Se sei un imprenditore, un libero professionista, un commerciante o in generale un lavoratore autonomo, ecco la sezione che fa per te! Qui troverai approfondimenti e novità utili per chiunque desideri lavorare per conto proprio.
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Uno spazio importante è inoltre riservato, con una apposita sezione, al mondo del Franchising.
Dopo aver affrontato il problema su come e dove reperire finanziamenti per l’avvio di un’impresa, vediamo insieme quali sono gli errori in cui è più facile incappare quando si decide di aprire una startup. Qualche tempo fa ne avevamo parlato anche qui. Ora analizziamoli nel dettaglio.
Prima di andare alla ricerca di finanziamenti per startup è necessario quantificare con precisione la disponibilità finanziaria necessaria per l’avvio dell’impresa e le tempistiche con le quali si prevede di “rientrare” dagli investimenti sostenuti. Per questo la prima cosa da fare è redigere un business plan, ovvero un’analisi economico-finanziaria pluriennale dell’impresa. Solo a questo punto l’interrogativo che l’aspirante imprenditore deve porsi è: dove reperire e a chi chiedere i finanziamenti per far decollare un’idea imprenditoriale? Questa fase, che spesso è la più complicata e insidiosa dell’intero processo di avvio di un’azienda, apre una serie di strade.
Sei un giornalista freelance, uno scrittore, un copywriter? Se anche tu scrivi per vivere (e ci riesci) allora è chiaro che stai facendo qualcosa di buono. Ma “cullarsene” e vivere di rendita è pericoloso e i migliori professionisti sanno che affinare le proprie competenze è il modo migliore per continuare ad assicurarsi il successo.
Detto questo, anche agli scrittori più esperti può capitare di sorvolare su alcuni passaggi obbligati per migliorare la propria scrittura: ecco tre semplici consigli per scrivere meglio oggi stesso.
Laureata con Master in Risorse Umane, si occupa di lavoro, startup, freelancer e nuove idee di business. Con una grande convinzione: “ognuno ha un talento, l’importante è scoprirlo, svilupparlo e condividerlo con gli altri!” Profilo Linkedin
Un business che si può avviare anche senza una formazione specifica e senza grandi budget a disposizione: per vendere t shirt online occorrono fantasia, intraprendenza e dimestichezza con il web. Le T-shirt hanno fatto molta strada da quando sono nate, nel lontano 19° secolo: devono le loro origini alla Marina Militare statunitense e, c’è da scommetterci, non spariranno di certo, almeno per il momento. Basti pensare che solo negli Stati Uniti rappresentano un mercato da 25 miliardi di dollari ma che potenzialmente è molto più ampio se si considerano le riproduzioni abusive.
Quanti ricordano i bei tempi dell’adolescenza, quando si stampavano delle t-shirt con slogan o personaggi famosi e si rivendevano durante l’estate per racimolare qualche soldo? Forse anche tu hai cercato varie offerte di lavoro in estate e magari venduto proprio T-shirt in gioventù! Ad ogni modo da allora le cose sono cambiate ma solo perché oggi è tutto sul web: l’industria delle T-shirt è esplosa grazie ad Internet e alla crescita dell’e-commerce e delle piattaforme di marketing. In teoria, oggi chiunque con un computer e una connessione può mettere su un sito web e cominciare a vendere t shirt online ad un pubblico internazionale.
Dunque “hai la stoffa” per diventare un imprenditore e vendere t shirt online? Sicuramente sì ma sarà bene leggere alcuni consigli prima di buttarti in questo business.
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A quanti sarà capitato di soffermarsi davanti ai luoghi o ai monumenti descritti dagli scrittori? E a quanti sarebbe piaciuto poter scoprire una città attraverso i romanzi che vi sono stati ambientati? Cityteller nasce per dare una risposta a questo desiderio, e attraverso la creazione di una mappa geo-emozionale, consente di visitare le città attraverso i libri. Cityteller è una piattaforma social, con la quale gli utenti possono scoprire le città attraverso i libri, le cui citazioni sono raccolte e visualizzate su delle mappe. Alla piattaforma si accede tramite un’applicazione digitale.
Vediamo come funziona: all’avvio dell’app, viene chiesta all’utente l’autorizzazione al rilevamento della propria posizione. Dopo questo passaggio, sulla piattaforma verrà visualizzata la mappa del luogo in cui l’utente si trova e su questa mappa saranno visualizzati i contributi geo-localizzati. Nel contributo c’è una scheda di presentazione del libro, la citazione che da questo è tratta, il titolo, l’autore e la casa editrice.
