Firmato il Decreto Cura Italia: ecco le misure a sostegno di sanità, imprese, famiglie e molto altro

Alcune delle misure più importanti presenti nel decreto Cura Italia, pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Aiuti ad imprese, famiglie, sanità

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha firmato il decreto Cura Italia, pubblicato poi in Gazzetta Ufficiale. Tante le misure contenute nel documento, per le imprese, le famiglie, la sanità e le forze dell’ordine. Tutto per combattere l’emergenza sanitaria ed economica legata al Coronavirus.


Il decreto Cura Italia contro il Coronavirus

Disposizioni ministero della salute luogo lavoro

Firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il nuovo decreto chiamato Cura Italia che è stato poi pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Si tratta di un importante documento che contiene tante misure pensate per sostenere le imprese, le famiglie, la sanità e tutte le realtà colpite dalle conseguenze apportate dal Coronavirus. Cassa integrazione, congedi parentali straordinari, voucher baby sitter, indennizzo di 600 euro per il mese di marzo riservato ad alcune categorie, fondi per la sanità, assunzioni di personale medico, stop alle rate dei mutui, slittamento delle scadenze fiscali, rinvio del referendum sul taglio dei parlamentari e tanto altro ancora. Vediamo di seguito alcune delle più importanti e significative disposizioni contenute nel nuovo decreto Cura Italia.

La cassa integrazione in deroga ed indennità agli autonomi

Il decreto Cura Italia prevede la cassa integrazione in deroga su tutto il territorio nazionale estesa a tutti i settori produttivi, per un massimo di 9 settimane. Questo vale anche per le realtà escluse dagli ammortizzatori sociali, come ad esempio le imprese agricole, della pesca, del settore terziario. Resta escluso il lavoro domestico. Non è tutto, in quanto il decreto prevede anche la cassa integrazione ordinaria di massimo 9 settimane, per i datori di lavoro costretti a sospendere o ridurre l’attività produttiva a causa del Coronavirus. Per quanto riguarda gli autonomi, le partite Iva, i co.co.co, gli operai agricoli, gli stagionali nel settore turistico, i lavoratori dello spettacolo è previsto un assegno di 600 euro per il mese di marzo.

Stop ai versamenti ed adempimenti fiscali

Il decreto Cura Italia prevede lo stop degli adempimenti fiscali con la scadenza tra l’8 marzo ed il 31 maggio 2020. I soggetti potranno adempiere all’obbligo di pagamento in un secondo momento. Pagamenti che potranno essere effettuati in un’unica soluzione oppure a rate. A fare eccezione solamente gli adempimenti relativi alla comunicazione dei dati ed oneri detraibili-deducibili per la precompilata. Ed ancora, per tutti i professionisti ed imprese sotto i 2 miliardi di ricavi, l’Iva annuale e mensile, i versamenti alla cassa per il saldo delle ritenute, i contributi previdenziali ed Inail sono stati rinviati al 31 maggio 2020. Anche in questo caso il pagamento può avvenire in un’unica soluzione oppure per un massimo di 5 rate di uguale importo.

Credito d’imposta e mutui casa

Previsto un credito d’imposta per i commercianti, pari al 60% del canone di affitto del locale, relativo al mese di marzo. Non è tutto, in quanto il decreto Cura Italia prevede anche un credito d’imposta pari al 50% delle spese di sanificazione degli ambienti di lavoro, per un massimo di spesa pari a 20 mila euro. Questa misura è riconosciuta a chi esercita attività d’impresa, fino all’esaurimento dell’importo messo a disposizione per il 2020, pari a 50 milioni di euro. Altra misura molto importate è quella dello stop delle rate dei mutui sulla prima casa, per un periodo che va dai 9 mesi ai 18 mesi. Tale soluzione vale anche per i lavoratori autonomi e per i liberi professionisti che certificano un calo del fatturato superiore al 33%, a causa dell’emergenza Coronavirus.

