Quella della Cgia sembra ormai una vera e propria campagna stampa a sostegno di qualche nobile causa. Invece è solo la descrizione della realtà. Da tempo l’associazione di Mestre lancia mirati allarmi, corredati da dati ben poco equivocabili, sulla necessità di ridurre le tasse sul lavoro. L’ultimo studio effettuato dimostra come pensionati e dipendenti del Sud Italia siano più tartassati dei loro "colleghi" del Nord. A pesare, in questo senso, sono le addizionali regionali e comunali Irpef. La Cgia ha preso in esame quattro tipologia “campione” e ha fatto tutti i conti del caso.
Angelo Sanna
Visco: Incertezza politica frena gli investimenti
Sarà anche un po’ scontato, ma la pressoché totale incertezza politica che attanaglia l’Italia da ormai quasi due mesi pesa come un macigno sulla situazione economica del Belpaese. A ricordarlo, ancora una volta, è stato Ignazio Visco, a capo della Banca d’Italia, in un recente ed importante incontro internazionale. Dopo le decine di confronti infruttuosi, l’intento dei quali era quello di far nascere un governo, anche sull’elezione del Presidente della Repubblica, dopo le prime quattro “tornate”, un accordo non è ancora stato raggiunto. Ieri, l’importante candidatura di Romano Prodi non ha riscosso il successo sperato dal Partito Democratico. Il Professore ha quindi (correttamente) ritirato il suo nome dalla lista dei possibili residenti al Quirinale. Il Pd in poche ore ha visto dimettersi sia Rosy Bindi che il segretario Pierluigi Bersani (che ufficializzerà le sue dimissioni dopo l’elezione del Presidente della Repubblica).
Cassa integrazione, Cgil: Rischiano di rimanere fuori in 500.000
Mentre domani approderà in Parlamento la proposta di legge sul reddito minimo garantito, il segretario Cgil Susanna Camusso oggi avverte, in un’intervista a Sky Tg24, che uno degli ammortizzatori sociali più utilizzati negli ultimi anni a causa della crisi, potrebbe a breve non riuscire a soddisfare tutti i suoi destinatari di diritto. Le risorse per la Cig infatti, la cassa integrazione guadagni, starebbero finendo ed il rischio è quello che in oltre 500.000 rimangano a piedi. Secondo la Camusso, "in qualche regione siamo già arrivati all'esaurimento dei fondi della cig” e non è detto che in altre “ si riesca ad arrivare fino a giugno”. Un panorama non certo incoraggiante.
Reddito minimo: domani le 50.000 firme in Parlamento
Del reddito minimo garantito ne avevamo già parlato qualche tempo fa. Tra giugno e dicembre dell’anno scorso sono state raccolte oltre 50.000 firme, per chiedere l’istituzione di una misura urgente che garantisca perlomeno la sopravvivenza a chi è rimasto senza lavoro, o comunque senza un reddito. Domani queste firme, che rappresentano una proposta di legge di iniziativa popolare, approderanno in un Parlamento che prova comunque a lavorare nonostante dopo 50 giorni dalle elezioni, ancora del nuovo governo non sembra esserci traccia concreta. La proposta sul reddito minimo garantito ricalca alcuni dei criteri sui quali si basano misure analoghe vigenti all’estero. Oltre a soglie matematiche come il non superamento degli 8mila euro lordi e la residenza in Italia da almeno 2 anni, dovesse passare la proposta, per poter usufruire dei 600 euro al mese previsti sarà necessario essere iscritti alle liste di collocamento dei centri per l’impiego e, altresì, non rifiutare proposte di lavoro da esso provenienti.
