Come combattere l’improduttività al lavoro: 4 consigli utili

Bisogna avere le idee chiare e rimanere focalizzati sulle cose da fare. Ma a darci una mano possono essere anche le pause rigeneranti

Ci sono giornate in cui tutto sembra girare per il verso giusto e altre in cui niente fila liscio. Giorni in cui riusciamo a dare il meglio di noi e a concludere, con successo, ogni incarico e altri in cui ci ritroviamo sommersi da carte, email e telefonate che non riusciamo a gestire. In questi giorni, vorremmo solo tornare a casa e concederci un po’ di relax. Perché stare in ufficio ci sembra avvilente e inutile. Ma niente panico: le giornate storte capitano a tutti e spesso a determinarle sono eventi che non possiamo controllare. L’essenziale è arrivare in azienda con la giusta predisposizione mentale e prepararsi ad affrontare una giornata che potrebbe andare in maniera diversa da come ce l’eravamo immaginata. Quando l’improduttività fa capolino al lavoro, stringiamo i denti e resistiamo: ci sono almeno 4 accorgimenti che possono aiutarci a scongiurare il peggio.


4 consigli utili per combattere l’improduttività

consigli utili per combattere l'improduttività

Tieni una lista delle cose da fare

Diciamolo apertamente: molte persone fanno fatica ad essere produttive perché non sono sufficientemente organizzate. E perché navigano costantemente a vista, annaspando tra le onde delle tante cose da fare. E’ il modo migliore per farsi fagocitare da inutili perdite di tempo che potrebbero costarci care. Il consiglio è quello di stilare una lista delle cose da fare dove annotare gli incarichi e le scadenze e dove inserire anche gli obiettivi intermedi cadenzati giorno dopo giorno. Quello che occorre fare è scacciare la confusione dalla nostra mente (non avere le idee chiare su cosa bisogna fare e a cosa occorre dare la priorità genera solo ansia e stress) e ottimizzare al massimo i tempi a nostra disposizione. Avere la possibilità di rifarsi costantemente a uno schema chiaro e ben definito ci aiuterà parecchio.

Non essere troppo disponibile

Dire sempre di sì a tutti non ci rende lavoratori migliori. Anzi: di norma, ci porta ad essere più stanchi, stressati e dunque improduttivi. Aiutare gli altri è una cosa nobile, ma dobbiamo farlo solo quando ce lo possiamo veramente permettere (trascurare il nostro lavoro per dare una mano al collega pasticcione o, peggio ancora, a quello sfaticato è un’opzione da non prendere neanche in considerazione). Per sconfiggere l’improduttività al lavoro, occorre rimanere costantemente focalizzati sui propri obiettivi. E dare la priorità ad essi. Anche perché, a dire sempre di sì, sono di solito i leccapiedi (che vogliono conquistarsi le grazie del capo) e coloro che difettano di autostima.

Non lasciarti tentare dalle distrazioni

Partiamo dai social che – come tutti sanno – possono essere fonti inesauribili di distrazione. Dare una sbirciata alla propria pagina facebook o scorrere le foto pubblicate da un amico su Instagram potrebbero rivelarsi scelte infauste. Capaci di trascinarci in un vortice di improduttività da cui sarà difficile venire fuori. A “indurre in tentazione” possono essere anche alcuni siti Internet (le donne si intrattengono spesso su quelli di gossip e di moda; gli uomini prediligono rimanere aggiornati sullo sport). Essere costantemente connessi può procurarci seri problemi. Se abbiamo una scadenza da rispettare, sarà bene tenere “a distanza di sicurezza” tutti dispositivi che minacciano di farci distrarre. Facendo anche attenzione a gestire con criterio il traffico di posta elettronica. Leggere una mail può farci perdere molto tempo e distoglierci da quello che stavamo facendo. A meno che non si tratti di un’emergenza, cerchiamo di dedicarci alla lettura (e all’eventuale risposta) delle mail in momenti ben precisi della giornata, evitando di interrompere il “flusso di lavoro” in corso.

Concediti le giuste pause

Potrà sembrare paradossale, ma a volte per essere più produttivi basta solo riposarsi. Lavorare in maniera ossessiva non fa bene. Allontanarsi, di tanto in tanto, dalla postazione, muoversi un po’ e concedersi una pausa coi colleghi (o anche da soli) possono, invece, aiutarci parecchio. A volte tutto ciò di cui abbiamo bisogno, per scacciare l’improduttività che ci si è seduta accanto, è staccare un po’ la spina. E concederci le giuste pause. L’importante è non abusarne e gestirle con criterio. Cosa vuol dire? Che sarà bene alzarsi dalla scrivania quando abbiamo raggiunto un obiettivo intermedio o portato a termine l’intero progetto. E non quando siamo nel bel mezzo di un processo creativo. Fermarsi a riprendere fiato per tornare rigenerati alla postazione va bene, ma le tempistiche (in questi casi) devono essere calcolate con cura. Perché possono fare la differenza.

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