Lavoro intermittente per gli operatori di call center, i chiarimenti del Ministero

 <span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-4585" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2014/02/banche_dati.jpg" style="width: 160px; height: 130px; margin: 3px; float: left;" width="439" height="357" />Con riscontro all’interpello n. 10 del 25 marzo 2014 il <strong>Ministero del lavoro e delle Politiche sociali</strong> si è espresso sulla compatibilità tra il <strong>contratto di lavoro intermittente</strong> e gli <strong>operatori di call center</strong>, esprimendosi ni maniera più chiara sulla figura degli “addetti alle attività di call center in bound e/o out bound”.</span></span></span>

Interpello n. 10

A promuovere la necessità di ottenere di chiarimenti era stato il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, che ha proposto una istanza di interpello per domandare sul possibile utilizzo della tipologia contrattuale del lavoro intermittente in relazione al personale addetto alle attività di call center in bound e/o out bound, sulla base di un rinvio alla figura degli “addetti ai centralini telefonici privati”.

 

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Risparmio e lotta agli sprechi: Fa’ la cosa giusta!

Risparmio, green economy, innovazione sostenibile; ma anche cosmesi naturale, lotta agli sprechi attraverso il riciclo creativo degli scarti. Sono questi i leitmotiv della kermesse milanese Fa’ la cosa giusta! in programma a Milano da oggi 28 marzo a domenica 30. L’evento, che lo scorso anno ha raccolto oltre 72.000 visitatori, si propone come Fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili espone un calendario ricco di appuntamenti, incentrati sulla diffusione di una cultura del risparmio e della lotta agli sprechi, nonché dei mille e più modi in cui cittadini, associazioni ed istituzioni locali combattono la crisi sostenendo i più bisognosi anche attraverso la sperimentazione di nuove e più profonde forme di welfare.

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La professione appagante del presente e del futuro: il mental coach

Per aiutarci a comprendere le caratteristiche principali, l’utilità e gli sbocchi lavorativi di questa tipologia di professionista, abbiamo intervistato Carmen D’Urso, life coach pugliese. Persona da sempre estremamente solare e positiva, che ha da subito compreso di possedere il talento e la predisposizione per cimentarsi in questo campo.

Ciao Carmen, intanto raccontaci un po’ di te

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Bando per idee innovative, ecco “RISTART 2014: rilanciamo il territorio”

La Fondazione “La Fornace dell’Innovazione” sta promuovendo un interessante bando in collaborazione con la Camera di Commercio di Treviso, RISTART 2014; l’iniziativa è finalizzata  a sostenere idee di business, nuove idee e, parallelamente, imprese innovative. Cerchiamo di comprendere quali sono le caratteristiche di questa iniziativa, attualmente suddivisa in due differenti Assi.

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Stipendi in crescita: a febbraio + 1,4%

Come vanno i nostri stipendi? L’ultimo dossier Istat evidenzia una lieve crescita  delle retribuzioni degli italiani. Un più 1,4% dovuto prevalentemente al traino conseguito dal comparto dell’energia e delle telecomunicazioni. Cerchiamo dunque di trarre le maggiori e fondamentali considerazioni da questa interessante osservazione di natura statistica. Secondo l’Istat, a febbraio l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie sarebbe cresciuto dello 0,1% rispetto al mese precedente, e dell’1,4% su base tendenziale (ovvero, rispetto allo stesso mese di febbraio, dell’anno precedente). L’incremento è la media ponderata di uno sviluppo apparso più tenue nel mercato dei servizi privati (+ 1,7%) rispetto a quanto riscontrato nell’industria (+ 2,2%) e nell’agricoltura (+ 3,3%). All’interno dei servizi, prestazione particolarmente dinamica per le telecomunicazioni, con un incremento tendenziale del 4%; nell’industria, le prestazioni più vivaci sono invece attribuibili alle estrazioni minerali (+ 4,3%) e all’energia e petroli (+ 4,6%).

