Un sostegno psicologico e un aiuto concreto per quanti sono rimasti senza lavoro. Parliamo degli A.M.A, gruppi di auto mutuo aiuto per disoccupati. Quando si perde il lavoro non è solo l’entrata economica che se ne va. Si perde l’autostima, la gratificazione, l’io sociale, l’immagine e il ruolo nei confronti di moglie, figli, amici e parenti. E la conseguenza per molti è la depressione. Ma ripartire, ricominciare, si può, e si deve. Il progetto di auto mutuo aiuto per disoccupati nasce dall’esigenza di offrire sostegno psicologico e reciproca assistenza a persone accomunate dallo stesso problema. In particolare per quanto concerne i disoccupati, le emozioni in gioco alla perdita del lavoro sono diverse: si va dalla vergogna di farsi vedere “in giro” o peggio “a spasso” alla rabbia che diventa esplosiva in alcuni casi, frustrante e negativa in altri.
Profilo Google Plus per proporsi come freelance
Vi proponiamo qui una serie di consigli pratici per migliorare il proprio profilo Google Plus, sia in generale e sia nel caso, invece, siate dei freelance che utilizzate questo tipo di social network per ottimizzare la pubblicità delle vostre competenze.
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Lo sapevate che se un utente mette Mi Piace (+1) su una vostra pagina o sito internet su Google Plus, quando ricercherà sul web per quella data parola chiave, il vostro sito internet gli apparirà tra i primi risultati di Google in automatico. Strumento potentissimo quindi!
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La cura dei contenuti, altro aspetto fondamentale. Inserite foto e video accattivanti che catturino l’attenzione degli utenti e ne favoriscano la condivisione.
Contratti a termine, cambiano (forse) le regole: fino a 8 rinnovi in 36 mesi
I “nuovi” contratti a termine, se la riforma dovesse andare in porto, potranno essere prorogati fino a 8 volte, in un termine temporale massimo di 36 mesi, senza che il datore di lavoro abbia l’obbligo di specificare la causa della proroga. Attualmente, solo il primo può essere prorogato, dopodiché o cessa il rapporto di lavoro (almeno per un determinato periodo) o si passa al tempo indeterminato. A fornire le precisazioni è stato il Ministero del Lavoro, intervenendo su quanto anticipato dal premier Matteo Renzi in materia di riforma del lavoro. C’è una condizione: tali contratti è obbligatorio “si riferiscano alla stessa attività lavorativa per la quale il contratto è stato inizialmente stipulato”. Ovvero non è possibile prorogare un contratto di un operaio “trasformandolo” in un impiegato, per fare un esempio più teorico che pratico.
Jobswapping: come funzionano i lavori di vicinanza
Si chiama jobswapping ed è una delle nuove tendenze occupazionali del momento. Rivisitazione delle vecchie abitudini di rione, lo jobswapping è un sistema che permette ai lavoratori di poter ottenere nuove opportunità e scambi di lavoro sulla base della propria residenza e sulla base delle proprie competenze. Una tendenza spinta ed accolta da diversi portali del settore, pronti a sfruttare le possibilità concesse da questo trend anti-crisi. Ma come funziona il jobswapping? E in che modo i jobswapper cercano di fare la loro piccola, grande fortuna?
Facebook ed opportunità di lavoro: cosa vedono i selezionatori sul tuo profilo
I social network sono ormai presenti in ogni aspetto della nostra vita e, non per ultimo, in quello professionale.
Vi abbiamo già parlato di Twitter, ed è nota la centralità in tal senso di LinkedIn, oggi andiamo a vedere cosa osservano i selezionatori del personale sul vostro profilo Facebook, che rappresenta il secondo social network maggiormente visitato da chi si occupa di ricerca e selezione del personale, seppur molto staccato dallo stesso LinkedIn.
Cominciamo subito col dire che difficilmente, diversamente da quanto si pensi, le opinioni religiose e/o politiche esplicate sul nostro profilo Facebook influenzano le scelte dei recruiters.
Invece dimostrazioni di impegno nel sociale, come attività di volontario o benefiche in generale fanno conquistare diversi punti ai candidati, che invece risultano poco attraenti se, anche solo rivolto ai propri amici, si abbandonano spesso a foto volgari, parolacce, scene di alcool, battute di tipo sessuale, o a pubblicare foto di armi da fuoco.
