Vodafone: offerte lavorative per neolaureati, professionisti e stage per studenti per 2013

Vodafone, uno dei principali gruppi telefonici mondiali, sta cercando nuove risorse professionali da inserire all’interno delle proprie strutture operative, amministrative e commerciali. Cerchiamo allora di approfondire quali siano i profili posti a disposizione dall’azienda, e in che modo potersi candidare per coprire uno dei ruoli indicati.

Posti di lavoro per studenti e neolaureati

Gli studenti e i neolaureati che desiderano poter approcciare al mondo Vodafone possono ben sfruttare l’accesso al Vodafone Discover Program, un percorso interfunzionale di 12 mesi che, dopo aver svolto una settimana di formazione sull’organizzazione e sulle priorità di business, permetterà al giovane di poter effettuare una prima esperienza di assignment focalizzata sul contatto diretto con i nostri clienti Enterprise e Consumer, per sperimentare le proprie capacità commerciali, acquisire maggiore conoscenza dei prodotti e delle offerte Vodafone ma soprattutto comprendere le richieste, le aspettative e le necessità dei nostri clienti.

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Settori emergenti, iniziative e agevolazioni per autoimprenditorialità in Puglia

La nascita di nuove imprese come strumento di sviluppo e occupazione per i giovani, può essere un punto di partenza per superare la crisi, tutto ciò richiede da parte delle regioni e dello stato delle agevolazioni finanziarie e un collegamento tra formazione e la realtà culturale di un territorio. La Regione Puglia, attraverso iniziative capaci di coinvolgere i giovani nella nascita di nuove imprese e gli stessi lavoratori, con interventi di formazione, di qualificazione e di specializzazione delle competenze professionali ha cercato di dare alcune risposte in tal senso.

I settori emergenti

Tra i settori emergenti abbiamo quelli del turismo, dei beni e delle attività culturali ed ambientali, dell’industria e dei servizi, della tutela delle acque e del risparmio idrico, della gestione dei rifiuti e delle bonifiche e il temporary management. La recente esperienza sviluppata dall’Università del Salento con gli Uffici ILO e con i progetti mirati all’incubazione ed al potenziamento delle aziende Spin-off ha fatto emergere l’esigenza di comunicare al mondo economico e sociale circostante i risultati della ricerca e la disponibilità di innovazione. La costituzione di imprese Spin-off, il sostegno alle imprese innovative ed alle Start up, rappresentano un canale importante per il sistema produttivo. In tutto ciò la passione per il territorio, l’entusiasmo per il raggiungimento di massimi risultati in termini di qualità, d'innovazione rappresentano un elemento determinante da sfruttare in termini di occupazione, crescita e sviluppo.

I punti di criticità, le iniziative e le potenzialità delle imprese pugliesi

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Lavoro: i giovani si adattano molto più delle apparenze

Nelle scorse settimane aveva generato particolare scalpore la dichiarazione del ministro del lavoro Elsa Fornero, che riferendosi alle generazioni più giovani, le aveva invitate ad essere meno “schizzinose” in riferimento alla necessità di trovare la propria prima occupazione. Una considerazione che risulta oggi essere ridimensionata dalle valutazioni della ricerca “Il futuro delle nuove generazioni in Italia”, promossa dallo Ial nazionale (Innovazione apprendimento lavoro) in collaborazione con il sindacato Cisl, e realizzata dall’Istituto di ricerche Demopolis su un campione di 3.600 giovani tra i 18 e i 34 anni.

La ricerca offre un’immagine piuttosto positiva dei giovani italiani, evidentemente in grado di adattarsi in maniera profonda alle evoluzioni del mercato, visto e considerato che – emerge dall’analisi – il 71 per cento degli intervistati afferma che oggi è preferibile fare qualsiasi lavoro, anche non interessante, purché retribuito. Solamente il 20 per cento afferma invece che è meglio attendere del tempo per trovare un lavoro che rispecchi le proprie aspirazioni.