Il caso del liceo Rosmini: stipendi estratti a sorte
Capita che un’azienda non riesca a pagare gli stipendi ai suoi dipendenti. Capita che non ci riesca nemmeno una scuola, non per colpa sua. Il caso giunto alla ribalta delle cronache nazionali è quello del liceo linguistico Rosmini di Grosseto, la cui dirigenza è stata costretta letteralmente ad inventarsi un sistema equo per pagare i supplenti, a causa della mancanza di fondi statali. E così, è stata la sorte a decidere chi a febbraio avrebbe ricevuto lo stipendio e a chi invece sarebbe toccato aspettare. 5.000 euro al posto di 12.000. Gli altri 7000, sicuramente arriveranno, ma avrebbero dovuto già essere nelle casse della scuola, per poter permettere a quest’ultima di retribuire regolarmente tutti i supplenti.
Fisco: aumenta ancora la pressione. 52% a fine 2012
Il peso delle tasse su famiglie ed imprese continua ad aumentare. Lo si evince dai dati Istat relativi all’ultimo trimestre del 2012, periodo nel quale la pressione fiscale è salita al 52%, aumentando di 1,5% in un solo anno. Se è vero, come scrive il Sole 24 ore, che il fisco alla fine di ogni anno “vanta” una maggiore incidenza rispetto ai mesi precedenti, è altrettanto vero che la pressione causata dalle tasse aumenta di anno in anno (più 1,4% sul Pil, rispetto al 2011) e per motivi che spesso i cittadini non riescono a percepire come abbastanza concreti da giustificare un tale trend.
“Speculazione sui carburanti”: Codacons annuncia class action
Sono 34 milioni gli automobilisti che, almeno in linea teorica, potranno partecipare alla class action annunciata dal Codacons, che segue temporalmente un'ordinanza del Gip di Varese, all'interno della quale vengono indicate una serie di azioni da intraprendere da parte di altre due procure, quella di Roma e quella di Milano (competenti territorialmente) e riguardanti possibili “speculazioni sui prezzi dei carburanti”, che sarebbero state poste in essere da alcune compagnie petrolifere, allo scopo di mantenere alti tali prezzi. Le indagini, avviate più di un anno fa sulla base di un’istanza del Codacons, hanno portato il Gip di Varese a ipotizzare “gravi indizi di reato” ed a chiedere quindi, tramite ordinanza, che le procure competenti procedano con l’inchiesta.
Bollette: luce e gas meno care da aprile
Regalo di Pasquetta alle famiglie italiane. Da lunedì primo aprile le bollette di luce e gas saranno meno care. Se per la prima voce la riduzione è dell’1% (che segue il calo dell’1,4% di gennaio scorso) per il gas (metano) i costi delle bollette dovrebbero scendere del 4,2%, circa 55 euro. La decisione dell’Autorità per l’energia avrà effetti fino giugno dell’anno corrente. Sempre sui costi delle bollette del metano, va detto che è la prima inversione di tendenza da tre anni a questa parte, nei quali gli italiani hanno dovuto far fronte a continui aumenti. Se per l'inflazione (anch'essa in calo) la notizia è buona solo in parte, per quanto riguarda i costi delle bollette non vi è dubbio che si tratti di un provvedimento positivo in toto.
L’inflazione rallenta, ma i consumi crollano
C’è un legame di non poco conto tra la frenata dell’inflazione (trascinata dal calo dei carburanti) e quella dei consumi. E’ la sesta volta di fila (su base mensile) che l’aumento dei prezzi rallenta; a marzo è stato registrato un +1,7% contro il + 1,9% di febbraio. Se il fatto che i prezzi calino (per alcuni beni) o comunque rallentino la loro corsa è, di fatto, una notizia positiva, un’analisi più ad ampio spettro indica piuttosto chiaramente che non è tutto oro ciò che luccica. I prezzi più “bassi” sono frutto (anche) di una pesante diminuzione della domanda. In parole povere, un dato bene costa di meno perché la richiesta da parte dei consumatori di quel bene crolla.
