Come trattenere i dipendenti migliori in azienda

Alle persone piace sentirsi apprezzate e valorizzate. I bravi leader lo sanno e fanno di tutto per destinare le giuste attenzioni ai loro collaboratori

Quella di cambiare lavoro non è certo un’abitudine che appartiene agli italiani. Che da sempre, sono anzi propensi a procurarsi un “posto fisso” che li faccia stare tranquilli. Ai dipendenti americani, che si intrattengono di norma in un’azienda per un periodo massimo di 5 anni, fanno da contraltare quelli italiani che tendono, invece, a permanerci a vita. Fino a quando la pensione non li autorizza a “levare le tende”. Eppure qualcosa sta cambiando anche da noi. Specie tra i giovani, che hanno ormai capito che non è possibile puntare tutto su una stabilità che potrebbe non arrivare mai. I contratti a tempo determinato (o a progetto) che continuano a firmare li rendono lavoratori precari e nomadi. Che non possono sperare di finire la carriera laddove l’hanno iniziata. Ma è davvero così? Quando le circostanze lo consentono, è compito del buon leader trattenere i dipendenti migliori in azienda. Come si fa? Basta dimostrare apprezzamento e gratitudine per quello che fanno. E non solo.


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Prendiamo il caso di un giovane manager che sceglie di aprire una start-up. E che s’impegna a reclutare le risorse migliori per partire col piede giusto. Dopo qualche anno di attività, nel corso dei quali è riuscito a centrare importanti risultati, alcuni dei suoi dipendenti potrebbero pensare di andare via. Magari perché contattati da altre aziende che hanno offerto loro stipendi più alti e condizioni di lavoro più vantaggiose. Per il nostro giovane manager, trattenerli potrebbe essere difficile. Ma se ha giocato bene le sue carte (e continua a farlo), le cose andranno per il verso giusto. Bisogna partire dal presupposto che le persone (specie al lavoro) amano sentirsi apprezzate e incoraggiate. Se non volete che il “capitale umano” di alto valore di cui disponete in azienda vada disperso, dovrete innanzitutto costruire un ambiente accogliente e coinvolgente. E fare in modo che tutti si sentano parte integrante di una squadra e che ogni singolo contributo venga valorizzato come merita. I dipendenti hanno bisogno di un capo che destini loro le giuste attenzioni e che, al momento opportuno, sappia anche manifestare apprezzamento per quello che fanno. Sia ben chiaro: non si tratta di incensare continuamente i vostri sottoposti (a lungo andare, si finirebbe per sminuire il valore di ogni singola mansione), ma di riconoscere i loro meriti e le loro capacità, quando ne danno prova sul campo.

Non solo: a fare la differenza possono essere anche i leader che riescono a supportare, stimolare e ispirare i loro collaboratori. Quelli che indicano la rotta da seguire e pongono sempre nuove sfide da superare (è la strategia migliore per convincere i lavoratori più ambiziosi a rimanere). Costruire un ambiente di lavoro stimolante e creativo, in cui il capo appare come una guida o un modello da emulare, può trattenere anche le risorse più “corteggiate”. Che – al cospetto di un’offerta di lavoro più soddisfacente dal punto di vista economico, ma meno allettante dal punto di vista  professionale – potrebbero scegliere di rimanere in un’azienda dove si profilano sempre nuovi obiettivi da centrare. Per trattenere i vostri dipendenti migliori, tracciate una traiettoria che prefiguri continue opportunità. E che consenta loro di ragionare e progettare in prospettiva. Non dimenticate poi di destinare loro la giusta attenzione (a volte i manager si limitano a seguire distrattamente quello che i loro dipendenti dicono e non si sforzano di ascoltarli fino in fondo) e di gratificarli e ringraziarli quando dimostrano di aver lavorato sodo. A nessun dipendente che si sente sufficientemente valorizzato e apprezzato dal suo capo verrebbe mai in mente di lasciare l’azienda. A meno che a tentarlo non sia una di quelle offerte a cui è impossibile dire di no.

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