Il duro lavoro dei gamer: si può andare in pensione a 23 anni

pro-gamer

La notizia del giovane sudcoreano che ha deciso di allontanarsi dalle scene dell’agonismo videoludico all’età di 23 anni ha fatto il giro del mondo. Lee “Flash” Young-ho è, infatti, il campione di “StarCraft” (videogame di strategia in tempo reale) che rischia di passare alla storia non solo per i suoi primati mondiali, ma anche per la scelta di andare in pensione poco più che ventenne. In un’età in cui i suoi coetanei cercano, di solito con fatica, di guadagnarsi la prima, stentata paghetta.

pro-gamer
image by Adam Ziaja

Voglia di staccare la spina

Lee “Flash” Young-ho è quello che si definisce un pro-gamer ovvero un videogiocatore professionista che ha speso nove anni della sua breve vita (l’esordio è avvenuto all’età di 14 anni) davanti a una consolle. Inanellando una serie impressionante di successi che gli hanno procurato la fama di “God” (Dio) tra i suoi fan e un conto in banca di tutto rispetto. I 14 tornei internazionali vinti gli hanno, infatti, permesso di mettere da parte qualcosa come 460 mila euro. Fino ad oggi. E già, perché il giovane sudcoreano ha annunciato di voler staccare letteralmente la spina, fornendoci il pretesto per indagare su una figura – quella del gamer appunto – che si fa fatica a considerare un vero e proprio lavoro. Ma che in fondo lo è.

Leggi tuttoIl duro lavoro dei gamer: si può andare in pensione a 23 anni

I pensionati di domani? Lavoreranno di più e intascheranno di meno

pensionati di domani

Mala tempora currunt per i giovani lavoratori italiani costretti, molto spesso, a svolgere impieghi precari. E mala tempora sembrano profilarsi anche nella loro vecchiaia che rischia di non essere al riparo da pensieri e preoccupazioni. In un convegno organizzato ieri a Roma, il presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha inviato messaggi poco confortanti ai 35enni avvisandoli che potrebbero andare in pensione molto dopo i loro genitori intascando assegni ben più leggeri.

pensionati di domani
image by Lisa S.

L’istituto nazionale della previdenza sociale ha voluto proiettarsi nel futuro vaticinando scenari foschi per i nati nel 1980. Stando alle sue previsioni, infatti, gli attuali 35enni lavoreranno più a lungo (anche in rapporto alla speranza di vita che si è allungata) e percepiranno pensioni più basse del 25% rispetto a quelle che i nati nel 1945 intascano oggi. In pratica dovranno “faticare” fino (e a volte anche oltre) ai 70 anni, per portare a casa un assegno che si aggirerà intorno ai 1.593 euro. Mentre i 70enni di oggi, molti dei quali sono andati in pensione prima dei 60 anni, godono di una pensione media di 1.703 euro.

Leggi tuttoI pensionati di domani? Lavoreranno di più e intascheranno di meno

Pensionati: più di uno su due intasca meno di mille euro al mese

pensionati

Nel presentare il Bilancio sociale del 2014 (che, sia detto per inciso, ha un “buco” di 7 miliardi di euro), l’Inps ha ieri fornito una fotografia puntuale della situazione economica dei pensionati italiani. Molti dei quali, come è ormai noto a tutti, sono spesso chiamati ad aiutare figli e nipoti che faticano a rimanere o ad entrare nel mercato del lavoro. Quello del pensionato è uno status a cui molti giovani guardano quasi con invidia (temendo che non riusciranno mai a raggiungerlo), ma i dati messi a disposizione dall’Inps chiariscono, una volta per tutte, che le risorse di cui gli ex lavoratori dispongono sono spesso esigue.

 

pensionati
image by andrea lehmkuhl

I più fortunati vivono al Centro

Secondo quanto documentato dall’istituto di previdenza sociale, infatti, il 42,5% dei pensionati italiani (pari a 6,5 milioni di persone) intasca un assegno mensile di meno di mille euro e il 12,1% (pari a 1,88 milioni di persone) uno ancora più leggero che non arriva ai 500 euro. A passarsela indiscutibilmente bene è, invece, il 4,6% del campione (corrispondente a 724 mila persone) che dispone di un reddito mensile medio superiore ai 4.300 euro. E se il reddito mensile risulta mediamente più basso al Sud (1.151 euro), va meglio al Nord (1.396 euro) e soprattutto al Centro dove i pensionati dispongono mediamente di 1.418 euro al mese. Ma c’è dell’altro: il numero degli ex dipendenti pubblici iscritti all’Inps nel 2014 è salito a 3,22 milioni (di cui 2,95 a tempo indeterminato), per effetto dell’introduzione dei circa 270 mila a tempo determinato. Di conseguenza anche il numero complessivo degli iscritti (sia pubblici che privati) all’ente è salito a 22.067.086, ingrossandosi di 142.821 unità in un anno.

Leggi tuttoPensionati: più di uno su due intasca meno di mille euro al mese

Andare in pensione: fortunato chi ci riuscirà

pensionamenti

Avete presente quando, non si sa come, un’assicuratrice simpatica e carina (non la vedete, ma sicuramente lo è), vi chiama sul cellulare (il cui numero non si sa come faccia ad avere) ed inizia a proporvi una miriade di soluzioni per la vostra “pensione integrativa”? Avete presente le frasi che utilizza? “Ormai lo dice anche il governo che la pensione è un miraggio” (Davvero? E quando l’avrebbe detto?), oppure “E’ necessario che c’incontriamo per discutere di una cosa molto importante per il tuo futuro” e anche “metti in cascina oggi per vivere più tranquillo domani”.

andare-in-pensione
image by Lighthunter

Vediamo un attimo, tralasciando la prima (che, sottolineiamo, non è una dichiarazione del governo, di nessun governo), le altre due frasi qualche riflessione la inducono. Ed è pur vero che, ad esempio il Governo Monti, ai suoi tempi (piuttosto recenti) più volte ha spinto per convincere gli italiani a farsi una pensione integrativa. Già, certo, ma la domanda che attualmente viene prima di tutte le altre è : chi riuscirà davvero ad andare in pensione?

Leggi tuttoAndare in pensione: fortunato chi ci riuscirà