Donne e tecnologia: un binomio vincente sul lavoro
<span style="font-size:14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-4856" alt="donna legge su ipad" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2014/03/donna-tecnologia.jpg" style="width: 160px; height: 90px; margin: 3px; float: left;" width="615" height="345" />Soluzioni innovative e risorse all’avanguardia per svolgere al meglio la propria attività professionale, conciliando famiglia e lavoro. <strong>Oggi si può;</strong> <strong>con la tecnologia</strong>, <strong>un grande aiuto <a href="https://www.biancolavoro.it/blog/2597-lavoro-per-crescere-l-italia-ha-bisogno-di-donne" target="_blank" rel="noopener noreferrer">per le donne</a></strong>, che ne diventano fruitrici continue, sfruttatrici addirittura, <strong>padroneggiandola come e meglio di un uomo</strong>. Computer, connessione <strong>internet, tablet e smartphone </strong>(e una discreta conoscenza della lingua inglese): strumenti di lavoro quotidiano per migliaia di donne che hanno optato per forme di lavoro flessibili, se non proprio freelance. Un uso consapevole e mirato di queste risorse può rivelarsi non solo produttivo ma di grande aiuto anche per gestire meglio (e con un notevole risparmio sui costi) la propria professione.</span></span></span>
Twitter è utile per trovare lavoro? La risposta è sì: ecco come
<span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><span style="font-size: 14px;"><strong><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-4851" alt="trovare lavoro su twitter" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2014/03/Twitter.jpg" style="width: 160px; height: 91px; margin: 3px; float: left;" width="620" height="352" />I <a href="https://www.biancolavoro.it/orientamento/1960-i-social-network-aiutano-nella-ricerca-di-un-lavoro-ma-attenzione-a-mantenere-una-buona-reputazione" target="_blank" rel="noopener noreferrer">social network</a> </strong>rappresentano ormai il pane quotidiano dei cittadini italiani ed europei. Solo in Italia in 23 milioni accedono almeno una volta al mese a <strong>Facebook</strong>, mentre sfiorano i 4 milioni quelli che fanno lo stesso con <strong>Google Plus</strong> (il social network attualmente con il trend di crescita più veloce), <strong>Twitter</strong> e <strong>LinkedIn</strong>. Proprio quest’ultimo <strong>(LinkedIn)</strong> fu creato appositamente per mettere in comunicazione professionisti e non solo, con le aziende, ma anche un <strong>social network</strong> di <strong>microblogging</strong> può essere molto utile per ricercare lavoro.</span></span></span>
<span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><span style="font-size: 14px;">In quest’articolo vi spieghiamo come e perché.</span></span></span>
Renzi e Lavoro: ammortizzatori sociali, contratti a progetto ed altre novità
Giornata di grandi annunci e decisioni da parte del Governo Renzi, che realizza un taglio delle tasse Irpef (10 miliardi per redditi fino a 25mila euro annui lordi) ed Irap (10%), più una serie di altre significative azioni a cominciare dal fondo da 500 milioni di euro a favore della costituzione di nuove imprese sociali.
Sulla riforma del lavoro però, anch’essa foriera di grandi aspettative nelle anticipazioni, passa a sorpresa la linea della prudenza, forse per non finire muro contro muro con i sindacati.
Chi si aspettava però grossi annunci oggi anche su questo tema è rimasto a bocca asciutta.
