email pervenuta a La Posta di Bianco Lavoro
Essendo in questo momento disoccupata (ero una segretaria in una ditta di autotrasporti), sto frequentando un corso di contabilità aziendale. Ora dovrei cercare lavoro o al massimo uno stage in quest'area, poiché alla teoria si deve far seguire la pratica. Il mio dubbio è questo: secondo Voi è meglio telefonare direttamente agli studi/aziende per cercare lavoro, oppure è meglio non essere troppo invasivi e mandare solo una mail (o lettera via posta)?
Premetto che sono una persona molto timida e preferisco mandare mail….ma di questi tempi ho paura che mail e lettere vengano direttamente cestinate senza essere prese in considerazione. Però, siccome ero addetta al centralino, so anche cosa vuol dire ricevere 40/50 telefonate al giorno. Da qui il mio dubbio.
Essendo in questo momento disoccupata (ero una segretaria in una ditta di autotrasporti), sto frequentando un corso di contabilità aziendale. Ora dovrei cercare lavoro o al massimo uno stage in quest'area, poiché alla teoria si deve far seguire la pratica. Il mio dubbio è questo: secondo Voi è meglio telefonare direttamente agli studi/aziende per cercare lavoro, oppure è meglio non essere troppo invasivi e mandare solo una mail (o lettera via posta)?
Nell’ultimo decennio in particolare, la parola d’ordine a livello commerciale è “globalizzazione”.
Cairo Communication è un gruppo italiano che svolge la propria attività nel settore della comunicazione in qualità di editore di periodici e di libri, di concessionaria per la vendita di spazi pubblicitari su diversi mezzi (principalmente tv, stampa e internet) e di titolare del motore di ricerca Il Trovatore.
Un articolo
E’ un accordo importante quello che i sindacati Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uil sono riusciti a raggiungere con la dirigenza aziendale della Electrolux, lavorando in stretta collaborazione con quest'ultima. Ad essere salvaguardati, in tutto, saranno 1128 lavoratori, impiegati in quattro diversi stabilimenti. L’azienda il mese scorso aveva annunciato 532 esuberi che, sommati ai 636 già previsti nel piano di ristrutturazione avevano fatto salire il numero dei posti a rischio oltre il migliaio. Una trattativa complessa ha permesso un accordo che prevede il ricorso ad un contratto di solidarietà per due anni. Si lavorerà in media sei ore al giorno. La misura agisce parallelamente al contributo erogato per dimissioni volontarie (30.000 euro, 42.000 fino alla fine dell’anno corrente).
Un aumento degli interessi di mora applicabili sulle cartelle esattoriali pagate in ritardo ha scatenato l’ennesimo putiferio contro Equitalia. Aumento che però è “previsto dalla legge”, spiega Equitalia. Dal primo maggio 2013 infatti, il tasso di interesse sarà del 5,22% circa, contro l’attuale 4,55%, in vigore da ottobre 2012. Prima di questa data il suddetto tasso era decisamente più alto, al 6,83% (da ottobre 2009). Dopo il taglio verso il basso di oltre due punti percentuali, il 4 marzo scorso, ildirettore del Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, ha emanato un provvedimento che rivede al rialzo il tasso d’interesse, adeguandolo “alla media dei tassi bancari per il 2012”.
Il quotidiano torinese La Stampa prende ad esempio gli annunci di posti di lavoro presso Camera o Senato, nei quali viene indicata un’età massima. Scrive la testata diretta da Mario Calabresi, che “ci sono delle leggi che lo impediscono”. Ed è vero. E sono addirittura europee. Le discriminazioni sul posto di lavoro o nelle offerte sono appunto vietate dall’Ue. Eppure, se in molti paesi d’Europa l’età spesso non è nemmeno indicata nel curriculum (figuriamoci quindi negli annunci di lavoro), in Italia, vedere un’offerta che recita “cercasi giovane laureato con esperienza almeno triennale, max 26 anni” per un qualsiasi posto di lavoro, potrebbe non essere così impossibile. Quindi se uno si è laureato in tempo, per puro caso ha già fatto il lavoro richiesto per tre anni, è disponibile subito, ma di anni ne ha 27, perché per uno è andato in Erasmus, è out. L’esempio è ovviamente un po' surreale e forse non esiste realmente così come è scritto, ma calza.
E' un processo terribilmente lungo quello della salvaguardia delle decine di migliaia di esodati, quelle persone che, dopo la riforma delle pensioni, si sono ritrovati senza lavoro, ma con l'impossibilità di accedere alla pensione. Il governo Monti però aveva previsto dei rimedi. Dopo i primi 65.000 ed i secondi 55.000, ieri un terzo decreto in via di approvazione ha stabilito le regole di accesso alla pensione per altri 10.000 esodati, che usufruiranno del vecchio sistema. Salgono così a oltre 120.000 i salvaguardati, anche se sussiste ancora un pesante scontro sul numero effettivo degli individui ritrovatisi in questa condizione. A dare la notizia ieri, è stato il ministro del Welfare, la (fin troppo forse) contestata Elsa Fornero, alla rete satellitare all news SkyTg24. Quest'ultimo provvedimento, per l'esattezza, riguarda 10.130 esodati. Ad usufruire del terzo decreto saranno tra gli altri, anche i lavoratori in mobilità con accordi stipulati entro il 31 dicembre 2011, licenziati entro settembre 2012.