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Donne sempre più imprenditrici, ma ancora due milioni di neet tra le under 35

 <span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-4733" alt="Donne al lavoro in ufficio" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2014/03/donne-e-lavoro.jpg" style="width: 160px; height: 111px; margin: 3px; float: left;" width="720" height="500" />Lo ha rilevato una recente indagine condotta dall’Osservatorio di Unioncamere:<strong> </strong><strong><a href="https://www.biancolavoro.it/news/2132-imprese-rosa-quasi-5000-aziende-in-piu-in-un-anno" target="_blank" rel="noopener noreferrer">l’imprenditoria femminile</a> in Italia ha registrato negli ultimi anni un incremento lieve ma costante</strong>, soprattutto in alcuni settori. Un dato indiscutibilmente positivo,&nbsp; ancor di più se messo in relazione con la situazione di lunga crisi. Attualmente <strong>un’impresa su quattro è rosa</strong>, sono ancora troppe le donne senza lavoro che si dicono scoraggiate e demotivate. Alla fine del 2013 le aziende con una <strong>donna al comando erano all’incirca 1,5 milioni</strong>, una percentuale pari a quasi il 24% dell’intero panorama produttivo italiano. Il dato ancor più incoraggiante è che rispetto all’anno precedente se ne sono registrate 3.415 in più. Esaminando la statistica a più ampio raggio si nota <strong>tra il 2011 e il 2013 un aumento percentuale </strong>dello 0,75% a fronte di un incremento generale dello 0,56%. Cifre di sicuro inferiori a quelle registrate nel periodo antecedente “la crisi” ma che comunque dimostrano la tenacia e la costanza di chi cerca ogni giorno nuove risorse e nuove idee per conquistare il proprio spazio lavorativo.</span></span></span>

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Concorso Fotografico 2014 “Uno scatto, un diritto”

L’associazione Transformation In Action (TIA) Formazione Internationale, ha indetto un concorso fotografico, intitolato “Uno scatto, un diritto” incentrato sul tema “il diritto di essere cittadini europei in Italia”. Una iniziativa che focalizza l’attenzione sulle potenzialità comunicative dell’immagine fotografica rispetto alla materia dei diritti umani, e che terminerà il prossimo 30 settembre 2014. Vediamo dunque quali sono le principali condizioni di partecipazione.

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Jobs Act: e le Partite Iva?

Insorgono i freelancer e i possessori di Partite Iva. Alla luce delle riforme introdotte dal Jobs Act del nuovo governo e dei mille euro annui promessi a lavoratori dipendenti e assimilati, i lavoratori autonomi e i non garantiti sembrano essere rimasti esclusi, tanto da lanciare parallelamente una loro iniziativa, che ha preso il nome di Another Act (letteralmente “Un altro atto”, o anche, in questo caso, “un’altra legge”).

Non solo liberi professionisti con una lunga esperienza alle spalle: il popolo delle Partite Iva si compone migliaia di giovani, ma non solo uomini e donne che, per fronteggiare la crisi economica e la scarsità di lavoro a tempo indeterminato, si sono rimboccati le maniche e hanno scommesso su se stessi e sulle proprie capacità. I lavoratori del presente (e del futuro) che contribuiscono ogni giorno alla crescita e allo sviluppo dell’economia del Paese. Una percentuale considerevole e non marginale della popolazione, che però sembra essere rimasta esclusa dall’ultimo decreto lavoro. Quest’ultimo infatti, spiegano le parti in causa, non prevede alcun accenno ad eventuali tutele per chi lavora come indipendente

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Lavoro intermittente e contributi volontari integrativi, i chiarimenti dell’Inps

 <span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-4294" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2014/01/pensioni 2014.jpg" style="width: 160px; height: 120px; margin: 3px; float: left;" width="660" height="495" />L’Inps ha pubblicato la circolare 33/2014 con la quale fornisce alcune utili <strong>istruzioni operative</strong>, e i <strong>requisiti</strong> <strong>per i lavoratori intermittenti che vogliono versare i contributi volontari utili per integrare la contribuzione obbligatoria versata in loro favore</strong>. Cerchiamo dunque di trarre le principali e più importanti valutazioni in merito a tale significativo intervento da parte dell’ente previdenziale.</span></span></span>

Cosa è il contratto di lavoro intermittente

<span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);">La circolare Inps premette cosa sia il <strong>contratto di lavoro intermittente</strong>, ricordando come si tratti di “una fattispecie contrattuale caratterizzata dalla flessibilità del rapporto di lavoro ed in cui il lavoratore si pone a disposizione di un datore di lavoro, che ne può utilizzare la prestazione lavorativa secondo le modalità ed i limiti fissati dagli articoli da 33 a 40 del D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276&nbsp; (s.m.i.)”.</span></span></span>