Registrandosi, l’utente può accedere alla piattaforma, commentare i contributi e sceglierne alcuni come preferiti. Ma non finisce qui. L’obiettivo della piattaforma è quello di crescere grazie ai contributi che gli utenti stessi potranno caricare. Infatti punta ad ingrandirsi grazie alla condivisone delle citazioni e all’apporto degli user. In questo modo Cityteller si propone come un’alternativa alle classiche guide turistiche e intende riunire in una sola applicazione digitale tutte le citazioni dei libri su un determinato luogo, raccolte grazie al suo carattere social.
Lanciare una campagna di crowdfunding può rivelarsi davvero emozionante. L’idea stessa di raccogliere i fondi necessari a finanziare l’idea e smuovere decine di fan appassionati al proprio progetto, risulta chiaramente affascinante. Ma quando poi cominci ad esplorare ogni angolo e a guardare nel dettaglio come funziona l’ingegnoso meccanismo, bisogna essere onesti: non è facile.
Non si tratta semplicemente di postare foto, aggiornare un blog o realizzare un video e metterlo in rete. È necessario prepararsi bene e con largo anticipo, pensare in ottica di vero e proprio business plan e seguire alcuni accorgimenti specifici.
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Un nuovo progetto promuove e favorisce l’autoimpiego delle persone diversamente abili. B&B like your Home: all’origine c’è una visione della persona con disabilità come “imprenditore” di se stesso.
Nuovo talento della Silicon Valley continuamente in giro per il mondo, ad inseguire i ritmi frenetici del suo lavoro? No, lui è nato a Manfredonia, vive ancora lì e ha 25 anni.
Ma il talento per le startup tecnologiche quello non gli manca di sicuro.
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Negli ultimi giorni ha assunto particolare rilievo il gruppo di statistiche emerse da “Vita da professionisti“, una ricerca rivolta ai soggetti non dipendenti, realizzata dall’Associazione Bruno Trentin in collaborazione con la Consulta delle professioni della Cgil e della Filcams Cgil. All’interno della ricerca, una panoramica non così “scontata” sulla vita dei liberi professionisti, la cui autonomia professionale è spesso messa a dura, durissima prova dalla realtà dei fatti.
Giornalista e promotore finanziario abilitato, profondo conoscitore delle tematiche del lavoro. Si occupa in principali modo di legislazioni, normativa ed approfondimenti. Si muove a suo agio nelle tematiche giuridiche ed economiche. Profilo Linkedin
Manca poco al click day del microcredito, il giorno che permetterà l’accesso al fondo da 40 milioni di euro per tutti quei soggetti, imprese e lavoratori autonomi, che non risultano essere in grado di accedere autonomamente ad un prestito bancario a causa di scarse garanzie. E che, sulla base di quanto previsto, potranno ottenere finanziamenti fino a un massimo di 35 mila euro, per periodi di tempo tra i 7 e i 10 anni di termine ultimo, al fine di sostenere alcune iniziative aziendali.
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Un’opportunità per tutte le donne appassionate di cosmetica e con lo spirito d’intraprendenza giusto per la vendita. Una possibilità di arrotondare le entrate mensili lavorando da casa e scegliendo in autonomia gli orari da dedicare all’attività.
Il prossimo 21 marzo 2015 scadrà la possibilità per i giovani e futuri startupper di presentare i loro progetti per la seconda edizione di Rds Startup Lab, che porterà il vincitore ad ottenere una somma pari a 35mila euro e un biglietto per l’America, più precisamente nella SiliconValley, per perfezionare le proprie conoscenze e acquisirne di ulteriori, per poi e ritornare in Italia, una volta formato, e dare vita al proprio futuro. Insomma il vincitore trascorrerà diversi mesi avrà la possibilità di“rubare”, nel senso più positivo possibile, competenze e segreti dei più noti e apprezzati imprenditori lavorando al loro fianco.
Rds Startup Lab, come partecipare e a chi è rivolto
Dall’impavida Emilia Romagna. In un paese tremendamente complicato come l’ Italia fare i giornalisti può essere molto, molto stimolante. Il mio capo dice di me che i collegamenti che “tiro fuori” esulano dalle possibilità dei comuni mortali. Non ho mai capito se prenderlo come un complimento o no.
Si trovano un pò ovunque, nel nostro territorio. Una presenza discreta, vitale e dinamica, che in questi mesi si sta facendo apprezzare per il valore aggiunto portato all’economica nazionale. Tanto che, secondo quanto affermano gli ultimi dati forniti da Unioncamere, le startup innovative si starebbero gradualmente avvicinando verso la soglia di 3.500 unità, aumentando ad una velocità di rilievo da Nord a Sud, e non solo all’interno dei perimetri delle principali città tricolori.
