Sono profondamente cambiate (e presto subiranno nuove mutazioni) le regole per il lavoro a chiamata. Per convocare un lavoratore intermittente basta ad esempio un semplice sms o un'email, in aggiunta alle modalità più tradizionali, come l'invio di un fax al numero di competenza della Direzione Territoriale del Lavoro, che tuttavia andranno a scomparire entro pochi giorni. Cerchiamo allora di comprendere quali siano le novità contemplate dalla Riforma Fornero, e in che modo adempiere ai nuovi obblighi.
Cosa prevede la riforma Fornero
La riforma Fornero ha previsto nuove modalità di chiamata in attività di un lavoratore intermittente. Le nuove procedure sono entrate (ed entreranno) gradualmente in funzione, consentendo così ai datori di lavoro e alle strutture delle Direzioni Territoriali e del Ministero del Lavoro di poter adempiere alle ultime indicazioni.
Sono profondamente cambiate (e presto subiranno nuove mutazioni) le regole per il lavoro a chiamata. Per convocare un lavoratore intermittente basta ad esempio un semplice sms o un'email, in aggiunta alle modalità più tradizionali, come l'invio di un fax al numero di competenza della Direzione Territoriale del Lavoro, che tuttavia andranno a scomparire entro pochi giorni. Cerchiamo allora di comprendere quali siano le novità contemplate dalla Riforma Fornero, e in che modo adempiere ai nuovi obblighi.
Offrire posti di lavoro (falsi) in cambio di voti (veri). È successo anche questo, purtroppo, all'interno dell'intricato rapporto tra lavoro e politica italiana. Ne è conseguito l'arresto del consigliere regionale calabrese Antonio Rappoccio, eletto nella lista del presidente della regione Scopelliti con l'accusa di associazione a delinquere, corruzione elettorale aggravata, truffa e peculato. Per attirare gli elettori, il consigliere aveva costituito una società e una cooperativa fittizie.
Uscire dalla crisi del mercato occupazionale italiano riscoprendo (anche) gli antichi mestieri di una volta. Una lunga serie di professioni che, con le innovazioni moderne, si sono parzialmente perse, e che invece necessitano di una rapida rivalorizzazione, al fine di elevarle nuovamente a eccellenze artigiane italiane diffuse in tutto il territorio nazionale.
In Italia ci sono 150.000 profili che le aziende non riescono a ricoprire. Non sono nostre supposizioni, ma dati provenienti da Confindustria (Dichiarazione alla stampa di Emma Marcegaglia, presidente Confindustria, giugno 2011).
Sono italiana residente all'estero (Grecia) per motivi familiari, ed ora, alla tenera eta' di 52 anni, cerco disperatamente un lavoro in Italia per rientrare!
Innanzi tutto penso che creare delle etichette (come, ad esempio, le donne sono penalizzate, i giovani sono penalizzati, ecc..) finisce, a torto o a ragione, per creare nella testa dei governanti la convinzione di aiutare, seppure in buona fede, quelle categorie di persone, dimenticando che così si penalizzano tutte le altre.
Nel decreto legislativo 167/2011(Testo Unico sull’apprendistato) ”l’apprendistato” è definito come contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione ed occupazione dei giovani.In sostanza vi sono tre tipologie contrattuali previste,con il Testo unico se ne aggiunta una quarta per particolari categorie di lavoratori.
Il convegno svolto il 17 luglio nella sala convegni del CNR Brunelli ha evidenziato l'incremento negli ultimi anni delle azioni di assistenza tecnica finanziate dai fondi comunitari riguardanti le professionalità tecniche relative al settore della sostenibilità ambientale.
Nel corso delle ultime settimane abbiamo dedicato ampio spazio alla riforma del mercato del lavoro. Nel dettaglio, ci siamo soffermati a lungo nell’evidenziare i pro e i contro sulla disciplina riformatrice dei contratti di lavoro, sulla revisione delle tutele per i singoli lavoratori, e sulle modifiche sostanziali alle modalità di cessazione del rapporto di lavoro per volere dell’azienda. Cerchiamo oggi di integrare un percorso esplicativo già avviato da tempo sulle nostre pagine, andando a comprendere in che modo varia la disciplina sulle dimissioni.
Un alto Quoziente Intellettivo (QI) assicura il successo? Non sempre.
Pochi giorni fa abbiamo affrontato in maniera piuttosto approfondita uno dei temi più “caldi” di questa nuova riforma del lavoro: