Nuove direttive antifumo Ue: immagini choc e divieti

Il Parlamento Europeo stringe il collo all'industria del tabacco approvando una nuova direttiva che mira a rivoluzionare la battaglia antifumo. Il duro colpo al business delle sigarette è stato proclamato nel  testo emendato della nuova direttiva tabacco: I parlamentari che hanno votato a favore sono stati 560, 92 i 'No' e 32 gli astenuti.

Le misure anti fumo che presto saranno attivate, comprendono una serie di imposizioni e divieti, non solo per le classiche bionde, ma anche per le più recenti sigarette elettroniche: Sarano inserite sui pacchetti, immagini-choc e avvertenze per la salute sul 65% della confezione, su ogni pacchetto sarà inciso la scritta "Fumare fa male" o "Fumare fa venire il cancro", sia le foto che il testo verranno inserite nella parte alta della confezione e toglieranno spazio al logo della marca; vietate le sigarette al mentolo, ma solo entro 8 anni; bandite invece  le confezioni con meno di 20 sigarette, il motivo è perchè sulle piccole confezioni non c'è spazio per inserire i nuovi loghi anti fumo;

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Padova: azienda cerca giovani da assumere ma non li trova

E’ un vero e proprio appello quello lanciato da Galdino Peruzzo, titolare della Polo Spa di Teolo, in provincia di Padova. Secondo quanto riferito alla versione online del Mattino di Padova, l’azienda starebbe decisamente faticando a trovare giovani da assumere e da formare in vari ruoli, senza però trovarli. Magazzinieri, addetti vendita, addetti alle consegne dei surgelati. La Polo Spa, operante nel  settore del Food Service, attualmente dà  lavoro a 130 persone e prevede di fatturare per il 2013 una cifra vicina ai 50 milioni di euro. Insomma, un’azienda che definire solida è dir poco. E infatti l’intenzione dichiarata è appunto quella di assumere, in un’ottica di continua espansione.

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Lavoro: Italia al primo posto per occupazione di colf e badanti irregolari

Mentre la crescita dell’occupazione soprattutto nel settore industriale perde il gancio del traino, l’Italia si aggiudica il primato per assunzioni di colf e badanti. Nonostante “dati alla mano” siamo pur sempre la seconda economia manifatturiera dell’Europa dopo l’indiscussa Germania, indisturbato avanza il nuovo settore che offre i servizi alle famiglie, dal lavoro domestico, all’assistenza agli anziani. Ma protagoniste sono solo donne straniere e per lo più con contratti di lavoro irregolari.

Secondo gli ultimi dati Istat, in Italia ci sono un milione e centomila colf: il 97% sono donne, il 79% straniere. Ma la stima meno confortante riguarda le irregolarità dei contratti, circa mezzo milione sono a nero. Fra colf e le badanti che operano senza nessun tipo di contratto, le donne sono l' 87 % fra i lavoratori e il 96 % fra gli italiani. Il 20 % proviene dalla Romania, il 12,7 % dall'Ucraina, il 9 % circa dalle Filippine e il 6 % dalla Moldavia, ma anche Perù, Ecuador, Polonia e Sri Lanka, con percentuali che vanno dal 3,6 % al 2,8 %.

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Reddito minimo: a che punto siamo?

A che punto siamo con l’introduzione di un reddito minimo in Italia? Per attivarlo dicono gli esperti, servirebbero dieci miliardi di euro, o forse venti. E, se non si è riusciti a trovare un miliardo per rimandare l’aumento dell’Iva ad inizio ottobre, come si può pensare di recuperare una cifra dieci o venti volte più grande? Eppure, pare che qualcuno se ne stia occupando. Quel qualcuno è il vice-ministro al Lavoro e alle Politiche sociali Cecilia Guerra, con l’ausilio di una commissione di esperti. Allo studio c’è il “Sia”, ovvero il “Sostegno per l’inclusione attiva”. I risultati del lavoro della Commissione apposita sono stati presentati a metà settembre. Non molto tempo fa avevamo pubblicato un resoconto di un incontro sul progetto Rps, ovvero il Reddito di promozione sociale (leggi l’articolo), attivo in uno dei distretti della Provincia di Milano. Per Rps, i risultati, nonostante le risorse economiche non certo infinite, sono stati decisamente buoni, ma estendere un simile progetto, o uno analogo, all’intero territorio italiano è un’operazione che definire ardua è un eufemismo.

