Veeno: l’aperitivo italiano conquista l’Inghilterra

Il Regno Unito è un paese che il settore vinicolo guarda con interesse. Con 3.8 miliardi di euro di importazioni di vino e 14.5 milioni di ettolitri importati nel 2014 è uno dei paesi con più opportunità di crescita su questo fronte. Nella prima metà del 2015, nell’import dei vini c’è stata una crescita del 4,5%, rispetto alla crescita media del 2% degli ultimi anni. In questi numeri, l’Italia si è guadagnata una fetta importante di mercato, sia nel segmento dei vini fermi imbottigliati sia degli spumanti. Infatti nel 2014 dall’Italia è arrivato il 18.6% delle importazioni inglesi di vino, si legge sul sito inumeridelvino.it. Nonostante a dominare la classifica dell’importazione dei prodotti vinicoli resti la Francia, Italia e Spagna stanno guadagnando importanti quote di mercato. Delle potenzialità del mercato inglese si sono accorti anche due ragazzi italiani, Nino Caruso e Andrea Zecchino. Vediamo la storia della società che hanno fondato: Veeno.

 

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La storia di Veeno

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Come superare le obiezioni di vendita: otto consigli pratici

È davvero sempre possibile superare le obiezioni di vendita? Se  il venditore alle prime armi può a volte ancora rimanere spiazzato di fronte ad un’obiezione, il veterano dovrebbe ormai averne sentite così tante da sapere subito come rispondere. Ciò non significa che ogni obiezione può essere superata -e di conseguenza ogni vendita conclusa al primo …

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Noleggio bici: BimBimBikes, quando l’hobby diventa un business

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BimBimBikes è la prima piattaforma online per le aziende che lavorano nel campo del noleggio bici. Attualmente è presente in 40 paesi e all’interno della community, può vantare oltre 700 punti attivi per il noleggio. Abbiamo fatto una chiacchierata con il suo fondatore, Michel Willems.

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Helena: Come è nata l’idea di BimBimBikes? Da dove hai tratto l’ispirazione?

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Fare business: l’idea della startup Zusa, sfruttare le categorie sociali

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Zusa è il primo provider di ricerca al mondo che categorizza il fare business attraverso directory diversificate per rilevanza sociale. In parole povere, la app di Zusa filtra per categoria i vari tipi di business, permettendo agli utenti di trovare le piccole e medie imprese maggiormente in linea con le loro esigenze ed i loro gusti. I filtri applicati da Zusa vanno dalla lingua all’etnia, dalla razza alla religione, dall’età al sesso dello staff o dei clienti.

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Allo stesso modo è possibile ottenere delle liste di imprese che hanno stipulato accordi con (ad esempio) club sportivi o culturali, o che si avvalgono, lavorativamente parlando, della collaborazione di persone appartenenti a minoranze (quantitativamente parlando) come LGBT ma anche disabili ed altre categorie. Il suo fondatore, James Hazelton ci ha raccontato le sue aspettative il supporto offerto dal governo dell’Australia, dove l’azienda di Hazelton ha la sua sede, relativamente a Zusa e più in generale alle startup.

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Residenze per scrittori: quali sono e come partecipare

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Se avete un libro nel cassetto e volete concedervi del tempo per finirlo lontani dagli impegni e dai problemi quotidiani, allora le residenze per scrittori sono proprio ciò che fa per voi. Sempre più fondazioni e centri di eccellenza, infatti, mettono a disposizione spazi, alloggi gratuiti e, spesso, anche somme in denaro. Si tratta di vetrine importanti, dove è possibile far conoscere il proprio lavoro grazie ad incontri con pubblico e professionisti del settore. In Italia il fenomeno non è così diffuso come all’estero, ma ci sono comunque delle realtà importanti. Vediamo nel dettaglio quali sono e quali sono i requisiti per partecipare.

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image by MIGUEL GARCIA SAAVEDRA

Residenze per scrittori in Italia

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A Roma il Premio idea innovativa dedicato all’imprenditorialità femminile

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La Camera di Commercio di Roma e il Comitato per la Promozione dell’Imprenditorialità Femminile hanno dato il via alla quarta edizione del premio dedicato all’imprenditoria femminile e denominato “Premio Idea innovativa, la nuova imprenditorialità al femminile” messo in campo per valorizzare le piccole e medie imprese di Roma e provincia che scadrà il prossimo 15 Maggio 2015.

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image by YURALAITS ALBERT

Il Premio idea innovativa è rivolto: alle imprese femminili individuali, alle società cooperative in cui le socie siano almeno il 60% dei componenti, alle società di capitali in cui le donne siano in possesso di almeno i due terzi delle quote di capitale.