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Formazione: torna La Nuvola Rosa, il progetto dedicato alle più giovani

 <span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-4967" alt="Donna al lavoro La Nuvola Rosa" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2014/03/Donna-lavoro2.jpg" style="width: 160px; height: 120px; margin: 3px; float: left;" width="600" height="450" />Si svolgerà a Roma <strong>dal 22 al 24 aprile </strong>la seconda edizione del <strong>progetto di formazione La Nuvola Rosa</strong>, organizzato da <strong>Microsoft Italia</strong> in collaborazione con la <strong>Presidenza del Consiglio dei Ministri</strong> e dedicato a tutte <strong>le ragazze italiane tra i 17 e i 24 anni</strong>. La formazione come strumento per creare opportunità lavorative internazionali, colmare il divario di genere in campo scientifico e tecnologico, sviluppare la ricerca e portare innovazione attraverso il digitale per contribuire al progresso del Paese. La possibilità per <strong>500 studentesse di accedere in modo gratuito</strong> a una rosa di <strong>30 corsi</strong> diversi, proposti nell’ambito di <strong>sei aree tematiche</strong>:</span></span></span>

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Il lavoro giusto: ne cambia 33 in un anno per trovarlo

Il lavoro giusto? Basta cercarlo. Deve aver pensato proprio questo Gail Nash, avvocatessa australiana che è riuscita a cambiare 33 impieghi in un solo anno, volontariamente. Contenta del suo lavoro sì, ma non fino in fondo. Per ovviare a questo vuoto, ha pensato bene di mettersi alla ricerca di quello ideale di lavoro, quello che l’avrebbe fatta sentire realizzata fino in fondo. La sua professione di partenza, per giunta esercitata nel campo delle tematiche ambientali, non era certo tra le meno desiderabili, anzi: una buona posizione, etica inappuntabile e indiscutibile utilità sociale. Ma per Gail Nash non era abbastanza.

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Al via il concorso per cortometraggi Roma Creative Contest 2014

E’ al via quarta edizione nazionale e internazionale del concorso di cortometraggi Roma Creative Contest – Short Film Festival, organizzato dall‘associazione culturale Images Hunters, in collaborazione con il Teatro Vittoria di Roma e con il patrocinio della Commissione Europea. Il concorso è ormai un punto di riferimento per le produzioni cinematografiche, con un occhio attento dedicato soprattutto alle creazioni dei più giovani.

L’edizione 2014 del concorso ha l’obiettivo di individuare opere che possano raccontare storie con linguaggi e contenuti non convenzionali, con uso consapevole e brillante del mezzo cinematografico e struttura ironica e sorprendente. La manifestazione finale si terrà a settembre 2014 presso il Teatro Vittoria ed il centro di produzione culturale La Pelanda. La giuria del contest sarà presieduta da un premio oscar quale il regista Giuseppe Tornatore.

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Parcheggio su strisce blu oltre l’orario, multa o no?

Bel dilemma: parcheggi la macchina sulle strisce blu, metti regolarmente il bigliettino di pagamento, ma torni in ritardo, oltre l’orario per cui hai pagato. C’è la multa? Un bel “sì” in coro sarebbe stata la risposta certa fino a qualche giorno fa. Poi, la nota del Ministero dei Trasporti ha aperto la questione. Testualmente è scritto che il parere del Ministero, espresso a più riprese, è che “nel caso di sosta illimitata tariffata, il pagamento in misura insufficiente non costituisca violazione di una norma di comportamento, ma configuri unicamente una ‘inadempienza contrattuale’. Pertanto, nei casi di pagamenti in misura insufficiente, l’inadempienza implica il saldo della tariffa non corrisposta” Insomma, i vigili non devono comminare la multa, ma nemmeno, ovviamente, è possibile sostare negli spazi delimitati dalle strisce blu in maniera gratuita. Quindi, il Comune di turno ha il diritto di chiedere la differenza.

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Lavorare in cassa integrazione: le opportunità consentite senza dover rinunciare all’indennità

La cassa integrazione rappresenta quasi sempre un trauma per le persone che ci finiscono dentro, ma è importante capire come possiamo muoverci all’interno di questo recinto per cercare di arrotondare l’insufficiente indennità che tale ammortizzatore sociale ci offre, rimanendo nella legalità.