Sanzioni più pesanti per chi non rispetta l’orario di lavoro
<span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-4826" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2014/03/Operatore-Telefonico.jpg" style="width: 160px; height: 95px; margin: 3px; float: left;" width="520" height="309" />In arrivo <strong>sanzioni </strong>più pesanti per quei datori di occupazione che <strong>non rispettano <a href="https://www.biancolavoro.it/leggi-e-norme/1418-il-tempo-per-indossare-la-tuta-da-lavoro-deve-essere-retribuito" target="_blank" rel="noopener noreferrer">l’orario di lavoro</a></strong>, costringendo i propri dipendenti a turni sempre più stressanti e faticosi, violando quindi quanto previsto dai contratti. Una novità sicuramente gradita per quei lavoratori (numerosi, stando a quanto leggiamo in redazione dalle vostre segnalazioni) che vedono frequentemente scavalcati i propri diritti di riposo settimanale o giornaliero.</span></span></span>
Nuove assunzioni IV trimestre 2013: il profilo dei lavoratori interessati
La seconda parte del nostro focus sul dossier formulato dal Ministero del Lavoro in merito ai dati ottenuti dal Sistema di comunicazioni obbligatorie sui rapporti di lavoro avviati o cessati nel corso del quarto trimestre 2013. Cerchiamo oggi di fare un ulteriore passo in avanti, e comprendere quali siano stati i profili di lavoratori maggiormente interessati dalle assunzioni compiute dai datori di lavoro nel corso degli ultimi mesi del 2013. Anzitutto, secondo quanto riepilogata il Ministero, nel corso del IV trimestre del 2013 ai 2.266.604 rapporti di lavoro attivati sarebbero corrisposti 1.582.105 lavoratori.
Assunzioni IV trimestre 2013: i dati del Ministero
Il Ministero del Lavoro ha pubblicato un corposo dossier sull’andamento dei rapporti di lavoro nel IV Trimestre 2013, periodo nel quale il sistema informativo delle comunicazioni obbligatorie avrebbe registrato 2.266.604 avviamenti di nuovi rapporti di lavoro dipendente e parasubordinato, con una flessione di 18.851 unità rispetto a quanto riscontrato nel IV trimestre del 2012 (- 0,8%). Delle nuove assunzioni, il 75% sono state concentrate nel settore dei Servizi (1.699.694 unità), con un calo del 2,1%. Sulla base dei dati comunicati, la flessione su base tendenziale più grave avrebbe riguardato le assunzioni a tempo indeterminato, con un passo indietro del 9,4% (- 37.911 unità) contro il calo del 7,1% ( – 4.123 unità) relativi ai contratti di apprendistato. Sempre nel corso del IV trimestre 2013, è continuata la contrazione dei rapporti di lavoro cessati, con 3.108.680 termini di relazioni di lavoro, di cui 1.480.802 riguardanti donne e 1.627.878 riguardanti uomini. Rispetto al IV trimestre 2012 il numero delle cessazioni è diminuito del 2,8 per cento (- 90.152 unità).
In Italia gli uomini vivono meglio delle donne
Meno incombenze familiari e più riguardi in ambito lavorativo e retributivo. Sembra proprio che in Italia gli uomini vivano meglio delle donne. Lo ammettono in un sondaggio sulle responsabilità e il ruolo della donna nella società italiana, condotto dall’Istat e intitolato “Stereotipi, rinunce e discriminazioni di genere”. I risultati offrono interessanti spunti per riflettere.Le donne sono più discriminate e soggette a pregiudizi rispetto al genere maschile. Nel 43,7% le dirette interessate parlano di vero e proprio sessismo, sebbene nella maggior parte dei casi non si tratti di angherie o chissà quali gravi soprusi ma piuttosto di retaggi del passato e stereotipi duri a morire. La vita delle donne deve far i conti con difficoltà e disuguaglianze sconosciute agli uomini. È quanto afferma il 50,5% del genere maschile e il 64,6% di quello femminile, portando la media nazionale al 57,5%.
Lavorare come musicista sulle navi da crociera
Se si vuole evadere dalla solita routine, lavorare come musicista sulle navi da crociera può essere un’ottima opportunità.
Lavorare come infermiere in Germania
La situazione economica in Italia sta spingendo un numero sempre crescente di persone a cercare lavoro all’estero. Se trovare un’occupazione può essere complesso per chi non ha una qualifica specifica, diverso è il caso di chi è in possesso di titoli e di esperienza relativa ad un lavoro qualificato, come per esempio gli infermieri e gli addetti alle professioni sanitarie in genere.
