Cassazione: può essere licenziato il dipendente che usa il telefono aziendale per motivi personali durante il lavoro

cellulareauto
Con la sentenza n. 5371 del 4 aprile 2012, la Corte di Cassazione ha dichiarato legittimo il licenziamento di un dipendente vigilante che – durante lo svolgimento dell’ordinario orario di lavoro – effettuava telefonate private, utilizzando il telefono dell’azienda che era invece chiamato a controllare. Si è così definitivamente interrotto il rapporto di lavoro tra un vigilante e uno dei più noti istituti italiani nel settore, che ha provveduto a licenziare per giustificato motivo il proprio dipendente che, nel corso della propria attività di sorveglianza (addetto all’ingresso di un ospedale), aveva effettuato diverse telefonate di alcune ore utilizzando il telefono posto nella propria posizione lavorativa, presente nella struttura aziendale da “vigilare”.
Un comportamento giudicato evidente illecito, scoperto dall’ospedale sorvegliato in seguito a un controllo dei tabulati telefonici, che ha poi inviato l’opportuna segnalazione al datore di lavoro. Le telefonate, stando a quanto risultava dagli stessi tabulati, venivano effettuate per durate unitarie di almeno un’ora, e si sarebbero protratte per tre giornate, nel mese di dicembre 2001.

Leggi tutto

Il dipendente che si “fa le canne” anche fuori dal lavoro può essere licenziato

cannabisiovani_o_ah
Una sentenza della Cassazione rischia di apportare profili valutativi molto interessanti in merito al licenziamento per giusta causa se un dipendente di un’azienda viene colto in possesso di sostanze stupefacenti, anche al di fuori dai locali dell’impresa. Ma cerchiamo di comprendere nel maggior dettaglio quanto accaduto in primo, secondo e terzo grado, e quali sono state le ragioni che hanno portato la Sezione Lavoro della Suprema Corte a emettere una pronuncia parzialmente innovativa.

Tutto inizia quando Mario C., un dipendente di una filiale sarda della Unicredit Banca, inquadrato tra le aree professionali, è stato trovato in possesso di significativi quantitativi di hashish e di marijuana da parte delle forze dell’ordine. Un episodio avvenuto fuori dai locali aziendali, senza che – tra l’altro – il dipendente potesse essere ritenuto responsabile di spaccio di stupefacenti. I veri problemi, per Mario, iniziano quando la notizia assume risalto mediatico, con pubblicazione dell’informativa sulla stampa locale. In seguito a tale evento, la banca procede a licenziare in tronco il proprio dipendente, il quale impugna prontamente il provvedimento dinanzi al Tribunale di Cagliari, che ne rigetta il ricorso.

Leggi tutto

Aboliti gli stage gratuti: pro e contro

technical

Tra le tante novità della riforma del lavoro, vi è anche una innovazione che risulterà molto gradita agli stagisti che desiderano poter godere di maggiori tutele della propria posizione formativa e professionale: chi utilizzerà infatti gli stage a titolo gratuito in maniera non idonea, subirà l’applicazione di una sanzione monetaria compresa tra un minimo di 1.000 euro e un massimo di 6.000 euro. Ma non è finita qui.

A preannunciare la possibile abolizione degli stage gratuiti era stata il ministro del Lavoro Elsa Fornero qualche settimana fa. All’epoca, il ministro aveva dichiarato che non sarebbe più stato possibile attivare stage dopo il periodo di formazione (principalmente, quello per conseguire la laurea, un dottorato, un master universitario). Ne conseguiva che gli stage sarebbero stati consentiti – almeno in forma gratuita – fino alla laurea. Successivamente al conseguimento del titolo, se un un’azienda volesse assumere un giovane, questa dovrà farlo utilizzando altre forme contrattuali estranee allo stage gratuito.

Leggi tutto

Lavoratori svantaggiati: da oggi più facile trovare un posto in somministrazione

donnaagenzia

Novità in vista per i lavoratori svantaggiati, per i quali l’accesso al lavoro in somministrazione potrà essere semplificato.