Insomma, in altri termini per i giovani italiani l’occupazione è realmente la priorità della propria vita, anche più della famiglia: tra chi ha meno di 35 anni, infatti, porre la ricerca di un lavoro al primo posto è al top delle esigenze quotidiane, con una percentuale che risulta essere passata dal 75 per cento del 2007 al 91 per cento del 2012, superando tra le cose importanti della vita il primato duraturo della variabile famiglia (90 per cento).

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La valutazione delle performance lavorative

Nel mondo del lavoro anglosassone, così come in molte società multinazionali, è normale avere in azienda dei processi di valutazione delle performance (la migliore traduzione che ho trovato per performance reviews) dei dipendenti, in maniera organizzata e strutturata. Non insomma delle “sensazioni” del datore di lavoro e delle valutazioni fatte su richiesta ed improvvisate alla …

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Srl a capitale ridotto e semplificate: tutti i chiarimenti dell’Assonime

 <span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 14px; color: rgb(0, 0, 0);">La circolare n. 29 del 30 ottobre 2012 dell&rsquo;Assonime apporta alcune importanti interpretazioni sugli aspetti di maggiore rilevanza della nascita e della vita delle srl a capitale ridotto e di quelle semplificate. Stando a quanto affermato dall&rsquo;Assonime, l&rsquo;aspetto fondamentale del nuovo apparato normativo sulle srl &egrave; rappresentato dalla figura societaria della srl a capitale ridotto, per soci persone fisiche di ogni et&agrave;, con la srl semplificata che rappresenterebbe una variante della srl a capitale ridotto, limitata alla situazione in cui i soci abbiano meno di 35 anni di et&agrave;.</span>

Proprio per quanto concerne il superamento di tale soglia anagrafica, il nuovo comma 1 dell’art. 2463-bis c.c. prevede che nella società a responsabilità limitata semplificata tutti i soci, persone fisiche, devono avere una età anagrafica inferiore ai 35 anni. Nel caso di superamento di tale limite anagrafico, anche da parte di un singolo socio partecipante al capitale sociale, non può essere costituita alcuna nuova srl semplificata; se tuttavia il superamento avviene successivamente alla fase di costituzione, secondo Assonime “si deve ritenere che il superamento del requisito anagrafico non determini effetti sulla partecipazione del singolo socio o sull’organizzazione della società e che i presupposti che giustificano esclusione del socio, trasformazione o scioglimento della srls siano solo quelli indicati in generale per le srl dagli articoli 2473 bis e 2484 del codice civile” .

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Apprendistato: arrivano siti e indirizzi email ad hoc

Il governo, per voce del Ministro del Lavoro Elsa Fornero, ha ufficializzato il lancio di un sito internet e di un indirizzo di posta elettronica dedicato all’apprendistato: un approdo virtuale dove i soggetti interessati potranno inviare osservazioni, suggerimenti e, ovviamente, critiche. Un’iniziativa presentata dal ministro nel corso di una conferenza italo-tedesca recentemente svoltasi a Napoli, e nella quale Elsa Fornero è riuscita a trarre i suoi principali contorni.

“Potete mandare quello che volete, non insulti per favore, voi non lo fate” – ha introdotto scherzosamente il ministro – “Pensiamo anche a un nome che potrebbe essere dato al progetto sull'apprendistato: ne ho alcuni che mi sono stati suggeriti, e uno in particolare mi piace. Li metteremo sul sito e faremo un referendum perché possiate scegliere voi il nome”.

L’indirizzo email (apprendistato@lavoro.gov.it) sarà presto accompagnato da una sezione specifica sul portale www.lavoro.gov.it, e sarà integrato gradualmente da alcune ricche funzionalità per gli apprendisti e per le imprese che desiderano poter espandere le fila delle proprie risorse umane attraverso l’inserimento di nuovi apprendisti.