Iniziamo subito col dire che anche in questo caso la normativa dello Stato Italiano è miope e poco vicina alle condizioni reali dei cittadini. Mentre infatti in mobilità, e lo vedremo con il prossimo articolo, è più facile svolgere attività occasionali entro un certo limite, per chi è in cassa integrazione, nonostante l’indennità sia uguale a quella del primo anno di mobilità, le possibilità per lavorare sono poche.

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Decreto lavoro: le novità su contratti a termine, apprendistato e semplificazione

 <span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><span style="font-size: 14px;"><strong><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-4086" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2013/12/renzi.jpg" style="width: 160px; height: 103px; margin: 3px; float: left;" width="478" height="309" />Pubblicato in Gazzetta Ufficiale</strong>, è entrato in vigore il<strong> decreto lavoro</strong>, ovvero il Dl n.34 del 20 marzo 2014, emanato dal Governo Renzi e recante “<strong>Disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese</strong>”. Vediamo dunque quali sono </span></span><span style="font-size: 14px;"><strong><a href="https://www.biancolavoro.it/news/2598-renzi-e-lavoro-ammortizzatori-sociali-contratti-a-progetto-ed-altre-novita" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: rgb(0, 0, 0);">le principali novità</span></a></strong></span><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><span style="font-size: 14px;"><strong> </strong>e gli aspetti modificativi di tale nuova norma, e in che modo potrebbero influenzare i temi sui quali vanno a intervenire: i contratti di lavoro a termine, i contratti di apprendistato, le misure in materia di servizi per il lavoro, di verifica della regolarità contributiva e di contratti di solidarietà.</span></span></span>

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Spending Review: luci spente in città per risparmiare?

Si spende troppo in illuminazione pubblica e allora spegniamo le luci, o almeno usiamo meglio quelle che rimangono accese. E’ una delle idee proposte dal commissario alla Spending Review, Carlo Cottarelli. Il compito a lui affidato è tra i più complessi. Risparmiare, e tanto (Renzi vorrebbe ricavare 7 miliardi di euro da destinare al taglio delle tasse), senza toccare alcuni punti cardine. Ma, a onor di croanca, l’operazione “Cieli Bui” non è nuova, risale infatti ai tempi del Governo Monti che provò senza successo farle vedere la luce per la prima volta. Cottarelli ora punterebbe a risparmiare almeno 300 milioni di euro attraverso una minore (ma anche migliore) illuminazione dello spazio pubblico. Insomma, il problema non è tanto illuminare di meno, quanto non sprecare energia e (quindi) soldi nel farlo.

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iRobot AVA 500: un robot in ufficio al posto tuo

Nato e ancor prima progettato per le videoconferenze, iRobot AVA 500 probabilmente farà la gioia di impiegati e manager. Sviluppato dalla iRobot in collaborazione con Cisco è una vera e propria novità sul fronte dell’high-tech al servizio delle grandi aziende: un robot  in grado di “sostituire” fisicamente una persona “proiettando” la presenza di quest’ultima, rimasta comodamente a casa, sul proprio schermo. Adattissimo a presiedere  videoconferenze, può all’occorrenza tranquillamente “seguire” i colleghi per i corridoi dell’ufficio o aggirarsi per i reparti produttivi in modo completamente autonomo, sopperendo così all’assenza fisica della persona in maniera praticamente completa.

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Business Angels, ovvero come farsi finanziare un progetto

 <span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-4913" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2014/03/Business-angels.jpg" style="width: 160px; height: 106px; margin: 3px; float: left;" width="615" height="409" />Un’opportunità da prendere in considerazione per farsi finanziare un progetto imprenditoriale originale e innovativo. E’ quella che viene dai <strong>Business Angels</strong>, che aiutano i <strong>giovani imprenditori</strong> ad avviare <strong><a href="https://www.biancolavoro.it/news/2314-agevolazioni-fiscali-99mila-euro-alle-startup-innovative" target="_blank" rel="noopener noreferrer">l</a><a href="https://www.biancolavoro.it/news/2314-agevolazioni-fiscali-99mila-euro-alle-startup-innovative" target="_blank" rel="noopener noreferrer">e loro start up</a></strong>. <strong>Investitori “informali</strong>”, self-made man, in media di 50 anni e imprenditori (talvolta in pensione) con <strong>cospicui patrimoni personali</strong> (tra i 500 mila e i 2 milioni di euro) che decidono di mettere a frutto la propria disponibilità finanziaria per la realizzazione di idee nuove ma soprattutto potenzialmente molto redditizie.</span></span></span>

