Le professioni dell’agriestetica

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Maschere al cetriolo e al melograno, miele e yogurt come ingredienti per creme corpo, balsamo per le labbra a base di stella alpina e scrub al latte d’asina. Sono questi i nuovi prodotti della cosmesi adoperati da una figura professionale che sta sempre più prendendo piede, quella dell’agriestetista.

Per fare l’agriestetista non esistono scuole particolari o una formazione predefinita, ma serve una forte passione per tutto ciò che è naturale e genuino, e ovviamente per i trattamenti di bellezza.

La base di questa professione è, comunque, l’utilizzo di prodotti freschi e provenienti direttamente dalle aziende agricole, e non è un caso se la figura dell’agriestetista si sta sviluppando a partire dai centri benessere collocati all’interno degli agriturismi. Abbiamo provato a farci raccontare questo mestiere da chi già lo svolge, per capirne di più.

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Diventare regista: intervista al professor Bosisio

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Teatro, cinema, opera lirica, balletto. Dietro agli spettacoli che andiamo a vedere c’è sempre un grande maestro che decide ogni minima cosa, ogni minimo movimento, una chiave di lettura. Stiamo parlando del regista, una professione difficile, che ha come caratteristiche la passione e la creatività.

 

Ma come si può diventare registi? Quali sono le scuole, i corsi a cui ci si deve iscrivere?

Siamo andati a intervistare il professor Paolo Bosisio, Direttore artistico del Teatro Giacosa di Ivrea e del Teatro sociale di Biella e Professore Ordinario di Storia del teatro e dello spettacolo all’Università degli studi di Milano.

Attore, docente universitario, scrittore, regista, il prof. Paolo Bosisio ha trascorso tutta la sua vita nel bellissimo mondo del teatro.

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Selezione in base al segno zodiacale, quando la discriminazione è… astrologica

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Un paio di mesi fa molti giornali hanno dato risalto ad una notizia secondo cui in Cina alcune aziende selezionerebbero i candidati dando molto peso al segno zodiacale…

Oggi voglio fare una confessione… negli anni passati (mi occupavo direttamente di ricerca e selezione del personale) mi è successo ben tre volte che aziende clienti facessero richieste specifiche in questo senso e voglio raccontarvi la più tragi-comica (più tragica che comica).

Un’azienda, nemmeno tanto piccolina (45 dipendenti), mi chiese una persona addetta alla reception e voleva vedere in anticipo almeno cinque CV pre-selezionati, e fin qui nulla di strano. Dopo aver effettuato una trentina di colloqui ed aver inviato sei o sette CV all’azienda ricevo la telefonata della segretaria del titolare che mi dice: “Le candidature papabili sono tre, ma vorremmo per favore avere le esatte date di nascita comprensive di orario, potete richiederle?”.

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Unbreakfast: così i professionisti over 40 tornano in gioco

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Gli ultimi dati Istat sulla disoccupazione in Italia, parlano di un tasso dell’8,5%, cifra che sale al 29,2% tra i giovani in ottobre 2011. Se è drammatico per i ragazzi non trovare un impiego, vedersi proporre solamente contratti atipici (quando va bene) oppure di stage, è altrettanto tragico ritrovarsi a 40-50 anni senza un lavoro. Licenziati pur avendo alle spalle una solida professione, tagliati dall’ufficio risorse umane perché “troppo costosi”. Capita anche ai manager e ai professionisti affermati, di rimanere a casa e di doversi reinventare. E per loro, che avevano investito tutto sulla carriera, accettare un licenziamento non è semplice, così come non lo è sentirsi rifiutare perché “troppo competenti”.

Ma deprimersi non serve: quel che occorre è una rete di contatti e la consapevolezza di potersi rimettere in gioco, anche cambiando mestiere, se serve, o comunque uscendo dagli schemi precedenti. UnBreakFast, attiva a Milano dal 2007, è un’associazione volontaristica che ha lo scopo di aiutare i manager d’azienda, “coloro che seguivano e gestivano persone, soldi e processi”, e i quadri, a reinserirsi nel mercato del lavoro. Persone che sono state licenziate in maniera repentina, per tagli aziendali, fusioni o spostamenti all’estero della produzione, che non sanno come affacciarsi di nuovo sul mercato, che magari hanno tentato la strada del libero professionismo senza successo, ma che sono pronti a prendere la rincorsa per farcela di nuovo. L’idea è nata da Chiara Bonomi, ex direttore della Comunicazione per una grande società del software e attualmente, dopo tre anni in una società di media relations, lavora come libera professionista ed è in procinto di aprire una propria azienda.