Vediamo più nel dettaglio le principali considerazioni di sintesi.
Giornalista e promotore finanziario abilitato, profondo conoscitore delle tematiche del lavoro. Si occupa in principali modo di legislazioni, normativa ed approfondimenti. Si muove a suo agio nelle tematiche giuridiche ed economiche. Profilo Linkedin
Adverdose è una piattaforma online (sta per arrivare anche in versione mobile), che offre la possibilità alle aziende di indire dei video concorsi per la creazioni di spot pubblicitari per i loro prodotti. Chiunque abbia un’idea per pubblicizzarli, può registrarsi sul sito e caricare il video. Una volta partito il contest, i video caricati saranno votati dagli altri utenti. Il più votato diventerà lo spot online dell’azienda promotrice del concorso, per i votanti ci saranno premi sotto forma di voucher o gadget. L’obiettivo di questa startup è quello di favorire l’interazione e il coinvolgimento tra le aziende e i consumatori finali dei prodotti, ci spiega Paolo La Paglia, uno dei tre fondatori.
Giornalista, ho iniziato ad occuparmi di lavoro dopo averlo cercato per anni.
Mettere in luce i lati nascosti dell’intero sistema, soprattutto quelli positivi (sì, ce ne sono e anche tanti), la considero una vera e propria missione.
Quando si decide di avviare un’attività, di qualunque tipo essa sia, una delle prime cose da fare in ordine d’importanza è decidere il luogo dove questa s’insedierà. Scegliere la location migliore, o un’altra, può fare la differenza tra il successo o meno. Indipendentemente dal tipo di impresa che si andrà ad aprire (fatte salve, e non sempre, quelle il cui business è previsto passi solamente dalla Rete), il posto destinato ad ospitare la vostra startup è una variabile che definire fondamentale non è certo un eccesso. Ma come si fa a scegliere la location migliore per un’attività? Quali criteri utilizzare? Come fare per analizzare in modo oggettivo le possibilità a disposizione ed optare su quella più “redditizia”?
Giornalista, ho iniziato ad occuparmi di lavoro dopo averlo cercato per anni.
Mettere in luce i lati nascosti dell’intero sistema, soprattutto quelli positivi (sì, ce ne sono e anche tanti), la considero una vera e propria missione.
Diventare consulenti online: una chance in più per farsi conoscere e magari trovare qualche nuovo potenziale cliente. È l’idea di Treemeeting, startup di Giuseppe Terrasi e Domenico Condelli, cognati e soci in affari, inaugurata sul web lo scorso settembre. Alla base del progetto c’è la necessità di rispondere ad un’esigenza abbastanza comune nella vita di tutti i giorni: risolvere un problema, chiedere un consiglio o un suggerimento a consulenti esperti e magari non riuscire a trovarli nell’immediato o dover faticare con il passaparola. Attraverso questo social network ora è possibile fare una ricerca online in base al settore cui si … Leggi tutto
Quanti di voi, sentendo parlare di Makers, si sono chiesti chi sono e cosa fanno? Se vi siete posti la domanda almeno una volta, questo articolo fa per voi. Tanto per iniziare bisogna dire che sono persone che si interessano di tecnologia, design, arte, ma anche di sostenibilità e modelli di business alternativi. Ma l’aspetto più peculiare, forse il più importante che li contraddistingue, è che tutte queste passioni non sono dei cosiddetti hobby per il tempo libero. I Makers creano, attraverso l’utilizzo della tecnologia, oggetti utili e riproducibili liberamente. I Makers sono dei nuovi artigiani, degli innovatori, dei creativi che lavorano ispirandosi ai principi dell’open source, della libertà della conoscenza, della condivisione e riutilizzazione dei risultati, tanto da diventare i fautori di un vero e proprio modello culturale.
Crisi del mercato immobiliare? Nessun problema, arriva l’Home stager. Senza concorrenti o quasi, chi intraprende la professione di Home stager, rischia, si fa per dire, di trovare davanti a sé vere proprie autostrade a quattro corsie verso ottimi guadagni e grandi soddisfazioni lavorative. Questo perché se negli Usa e nel Regno Unito esiste da almeno 20 anni, in Italia la figura di Home stager è pressoché sconosciuta. Non del tutto però; c’è stato infatti chi ha saputo guardare oltre l’ostacolo apparentemente insormontabile della crisi, transitando dal mestiere di agente immobiliare a qualcosa di ben più particolare. E’ il caso ad esempio di Roberta Boni, nel campo della vendita delle case da 25 anni, ora tuffatasi a capofitto nell’home staging, con risultati a dir poco apprezzabili.
Giornalista, ho iniziato ad occuparmi di lavoro dopo averlo cercato per anni.
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