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Ocse, reddito famiglie italiane giù di 2400 euro. Riforme in “direzione giusta”

 <span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><span style="font-size: 14px;"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-4906" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2014/03/Calcolatrice.jpg" style="width: 160px; height: 155px; margin: 3px; float: left;" width="720" height="696" />E’ un quadro piuttosto pesante quello dipinto dall’Ocse nel suo rapporto annuale e che riguarda il <strong>reddito delle famiglie italiane</strong>. Queste ultime hanno infatti <strong>perso 2.400 euro di reddito dal 2007 al 2012</strong>. Di buono c’è che gli ultimi passi annunciati dal <strong><a href="https://www.biancolavoro.it/news/2598-renzi-e-lavoro-ammortizzatori-sociali-contratti-a-progetto-ed-altre-novita" target="_blank" rel="noopener noreferrer">governo Renzi</a></strong> in tema di welfare (ed in particolare della sua estensione, attraverso ad esempio l'introduzione del <a href="https://www.biancolavoro.it/news/2156-reddito-minimo-a-che-punto-siamo" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>reddito minimo</strong></a>) andrebbero nella direzione giusta, incontrando quindi il favore dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. </span></span></span>

 <span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><span style="font-size: 14px;">Va detto che <strong>la perdita di reddito</strong> delle famiglie italiane, dovuta in gran parte al “deterioramento” del mercato del lavoro è stata sostanzialmente <strong>più che doppia</strong> rispetto alla media europea, che si attesta sui 1.100 euro. E' il sintomo di un impoverimento della società, un fenomeno sul quale dovrebbero agire però, a contrasto, <strong><a href="https://www.biancolavoro.it/news/2534-lavoro-le-riforme-del-nuovo-ministro-giuliano-poletti" target="_blank" rel="noopener noreferrer">la riforma del mercato del lavoro</a></strong>, il cosiddetto <strong><a href="https://www.biancolavoro.it/leggi-e-norme/2621-jobs-act-tutti-i-chiarimenti-sui-contratti-a-termine" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Jobs Act </a></strong>(partito con il decreto che ha modificato le <strong><a href="https://www.biancolavoro.it/news/2614-contratti-a-termine-cambiano-forse-le-regole-fino-a-8-rinnovi-in-36-mesi" target="_blank" rel="noopener noreferrer">norme sui contratti a termine</a></strong>) e, come accennato, l’estensione del sistema di previdenza sociale.</span></span></span>

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Jobs Act, tutti i chiarimenti sui contratti a termine

 <span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-4685" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2014/02/contratto-lavoro.jpg" style="width: 160px; height: 109px; margin: 3px; float: left;" width="500" height="341" />Come è noto,il <a href="https://www.biancolavoro.it/news/2598-renzi-e-lavoro-ammortizzatori-sociali-contratti-a-progetto-ed-altre-novita" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>governo Renzi</strong></a> all'interno della <strong><a href="https://www.biancolavoro.it/news/2534-lavoro-le-riforme-del-nuovo-ministro-giuliano-poletti" target="_blank" rel="noopener noreferrer">riforma del lavoro</a> </strong>conosciuta con il nome di <a href="https://www.biancolavoro.it/news/2374-il-jobsact-di-matteo-renzi-ok-per-l-ue-dubbi-in-italia" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Jobs Act</strong></a><strong> </strong>ha adottato un provvedimento urgente contenente gli interventi di <strong>semplificazione sui <a href="https://www.biancolavoro.it/news/2614-contratti-a-termine-cambiano-forse-le-regole-fino-a-8-rinnovi-in-36-mesi" target="_blank" rel="noopener noreferrer">contratti a termine</a> e sui contratti di apprendistato</strong>, al fine di renderli maggiormente coerenti con le esigenze attuali del contesto occupazionale. Il <strong>Jobs Act</strong>, concretizzatosi mediante un disegno di legge, permetterà al Governo di poter fruire di apposite deleghe che – negli auspici dei fautori - potranno consentire una rapida introduzione delle misure per riformare la disciplina degli ammortizzatori sociali, riformare i servizi per il lavoro, rivedere le politiche attive, riordinare le forme contrattuali, migliorare la conciliazione tra tempi di lavoro e di vita e ancora semplificare le procedure e gli adempimenti nella disciplina lavorativa.</span></span>

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