Venerdì 24 febbraio è stato approvato dal Consiglio dei Ministri un provvedimento che attua la direttiva 104/2008 in materia di lavoro tramite agenzia, e prevede che, per i lavoratori cosiddetti svantaggiati (come disoccupati da più di 6 mesi e disoccupati con figli a carico, ma la casistica verrà definita entro 90 giorni con un nuovo decreto, includendo probabilmente inoccupati e lavoratori extracomunitari) non sia più necessario inserire, nel contratto di somministrazione, la causa che spinge un’azienda ad assumere, appunto, in somministrazione, ovvero tramite agenzia per il lavoro.

Aver eliminato l’obbligo dell’indicazione della causa per l’assunzione di questa categoria di lavoratori porta con sé un incremento della flessibilità definita “buona” da Assolavoro, associazione nazionale delle agenzie per il lavoro: «Questo provvedimento mira, in sostanza, a favorire la flessibilità buona, quella della somministrazione», ha dichiarato Federico Vione, Presidente di Assolavoro «l’unica che prevede per legge stessi diritti, stesse tutele e stessa retribuzione del lavoro alle dirette dipendenze dell’azienda utilizzatrice, oltre che numerose altre prestazioni aggiuntive di welfare e formazione (tutte finanziate dalle imprese). Ed è per certi versi complementare alle misure in corso di valutazione che prevedono una lotta incisiva alla flessibilità cattiva, ovvero quella che deriva da finte partite Iva e dall’abuso di collaborazioni».

Leggi tutto

Gli agenti di commercio fanno al governo alcune proposte per lavorare meglio e noi… siamo con loro !

L’agente di commercio è a mio parere uno dei lavori più democratici e meritocratici che esistano. Contano a poco le raccomandazioni, o sei bravo, vendi e fai carriera e denaro… oppure puoi essere anche il figlio dell’amministratore delegato, ma non ce la farai, magari ti metteranno in un ufficio a fare il passacarte.

È certamente uno dei lavori più difficili e “poco garantiti”, per questo motivo moltissime offerte di lavoro per venditori ed agenti rimangono “non popolate” da candidature… chi sceglie questo mestiere ha fiducia nelle sue capacità ed accetta il fatto che non avrà “il fisso”, la tredicesima, la malattia, il giusto orario di lavoro, etc… ma guadagnerà in maniera proporzionale a quanto produce.

Ma è anche un lavoro molto importante per la comunità, crea infatti la giusta concorrenza tra prodotti e servizi per dare al consumatore finale il miglior rapporto qualità/prezzo.

Insomma, non è un mestiere per tutti, e seppure è abbastanza  semplice accedere alla carriera delle vendite (magari iniziando come procacciatore prima di diventare agente di commercio a tutti gli effetti) in pochi vogliono rischiare o sentono di avere le qualità per riuscire a trovarsi di fronte ogni giorno tantissimi clienti, tantissimi “No!” ed a fare centinaia di chilometri spesso a vuoto.

Leggi tutto

Liberalizzazioni: cosa cambia per notai, tassisti, farmacisti e benzinai

donazione immobile
Più concorrenza, più spazio ai giovani e prezzi più bassi. È questo, in sostanza, il cuore del decreto liberalizzazioni, il decreto-legge n.1 del 24 gennaio 2012 voluto dal governo Monti per aumentare la concorrenza, la competitività nei settori che producono energia, nei servizi bancari e assicurativi, nel trasporto e nell’ambito della distribuzione dei carburanti, in quello farmaceutico e nei servizi professionali. Liberalizzazione, in sostanza, significa rimuovere vincoli normativi, regolatori, fiscali. Vediamo quali cambiamenti sono previsti per le categorie dei notai, dei benziani, dei taxisti e dei farmacisti.