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Green Jobs, formazione e sbocchi professionali in tempo di crisi: intervista all’Associazione GPP Salento

Abbiamo incontrato un gruppo di giovani trentenni pugliesi che armati di buona volontà e tanta determinazione hanno fondato l’Associazione “GPP Salento” (/) conducendo attività di studio e di ricerca riguardanti le opportunità di lavoro provenienti dalla sostenibilità ambientale all’interno della Pubblica Amministrazione attraverso la sensibilizzazione alla cultura del GPP (Green Public Procurement o meglio acquisti pubblici verdi) e individuando per il prossimo futuro una crescente richiesta di figure professionali in quest’ambito, rivelatosi come uno dei settori capaci di offrire considerevoli prospettive di lavoro per le nuove generazioni.

L’associazione si è avvalsa di un comitato scientifico composto da figure professionali diverse tra cui il Dott. Matteo Malorgio, dottore in scienze ambientali; l'Avv. Carlo Luigi Casciaro e Gianluigi Tundo, Presidente dell’Associazione, informatico ed esperto in tematiche di GPP. Per comprendere meglio cos’è il GPP nello specifico e in che modo questo settore possa essere una risorsa interessante da un punto di vista lavorativo per le nuove generazioni, abbiamo posto alcune domande ai membri dell’associazione.

Cos’è il GPP e cosa tratta nello specifico?

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Convegno nazionale consulenti del lavoro: si discute delle nuove riforme

I consulenti del lavoro di Milano aspettano con ansia il convegno Nazionale, riguardante la loro categoria, che si terrà fra pochi giorni. Gli argomenti in discussione sono tanti e i punti da affrontare sono insidiosi, tenendo conto delle nuove riforme sul lavoro varate dai Decreti del Governo Monti.

Non tutti sanno esattamente cos’è un Consulente del lavoro, quindi approfondiamo la conoscenza di questa figura professionale che nel tempo ha acquisito sempre più importanza.

Egli è un consulente che si occupa di gestione aziendale in relazione a tutto ciò che disciplina il corretto funzionamento di assunzioni, buste paga, maternità, malattia e quant’altro ruota intorno le necessità del lavoratore e dell’azienda.

Solitamente il consulente del lavoro dispone di un ufficio proprio privato, dove svolge la sua attività sia per le aziende sia in difesa del lavoratore.

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Facebook aiuta nel mondo del lavoro?

Una grossa azienda nel settore automotive mi incaricò di ricercare un ingegnere elettronico con particolari requisiti e competenze pregresse. Non era un profilo affatto semplice e dopo alcuni giorni ed un po' di CV ricevuti e scartati ero in alto mare. Quando, colpo di scena, mi arriva una richiesta di amicizia su Facebook; ricordavo a malapena il nome, era un vecchio compagno di scuola di cui avevo perso le tracce da 15 o 20 anni… accetto l'amicizia e (come si fa sempre in maniera automatica) vado subito a guardarmi il profilo… e cosa scopro?! Si era laureato in ingegneria elettronica, aveva avuto importanti esperienze lavorative all'estero ed in quel momento lamentava con alcuni post il fatto di faticare nella ricerca di occupazione ora che era rientrato in Italia.

Colsi la palla al balzo e gli inviai un messaggio privato spiegandogli che mi occupavo di selezione e stavo cercando una figura professionale molto simile alla sua, chiedendo se poteva essere interessato ad approfondire. Rispose immediatamente in chat e nel giro di poche ore, CV alla mano e chiaccherata via Skype concordammo un appuntamento. Per farla breve, salì sul treno in giorno successivo (eravamo comunque in regioni ben distanti) e lo presentai all'azienda mia cliente che fu ben lieta di assumerlo ed addirittura di pagargli le spese di alloggio per i primi mesi.

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Food photographer: come fotografare il cibo trasforma l’appetito in una professione

Una vocazione, più che un mestiere. Una passione che si trasforma in professione, e che spesso non si apprende con scuole, corsi e master, ma da autodidatta, con tanta pratica e a furia di tentativi. Stiamo parlando del mestiere di fotografo, che al proprio interno si specializza in vari settori: dal reportage alla naturalistica, dalla moda allo still life (natura morta e oggetti) fino al food (che è una branca dello still life), solo per fare qualche esempio.

