveva previsto un risparmio per le “voci scuola” di 237 milioni di euro.

Secondo i tecnici le 6/3 ore in più previste dalla Legge di Stabilità andrebbero semplicemente a colmare quelli che in gergo vengono chiamati “spezzoni d’orario”. In pratica sarebbero le ore di “buco” tra un’ora di docenza e l’altra in cui spesso agli insegnanti di ruolo vengono assegnate supplenze, pagate a parte.

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Come avviare un ristorante vegetariano

 

Chi desidera avviare un ristorante vegetariano, deve avere alcuni requisiti  indispensabili. Aprire un ristorante vegetariano, una vera a propria moda  lanciata dalle star di Hollywood ed oggi un business in continua crescita, non è un’attività adatta a tutti, dal momento che chi è vegetariano è anche una persona che in sostanza abbraccia un nuovo modo di vivere e una nuova filosofia di vita, quindi non bisogna pensare solo al ristorante in sé ma a tutta l’atmosfera intorno ad esso.

Per avviare un ristorante vegetariano è indispensabile avere doti manageriali ma al contempo conoscere il settore di riferimento. Che è, appunto quello vegetariano.

I vegetariani seguono infatti diversi modelli dietetici e si dividono in:

• Vegetariani che assumono una dieta di tipo latteo-ovo-vegetariana, ovvero a base di prodotti caseari, escludendo carne, pesce e molluschi e qualsiasi animale terrestre o marino derivato dall’uccisione diretta. Questo tipo di dieta include legumi e ogni alimento di natura vegetale, ammettendo anche uova, miele, latte e derivati ed è il modello alimentare vegetariano più diffuso in occidente.

• Vegetariani con una dieta base di latte e derivati, che esclude però le uova ed è tipica delle aree asiatiche d indiane.

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Il settore edile si forma al meeting europeo a Perugia

In tutti i settori e non solo in quello edile, prima ancora di avere delle velleità da imprenditore, è necessario avere una solida preparazione di base del settore medesimo e di quelle che sono le norme che lo regolano.

Questo serve a tutti i professionisti del settore per avere una solida preparazione, in un quadro normativo di riferimento e non solo che ogni giorno muta, dall'altra aiuta anche gli stessi imprenditori a elevare la qualità del lavoro svolto e a ragionare in termini di sicurezza. La formazione è quel processo indispensabile di aggiornamento del sapere e delle conoscenze che aiuta le persone a operare non solo nel rispetto delle leggi, ma anche a fare in modo tale che si possano ridurre gli incidenti che soprattutto nel settore edile sono all'ordine del giorno.

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Aprilia, Oristano e Bergamo: iniziative territoriali per combattere la disoccupazione

Aprilia. Percorsi di tirocinio di inserimento o reinserimento al lavoro previsti dall’azione “Botteghe di mestiere” del programma Apprendistato e mestieri a vocazione artigianale, promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ed attuato con la collaborazione di Italia Lavoro.

Il progetto è rivolto a giovani inoccupati o disoccupati trai 18 e i 29 anni che potranno svolgere 3 stage semestrali retribuiti (500 euro mensili) per acquisire competenze professionali in attività produttive tradizionali legate al territorio.

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Aprire un Kebab

Quella di aprire un Doner Kebab può essere un’idea davvero vincente. Il consumo del famoso panino turco, infatti, si è insediato perfettamente nella cultura gastronomica italiana, conquistando con il suo sapore speziato, anche i palati più sopraffini. 

Cos’è il Kebab?

Il Kebab è un piatto di origini turche ed è composto da un mix di carne, verdure miste, salsa piccante e salsa allo yoghurt.

Il processo di lavorazione della carne, consente ai rivenditori di acquistare dei grandi cilindri congelati che al momento giusto vengono cotti e man mano che si procede con la preparazione dei panini, la carne viene sfilettata con uno strumento apposito.

Il mix di carne, verdure e salse può essere servito sia al piatto, sia dentro un panino turco ovvero avvolto in una ghiotta piadina.

La storia del Kebab

Il primo paese a essere contagiato dalla passione per il kebab fu la Germania. Luogo in cui il dilagare della nuova moda culinaria fu alimentato dall’alta concentrazione di presenze extracomunitarie di origine araba. Tuttavia da alcuni anni, la “kebab mania” è arrivata anche sulle nostre coste spinta soprattutto dall’alto tasso d’immigrazione che è arrivato alle stelle ed ha riscosso subito un grande successo.

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Rapporto sulla povertà 2012: Caritas denuncia l’incapacità dello Stato di risolvere il problema

È stato reso noto oggi il Rapporto sulla povertà 2012 della Caritas. Secondo l’indagine negli ultimi tre anni c’è stata una crescita smisurata degli italiani che si rivolgono ai centri della Caritas arrivando al 33,3% degli italiani. In particolare aumentano casalinghe (+177,8%), anziani (+51,3%) e pensionati (+65,6%).

Il rapporto, che si basa sui dati raccolti dalla Caritas, nel corso di tutto il 2011 e i primi sei mesi del 2012, prende in considerazione tutte le persone che si rivolgono ai centri d’ascolto delle Caritas diocesane. Se fino a qualche anno fa la stragrande maggioranza erano stranieri oggi la percentuali è cresciuta arrivando fino al 33,3%. Povertà, lavoro e casa sono i principali motivi per cui gli italiani si rivolgono alla Caritas.

Inoltre nell’ultimo anno e mezzo chi si rivolge alla Caritas non è più un senza tetto o un emarginato. A chiedere aiuto sono più le donne (53,4%), i coniugati (49,9%), le persone con un domicilio (83,2%).

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Pubblicità norvegese: come non diventare un bamboccione come gli italiani

Nel 2000 ho passato sei mesi in Norvegia, studiando per un master post-laurea e lavorando nel folkloristico mercato del pesce di Bergen (le nostre lire erano carta straccia a fronte delle loro corone ed i soldi della borsa di studio bastavano giusto per l'abbonamento dell'autobus…).

Già all'epoca era pieno nei supermercati di prodotti simil-italiani, come in tutta Europa vero, ma lì di più. Si andava dalla mozzarella con la bandiera italiana (a forma di parallelepipedo) alla pizza “grandiosa”, alla pasta “Squisita” (che secondo loro è la più consumata in Italia), al caffè solubile "Alfredo".

Anche in TV non mancavano le pubblicità con l'Italia ed i suoi stereotipi, ne ricordo una in particolare con un medico-playboy italiano che aveva la fila di vecchiette innamorate che andavano da lui fingendosi malate o un'altra con chiari riferimenti alla “pizza e mandolino” per pubblicizzare un “olio d'oliva”.

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Domande a colloquio dei selezionatori asini: è sposata? ha figli? vorrebbe averne?

email pervenuta a La Posta di Bianco Lavoro

Ho affrontato l'ennesimo colloquio, i selezionatori erano due uomini, e l'ennesime domande: e' sposata? Convive? Ha un compagno/fidanzato? Vuole avere figli?

Domande a cui ho dovuto rispondere NO, NO, NO, NO.

E nonostante avessi dimostrato d'aver esperienza, ho notato la commessa che era nel Punto Vendita, giovane, molto magra e per tutto il tempo ha fatto la bella statuina, non ha mai servito un cliente e non ha mai sistemato il Punto Vendita.

Ma l'Italia va avanti così.

Grazie e buona notte

Monia P. – Bergamo

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Bonus per assunzioni di giovani e di donne, ma gli italiani non credono sia la strada giusta

La settimana scorsa è stato approvato il decreto interministeriale che prevede un bonus di 12.000 euro (valore unitario) alle aziende che assumono giovani sotto i 29 anni o donne di ogni età, ma sembra che non stia ottenendo i consensi sperati.

Infatti, da un’inchiesta condotta dall’Osservatorio Bianco Lavoro, risulta che il 64% degli italiani non sia favorevole all’iniziativa del Governo e solo il 32% sia invece favorevole (inchiesta svolta su un campione di oltre 5.000 persone). Neanche chiedendo ai diretti interessati (donne e under 29) si raggiunge il 50% dei consensi. Solo chiedendolo alle donne le opinioni favorevoli superano le contrarie, ma di pochissimi punti percentuale.