1500 NOTAI IN PIÙ IN TRE ANNI

Per ila professione di notaio il decreto prevede un incremento della pianta organica per un totale di 1520 posti in più da qui al 2014, da bandire tramite concorso, naturalmente. Attualmente i notai sono 4697, mentre le sedi disponibili sono 5779: questo vuol dire che ci sono circa 1000 posti vacanti. Con il decreto liberalizzazioni si andrebbero a coprire i 1000 posti liberi e a creare 500 nuovi posti. Se oggi, inoltre, i notai possono esercitare all’interno del proprio distretto notarile (all’incirca pari all’area di competenza del tribunale locale), con le nuove disposizioni potrebbero estendere il proprio raggio d’azione all’area del distretto della Corte d’Appello (pari più o meno a quella regionale). “Non abbiamo innalzato barricate”, spiegano dal Consiglio Nazionale del Notariato, “in merito all’aumento delle sedi e dei posti a disposizione, ma facciamo presente che l’aumento della pianta organica dei notai non aiuta il mercato del lavoro e l’economia. Il notaio, infatti, ha tra le sue mansioni quella di elaborare gli atti per il mercato immobiliare, ma se la gente non compra le case, c’è ben poco da spartire”.

Leggi tutto

Contratto unico di ingresso e lavoro a termine

impfem

Ebbene lo ammetto, nella prima fase la ministra Elsa Fornero non mi era piaciuta, non mi erano piaciute le lacrime dispensate di fronte alle telecamere quando parlava dei sacrifici dei pensionati, poiché sono convinto che si poteva fare meglio ed essere più equi, non mi è piaciuto lincentivo alle aziende che assumono under 35, poiché pur essendo una norma popolare che va a vantaggio del “lavoro per i giovani” di cui tanto si parla, penalizza i tanti padri di famiglia di 40 e 50 anni che in realtà non dovrebbero essere discriminati a favore dei giovani, anche perchè alzando l’età pensionabile di cui al punto precedente (lacrime…)…

Ora nella fase due finalmente si vede qualcosa di positivo, mi riferisco in particolare a due riforme che sta portando avanti e da vedere in chiave assolutamente positiva: il contratto unico di inserimento (CUI) e le nuove regole per i contratti a tempo. Queste novità vengono recepite da un disegno di legge proposto un anno fa circa da un gruppo di senatori (tra cui Nerozzi ed Ichino) che a loro volta si ispirano alle linee guida studiate dagli economisti Boeri e Garibaldi (autori del sito lavoce.info).

Contratto unico di ingresso

Ad oggi esistono decine di contratti collettivi del lavoro, diversissimi tra loro, ognuno di essi ha una classificazione diversa per la paga, le ferie, la gestione delle malattie, la tredicesima, il periodo di prova e di preavviso, etc… Questo crea una non equità tra lavoratori dei diversi settori, ma anche una spesa eccessiva per la gestione di tutti i contratti.

La riforma prevede un contratto unico di ingresso diviso in due fasi:

Leggi tutto

Il tempo per indossare la tuta da lavoro deve essere retribuito

spogliatoiooperaio

Indossare la divisa aziendale porta via minuti preziosi. Questo tempo deve rientrare nell’orario di lavoro, quindi deve essere retribuito?Il Tribunale di Genova nella sezione lavoro si è occupato proprio dell’orario di lavoro.

Con la sentenza del 27 settembre 2011 n° 1401 il Tribunale di Genova ha così deciso: il tempo ocorrente per indossare la divisa aziendale deve essere retribuito.

Nella sentenza si legge infatti: rientrano nell’ambito del lavoro effettivo ex art. 6 RDL 692/23 anche i lavori preparatori e complementari che debbano eseguirsi al di fuori dell’orario normale delle aziende.

