Martedì scorso, presso l’Università Bocconi di Milano, si è tenuto un evento sulla sharing economy, dal titolo “Sharing Economy e Social Innovation”, organizzato dall’Impact Investing Lab della SDA Bocconi School of Management, in collaborazione con l’associazione Altroconsumo. Nella prima parte dell’incontro è stata presentata la ricerca “Collaboration or Business? Collaborative consumption: from value for users to a society with values” condotta da Altroconsumo, in collaborazione con associazioni di consumatori del Belgio, del Portogallo e della Spagna e con l’ausilio di ricercatori universitari provenienti da vari paesi.

L’indagine, presentata da Eliana Guarnoni, si è focalizzata sul consumo collaborativo, sulle cosiddette transazioni peer to peer, ovvero tra pari (privati cittadini), e ha analizzato 70 piattaforme tecnologiche e un campione statistico di 8679 consumatori europei, di cui 2236 italiani.




I Social Market sono dei supermercati in cui si vendono prodotti, di genere alimentare e non, a prezzi ribassati o del tutto gratuiti, a favore di singoli e famiglie che si trovano in situazioni più o meno gravi di difficoltà economica. Fare la spesa, per molte persone, ormai non è cosa semplice e l’idea del Social Market nasce proprio dalla necessità di fornire una risposta concreta all’emergenza alimentare che oggi, stando agli ultimi dati ISTAT, tocca quasi 4 milioni di italiani. Il settore pubblico, da solo, non riesce a far fronte a questa emergenza e da qui deriva l’esigenza di creare e diffondere nuovi strumenti, denominati di secondo welfare, che siano in grado di soddisfare i bisogni primari di una sempre di ampia fascia di popolazione.