Ict: in Europa 400.000 posti di lavoro. Nel 2015 raddoppieranno
Se siete genitori ed avete un figlio che sta per affrontare l’università, forse, un buon consiglio è quello di convincerlo ad iscriversi a corsi di laurea di natura informatica. Infatti, nel settore denominato Ict (information and comnunication technology) la domanda di lavoro supera ampiamente l’offerta, già adesso. Sono infatti 400.000 i posti scoperti in tutta Europa. Questo perché, più ancora in Italia, ma il problema è comune in tutta la zona Ue, i laureati nel campo sono troppo pochi rispetto alla smisurata velocità di espansione del settore.
Lavoro : Eurozona, nessun miglioramento in vista
I dati diffusi oggi dalla Bce non mettono molta allegria. La questione lavoro nell’Eurozona rimane cruciale. A breve “non ci saranno miglioramenti” ed anzi, molto probabilmente la disoccupazione “aumenterà ancora” pur essendo arrivata all’11.9%, il dato più alto dall’inizio delle serie Eurostat. “Servono riforme per creare lavoro” ha spiegato la Banca centrale in una nota. Le emergenze maggiori sono quelle dettate dalla disoccupazione giovanile e da quella di lunga durata. Insomma sono veramente troppi i giovani che, in Europa, non hanno un lavoro e per giunta chi lo perde, giovane o meno che sia, in molti casi fatica a ritrovarlo, rimanendo disoccupato a lungo. Nel quarto trimestre, i dati hanno indicato un calo dell’occupazione pari allo 0,3%.
Crisi del mattone: mercato giù del 29%. Ai livelli del 1985
Nonostante in varie parti d’Italia il prezzo delle case continui a scendere, si è purtroppo abbassato anche il numero delle loro compravendite ed in maniera drastica. Quindi, nonostante i prezzi spesso più bassi, il mercato del mattone ancora non tira, per nulla. I dati dell’Agenzia delle Entrate sono incontrovertibili. Nell’intero 2012 sono state effettuate 444.000 compravendite di abitazioni. Lo stesso numero del 1985. Se si pensa alle abissali differenze rispetto a 28 anni fa, è facilmente intuibile quanto tale dato indichi da solo una crisi del settore che definire nera appare quasi un eufemismo.
Renault: 7500 posti in meno entro fine 2016
L’accordo per la produttività siglato da Renault con le parti sociali francesi prevede un taglio di 7500 posti di lavoro entro la fine del 2016. La notizia appare drammatica, ma fortunatamente, la grande maggioranza di questi tagli, non deriveranno da licenziamenti veri e propri, ma da operazioni di mancata sostituzione di lavoratori uscenti e prepensionamento per dipendenti oltre i 58 anni di età. E’ questa forse la parte più significativa dell’accordo che garantirà a Renault la possibilità di non chiudere nessuno dei suoi cinque stabilimenti francesi. Parallelamente è stato previsto anche il congelamento dell’aumento salariale per il 2013 e un aumento dell’orario di lavoro del 6,5%.
La cassa integrazione fa guadagnare le banche?
Un articolo apparso oggi sul Fatto Quotidiano , spiega come le banche riescano a guadagnare dalla Cassa integrazione. A scanso di equivoci, va detto che la pratica è del tutto legale ed anzi talvolta toglie letteralmente le castagne dal fuoco ai lavoratori rimasti senza stipendio. Secondo il giornale diretto da Antonio Padellaro, è stato messo a punto un vero e proprio prodotto bancario, la cosiddetta “anticipazione sociale”, che ha la funzione di erogare i soldi della Cassa integrazione guadagni straordinaria e straordinaria in deroga, soldi che dovrebbero arrivare ai lavoratori dal Ministero e che però spesso ritardano. Così, gli istituti di credito anticipano le somme dovute per poi guadagnare sugli interessi, che hanno tassi differenti da banca a banca.