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GEC 2015: a Milano il congresso mondiale sull’imprenditorialità

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Dal 16 al 19 marzo 2015 a Milano si terrà la settima edizione del Global Entrepreneurship Congress, ovvero il GEC 2015, un evento organizzato dalla Kauffman Foundation e che, con tutta probabilità, nei prossimi anni molti paesi faranno a gara per ospitare. GEC 2015 ha come obiettivi primari, quelli di accendere i riflettori sulla buona imprenditorialità, dare una spinta alla creazione di start-up offrendo esempi concreti di aziende di successo, ospitare momenti di confronto e soprattutto mettere in campo la possibilità concreta di emergere a giovani imprenditori talentuosi e desiderosi di entrare nel mondo del lavoro autonomo.

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Oltre 50 gli eventi previsti durante i giorni del Congresso, tra i quali anche il primo SME Ministerial, in programma il 17 marzo, al quale parteciperanno anche il Ministro Federica Guidi e Maria Contreras Sweet, 24mo amministratore della U.S. Small Business Administration e membro del Gabinetto del Presidente Obama. L’incontro patrocinato dalla Casa Bianca e nel quale interverranno i ministri dello Sviluppo economico dei principali paesi del mondo, daranno vita ai lavori del primo meeting internazionale volto a decidere le linee guida per start-up e Pmi e del conseguente sviluppo economico derivante.

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Freelance, Acta: “più consapevoli ma più poveri”. Intervista a Cristina Zanni

Diritto di cittadinanza al lavoro indipendente, potenziamento delle attività in rete, per incrementare la visibilità sociale; ma anche, più semplicemente, diritti fondamentali e una rappresentanza forte al lavoro freelance e ai professionisti autonomi. Sono questi gli obiettivi, che l’Associazione Consulenti del Terziario Avanzato (ACTA) sostiene con forza.

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Nata a Milano, ma attualmente diffusa sul territorio nazionale, ACTA si propone di tutelare e valorizzare le attività autonome professionali e in particolare quelle “non regolamentate”, sprovviste di un ordine e/o di una cassa di previdenza, secondo quanto stabilito dall’art. 3 del proprio Statuto; ma ACTA si propone anche come interlocutore, nel dibattito fra lavoratori, organizzazioni e decisori, promuovendo nel contempo un’attività di informazione e di sensibilizzazione su quello che accade, dal punto di vista normativo, ma anche sociale e culturale. Ne abbiamo parlato con Cristina Zanni, membro del Consiglio Direttivo, coordinatrice di ACTA Milano e professionista nel settore delle ricerche socio economiche e dell’orientamento.

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Lavorare come coach: aiutare gli altri orientando le loro scelte

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Aiutare gli altri  facendo loro scoprire le potenzialità nascoste di cui non sono a conoscenza. Lavorare come coach significa, tra le altre cose, fare anche questo, attraverso un percorso di crescita continua e  condivisa. Il coach e il coachee lavorano insieme: il primo “vede la bellezza negli esseri umani ed è desideroso di aiutarli ad esprimerla”, il secondo deve avere “la disponibilità a mettersi in gioco”, ovvero a scoprire i lati migliori di sè, di cui ancora non ha piena padronanza. Lavorare come coach non può essere qualcosa di improvvisato. A spiegare i tratti distintivi di quella che si caratterizza, per la sua natura complessa, come una vera e propria professione é Monica Fava di Caro Coach (incontrata all’ultima edizione di Ricomincio da me), che ci ha concesso una lunga intervista dalla quale emergono con  chiarezza specificità, potenza e utilità del lavoro di coach. Ecco cosa ci ha detto.

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Come si diventa coach ? E cosa ti ha spinto a diventarlo?
Per diventare Coach è necessario seguire un percorso di formazione. Al momento ci sono molte scuole, anche “espresse” che promettono di farti diventare coach in pochi giorni, in realtà per fare veramente la differenza nella vita delle persone è necessario un percorso prima di tutto personale, che permetta all’aspirante coach di risolvere i propri problemi e in secondo luogo è indispensabile l’attitudine a vedere il potenziale che esiste in ogni essere umano. Inoltre è fondamentale un percorso completo, che formi il coach sia nel svolgere la sua attività, sia nell’organizzarla.

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Il crowdfunding è vincente se c’è comunicazione. Intervista a Produzioni dal Basso

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Produzioni dal basso nasce dieci anni fa nel 2005, quando ancora non si parlava di crowdfunding. Non c’erano piattaforme simili e quindi la consideriamo un’anticipazione dell’idea di “finanziamento dal basso”. In effetti il termine stesso crowdfunding  arriva dopo dagli Usa nel 2008. Da qui la scelta della traduzione produzioni dal basso: produzioni di tipo culturale e finanziate dal web, dal basso appunto perché fatte dalle persone e non dall’alto quindi dalle case editrici e di produzione.

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Questa la presentazione del Ceo di Pdb Angelo Rindone, che ringraziamo per l’intervista.