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Associazioni e tasse: Cgia vs Tares, Codacons vs Iva retroattiva

Un doppio attacco pressochè parallelo delle associazioni in difesa di lavoratori e consumatori contro due imposizioni fiscali che metteranno ancora più a dura prova la capacità di spesa di imprese e famiglie. La Cgia di Mestre si è scagliata (nuovamente) contro la nuova Tares, l’imposta sui rifiuti, “colpevole” dei recenti aumenti d’importo, talvolta piuttosto impressionanti. Dal 2000 al 2013, l’imposta sui rifiuti è aumentata del 67%. Un incremento non certo trascurabile, ma che allo stesso tempo appare anche incomprensibile. Quasi congiuntamente, il Codacons ha fatto notare come l'aumento dell'Iva al 22% sarà applicato anche all'importo dovuto ai consumi effettuati nel periodo precedente, quindi con aliquota fissata al 21%. Questo a causa di un decreto presidenziale, datato 1972.

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Lugano: “Non possiamo assumerla, ha l’accento meridionale”

La strana storia di Mariacristina, quarant’anni, pronta a trasferirsi in Svizzera per lavorare, sta suscitando diverse polemiche. Un’azienda di Lugano l’avrebbe scartata fornendo come motivazione il suo “accento meridionale”. L’azienda in questione ha comunque precisato che non si è trattato in alcun modo di un pregiudizio, ma di una semplice valutazione, per così dire, tecnica, parlando di “riscontri basati sul passato”. Mariacristina fa l’addetta vendite in giro per l’Italia, da 15 anni, di conseguenza il suo curriculum non può che essere tra quelli cosiddetti “desiderabili”. Eppure… A portare alla ribalta delle cronache la vicenda è stato il Corriere del Mezzogiorno, che ha raccolto la denuncia della donna.

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La Dote Unica del Lavoro in Lombardia: cos’è e come funziona

A settembre sono stati attivati da Regione Lombardia i “dispositivi” inerenti la Dote Unica del Lavoro.Si tratta di un provvedimento di natura regionale volto a finanziare gli enti accreditati presso la Regione stessa (a questo link potete consultare la lista). Tali enti sono preposti ad erogare “gli interventi rivolti ai destinatari delle azioni promosse e finanziate dalla Dote Unica  Lavoro – e parallelamente –  concorrono all’efficace attuazione sul territorio dei servizi finanziati  mediante la Dote Unica Lavoro, operando anche in reti di partenariato”. In parole povere, 48 milioni di euro (questa la cifra  a disposizione) di provenienza pubblica, finiranno in mano ad operatori accreditati “all’inserimento ed il reinserimento” nel mondo del lavoro di svariate categorie di persone. E, proprio “sulla persona”, è scritto in un allegato alla delibera, è incentrato il sistema della Dote Unica Lavoro.

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Come aggirare la crisi e lavorare in Svizzera

Contrariamente a quanto sta accadendo nel resto d'Europa, il mercato del lavoro svizzero non sembra conoscere crisi. Secondo le ultime statistiche ufficiali condotte all'interno dei confini elvetici, nel corso del secondo trimestre dell'anno gli occupati sarebbero saliti a quota 4,818 milioni di unità, con un aumento dell'1,3 per cento rispetto allo stesso periodo e dello 0,5 per cento rispetto al primo trimestre del 2013.

Sempre secondo i dati forniti dall'Ufficio federale di statistica, le persone che esercitavano un'attività lucratica al termine del periodo considerato erano cresciute di 62 mila unità in un solo anno, e di 22 mila nel confronto trimestrale. Percentualmente, l'incremento più forte è stato quello dei lavoratori stranieri, con un aumento del 3 per cento su base annua e del 2,3 per cento su base trimestrale, a 1,401 milioni di unità. La crescita più corposa è stata quella dei c.d. "domiciliati C", con un apprezzamento del 5,4 per cento e del 2,8 per cento a quota 682 mila unità, e dei lavoratori frontalieri, con un incremento del 4,4 per cento a 273 mila unità. In calo i c.d. "domiciliati B", con una flessione del 2,9 per cento su base annua e incremento di 0,1 per cento su base trimestrale, a quota 370 mila unità.

Come anticipato, l'andamento svizzero sembra essere fortemente contrastante rispetto a quanto è possibile sperimentare nel resto del vecchio Continente. Basti considerare, in proposito, il calo dello 0,4 per cento nell'Unione Europea, e la flessione di un punto percentuale nell'ambito dell'Eurozona. Negativo anche l'andamento in Grecia, con una flessione del 4,3 per cento, in Portogallo (- 4%), Spagna (- 3,7%), Italia (- 2,2%), Francia (- 0,3%). Migliore l'evoluzione tedesca, con un incremento dello 0,6 per cento.

