Attorno ai lavori creativi c’è sempre una buona dose di curiosità. Come ci s’inventa un lavoro creativo? Da dove nasce l’idea e come si porta avanti il progetto? Abbiamo rivolto queste ed altre domande a Barbara Curotti, ideatrice di Fashion Theater, l’archivio virtuale della moda teatrale dell’Emilia Romagna. Barbara è una creativa digitale con la passione per l’arte. In questa intervista ci racconta la sua esperienza, nata proprio dalla sua passione e da un’intuizione per niente comune: cercare di costruire una rete collaborativa e di condivisione tra singoli teatri, in modo che ognuno di essi possa disporre di un numero di costumi di scena di molto superiore a quello necessariamente limitato dall’operare in solitaria. Una maggiore varietà di scelta e il concreto risparmio di risorse economiche in un settore in cui certo i soldi non abbondano sono i due grandi pilastri sul quale si fonda il progetto Fashion Theater.
Agopuntura e acupressione: chi può esercitare in Italia ed Europa
Agopuntura ed Acupressione: cosa sono, chi può esercitarle e differenze tra Italia ed Europa.

Storie vere di laureati che dopo il conseguimento del titolo accademico decidono di tornare alle origini e diventare artigiani, creando il lavoro con le loro stesse mani. Abbiamo intervistato la blogger e amministratrice della pagina facebook di Laureati Artigiani, Elisa di Battista, tra le prime e a “scoprire” e sostenere quello che ormai può essere definito come un vero e proprio movimento economico-sociale pacificamente rivoluzionario. Forte del consenso raccolto sui social, si fa da oltre un anno perenne portavoce della creatività e dell’intraprendenza di tanti giovani che, invece di emigrare, hanno deciso di rimboccarsi le maniche e inventarsi un mestiere, in grado come sono di sfruttare una sapiente combinazione di competenze tecnologiche acquisite e passione per il proprio hobby.
Milioni di lavoratori rischiano, da qui a qualche anno, di essere rimpiazzati da robot e computer, stando ad un recente studio dell’Università di Oxford. Su un campione di 700 professioni, sarebbero dieci quelle considerate a più alto rischio automazione(tra quelle manuali e quelle di tipo cognitivo) a fronte di moltre altre considerate sicure anche nel medio termine. Lo studio è stato condotto negli Stati Uniti ma secondo il tabloid britannico Dailymail estendibile anche agli inglesi. E per i lavoratori italiani? Di sicuro rappresenta uno spunto su cui riflettere. Secondo il parere dei ricercatori, i posti di lavoro a più alto rischio di automazione sono ad esempio quelli degli addetti ai call center, degli assicuratori e di chi per vivere ripara orologi, mentre quelli considerati in pratica “senza alcun rischio” sono quelli dei terapisti, degli audiologi e dei coreografi.
Se gli abiti griffati costano troppo, la soluzione è semplice: basta evitare di acquistarli, si possono indossare lo stesso. A sfruttare l’ottimo filone della moda in affitto ci stanno pensando alcune startup tutte al femminile che, grazie ad un’ottima intuizione si sono create un settore commerciale tutto loro. E ora, fanno tendenza (e business). L’idea aveva già solleticato alcuni start upper in passato, tra cui
Quali sono le aziende più attente alle esigenze delle lavoratrici in Italia? Il 2014 è l’Anno Europeo della Conciliazione tra vita e lavoro e viene spontaneo pensare ad aziende a misura di donna, con benefit intelligenti, asilo interno, orari di lavoro flessibili e contributi economici per i figli. Un’utopia? No, in alcuni casi è già realtà. Appunto, anche in Italia. Sono le aziende women friendly ( e per estensione anche family friendly): sono quelle dove si favorisce la conciliazione tra famiglia e lavoro e dove
Per la serie “
Lavorare in casa d’altri durante la loro assenza. Lo scopo? Risparmiare ovviamente e contemporaneamente avere un’ancora maggiore libertà rispetto alle già conosciute soluzioni proposte ad esempio dal coworking. Una sorta di affitto condiviso, ma per lavoro. E’ la sfida lanciata da Office Riders, start up americana che propone ai professionisti un affitto condiviso in appartamento, non più in ufficio. L’idea è semplice e chiara: si tratta di affittare l’appartamento di proprietà (o anche solo una stanza o una parte di esso) a professionisti in giro per lavoro, “approfittando” dell’assenza del padrone di casa.
Pensare alla propria bellezza ed a quella del pianeta, con la spensieratezza di quando eravamo bambine e la responsabilità dell’essere grandi. Abbiamo intervistato Arianna Orrù, ovvero “
Si chiama Social Business World, a dispetto del nome è un’iniziativa tutta italiana, la piattaforma però è disponibile in sette lingue diverse e non c’è pubblicità. Obiettivo? Creare un social network utile ed etico, dedicato a chi crede nell’impresa sociale e nel vivere sostenibile. I due co-fondatori di Social Business World (SBW), Michele Paolini e Giovanni Ruta hanno voluto scriverlo anche sulla home del social: stanco di perdere tempo a leggere contenuti di basso valore su altri social network? Se la risposta è sì e le motivazioni molte altre ancora, la risposta è un nuovo social network che si impegna nel sociale e che si pone come obiettivo quello di costruire relazioni umane vere e attivarsi in prima persona per realizzare un mondo migliore.