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Bonus alle aziende che assumono under 35! Ed agli “over”? Chi ci pensa?

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Spesso su Bianco Lavoro abbiamo parlato di “limiti di età” nell’accesso al lavoro e discriminazione su base anagrafica. Dando sempre per scontato che il governa debba impegnarsi per eliminare ogni ostacolo affinché nessun lavoratore, giovane o in età matura che sia, debba essere discriminato.

Molti sono i lavoratori usciti dal mercato del lavoro oltre i 35 o 40 anni, che lamentano il fatto che in molte offerte di lavoro viene richiesto “età massima 35 anni”, quando sappiamo bene che a livello europeo, come anche per la legislazione italiana sarebbe fatto divieto “discriminare” intere fasce di età nell’accesso al lavoro.

Pensavamo che il nuovo governo potesse essere più equo e cercare di risolvere questo problema, invece all’articolo 2 della nuova manovra leggiamo di forti ed importanti bonus per le aziende che assumono “giovani sotto i 35 anni” e “lavoratori di sesso femminile”! In pratica si “legalizza” ed ufficializza questa brutta pratica di cercare “età massima 35 anni” ma anche di discriminare per sesso… sarà ora quindi perfettamente legittimo cercare per le offerte di lavoro donne ed under 35.

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Downshifting: intervista a Simone Perotti

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Scalare una marcia, fare un piccolo passo indietro, andare più piano, ma per ammirare meglio il panorama. È questo, in fondo, il senso del downshifting e di chi ne abbraccia la filosofia. Di chi decide, cioè, di rinunciare a una carriera in continua ascesa per dedicarsi ai propri hobby e alle proprie passioni. Come? Riducendo il salario, i ritmi e le ore di lavoro (alcuni addirittura lasciandolo, un impiego) per vivere una vita diversa, fatta di consumi ridotti e un’agenda meno fitta. Magari lavorando meno ma iniziando a coltivare un orto, oppure dedicandosi al fai-da-te e decidendo di riparare da sé la bicicletta o la macchina, o di tornare, per quanto possibile, al baratto.

Il downshifting, diciamolo, riguarda spesso manager e professionisti che scelgono di limitare la propria attività professionale e la propria vita dominata dalle tecnologie per prendersi più tempo per sé o la famiglia. Magari optando per un part time o per il telelavoro, rifiutando promozioni o determinati compiti che porterebbero lustro, certo, ma anche una notevole dose di stress. Oppure decidendo di condividere il lavoro con un collega, o ancora lasciando l’impiego “storico” e solido per dedicarsi ad altro, come ha fatto Simone Perotti, 45 anni, che da manager nel settore della comunicazione a Milano, 4 anni fa ha deciso di lasciare tutto per trasferirsi in riva al mare, in Liguria, per dedicarsi alla scrittura, alla barca a vela, alle sculture in ardesia, legno, sughero, e poi barattando oggetti che non usa più e svolgendo lavori saltuari, come la pulizia delle barche, per mantenersi. Con quanto? 850 euro al mese, assicura. Ma come fa?

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Lavorare in psichiatria dopo la Legge Basaglia: I profili professionali dell’equipe di riabilitazione

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Il 13 maggio del 1978, veniva approvata dal parlamento italiano la legge 180, da tutti conosciuta come Legge Basaglia, dal cognome del suo fautore, Franco Basaglia: psichiatra e docente universitario, ma soprattutto medico e scienziato controcorrente. Fu il primo, in Italia, ad introdurre l’idea di una “nuova” psichiatria, basata sulla visione del malato non come …

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Segnalatore Offerte, le offerte di lavoro nella tua casella email: come utilizzare al meglio il servizio

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Il Segnalatore Offerte è un servizio gratuito di Bianco Lavoro cui ogni utente ha diritto al momento della registrazione, grazie ad esso si possono ricevere delle email con le offerte di lavoro direttamente nella propria casella di posta elettronica.

Gli utenti registrati possono impostarlo a questa pagina: Segnalatore Offerte

Abbiamo riassunto in tre domande i quesiti più frequenti che ci si pongono via email sull’utilizzo del “Segnalatore Offerte” di Bianco Lavoro:

Domanda: Come mai spesso mi arrivano offerte non in linea con il mio curriculum?

Risposta: Vogliamo che il segnalatore offerte sia un mezzo utile per orientarsi ed avere un promemoria sulle offerte di lavoro pubblicate, tuttavia è bene tenere presente, che le offerte inviate sono selezionate in maniera automatica da un software, in base ai criteri selezionati.