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Trasformare una passione in lavoro si può. Intervista alla fotografa Bergina Leka

Cosa fare per trasformare una passione in lavoro? Può capitare di dover lasciare il proprio Paese natale per motivi di studio e poter frequentare l’università per poi non trovare lavoro e dover ricominciare tutto daccapo  trasferendosi in un altro Paese ancora. Può capitare ed è capitato a lei. Dall’Albania all’Italia e da qui all’Inghilterra ma non per una professione qualsiasi bensì per realizzare il suo sogno di sempre, trasformare una passione in lavoro e diventare fotografa. È questa la storia di Bergina Leka.

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Ciao Bergina. Hai scelto l’Italia per proseguire i tuoi studi. E poi? Cosa è successo?

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Italia Startup, dal 2015 adesione gratuita: “Per favorire le giovani imprese”

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Novità in Italia Startup, l’Associazione no profit che aggrega e rappresenta l’ecosistema delle startup italiane. Il Consiglio Direttivo ha infatti approvato il nuovo schema contributivo e i servizi connessi, che prevede l’adesione gratuita per le persone fisiche e per le startup con un fatturato inferiore a 1 milione di euro, le cosiddette startup “seed”.  Tra le novità introdotte, anche l’approvazione dell’adesione di nuovi soci, frutto dell’attività di matching tra imprese e startup. Le nuove aziende che sono entrate a far parte dell’universo di Startup Italia sono Ars et Inventio (abilitatore), Aster (abilitatore), Banzai (azienda), Elemaster Group (azienda), G2 Partners (abilitatore), Progetto Manifattura (incubatore).

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Green Jobs: arriva il valorizzatore dei rifiuti

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green-jobs-valorizzatore-dei-rifiutiInventare e reinventarsi. Nel mondo del lavoro è ormai questo l’imperativo. Vale anche per i green jobs (in grande espansione) all’interno dei quali emergono con una certa facilità nuove figure professionali. Una di queste è senza dubbio  il valorizzatore dei rifiuti. una figura che, come è ovvio che sia, strizza l’occhio all’eco-sostenibilità e all’innovazione, collocandosi nel panorama italiano in un settore tutto nuovo del mercato del lavoro. Che cosa fa il valorizzatore dei rifiuti? Il suo ruolo trova collocazione perfetta nelle cooperative sociali e nei centri di riuso pubblici e privati. Per comprenderne meglio le mansioni è bene analizzare tale figura in Francia ed in Belgio dove la professione esiste già. Il 31 ottobre scorso si è concluso Sifor (Sistema formativo al valore-lavoro del riuso) , il progetto europeo per il trasferimento nel nostro Paese di competenze per la valorizzazione dei rifiuti, progetto finanziato dalla Commissione europea, promosso dalla Regione Emilia Romagna e coordinato dall’Associazione ORIUS.

Green Jobs: cosa fa il valorizzatore dei rifiuti

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Smart&Start: nuovo bando ministeriale per startup innovative

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Con la pubblicazione lo scorso 13 novembre in Gazzetta Ufficiale del decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 24 settembre 2014 è ufficialmente partito il nuovo programma Smart&Start, dedicato alle Startup innovative. Il primo progetto Smart&Start è stato varato l’anno scorso: con il Decreto Ministeriale del 6 marzo 2013 sono stati stanziati 190 milioni di euro per finanziare piccole imprese di nuova costituzione e programmi di investimento elaborati da imprese digitali o a contenuto tecnologico, operanti nel mezzogiorno e nel territorio aquilano.

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Imprenditoria femminile: i nuovi modelli di business al salone di Torino

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Appuntamento interessante quello del 2 ottobre 2014 a Torino dove si svolgerà il 6° Salone Nazionale dell’Imprenditoria Femminile e Giovanile. L’evento, organizzato da GammaDonna, è volto a creare nuove opportunità ed a radunare i modelli di business del futuro. Come quella giovanile, anche l’imprenditoria femminile si dimostra, oggi più che mai, straordinariamente dinamica e versatile. C’è chi lavora nel campo dell’arte e dello spettacolo provando a realizzare i classici sogni nel cassetto, diventare una cantante ad esempio, oppure  una pittrice.  Ci sono poi donne giovanissime che tentano (e aprono) imprese tanto belle quanto complicate: è il caso di Barbara Curotti, che con il suo Fashion Theater, si prefigge di mettere letteralmente in rete i teatri di un’intera regione per quanto riguarda lo scambio dei costumi di scena.

E c’è anche chi, come Lorena, rimasta senza lavoro a 50 anni, si reinventa aprendo un Bed&Breakfast nel centro di una splendida cittadina come Arezzo. Rischiando gran parte del patrimonio. Senza dimenticare chi una nuova professione riesce ad importarla direttamente dall’estero seguendone fedelmente le tracce, come Roberta Boni che da agente immobiliare pochi anni fa si è volutamente “trasformata” in home stager. La creatività al potere insomma, che sarà appunto il tema portante del prossimo salone dell’imprenditoria femminile e giovanile in programma a Torino.

Il salone Nazionale dell’Imprenditoria Femminile e Giovanile

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