Sguardi indiscreti, battute allusive; barzellette a sfondo sessuale. Inviti a cena al profumo di opulenza, con contorno di ammiccamenti, conditi da sedicenti promesse di carriera. Infine, l’avance esplicita. La molestia. Accettarla, significa il più delle volte restare, ottenere un contratto vero all’interno di una redazione. Quel contratto così ambito, spesso dopo anni di precariato; e rifiutarla significa andare incontro alle ritorsioni, al demansionamento, alla perdita del posto di lavoro. Olga Ricci è una giornalista professionista, che insegue il sogno di entrare a far parte di una redazione con un contratto a tempo indeterminato; ma il Porco, il direttore della testata per la quale scrive, sembra avere altri progetti. Uscito nelle librerie a settembre 2015, ma frutto del lavoro raccolto su un blog nato tre anni prima, Toglimi le mani di dosso (ed. Chiarelettere) è una storia di ricatti e molestie sul lavoro, ma anche di una professionista competente in un mondo sessista e complicato, all’interno del quale è possibile emergere solo subendo il ricatto del Porco. Ne abbiamo parlato con Olga, oggi freelance o – come lei stessa ammette – precaria, se preferite.

Cos’è la molestia sessuale oggi?
Giornalista. Lucana di nascita, cittadina del mondo per vocazione. Nutre una passione per la Semiotica ed è da sempre alla ricerca Del Senso.
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Cosa significa lavorare come Assistente sociale privato? Cosa comporta per questo professionista, tipicamente impiegato in strutture pubbliche, ritagliarsi uno spazio in un mercato ancora quasi del tutto inedito? In che modo ci si fa conoscere? Qual è la retribuzione standard e quali sono le prospettive di carriera? Fino a pochi anni fa, la professione dell’Assistente sociale era perlopiù legata ad enti pubblici; negli ultimi tempi invece, in continuità con quanto accade in Europa, comincia anch’essa ad affacciarsi sul libero mercato, strizzando sempre più l’occhio alla libera professione. Promuovere il benessere della famiglia e del singolo, ma anche assistere la persona all’interno del proprio nucleo di appartenenza. Sono questi gli obiettivi principali perseguiti dall’Assistente sociale privato, chiamato a coordinare non più solo i diversi aspetti del servizio sociale, bensì, all’occorrenza anche figure professionali complementari, all’interno di un mercato sempre più libero ed esigente. Abbiamo provato a chiarire i punti salienti di questa professione attraverso la consulenza della dott.ssa Elena Giudice, Assistente sociale con più di dodici anni di esperienza con le famiglie, ma anche Formatrice e Family Coach. Il suo obiettivo? Fornire soluzioni pratiche a situazioni complesse.