I fotografi di food, nello specifico, sono coloro che si occupano di cibo, fotografando piatti per ristoranti o per articoli giornalistici di cucina e per libri di ricette, ma anche prodotti e packaging per aziende. Un’attività particolare, che richiede attenzione minuziosa ai dettagli e una certa “fame”. Sì, perché un bravo foodphotographer sa rendere appetitosi i piatti e i prodotti che fotografa, e deve invogliare a mangiarli chi li guarda.

Per quanto riguarda la formazione, le scuole di fotografia che prevedono un percorso professionale stanno sorgendo recentemente, e in Italia non sono molte; le affiancano corsi di laurea come quelli del Dams di Bologna, che però ha un’impronta più critica che pratica. Per questo spesso la maggior parte dei fotografi è autodidatta.

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La professione del mediatore familiare: un supporto per le famiglie in crisi

Oggi, purtroppo sono sempre più frequenti le coppie che non riescono a dialogare e a trovare un intelligente compromesso al fine di rendere stabile una relazione e più serena la vita dei propri figli. La figura del mediatore familiare è una figura professionale dei nostri tempi, il suo ruolo appare estremamente utile per superare situazioni conflittuali che riguardano sia la coppia e sia le dinamiche relazionali non sempre appropriate che coinvolgono anche altre figure parentali che ruotano intorno alla coppia, non sempre capaci di sostenere in modo positivo l’equilibrio della giovane famiglia.

Un problema molto frequente come possiamo costatare tristemente dalle notizie di cronaca della TV e dai giornali è la contesa dei figli nei momenti di separazione, spesso tante coppie si rivelano incapaci di mettere da parte le proprie ostilità per il bene dei propri figli, in questi casi il mediatore familiare può rivelarsi un valido supporto nel mediare i danni e situazioni complesse prima che queste assumano toni sgradevoli e traumatizzanti per la vita di un minore e per la stessa coppia.

Cosa fa il mediatore familiare e come interviene

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Varese discute la riforma del mercato del lavoro

Il mercato del lavoro è uno dei temi più spinosi non solo di questo ultimo periodo di congiuntura economica non favorevole, ma anche un tema molto aperto ed estremamente dibattuto dove si confrontato più soggetti coinvolti nella problematica. Il governo Monti ha messo in atto una riforma del mercato del lavoro tesa a limitare l'abuso e l'uso non conforme dei contratti definiti flessibili, ma la logica secondo la quale questa riforma dovrà essere applicata desta molta perplessità.Bisogna per prima cosa capire quali sono gli impatti in termini di occupazione di una riforma che sembra annunciare un irrigidimento di tipo normativo che non agevola in alcun modo le imprese, c'è bisogno di fare chiarezza e di capire come usare questo strumento.

La sede di Varese è stato il luogo nel quale sono stati organizzati degli incontri promossi dall'area lavoro e previdenza della associazione industriali di Varese, le aziende coinvolte sono state numerose e tutte interessate alla problematica della riforma Fornero.

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Come avviare un ristorante vegetariano

 

Chi desidera avviare un ristorante vegetariano, deve avere alcuni requisiti  indispensabili. Aprire un ristorante vegetariano, una vera a propria moda  lanciata dalle star di Hollywood ed oggi un business in continua crescita, non è un’attività adatta a tutti, dal momento che chi è vegetariano è anche una persona che in sostanza abbraccia un nuovo modo di vivere e una nuova filosofia di vita, quindi non bisogna pensare solo al ristorante in sé ma a tutta l’atmosfera intorno ad esso.

Per avviare un ristorante vegetariano è indispensabile avere doti manageriali ma al contempo conoscere il settore di riferimento. Che è, appunto quello vegetariano.