Esuberi Electrolux: c’è l’accordo, oltre 1000 i lavoratori salvaguardati
E’ un accordo importante quello che i sindacati Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uil sono riusciti a raggiungere con la dirigenza aziendale della Electrolux, lavorando in stretta collaborazione con quest'ultima. Ad essere salvaguardati, in tutto, saranno 1128 lavoratori, impiegati in quattro diversi stabilimenti. L’azienda il mese scorso aveva annunciato 532 esuberi che, sommati ai 636 già previsti nel piano di ristrutturazione avevano fatto salire il numero dei posti a rischio oltre il migliaio. Una trattativa complessa ha permesso un accordo che prevede il ricorso ad un contratto di solidarietà per due anni. Si lavorerà in media sei ore al giorno. La misura agisce parallelamente al contributo erogato per dimissioni volontarie (30.000 euro, 42.000 fino alla fine dell’anno corrente).
Equitalia: “Aumento interessi di mora è previsto per legge”
Un aumento degli interessi di mora applicabili sulle cartelle esattoriali pagate in ritardo ha scatenato l’ennesimo putiferio contro Equitalia. Aumento che però è “previsto dalla legge”, spiega Equitalia. Dal primo maggio 2013 infatti, il tasso di interesse sarà del 5,22% circa, contro l’attuale 4,55%, in vigore da ottobre 2012. Prima di questa data il suddetto tasso era decisamente più alto, al 6,83% (da ottobre 2009). Dopo il taglio verso il basso di oltre due punti percentuali, il 4 marzo scorso, ildirettore del Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, ha emanato un provvedimento che rivede al rialzo il tasso d’interesse, adeguandolo “alla media dei tassi bancari per il 2012”.
Discriminazione sul lavoro e negli annunci: parte il ricorso alla Corte Europea
Il quotidiano torinese La Stampa prende ad esempio gli annunci di posti di lavoro presso Camera o Senato, nei quali viene indicata un’età massima. Scrive la testata diretta da Mario Calabresi, che “ci sono delle leggi che lo impediscono”. Ed è vero. E sono addirittura europee. Le discriminazioni sul posto di lavoro o nelle offerte sono appunto vietate dall’Ue. Eppure, se in molti paesi d’Europa l’età spesso non è nemmeno indicata nel curriculum (figuriamoci quindi negli annunci di lavoro), in Italia, vedere un’offerta che recita “cercasi giovane laureato con esperienza almeno triennale, max 26 anni” per un qualsiasi posto di lavoro, potrebbe non essere così impossibile. Quindi se uno si è laureato in tempo, per puro caso ha già fatto il lavoro richiesto per tre anni, è disponibile subito, ma di anni ne ha 27, perché per uno è andato in Erasmus, è out. L’esempio è ovviamente un po' surreale e forse non esiste realmente così come è scritto, ma calza.
Esodati: terzo decreto, “salvi” altri 10.000
E' un processo terribilmente lungo quello della salvaguardia delle decine di migliaia di esodati, quelle persone che, dopo la riforma delle pensioni, si sono ritrovati senza lavoro, ma con l'impossibilità di accedere alla pensione. Il governo Monti però aveva previsto dei rimedi. Dopo i primi 65.000 ed i secondi 55.000, ieri un terzo decreto in via di approvazione ha stabilito le regole di accesso alla pensione per altri 10.000 esodati, che usufruiranno del vecchio sistema. Salgono così a oltre 120.000 i salvaguardati, anche se sussiste ancora un pesante scontro sul numero effettivo degli individui ritrovatisi in questa condizione. A dare la notizia ieri, è stato il ministro del Welfare, la (fin troppo forse) contestata Elsa Fornero, alla rete satellitare all news SkyTg24. Quest'ultimo provvedimento, per l'esattezza, riguarda 10.130 esodati. Ad usufruire del terzo decreto saranno tra gli altri, anche i lavoratori in mobilità con accordi stipulati entro il 31 dicembre 2011, licenziati entro settembre 2012.