Leggi tutto

Regime contribuenti minimi 2012

dichiarazione redditi

Il nuovo anno è iniziato e con lui le prime modifiche per quanto riguarda il regime dei minimi. Con la Manovra Finanziaria del 2011 cambia infatti l’articolo 27, dl n. 98/2011 convertito dalla legge n.111/2011. Dal 1 gennaio 2012 si è modificato il regime dei minimi che veniva applicato a circa 600 mila contribuenti.

Con questa modifica, applicando sul reddito un’imposta sostitutiva di IRPEF del 5% e non del 20%, si ridurrà notevolmente il numero dei lavoratori autonomi che potranno usufruire di questo vantaggio a scapito di coloro che non rientrano nelle condizioni richieste e che dovranno utilizzare un nuovo regime intermedio.

Il nuovo regime fiscale vuole appoggiare l’imprenditoria giovanile, per favorire nuove imprese e chi ha perso il lavoro. Il regime dei minimi sarà applicabile per 5 anni calcolati a partire dall’inizio dell’attività. Non c’è limite di età. Questo periodo di aliquota al 5% può inoltre superare i cinque anni per i giovani, fino al raggiungimento dei 35 anni d’età del contribuente.

Leggi tutto

Manovra e “licenziamenti facili”: cosa davvero cambia

licen

La manovra economico-finanziaria del 2011 ed alcune successive modifiche hanno messo mano anche allo Statuto dei Lavoratori. Nei fatti gli emendamenti votati tra settembre ed ottobre prevedono che gli accordi aziendali o territoriali potranno derogare non solo i contratti nazionali ma anche e sopratutto lo Statuto dei Lavoratori. Sarà molto più facile licenziare perchè sparisce anche la giusta causa ed il reintegro, infatti se nello Statuto dei Lavoratori resisteva, nonostante gli attacchi degli scorsi anni, l’articolo 18, ora nella realtà esso sparisce poiché con le deroghe territoriali o aziendali anche le imprese o ditte che hanno più di 15 dipendenti potranno licenziare senza giusta causa, dunque senza il reintegro previsto dall’articolo 18.

Leggi tutto

Manovra e pensioni: provvedimento che disprezza anni di studio e servizio di leva

stastnypenzionista

Dal vertice di Arcore giunge la proposta di eliminare il servizio militare e gli anni riscattati per laurea, specializzazione e dottorati di ricerca per raggiungere anticipatamente la pensione di anzianità.

Per i medici, il provvedimento cancellerebbe tutte le pensioni di anzianità non essendo possibile iniziare a lavorare prima dei 30 anni visto che laurea e specializzazione sono requisito di legge, previsto dalla normativa europea.

Per il segretario nazionale dell’Anaao Assomed, si tratta di un provvedimento “meschino “ chiamato a colmare i vuoti lasciati da un rinvio a tempo indefinito dei tagli ai costi della politica. Il provvedimento tende a svalorizzare e a disprezzare gli anni di studio , indispensabili per un Paese civile e avanzato.

Leggi tutto

Consulenti del lavoro: le nuove norme sul praticantato

personalisti

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 179 del 3 agosto 2011 il Decreto Ministeriale del 20 giugno 2011 contenente le nuove modalità del praticantato necessario per l’abilitazione della professione di consulente del lavoro.

Il testo del decreto è scaricabile dal sito internet del Ministero del lavoro.

Le nuove norme sono le seguenti:

Leggi tutto

Rinnovo CCNL Commercio, tutte le novità

Lo scorso 6 aprile è stato ratificato da Fisascat Cisl, Uiltucs Uil e Confcommercio (senza la firma della CGIL) l’accordo per il rinnovo del C.C.N.L. Confcommercio Terziario che interessa quasi tre milioni di lavoratori addetti nella grande distribuzione, nelle piccole aziende della distribuzione, del terziario e dei servizi.

Il nuovo contratto, che sostituisce l’ipotesi di accordo del 26 febbraio 2011, valido fino a tutto il 2013, oltre alle consuete modifiche dei minimi tabellari, demanda alla contrattazione di secondo livello, oltre alle materie già indicate dal precedente contratto, quelle inerenti il mercato del lavoro, l’organizzazione e l’orario di lavoro e la possibilità di derogare al contratto nazionale con accordi finalizzati alla produttività, all’organizzazione del lavoro ed al servizio alla clientela.