Decreto Cura Italia e le misure per le famiglie

Altro punto molto importante contenuto nel decreto Cura Italia, è quello dedicato alle misure a favore delle famiglie. Previsto il congedo parentale straordinario per i lavoratori privati ed autonomi che si trovano a dover accudire i figli under 12 anni, a casa dopo la chiusura delle scuole, prevista fino al 3 aprile. Tale congedo può essere di carattere continuativo o frazionato per 15 giorni, con indennità del 50% della retribuzione. Nel caso di figli con disabilità, il limite dell’eta decade. Per chi non accede al congedo parentale straordinario è previsto un voucher baby sitter, pari a 600 euro al mese, che deve essere adoperato per assumere e pagare con regolare contratto di lavoro una baby sitter. Tale bonus sale fino a 1.000 euro per i genitori che lavorano nel settore sanitario.

Didattica a distanza

Sono 70 i milioni di euro stanziati per il 2020, con lo scopo di mettere a disposizione degli studenti meno abbienti, strumenti tecnologici in comodato d’uso, per fruire delle piattaforme online ed avere accesso alla didattica a distanza. Come tutti sappiamo, la scuola ha dovuto riorganizzarsi, scoprendo ed adoperando nuove tecnologie per permettere agli studenti si studiare online e di seguire le lezioni, collegandosi alle piattaforme di e-learning sul web. Infatti, non si può prevedere con esattezza quando l’emergenza Coronavirus cesserà e quando i ragazzi potranno ritornare tra i banchi di scuola.

Smart working e pubblica amministrazione

Anche il mondo del lavoro si è dovuto organizzare alle esigenze del momento. Agevolato lo smart working, che anche per la pubblica amministrazione diventa modalità ordinaria di operazione. Lavoro agile anche per i dipendenti nel settore privato, in quanto si tratta di una forma di lavoro che non prevede spostamenti di personale. Lavorare da casa aiuta a contrastare la diffusione dei contagi, oltre a permettere a determinate aziende di continuare il loro operato professionale. Dunque, nelle realtà che si prestano al lavoro agile, questo deve essere scelto come principale tipologia lavorativa.

Sostegni alla sanità

Sostegni ed aiuti al settore sanitari italiano. Nuove assunzioni di medici e personale sanitario in grado di dare supporto ai colleghi, che già operano nelle varie strutture presenti su tutto il territorio nazionale. Sostenere il personale sanitario ormai stremato è importantissimo per poter garantire l’assistenza sanitaria agli ammalati di Coronavirus e non solo. Incremento dei posti in terapia intensiva proprio per fronteggiare l’aumento dei contagi, il cui picco si prevede a metà aprile. Queste ed altre sono le misure contenute nel decreto Cura Italia, per vincere la lotta al Coronavirus.



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Commenti

Wordpress (6)
  • Francesca 4 mesi

    Ho un contratto a chiamata e fine marzo scade ….sicuramente non sarà rinnovato visto che i locali chissà per quanto tempo resteranno chiusi…..cosa posso fare???? Chiederò la disoccupazione ma sarà un importo misero e visto che ho due figli a carico non so come posso fare!!!!!!!

  • Radu 4 mesi

    Noi infermieri non benediciamo economicamente…. Solo di rischio virus????

  • mititelu steluta 4 mesi

    come poso vivere quando,mi ano licentziatoloro dicenfo la comercialista chi io mi dimetto…cosa facciamo,noi…prr che non famo anche per noi la disocupatione o un altro per poter vivere?

  • Sono proprietario di un locale commerciale il 12,3,hanno chiuso il locale come da accordo con la legge per la diffusa del corana virus, il locale non sisa quanto apre, e il pigione che percepivo era la mia unica fonte di reddito, come devo fare e a chi rivolgermi, grazie

  • Federico 4 mesi

    Ai disoccupati che stanno finendo la disoccupazione? E non trova lavoro. Che faranno?

    • Antonina 4 mesi

      Gli stagionali che hanno già finito la disoccupazione ed avrebbero dovuto iniziare la stagione cosa gli spetta? Cosa possono fare?