La Germania è ridiventata meta dell’emigrazione dal nostro paese anche grazie alla crescente richiesta di personale nel settore sanitario dove il numero di precari è praticamente prossimo allo zero. Per questo motivo le strutture sanitarie in Germania hanno deciso di offrire percorsi formativi ai professionisti stranieri con corsi di lingua che comprendono anche la sistemazione ed il vitto. Ma quanto si può guadagnare? Diversamente dalla Germania, dove la qualifica di infermiere è data da un corso professionale, in Italia essa è un titolo universitario, per il quale la Germania riconosce stipendi di diverse migliaia di euro mensili (anche fino a 5.000 euro lordi), anche se la media si attesta sui 2.500 euro lordi.
Marinaleda: il paese senza disoccupati né mutui da pagare
Un paese senza disoccupati né mutui da pagare, dove tutti hanno uno stipendio garantito. Un’utopia? A quanto pare no: esiste un piccolo centro abitato nei pressi di Siviglia, in Andalusia, dove tutto questo è realtà. Marinaleda conta all’incirca 2.700 abitanti, ognuno con un lavoro e una casa. Miracolo economico, strategia anti-crisi o isolamento anacronistico? Fatto sta che la politica economica del sindaco Juan Manuel Sànchez Gordillo resiste da più di 30 anni ed è passata indenne anche attraverso la crisi economica mondiale. Il principio ispiratore si fonda sulla cooperazione. L’obiettivo da realizzare è un’utopia, nel senso letterale del termine: è scritto a caratteri cubitali perfino sullo stemma della città: “Marinaleda, un’utopia verso la pace”.
Interruzione rapporti di lavoro: cosa è successo nel IV Trimestre 2013
La terza e ultima parte di questo nostro focus sul dossier ministeriale si concentrerà nel cercare di capire cosa sia successo a fine 2013 in materia di interruzioni dei rapporti professionali. Secondo quanto riportrato dal dossier trimestrale ministeriale, nel IV trimestre 2013 sarebbero stati cessati ben 3.108.680 rapporti di lavoro, di cui 1.480.802 riguardanti donne, e 1.627.878 per uomini. “Rispetto al IV trimestre 2012” – sottolineava l’osservazione – “il numero delle cessazioni risulta in diminuzione del 2,8%, pari a -90.152 unità.
L’evasore tipo: ecco come è fatto
Da un fitto incrocio di dati Bankitalia ha ipotizzato il profilo dell’evasore tipo. Uomo, sotto i 44 anni, del centro Italia, lavoratore autonomo/imprenditore o “rentier”, ovvero una persona in grado di vivere di rendita. I dati incrociati derivano direttamente dalla Banca d’Italia, che li ha presentati in Senato, dopo averli incrociati con quelli della Sogei, ovvero la società deputata alla gestione del sistema informativo dell’Anagrafe tributaria, incaricata dal Ministero dell’Economia. Più in generale, la propensione ad evadere è differente a seconda della tassa evasa. Per l’Irpef, tale propensione si aggira attorno al 13,5%. In media vengono nascosti al fisco 2093 euro, ovvero la differenza tra il reddito netto procapite calcolato dalla Banca d’Italia, 15.440 euro e indicato da Sogei ,13.356 euro.
Mivar chiude: “La regalo a chi assume operai italiani”
La Mivar, storica azienda italiana produttrice di televisori, ha chiuso. Colpa della crisi economica che ha abbassato i consumi, ma anche e probabilmente soprattutto della fortissima concorrenza delle multinazionali asiatiche. Il proprietario ha deciso però di regalarla a chi deciderà di produrre televisori in Italia, ma soprattutto a chi “garantirà lavoro a 1200 operai italiani, abbiatensi, milanesi”. Parole di Carlo Vichi, titolare dell’azienda che ha raccontato il suo sogno in tv, alla trasmissione “I Dieci Comandamenti di Rai 3”. Il sogno in questione, è quello di vedere “ancora sorridere la sua gente”.
Lavorare in Google: i cinque requisiti fondamentali
Volete lavorare per Google? Beh, sappiate che per avere qualche chance è necessario possedere cinque requisiti fondamentali. “Solo cinque?”, si chiederà forse qualcuno; sì, almeno stando all’intervista ufficiale rilasciata al New York Times dal responsabile delle risorse umane della multinazionale, Laszlo Bock. Il mito, alquanto affascinante, che circola nell’ambiente è uno solo: per farsi assumere bisogna dire la cosa giusta al momento giusto. Il problema è che “quel giusto” deve rapportarsi a parametri che cambiano di continuo. Potrebbe venire spontaneo pensare che Google apprezzi senz’ombra di dubbio una mente brillante ma con un pizzico di pazzia creativa, abilità fuori dal comune e intuizioni geniali e strabilianti. A quanto pare, no. I cinque requisiti fondamentali per lavorare in Google sono ben altri. Eccoli qui.
Professionisti: arriva la formazione interdisciplinare
È stata siglata il 14 febbraio scorso a Roma l’intesa per la formazione e l’aggiornamento interdisciplinare di tutti i professionisti operanti nell’area economico-giuridica. Una novità nell’ambito degli obblighi formativi, perché per la prima volta si prevede uno scambio di conoscenze e competenze tra i liberi professionisti interessati, per contribuire allo sviluppo del Paese e colmare lacune e inefficienze della Pubblica Amministrazione. Attraverso il coinvolgimento della Magistratura, delle istituzioni e degli esponenti del mondo accademico e giornalistico si discute di reati contro la Pubblica Amministrazione e di fede pubblica e si tenta di ridefinire quel perimetro di certezza e sicurezza che ruota intorno a queste figure professionali, il quale troppo spesso è stato violato da lacunosità, criticità e abusi tecnici, stando alle repliche dei diretti interessati.
I “nuovi” contratti a termine, se la riforma dovesse andare in porto, potranno essere prorogati fino a 8 volte, in un termine temporale massimo di 36 mesi, senza che il datore di lavoro abbia l’obbligo di specificare la causa della proroga. Attualmente, solo il primo può essere prorogato, dopodiché o cessa il rapporto di lavoro (almeno per un determinato periodo) o si passa al tempo indeterminato. A fornire le precisazioni è stato il Ministero del Lavoro, intervenendo su quanto anticipato dal
Si chiama jobswapping ed è una delle nuove tendenze occupazionali del momento. Rivisitazione delle vecchie abitudini di rione, lo jobswapping è un sistema che permette ai lavoratori di poter ottenere nuove opportunità e scambi di lavoro sulla base della propria residenza e sulla base delle proprie competenze. Una tendenza spinta ed accolta da diversi portali del settore, pronti a sfruttare le possibilità concesse da questo trend anti-crisi. Ma come funziona il jobswapping? E in che modo i jobswapper cercano di fare la loro piccola, grande fortuna?
I social network sono ormai presenti in ogni aspetto della nostra vita e, non per ultimo, in quello professionale.
Giornata di grandi annunci e decisioni da parte del Governo Renzi, che realizza un taglio delle tasse Irpef (10 miliardi per redditi fino a 25mila euro annui lordi) ed Irap (10%), più una serie di altre significative azioni a cominciare dal fondo da 500 milioni di euro a favore della costituzione di nuove imprese sociali.
La seconda parte del nostro focus sul
Il Ministero del Lavoro ha pubblicato un corposo dossier sull’andamento dei rapporti di lavoro nel IV Trimestre 2013, periodo nel quale il sistema informativo delle comunicazioni obbligatorie avrebbe registrato 2.266.604 avviamenti di nuovi rapporti di lavoro dipendente e parasubordinato, con una flessione di 18.851 unità rispetto a quanto riscontrato nel IV trimestre del 2012 (- 0,8%). Delle nuove assunzioni, il 75% sono state concentrate nel settore dei Servizi (1.699.694 unità), con un calo del 2,1%. Sulla base dei dati comunicati, la flessione su base tendenziale più grave avrebbe riguardato le assunzioni a tempo indeterminato, con un passo indietro del 9,4% (- 37.911 unità) contro il calo del 7,1% ( – 4.123 unità) relativi ai contratti di apprendistato. Sempre nel corso del IV trimestre 2013, è continuata la contrazione dei rapporti di lavoro cessati, con 3.108.680 termini di relazioni di lavoro, di cui 1.480.802 riguardanti donne e 1.627.878 riguardanti uomini. Rispetto al IV trimestre 2012 il numero delle cessazioni è diminuito del 2,8 per cento (- 90.152 unità).