In linea con la volontà del Ministero del Lavoro di rafforzare la bilateralità, sono aumentate le quote alternative al pagamento dei fondi di assistenza sanitaria integrativa di Est e Quas e rimangono confermate le disposizioni in materia di “Collegato Lavoro”.

Leggi tutto

Donne, impresa, vita professionale e famiglia. Come conciliare? Legge 215/92

Uno dei problemi delle donne è quello di conciliare la vita professionale con la vita familiare. Tutto questo è causa di una lunga serie di problemi non sempre di facile soluzione: molto spesso le donne sono stressate in questo doppio ruolo a causa di una mancanza di servizi per l’infanzia; in molti casi sono costrette ad abbandonare il lavoro; oppure nelle situazioni più umilianti le donne sono licenziate dalle aziende proprio dopo aver avuto un figlio o durante il periodo di maternità. Questo doppio ruolo delle donne è causa di molteplici sensi di colpa riguardante il timore di non riuscire ad assolvere il ruolo di madre nel modo giusto.

Un’alternativa per conciliare la propria vita professionale con la famiglia può essere quello di avviare un’attività imprenditoriale. Questa strada tuttavia non esclude alcuni ostacoli, infatti, anche chi possiede un’idea d’imprenditoria pronta da mettere in pratica in molti casi è costretta a scontrarsi con la difficile realtà di trovare finanziamenti e incentivi adeguati. In questo senso la legge 215/92 può venire incontro alle donne che desiderano ottenere dei finanziamenti per avviare un’attività imprenditoriale.

Leggi tutto

Testo Unico Apprendistato, novità e misure della “Riforma Sacconi”

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del Welfare Maurizio Sacconi, ha approvato in maniera definitiva lo schema di decreto legge del Testo Unico sull’Apprendistato. Il testo dovrà essere vagliato, probabilmente nel mese di luglio, dalle categorie coinvolte, con tutti i prescritti pareri del caso.

L’intento di tale “riforma” è quello di semplificare e razionalizzare il complesso quadro normativo che fa riferimento all’apprendistato, seguendo, su grandi linee, il testo della Legge Biagi. Leggi regionali, nazionali e contrattazione collettiva (peraltro legittima!), scoraggiano le aziende ad assumere giovani mediante tale Istituto.

Con il nuovo testo unico, la volontà del Governo risulta ancora più chiara: considerare l’apprendistato la via maestra per l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. Non è detto che tale riforma riesca in questo intendo ma una cosa è certa: era necessario, comunque, un concreto funzionamento dell’istituto attraverso una nuova ripartizione delle competenze fra Stato e Regioni.

Leggi tutto

Bustarella ad un impostore per far lavorare le figlie alle poste. Ecco la sentenza in Cassazione

bustarella

La sentenza della Cassazione n. 35352 del 30-09-2010 ha riguardato una falsa promessa di un posto di lavoro dietro pagamento di una cospicua somma di denaro. La vicenda ha riguardato un padre che ha versato 30 mila euro a una persona in cambio di un posto di lavoro nelle poste per le proprie figlie.

L’accordo, che ha avuto esito negativo, ha portato ad un processo l’impostore che è stato condannato per truffa aggravata. La Corte è stata chiamata a esprimersi proprio sul concetto del buon costume. Un padre che paghi per comprare un posto di lavoro ai figli, commette una violazione del buon costume?

L’esame della Suprema Corte nel caso specifico ha portato alla seguente conclusione: non c’è stata nessuna violazione del buon costume, ma un vizio di volontà dovuto ad una frode in cui si millanta una cosa inesistente, nel caso di specie la promessa di un posto di lavoro.