I vegetariani seguono infatti diversi modelli dietetici e si dividono in:

• Vegetariani che assumono una dieta di tipo latteo-ovo-vegetariana, ovvero a base di prodotti caseari, escludendo carne, pesce e molluschi e qualsiasi animale terrestre o marino derivato dall’uccisione diretta. Questo tipo di dieta include legumi e ogni alimento di natura vegetale, ammettendo anche uova, miele, latte e derivati ed è il modello alimentare vegetariano più diffuso in occidente.

• Vegetariani con una dieta base di latte e derivati, che esclude però le uova ed è tipica delle aree asiatiche d indiane.

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Il settore edile si forma al meeting europeo a Perugia

In tutti i settori e non solo in quello edile, prima ancora di avere delle velleità da imprenditore, è necessario avere una solida preparazione di base del settore medesimo e di quelle che sono le norme che lo regolano.

Questo serve a tutti i professionisti del settore per avere una solida preparazione, in un quadro normativo di riferimento e non solo che ogni giorno muta, dall'altra aiuta anche gli stessi imprenditori a elevare la qualità del lavoro svolto e a ragionare in termini di sicurezza. La formazione è quel processo indispensabile di aggiornamento del sapere e delle conoscenze che aiuta le persone a operare non solo nel rispetto delle leggi, ma anche a fare in modo tale che si possano ridurre gli incidenti che soprattutto nel settore edile sono all'ordine del giorno.

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Pubblicità norvegese: come non diventare un bamboccione come gli italiani

Nel 2000 ho passato sei mesi in Norvegia, studiando per un master post-laurea e lavorando nel folkloristico mercato del pesce di Bergen (le nostre lire erano carta straccia a fronte delle loro corone ed i soldi della borsa di studio bastavano giusto per l'abbonamento dell'autobus…).

Già all'epoca era pieno nei supermercati di prodotti simil-italiani, come in tutta Europa vero, ma lì di più. Si andava dalla mozzarella con la bandiera italiana (a forma di parallelepipedo) alla pizza “grandiosa”, alla pasta “Squisita” (che secondo loro è la più consumata in Italia), al caffè solubile "Alfredo".

Anche in TV non mancavano le pubblicità con l'Italia ed i suoi stereotipi, ne ricordo una in particolare con un medico-playboy italiano che aveva la fila di vecchiette innamorate che andavano da lui fingendosi malate o un'altra con chiari riferimenti alla “pizza e mandolino” per pubblicizzare un “olio d'oliva”.

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Domande a colloquio dei selezionatori asini: è sposata? ha figli? vorrebbe averne?

email pervenuta a La Posta di Bianco Lavoro

Ho affrontato l'ennesimo colloquio, i selezionatori erano due uomini, e l'ennesime domande: e' sposata? Convive? Ha un compagno/fidanzato? Vuole avere figli?

Domande a cui ho dovuto rispondere NO, NO, NO, NO.

E nonostante avessi dimostrato d'aver esperienza, ho notato la commessa che era nel Punto Vendita, giovane, molto magra e per tutto il tempo ha fatto la bella statuina, non ha mai servito un cliente e non ha mai sistemato il Punto Vendita.

Ma l'Italia va avanti così.

Grazie e buona notte

Monia P. – Bergamo

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Bonus per assunzioni di giovani e di donne, ma gli italiani non credono sia la strada giusta

La settimana scorsa è stato approvato il decreto interministeriale che prevede un bonus di 12.000 euro (valore unitario) alle aziende che assumono giovani sotto i 29 anni o donne di ogni età, ma sembra che non stia ottenendo i consensi sperati.

Infatti, da un’inchiesta condotta dall’Osservatorio Bianco Lavoro, risulta che il 64% degli italiani non sia favorevole all’iniziativa del Governo e solo il 32% sia invece favorevole (inchiesta svolta su un campione di oltre 5.000 persone). Neanche chiedendo ai diretti interessati (donne e under 29) si raggiunge il 50% dei consensi. Solo chiedendolo alle donne le opinioni favorevoli superano le contrarie, ma di pochissimi punti percentuale.

In effetti, in una situazione di crisi occupazionale come quella italiana, favorire una “fascia” della popolazione è quasi un dispetto nei confronti delle altre.

