Molti anni fa, giovane e fresco di studi universitari, sono stato assunto nell’ufficio di direzione di una GDO specializzata in abbigliamento, scarpe, borse ed accessori, non di grosse catene ma uno di tipo “padronale”, con un “padrone” i suoi figli, due nipoti, una zia in contabilità ed oltre un centinaio di dipendenti tra uffici ed addetti vendita.
L’azienda si stava ingrandendo e ristrutturando aprendo anche nuovi punti vendita monomarchio, ed il “padrone” mise degli annunci per la ricerca di un “responsabile di negozio” su dei quotidiani a tiratura nazionale.
Arrivarono i primi CV ed in azienda non si era abituati a questa modalità, di solito si assumevano commessi e commesse che “passavano” a chiedere se ci fosse lavoro oppure “amici” segnalati da altri dipendenti, non erano presenti figure di “responsabilità”, rispondevano tutti al “padrone”. Lui era un uomo che si era fatto da se, dopo le scuole medie, negli anni ’60 era andato a fare il garzone di bottega, maggiorenne aveva aperto un negozietto e nel giro di qualche anno si era costruito un “piccolo impero” commerciale. Insomma uno che sapeva il fatto suo, ma non aveva la minima voglia in quel momento di mettersi a scartabellare tra mille curriculum, convocare gente e fare colloqui…