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Realizzarsi e fare carriera nel lavoro

Il lavoro è fondamentale nella vita di ogni persona, ma ricordiamoci che è altrettanto importante trovare il tempo e gli spazi da dedicare a noi stessi, ai nostri familiari o amici. Realizzarci e dare il meglio nella professione, significa anche saper gestire con equilibrio il nostro lavoro.

Cosa si deve fare per poter raggiungere i risultati migliori nella professione?

Ecco alcuni suggerimenti che possono aiutarci quotidianamente ad affrontare meglio la nostra professione e raggiungere alcune mete importanti..

1.Per prima cosa è necessario ottimizzare il tempo passato a lavoro. Più si lavora rispettando i tempi con la giusta tranquillità, meno si ha bisogno di pause. La cosa migliore è anticipare i tempi per non andare incontro a situazioni di stress. Ad esempio ogni inizio settimana fai un piano settimanale del lavoro da svolgere, accanto ad ogni compito scrivi in rosso quello più urgente e organizza il lavoro in base alle scadenze. Il risultato sarà che il lavoro sarà eseguito in anticipo e in modo ordinato, le scadenze dell’ultimo minuto saranno evitate.

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Prepararsi per un colloquio di selezione: alcuni spunti

Prepararsi per un colloquio di lavoro può essere utile per affrontare la situazione con maggiore sicurezza e per conseguire un risultato migliore. Ecco alcuni passaggi da percorrere per presentarsi al meglio.

1) La prima fase, richiede la preparazione di una scaletta di autopresentazione. La scaletta si differenzierà in base al fatto di avere già un’esperienza professionale o meno.

Per chi già lavora:

– preparare una sintesi delle competenze ed esperienze maturate;

– una lista delle aziende in cui si è lavorato;

– descrizione delle posizioni ricoperte;

– principali progetti affrontati; risultati ottenuti;

– motivi per i quali si è cambiato lavoro.

Per un giovane senza esperienza invece è necessario preparare:

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Quanto deve pesare il Curriculum in kb?

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Molto spesso si parla di CV e si discute su come prepararlo, impostarlo e magari presentarlo, quasi mai si approfondiscono invece gli aspetti “tecnici” del nostro bel file Curriculum, eccone uno:

Che dimensione deve avere il CV in termini di kb?

Su Bianco Lavoro abbiamo notato che ogni giorno il software di caricamento file respinge circa il 10% dei CV caricati perché “troppo grandi”, eppure il sistema informatico è settato per accettare CV anche 5 volte più pesanti dello standard. Cosa succede allora? Succede che molti confondono la “lunghezza” del CV con il suo “peso”, non sono rare infatti le mail che ci arrivano del tipo “il sistema dice di ridimensionarlo, ma è solo 2 pagine”!!!!

plurale curriculum

Quanto deve pesare un buon CV:

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Stranieri in Italia: da dove vengono, che lavoro fanno e come vivono

Gli stranieri che lavorano in Italia, esattamente come gli Italiani, partecipano attivamente all’economia del paese svolgendo un’attività dipendente o autonoma. I paesi di provenienza sono soprattutto l’Europa Centro-orientale ( Ucraina, Polonia, Moldavia, Bulgaria, Romania ) con una percentuale del 43%, a seguire con un 30% dall’Africa ( Egitto, Marocco, Tunisia, Algeria, Camerun, Ghana, Capo Verde, …

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La mobilità compensativa o interscambio

Di mobilità abbiamo già parlato. Ma in cosa consiste invece la mobilità compensativa, detta anche di interscambio? Come e dove si può applicare? Innanzitutto cerchiamo di interpretare l’articolo della Legge in cui si parla di questo tipo di mobilità. L’Art 7 del D. p.c.m. del 05/08/1988 prevede la possibilità di uno scambio tra i dipendenti della pubblica amministrazionemobilità volontaria; i dipendenti, anche se provenienti da un settore diverso, se l’amministrazione è d’accordo, in possesso di profili professionali corrispondenti ( ad es. se sono entrambi funzionari, o addetti alla contabilità, ecc), possono scambiarsi le mansioni. La norma lascia spazio alla discrezionalità, ciò vuol dire che le amministrazioni di riferimento possono stabilire il tipo di mansione da affidare ai dipendenti che usufruiscono di questo interscambio.

L’amministrazione, in ogni caso, si riserva sempre il diritto di cambiare la mansione e lo scambio non avviene mai senza il suo nulla osta.

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