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Giovani e lavoro: Gi Day a Cagliari il 17 ottobre

Dopo aver attraversato Milano, Torino, Roma e Bari, l’agenzia per il lavoro Gi Group organizza la quinta tappa del Gi Day 2012 a Cagliari. Mercoledì 17 ottobre, infatti, il capoluogo sardo ospiterà l’evento rivolto ai giovani neolaureati e neodiplomati che desiderano poter compiere un grande ingresso nel mondo del lavoro.

L’appuntamento di mercoledì prossimo è in programma alla Fiera Internazionale di viale Diaz 221, dove tutte le aziende del territorio che aderiscono all’iniziativa mostreranno le proprie opportunità professionali. “Nel nostro Paese, l’allarme più preoccupante in termini di disoccupazione riguarda i giovani di età compresa tra i 15-24 anni, un dato che ad agosto di quest’anno ha raggiunto il 34,5%; a riguardo, già nel 2011, la Sardegna deteneva il primato di Regione con tasso di disoccupazione più elevato per la classe d’età 15-24 anni, con un livello pari al 42,4%” – afferma in merito Cristian Pateri – Area Manager Isole Direzione Operativa Tirrenica di Gi Group – “Consapevoli di questa emergenza, abbiamo deciso quest’anno di organizzare una tappa dei Gi Day anche nella città di Cagliari, proprio per offrire, anche ai giovani di quest’ area territoriale, un’opportunità concreta per entrare velocemente in contatto con le imprese che aderiscono all’evento”.

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Tassa di soggiorno a Milano: la paga anche chi cerca lavoro in città

email pervenuta a La Posta di Bianco Lavoro

Sono una abruzzese di 45 anni, disoccupata, e nei giorni scorsi sono stata a Milano per alcuni colloqui di lavoro. Sono rimasta in totale 3 giorni e con mia somma sorpresa ho scopero di dover pagar al comune di Milano la “tassa di soggiorno”…

E' vero, si tratta di pochi soldi (9 euro in totale da pagare direttamente all'hotel dove ho alloggiato) ma per un disoccupato sono comunque soldi! Ma che razza di città è che fa pagare il “soggiorno”? Sono stata a fare dei colloquio, mica è un museo, un teatro o Gardaland dove si paga giusto per essere dentro! Poi leggo pure la descrizione della ricevuta dove sono definita “il turista”… ma quale turista?? Ma io il turismo lo faccio qui in Abruzzo, se posso, mica vado a Milano!

Martina D. – Vasto

Risponde la redazione di Bianco Lavoro

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Franchising: i numeri del boom 2012

Il franchising sta attraversando un periodo di straordinaria floridità, che trova la sua fonte rigenerativa nella crisi congiunturale che sta attraversando l’economia dello stivale. Con la chiusura dei negozi tradizionali, infatti, l’alternativa diffusione degli shop in franchising sta generando particolare beneficio alle catene della grande distribuzione capillare, e ai singoli gestori degli spot inaugurati con questa recente formula contrattuale.

Il franchising, alla prova delle criticità internazionali, si sta pertanto rivelando uno strumento in grado di adattarsi meglio alle difficoltà, fungendo da vera e propria leva per nuove attività professionali e nuova occupazione collegata. A parlarne è stato, negli ultimi giorni, Bernardino Quattrociocchi dell’Osservatorio permanente sul franchising, che sulle pagine dell’inserto Lavori In Corso de La Stampa ricorda come nel corso degli ultimi cinque anni il numero di punti vendita in franchising presenti sul territorio nazionale sia rapidamente passato da 52.725 a 54.096 (+1.371 unità), con un conseguente volume d’affari che è balzato a quota 22,3 miliardi (+1,2 miliardi). L’occupazione derivante è inoltre incrementata da 182mila risorse a oltre 188mila addetti (+6mila), con un aumento delle reti italiane all’estero che ha portato i punti vendita fuori dai confini nazionali a quota 7.342, con un incremento di oltre 2.200.

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