commento pubblicato nell’articolo: “Donne e lavoro…”
Ero molto combattuta sul tema prima di avere una bimba… pensavo fosse giusto che i bambini, in particolare nei primi anni di vita, dovessero necessariamente stare con la propria madre. Ora ho una bimba di due anni, consapevolezza, ed un parere totalmente opposto. Credo che se il mio istituto (lavoro all’INPS) non avesse deciso di aprire un nido aziendale dandomi la possibilità di continuare nella mia attività professionale, oggi sarei depressa!
Una bimba di due anni con una madre depressa credo non cresca bene. Nel nostro nido ho trovato educatrici con una professionalità ed umanità inaspettate che attuano progetti educativi per la crescita di mia figlia e accompagnano le famiglie (mamme e papà) in questo delicato momento. L’asilo nido è all’interno della sede INPS di Roma EUR. Si chiama “I Nostri Piccoli Sorrisi”. E’ gestito da una delle migliori società del settore: ORSA (gli stessi di Fiat, Ferrero…). Grazie ad INPS per quello che ha fatto, e per come lo ha fatto!

Le donne, il fulcro attorno a cui gira la vita ed il sostentamento familiare, molto spesso non riescono a conciliare carriera lavorativa e famiglia. La maggior parte delle donne, impegnate in ambito lavorativo, non possono lavorare se hanno in programma di avere un figlio.
In Italia l’ascensore sociale scivola sempre più giù. Potremmo dire, senza banalizzare la problematica, che si sia davvero “rotto” negli ultimi decenni. Complice politiche economiche (e non) completamente sbagliate e scelte a livello manageriale davvero inconsuete, la maggior parte della popolazione italiana considera la propria posizione insoddisfacente.
Nuova “fotografia” dell’Italia da parte del Censis e nuovi dati che sottolineano, ancora una volta, come il nostro Paese sia in completa controtendenza, rispetto agli altri stati europei, per quanto riguarda il mondo del lavoro e le sue specificità.
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del Welfare Maurizio Sacconi, ha approvato in maniera definitiva lo schema di decreto legge del Testo Unico sull’Apprendistato. Il testo dovrà essere vagliato, probabilmente nel mese di luglio, dalle categorie coinvolte, con tutti i prescritti pareri del caso.
email pervenuta a La Posta di Bianco Lavoro
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Secondo i dati di una ricerca realizzata da Gidp, associazione di direttori del personale, sul tipo di assunzioni che le imprese avrebbero fatto nel 2010 nonostante la crisi, per gli over 40 non c’è molto spazio: tre imprese su quattro hanno dichiarato di preferire giovani tra 25 e 34 anni.
A Brescia è successo un episodio, che sicuramente racchiude tutte le paure e gli imbarazzi, che tipicamente vengono in mente quando ci si accinge a fare un colloquio di lavoro. Anzi, a dire il vero, in questo caso la fantasia è stata superata dalla realtà.
Il lavoro è fondamentale nella vita di ogni persona, ma ricordiamoci che è altrettanto importante trovare il tempo e gli spazi da dedicare a noi stessi, ai nostri familiari o amici. Realizzarci e dare il meglio nella professione, significa anche saper gestire con equilibrio il nostro lavoro.
Dalla ricerca dell’Ires-Cgil e dal titolo “Professionisti, a quali condizioni?”, che prende in esame sia i professionisti autonomi sia i dipendenti ne risulta un quadro poco felice. A partire dai primi, che sono concentrati in gran parte nelle regioni del Nord Italia il 53,9%, hanno un livello d’istruzione elevato (infatti il 79,6 per cento ha almeno una laurea breve), un’età media piuttosto avanzata, che arriva ai 42 anni.
L’accusa per cinque impiegati è di peculato ed abuso d’ufficio, in pratica si contesta loro di aver utilizzato internet per scopi privati in ufficio, navigando anche su Facebook!
Alla stipula di un contratto entrambe le parti dovrebbero essere soddisfatte. Se però, a vostro avviso, ciò che è riportato nel contratto non corrisponde a quello che era stato deciso durante il colloquio, allora dovete prepararvi a una trattativa.

Il Ministro dell’Interno Roberto Maroni, ha dichiarato rispondendo al Ministro dell’Economia Giulio Tremonti che al problema del lavoro non si può generalizzare. Il ministro dell’economia, infatti, da Washington aveva in precedenza affermato che in Italia gli immigrati lavorano tutti perché accettano i posti che i giovani italiani rifiutano.
Il Governo italiano ha approvato, lo scorso 13 aprile, il provvedimento che fa riferimento ai lavori usuranti. Il lavoratore che abbia svolto, nel corso della sua carriera lavorativa, mansioni cosiddette “usuranti” ha diritto a beneficiare della pensione anticipata.