Meno incombenze familiari e più riguardi in ambito lavorativo e retributivo. Sembra proprio che in Italia gli uomini vivano meglio delle donne. Lo ammettono in un sondaggio sulle responsabilità e il ruolo della donna nella società italiana, condotto dall’Istat e intitolato “Stereotipi, rinunce e discriminazioni di genere”. I risultati offrono interessanti spunti per riflettere.Le donne sono più discriminate e soggette a pregiudizi rispetto al genere maschile. Nel 43,7% le dirette interessate parlano di vero e proprio sessismo, sebbene nella maggior parte dei casi non si tratti di angherie o chissà quali gravi soprusi ma piuttosto di retaggi del passato e stereotipi duri a morire. La vita delle donne deve far i conti con difficoltà e disuguaglianze sconosciute agli uomini. È quanto afferma il 50,5% del genere maschile e il 64,6% di quello femminile, portando la media nazionale al 57,5%.

Un paese senza disoccupati né mutui da pagare, dove tutti hanno uno stipendio garantito. Un’utopia? A quanto pare no: esiste un piccolo centro abitato nei pressi di Siviglia, in Andalusia, dove tutto questo è realtà. Marinaleda conta all’incirca 2.700 abitanti, ognuno con un lavoro e una casa. Miracolo economico, strategia anti-crisi o isolamento anacronistico? Fatto sta che la politica economica del sindaco Juan Manuel Sànchez Gordillo resiste da più di 30 anni ed è passata indenne anche attraverso la crisi economica mondiale. Il principio ispiratore si fonda sulla cooperazione. L’obiettivo da realizzare è un’utopia, nel senso letterale del termine: è scritto a caratteri cubitali perfino sullo stemma della città: “Marinaleda, un’utopia verso la pace”.
Da un fitto incrocio di dati Bankitalia ha ipotizzato il profilo dell’evasore tipo. Uomo, sotto i 44 anni, del centro Italia, lavoratore autonomo/imprenditore o “rentier”, ovvero una persona in grado di vivere di rendita. I dati incrociati derivano direttamente dalla Banca d’Italia, che li ha presentati in Senato, dopo averli incrociati con quelli della Sogei, ovvero la società deputata alla gestione del sistema informativo dell’Anagrafe tributaria, incaricata dal Ministero dell’Economia. Più in generale, la propensione ad evadere è differente a seconda della tassa evasa. Per l’Irpef, tale propensione si aggira attorno al 13,5%. In media vengono nascosti al fisco 2093 euro, ovvero la differenza tra il reddito netto procapite calcolato dalla Banca d’Italia, 15.440 euro e indicato da Sogei ,13.356 euro.
La Mivar, storica azienda italiana produttrice di televisori, ha chiuso. Colpa della crisi economica che ha abbassato i consumi, ma anche e probabilmente soprattutto della fortissima concorrenza delle multinazionali asiatiche. Il proprietario ha deciso però di regalarla a chi deciderà di produrre televisori in Italia, ma soprattutto a chi “garantirà lavoro a 1200 operai italiani, abbiatensi, milanesi”. Parole di Carlo Vichi, titolare dell’azienda che ha raccontato il suo sogno in tv, alla trasmissione “I Dieci Comandamenti di Rai 3”. Il sogno in questione, è quello di vedere “ancora sorridere la sua gente”.
Volete lavorare per Google? Beh, sappiate che per avere qualche chance è necessario possedere cinque requisiti fondamentali. “Solo cinque?”, si chiederà forse qualcuno; sì, almeno stando all’intervista ufficiale rilasciata al New York Times dal responsabile delle risorse umane della multinazionale, Laszlo Bock. Il mito, alquanto affascinante, che circola nell’ambiente è uno solo: per farsi assumere bisogna dire la cosa giusta al momento giusto. Il problema è che “quel giusto” deve rapportarsi a parametri che cambiano di continuo. Potrebbe venire spontaneo pensare che Google apprezzi senz’ombra di dubbio una mente brillante ma con un pizzico di pazzia creativa, abilità fuori dal comune e intuizioni geniali e strabilianti. A quanto pare, no. I cinque requisiti fondamentali per lavorare in Google sono ben altri. Eccoli qui.
È stata siglata il 14 febbraio scorso a Roma l’intesa per la