Allarme per le donne che svolgono la professione di medico. Un’indagine (“Donne medico, indagine su lavoro e famiglia, stalking e violenze”) condotta dall’Ordine dei medici della Provincia di Roma ha permesso di far venire alla luce dei dati davvero preoccupanti per chi esercita la professione. Quasi la metà delle donne che hanno partecipato al questionario ha confermato di aver subito molestie: il 4% del campione (oltre 1.400 donne medico intervistate) ha dichiarato di aver subito, in passato, violenza fisica.
La maggior parte delle molestie è avvenuta sul posto di lavoro: il 41% delle donne medico è stata molestata dal proprio datore di lavoro (o diretto superiore); seguono, nella vergognosa classifica, estranei e colleghi. Un dato, se possibile, ancora più allarmante, è rappresentato dalla sequenza temporale delle molestie subite: nel 30,6 % dei casi, infatti, si tratta di episodi ripetuti nel tempo (l’11,9% del campione intervistato ha denunciato episodi molto frequenti!).
La legislazione italiana permette a tutti i cittadini di poter aprire una scuola non statale ma autorizzata dalle autorità preposte.
In Italia l’ascensore sociale scivola sempre più giù. Potremmo dire, senza banalizzare la problematica, che si sia davvero “rotto” negli ultimi decenni. Complice politiche economiche (e non) completamente sbagliate e scelte a livello manageriale davvero inconsuete, la maggior parte della popolazione italiana considera la propria posizione insoddisfacente.
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del Welfare Maurizio Sacconi, ha approvato in maniera definitiva lo schema di decreto legge del Testo Unico sull’Apprendistato. Il testo dovrà essere vagliato, probabilmente nel mese di luglio, dalle categorie coinvolte, con tutti i prescritti pareri del caso.
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Il lavoro è fondamentale nella vita di ogni persona, ma ricordiamoci che è altrettanto importante trovare il tempo e gli spazi da dedicare a noi stessi, ai nostri familiari o amici. Realizzarci e dare il meglio nella professione, significa anche saper gestire con equilibrio il nostro lavoro.
L’accusa per cinque impiegati è di peculato ed abuso d’ufficio, in pratica si contesta loro di aver utilizzato internet per scopi privati in ufficio, navigando anche su Facebook!
Alla stipula di un contratto entrambe le parti dovrebbero essere soddisfatte. Se però, a vostro avviso, ciò che è riportato nel contratto non corrisponde a quello che era stato deciso durante il colloquio, allora dovete prepararvi a una trattativa.