In effetti, in una situazione di crisi occupazionale come quella italiana, favorire una “fascia” della popolazione è quasi un dispetto nei confronti delle altre.

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Giovani e lavoro: Gi Day a Cagliari il 17 ottobre

Dopo aver attraversato Milano, Torino, Roma e Bari, l’agenzia per il lavoro Gi Group organizza la quinta tappa del Gi Day 2012 a Cagliari. Mercoledì 17 ottobre, infatti, il capoluogo sardo ospiterà l’evento rivolto ai giovani neolaureati e neodiplomati che desiderano poter compiere un grande ingresso nel mondo del lavoro.

L’appuntamento di mercoledì prossimo è in programma alla Fiera Internazionale di viale Diaz 221, dove tutte le aziende del territorio che aderiscono all’iniziativa mostreranno le proprie opportunità professionali. “Nel nostro Paese, l’allarme più preoccupante in termini di disoccupazione riguarda i giovani di età compresa tra i 15-24 anni, un dato che ad agosto di quest’anno ha raggiunto il 34,5%; a riguardo, già nel 2011, la Sardegna deteneva il primato di Regione con tasso di disoccupazione più elevato per la classe d’età 15-24 anni, con un livello pari al 42,4%” – afferma in merito Cristian Pateri – Area Manager Isole Direzione Operativa Tirrenica di Gi Group – “Consapevoli di questa emergenza, abbiamo deciso quest’anno di organizzare una tappa dei Gi Day anche nella città di Cagliari, proprio per offrire, anche ai giovani di quest’ area territoriale, un’opportunità concreta per entrare velocemente in contatto con le imprese che aderiscono all’evento”.

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Tassa di soggiorno a Milano: la paga anche chi cerca lavoro in città

email pervenuta a La Posta di Bianco Lavoro

Sono una abruzzese di 45 anni, disoccupata, e nei giorni scorsi sono stata a Milano per alcuni colloqui di lavoro. Sono rimasta in totale 3 giorni e con mia somma sorpresa ho scopero di dover pagar al comune di Milano la “tassa di soggiorno”…

E' vero, si tratta di pochi soldi (9 euro in totale da pagare direttamente all'hotel dove ho alloggiato) ma per un disoccupato sono comunque soldi! Ma che razza di città è che fa pagare il “soggiorno”? Sono stata a fare dei colloquio, mica è un museo, un teatro o Gardaland dove si paga giusto per essere dentro! Poi leggo pure la descrizione della ricevuta dove sono definita “il turista”… ma quale turista?? Ma io il turismo lo faccio qui in Abruzzo, se posso, mica vado a Milano!

Martina D. – Vasto

Risponde la redazione di Bianco Lavoro

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Legge di stabilità: le tasse sono aumentate o diminuite?

Avevamo scritto ieri un articolo sulla nuova legge di stabilità che prevede una serie di  manovre per far uscire l’Italia dalla crisi, a detta di Monti: riduzione Irpef, aumento Iva, Tobin Tax, Imu alla Chiesa, tagli al pubblico impiego, sanità e ministeri. Già nello scrivere ieri ci siamo chiesti quanto in effetti tutti questi più uno e meno uno nella realtà facessero respirare le famiglie italiane.

La nostra impressione da profani non era affatto positiva ma, non essendo noi economisti, abbiamo deciso di aspettare le dichiarazioni di chi ne sa più di noi prima di esprimerci.

Cerchiamo di seguito di fare una sintesi delle varie opinioni e lasciamo a voi, che la crisi la vivete tutti i giorni, i pareri.

Sul Mattino, Raffaello Lupi, ordinario di Scienze delle finanze e diritto tributario a Tor Vergata di Roma: il beneficio reale della detassazione Irpef è al massimo di 300 euro per tutti i livelli di reddito, una cifra che non ti cambia la vita". Poi aggiunge “le famiglie contribuenti dovranno comunque risparmiare sulla spesa a causa dell’aumento dell’Iva”.

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