Leggi tutto

Otto per mille: quando il fisco toglie ai poveri per dare ai ricchi!

ottopermille
 <img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-2121" alt="ottopermille" height="152" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2011/04/ottopermille.gif" style="margin: 3px; float: left;" width="240" width="400" height="253" /><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 12pt;"><span style="font-family: verdana,geneva;">&Egrave; tempo di dichiarazione dei redditi e come ogni anno ci si domanda: a chi destinare l&#39;otto per mille dell&#39;Irpef?<br />    <br />  L&#39;otto per mille &egrave; il meccanismo con cui lo Stato italiano ripartisce, in base alle scelte dei contribuenti, l&#39;8&permil; dell&#39;intero gettito fiscale IRPEF fra lo Stato ed alcune confessioni religiose.<strong> I destinatari sono quindi pochissimi </strong>(a differenza del cinque per mille di cui parleremo in futuro e che riguarda migliaia di enti di volontariato ed associazioni sportive).<br />    <br />  Si pu&ograve; scegliere di destinare quindi allo Stato Italiano, che si impegna (ufficialmente, ma poi vedremo che non &egrave; cos&igrave;...) ad utilizzarlo per: fame nel mondo, calamit&agrave; naturali, assistenza ai rifugiati, conservazione di beni culturali.</span></span></span>

<span style="color: #000000;"><span style="font-size: 12pt;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Oppure si pu&ograve; scegliere di destinarlo ad una confessione religiosa: Chiesa cattolica , Tavola Valdese, Unione Italiana delle Chiese Avventiste del Settimo Giorno , Assemblee di Dio in Italia , Unione delle comunit&agrave; ebraiche italiane , Chiesa Evangelica Luterana in Italia.</span></span></span>

Leggi tutto

Disciplina del lavoro minorile

La disciplina del lavoro minorile è data dalla L. 977/1967, ridefinita dal D.Lgs 345/1999 che fissa un principio generale per il quale l’età minima di ammissione all’impiego deve coincidere con quella in cui cessano gli obblighi scolastici. La Costituzione Italiana all’art. 37 prevede che :” la Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme” e che “la legge stabilisce i limiti di età per il lavoro salariato.”

Per i minori esistono delle particolari restrizioni poste a tutela della salute fisica, psichica e del loro diritto alla studio e alla formazione. Per quanto riguarda il versante della formazione, la legge 144/99 ha introdotto l’obbligo formativo fino al diciottesimo anno di età.

Tale obbligo può venire assolto attraverso percorsi integrati di istruzione e formazione sia nel sistema scolastico, sia nel sistema della formazione professionale di competenza regionale, sia nell’esercizio dell’apprendistato.

Leggi tutto

Lavoro nero e lavoro irregolare

Sei un lavoratore in nero quando svolgi una qualsiasi prestazione lavorativa, in qualunque ambito a meno che non sia un’azienda familiare o uno stage e sei privo di un contratto di lavoro o di un contratto per fornire un servizio,oppure non hai una busta paga e vieni pagato in contanti risultando disoccupato.

Il lavoro irregolare invece può assumere diverse forme: lavoro grigio, lavoro parzialmente irregolare e lavoro elusivo.

Il “lavoro grigio”, è un lavoro che formalmente è regolare, ma che contiene in sé elementi di irregolarità:

Leggi tutto

Studiare e lavorare contemporaneamente: i diritti sul posto di lavoro

Sono sempre di più i ragazzi che scelgono di studiare e lavorare contemporaneamente, per potersi pagare gli studi e poter avere un’indipendenza economica .

La Corte di Cassazione con sentenza del 25/10/2005 descrive quali sono i diritti dei lavoratori con riferimento al diritto allo studio:

1) allo studente lavoratore deve essere data la possibilità di sostenere esami e per conseguire tale scopo, lo studente ha il diritto a ottenere turni di lavoro tali da permettergli la frequenza ai corsi e la conseguente preparazione di esami finali.

Leggi tutto