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Cresce il numero dei disoccupati in Italia, e spariscono 75mila negozi

Cercando di fare chiarezza mettendo un punto alla crisi economica e finanziaria che sta devastando ormai il paese da più di cinque anni, emerge chiaramente dai dati dell’Istat che a farne le spese sono soprattutto i giovani e i piccoli negozianti. Tra il 2010 e il 2013 sale il bilancio delle vittime sociali della disoccupazione, il calo di un milione di lavoratori si riflette in maniera dirompente soprattutto nel settore del commercio, dal 2011 sono 75mila gli esercizi ad aver chiuso i battenti. Non possiamo in due parole descrivere le cause della crisi, ma definire alcuni punti che hanno scatenato il diluvio generazionale sui “giovani adulti”, sì. In gran parte le giovani generazioni sono state penalizzate dalla stretta sull’accesso alla pensione che ha tenuto al lavoro i più anziani, in questo modo il cambio generazionale nelle aziende, così come nel pubblico impiego, non è potuto avvenire.

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Reddito di Promozione Sociale: cos’è e come funziona in Provincia di Milano

Il progetto Reddito di Promozione Sociale (Rps) vede la luce nel 2004 e mira sostanzialmente  ad “uscire dalla logica di assistenzialismo”, come ha sottolineato l’assessore alle politiche sociali di Cernusco sul Naviglio Silvia Ghezzi.  Trattasi di un insieme di interventi estremamente mirati ed altrettanto strutturati volti a facilitare il reinserimento nel mondo del lavoro delle persone “fragili” e affette da disabilità, garantendo alle stesse un sostegno economico congruo nel periodo (più o meno lungo) di work in progress. Proprio a Cernusco, nel weekend si è tenuto un incontro esplicativo del progetto, dei risultati raggiunti in questi nove anni e del suo futuro. Alla tavola rotonda hanno presenziato anche il coordinatore di Rps, Roberto Codazzi di CS&L e il ricercatore specializzato in politiche del lavoro Francesco Giubileo. Rps è attivo nel distretto 4 Mi2, ovvero i nove Comuni della Martesana, in Provincia di Milano.

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Stipendi insegnanti in Europa ed in Italia

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I giovani sono il futuro, la loro formazione lo strumento con il quale plasmeranno il mondo. Coloro che sono addetti a fornire questa formazione, ossia gli insegnanti, svolgono dunque un ruolo fondamentale all’interno della nostra società, tuttavia il reale riconoscimento di questo compito latita tanto che spesso il mestiere dell’insegnante viene sottostimato.

 <span style="font-size:14px;"><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Ci sono naturalmente molteplici differenze tra i diversi Paesi, ma anche alcuni tratti comuni. In Italia la situazione non &egrave; particolarmente buona, sia a causa di uno stipendio tra i pi&ugrave; bassi di tutta Europa sia a causa della mancanza di incentivi e possibilit&agrave; di svolgere al meglio la propria funzione.</span></span>

<span style="font-size:14px;"><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Analizziamo in dettaglio la situazione degli insegnanti europei riprendendo &ldquo;Key Data on teachers and School leaders in Europe&rdquo;, uno studio pubblicato lo scorso maggio da Eurydice,La rete di informazione dell&rsquo;istruzione in Europa, che &egrave; stato per diverso tempo al centro del dibattito in Francia ed &egrave; stato recentemente ripreso da Il Fatto Quotidiano. I dati, che riguardano solamente i docenti di ruolo, si riferiscono all&rsquo;anno accademico 2011/2012.</span></span>

ORARIO DI LAVORO

 <span style="font-size:14px;"><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">L&rsquo;orario medio di servizio degli insegnanti europei &egrave; di circa 35-40 ore settimanali. Gli insegnanti spendono la maggior parte delle loro attivit&agrave; lavorative in classe, ma i loro compiti non riguardano solo la lezione con gli studenti. Nella maggior parte dei Paesi europei l&rsquo;orario di servizio include tutte le ore di disponibilit&agrave; del docente; solo in alcuni Paesi (la Comunit&agrave; francese e tedesca del Belgio e Liechtenstein) vengono conteggiate solamente le ore di lezione. Tuttavia le differenza tra nazione e nazione sono tante: eccole sintetizzate in un grafico:</span></span>

Nello studio si sottolinea inoltre che in alcuni Paesi, come la Germania, l’ammontare di ore di lavoro richiesto agli insegnanti diminuisce con l’aumentare dell’età, ma questa pratica non è molto diffusa in Europa.

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Imprese rosa: quasi 5000 aziende in più in un anno

Donne e imprenditoria in periodo di crisi, come sta andando? Le prime non sembrano per nulla spaventate dalla seconda. Infatti, stando ai dati governativi di Unioncamere,  in un anno (periodo di riferimento, giugno 2013-2012), le imprese “rosa” sono cresciute di numero ad un passo più che doppio rispetto al totale. Precisamente, + 0.34% rispetto al +0.13% registrato sulla generalità delle aperture. In numeri, 4878; un dato che, in un momento storico in cui il Pil, secondo le ultime stime europee, calerà del 1,8% nel 2013, non è certo trascurabile.