Confindustria: manca il credito, un terzo delle aziende rischia di licenziare
Le imprese italiane sono ancora strette nella morsa della mancanza di credito. Una situazione questa, che rischia di portare alla chiusura un buon numero di aziende valide. A spiegarlo è il Centro Studi di Confindustria, che segnala come un terzo del totale rischia, per questo motivo, di dover mettere in atto dei licenziamenti. L’estrema lunghezza della crisi più grave del dopoguerra genera cicli negativi. Dopo quello del 2007-2009 e quello del 2011-2012, potrebbe infatti verificarsi un nuovo “credit crunch”, in parole povere un inasprimento delle condizioni di concessione del credito, spesso necessario alle aziende per sopravvivere, anche solo per pagare le tasse, come segnala un recente studio condotto da Unimpresa.
Bridgestone: 950 a casa dal 2014. Passera scrive all’azienda
Un duro colpo per la già non certo rosea situazione dell’occupazione al Sud. Ad inizio settimana i vertici aziendali di Bridgestone Europe, la nota casa produttrice di gomme, hanno comunicato la volontà di chiudere entro la prima metà del 2014 lo stabilimento di Modugno (Bari), in cui lavorano circa 950 persone. Sulla questione il governo ha chiesto immediatamente un incontro con l’azienda, ed il Ministro per lo sviluppo economico Corrado Passera ieri ha scritto una lettera all’Ad Masaaki Tsuyaai, definendo la chiusura “immotivata” e chiedendone quindi le ragioni, che potrebbero non essere di natura economica in senso stretto. Ufficialmente infatti, pare non sia così.
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Il peso delle tasse su famiglie ed imprese continua ad aumentare. Lo si evince dai dati Istat relativi all’ultimo trimestre del 2012, periodo nel quale la pressione fiscale è salita al 52%, aumentando di 1,5% in un solo anno. Se è vero,

Se siete genitori ed avete un figlio che sta per affrontare l’università, forse, un buon consiglio è quello di convincerlo ad iscriversi a corsi di laurea di natura informatica. Infatti, nel settore denominato Ict (information and comnunication technology) la domanda di lavoro supera ampiamente l’offerta, già adesso. Sono infatti 400.000 i posti scoperti in tutta Europa. Questo perché, più ancora in Italia, ma il problema è comune in tutta la zona Ue, i laureati nel campo sono troppo pochi rispetto alla smisurata velocità di espansione del settore.
Un aumento degli interessi di mora applicabili sulle cartelle esattoriali pagate in ritardo ha scatenato l’ennesimo putiferio contro Equitalia. Aumento che però è “previsto dalla legge”, spiega Equitalia. Dal primo maggio 2013 infatti, il tasso di interesse sarà del 5,22% circa, contro l’attuale 4,55%, in vigore da ottobre 2012. Prima di questa data il suddetto tasso era decisamente più alto, al 6,83% (da ottobre 2009). Dopo il taglio verso il basso di oltre due punti percentuali, il 4 marzo scorso, ildirettore del Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, ha emanato un provvedimento che rivede al rialzo il tasso d’interesse, adeguandolo “alla media dei tassi bancari per il 2012”.
E' un processo terribilmente lungo quello della salvaguardia delle decine di migliaia di esodati, quelle persone che, dopo la riforma delle pensioni, si sono ritrovati senza lavoro, ma con l'impossibilità di accedere alla pensione. Il governo Monti però aveva previsto dei rimedi. Dopo i primi 65.000 ed i secondi 55.000, ieri un terzo decreto in via di approvazione ha stabilito le regole di accesso alla pensione per altri 10.000 esodati, che usufruiranno del vecchio sistema. Salgono così a oltre 120.000 i salvaguardati, anche se sussiste ancora un pesante scontro sul numero effettivo degli individui ritrovatisi in questa condizione. A dare la notizia ieri, è stato il ministro del Welfare, la (fin troppo forse) contestata Elsa Fornero, alla rete satellitare all news SkyTg24. Quest'ultimo provvedimento, per l'esattezza, riguarda 10.130 esodati. Ad usufruire del terzo decreto saranno tra gli altri, anche i lavoratori in mobilità con accordi stipulati entro il 31 dicembre 2011, licenziati entro settembre 2012.