Le imprese italiane sono ancora strette nella morsa della mancanza di credito. Una situazione questa, che rischia di portare alla chiusura un buon numero di aziende valide. A spiegarlo è il Centro Studi di Confindustria, che segnala come un terzo del totale rischia, per questo motivo, di dover mettere in atto dei licenziamenti. L’estrema lunghezza della crisi più grave del dopoguerra genera cicli negativi. Dopo quello del 2007-2009 e quello del 2011-2012, potrebbe infatti verificarsi un nuovo “credit crunch”, in parole povere un inasprimento delle condizioni di concessione del credito, spesso necessario alle aziende per sopravvivere, anche solo
Un duro colpo per la già non certo rosea situazione dell’occupazione al Sud. Ad inizio settimana i vertici aziendali di Bridgestone Europe, la nota casa produttrice di gomme, hanno comunicato la volontà di chiudere entro la prima metà del 2014 lo stabilimento di Modugno (Bari), in cui lavorano circa 950 persone. Sulla questione il governo ha chiesto immediatamente un incontro con l’azienda, ed il Ministro per lo sviluppo economico Corrado Passera ieri ha scritto una lettera all’Ad Masaaki Tsuyaai, definendo la chiusura “immotivata” e chiedendone quindi le ragioni, che potrebbero non essere di natura economica in senso stretto. Ufficialmente infatti, pare non sia così.
In un’intervista al tedesco Focus, L’ex ministro dell’Industria Paolo Savona ha spiegato che, partendo dal quadro attuale, per l’Italia ci sono due strade. La prima è rimanere nell’euro, ma in questo caso il tasso di disoccupazione potrebbe raggiungere il 20% (ora è all’11,7). La seconda è quella di uscire dalla moneta unica europea e sopportare un’inflazione del 20%. Tra le due, ha detto Savona, preferisco la “seconda variante” (ipotizzando quindi un’uscita dall’euro). La terza strada è quella che dovrebbe percorrere l’Europa, cambiando le sue politiche. Se ciò non avvenisse, rimangono i due casi di cui sopra.
Gli stipendi italiani sono sotto la media europea (e ultimamente rischiano anche di
Secondo la Cgia di Mestre, nota per i suoi studi approfonditi sull’andamento del mondo delle imprese e del lavoro, una pmi su due per pagare i salari ai suoi dipendenti è costretta a rateizzare. Ciò significa che i lavoratori di quelle aziende spesso non ricevono l’intero stipendio quando dovrebbero. La causa, secondo l’associazione, risiede nella scarsissima liquidità di queste imprese che, volendo comunque non lasciare a secco i dipendenti, si organizzano cone le rate, in modo da dilatare nel tempo i pagamenti. Una situazione questa dovuta ovviamente
Il Pil italiano, per l’anno 2012 è stato di 1.565.916 milioni di euro correnti, calando il suo volume del 2,4% e facendo regredire l’economia italiana ai livelli di dieci anni fa. La cosa ancora più preoccupante è che, almeno stando alle stime del Codacons, nel 2013 andrà ancora peggio, ed il rischio è quello di regredire ulteriormente, non di dieci anni, ma addirittura di oltre 50. Il nodo è il crollo della domanda, quindi dei consumi (meno 4,4% su base annua), che a sua volta ha generato la crisi del commercio. Colpa delle troppe tasse, che hanno raggiunto il 44% sulle famiglie), ma anche della crescita spropositata della disoccupazione o, per meglio dire, della mancanza di lavoro.
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Nella zona euro la questione della disoccupazione è ormai diventata una “tragedia”. Così l’ha definita il presidente della Bce, Mario Draghi, snocciolando numeri pesantissimi. I senza lavoro sono 19 milioni; per dare un’idea la cifra corrisponde a poco meno dell’intera popolazione dell’Olanda. “L’euro – ha spiegato il fautore del cosiddetto bazooka antispread – è un mezzo per promuovere la pace tra le nazioni e anche un mezzo per migliorare la nostra prosperità collettiva” ma, ha aggiunto, “è necessario rafforzare i meccanismi di mercato al servizio dell'umanità”. Proprio i mercati sono quelli che stanno attanagliando l’Italia post elettorale in questi giorni.
Yamamay è uno dei brand più noti nell’intimo italiano ed europeo. Grazie alla sua capillare rete di vendita, e alla buona qualità dei suoi prodotti, la società è riuscita a conquistare un’importante quota di mercato, e a rinnovare la propria presenza commerciale con nuove aperture e riallocazione dei punti vendita esistenti. Vediamo insieme quali sono le opportunità che la società è in grado di riservare ai potenziali candidati.