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Giovani Psicologi: disoccupazione al 50% e stipendio medio di 600 euro

In Italia, è piuttosto noto che per i giovani laureati che tentano di costruirsi un futuro stabile dopo aver studiato per interi lustri, la vita non sia proprio, per così dire, “tutta rosa e fiori”; ma la situazione descritta dal Presidente del Consiglio Nazionale degli Psicologi, durante un’audizione sull'emergenza occupazionale tenutasi questa settimana in Commissione alla Camera, fa ugualmente riflettere. Secondo Giuseppe Luigi Palma, in Italia circa la metà dei professionisti sotto i 30 anni è disoccupata. E anche chi lavora pare non se la passi benissimo. Lo stipendio medio infatti, si aggirerebbe sui 625 euro. Praticamente la metà di quello di un operaio di medio livello. Tutti i lavori, ovviamente, sono ugualmente onorevoli, ma quelli che vengono definiti come “intellettuali” presuppongono una formazione didattica più lunga e complessa e quindi anche più costosa. Da qui, la loro maggiore remunerazione, almeno in teoria. Nel caso specifico, quello degli psicologi, si ha tra l'altro a che fare con veri e propri professionisti, con tanto di Ordine di riferimento come organismo di sostegno e controllo.

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Letta: deficit sotto il 3% entro fine 2013

Entro fine anno il deficit tornerà sotto il 3%: lo ha assicurato il premier Enrico letta in una conferenza stampa nella quale è stata presentata la Nota di aggiornamento al Def (Documento di programmazione economica finanziaria).

Stamane era arrivato il monito da Bruxelles: un deficit al 3,1% “è diverso da un deficit al 3%”. Un messaggio inequivocabile all’Italia affinchè rispetti gli impegni presi con l’Europa altrimenti- sostengono fonti Ue- “serviranno misure per riportarlo al 3%”. Negli scorsi giorni era stato Pierpaolo Baretta, sottosegretario all’economia, a ventilare l’ipotesi che l’Italia superasse la soglia del 3% definendo non irrealistica questa eventualità e stimando in 1,5 miliardi la cifra necessaria per scongiurarla.

Ora è arrivata la conferma del premier Letta che ha ammesso che il deficit sta viaggiando verso il 3,1%. Nonostante ciò Letta ha ribadito che entro fine anno tornerà al di sotto della soglia critica rassicurando sul fatto che non ci sarà bisogno di manovre aggiuntive per aggiustare i conti pubblici. Sul perché, nonostante tutti i sacrifici chiesti agli italiani, il deficit abbia comunque superato la soglia del 3% Letta ha ricusato ogni responsabilità e attribuito all’instabilità politica i problemi sui conti pubblici.

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IVA al 22% già ad ottobre?

Una nuova batosta per consumi ed occupazione: le associazioni di categoria, almeno la maggior parte, sono concordi nel bocciare l’eventuale aumento dell’Iva dal 21% al 22% che, se il governo non interverrà, scatterà dal prossimo 1° ottobre.

Calo dei consumi

Secondo la Cia (Confederazione Italiana Agricoltori), la nuova tassa “avrebbe conseguenze drammatiche, toccando la maggioranza delle voci del bilancio familiare, dall’abbigliamento al pieno di benzina, dal vino agli elettrodomestici per la casa, dal computer alle parcelle dei liberi professionisti”. Solo per il settore alimentare la Cia stima un calo dei consumi dell’1,5% entro fine anno.

Ancora più dura la presa di posizione di federconsumatori: “In una fase come quella che il Paese sta attraversando aumentare l’IVA è un’operazione demenziale, una vera e propria operazione suicida”- dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio lannutti. L’associazione fa notare in una nota che l’eventuale aumento andrebbe ripercuotersi sulle famiglie (con un aggravio di 207 euro annui) su imprese e professionisti (che dovranno fronteggiare un generale aumento dei costi) e perfino sullo Stato (“a causa dell’ulteriore spinta verso la contrazione dei consumi e l’aumento delle prestazioni in nero”).

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Lavori strani: dalla Nasa uno stipendio coi fiocchi per stare a letto

Al mondo di lavori strani ce ne sono tanti e, spesso, sono pagati anche abbastanza bene. Ma che a proporre uno di questi fosse addirittura la Nasa era difficile aspettarselo. Eppure l’obiettivo perseguito è serissimo: testare gli effetti sul corpo della microgravità. Come? Eseguendo una serie prolungata e ripetuta di test su volontari disposti a rimanere a letto, continuativamente, per 70 giorni. Noioso? Forse, ma a parte che i prescelti, hanno a disposizione tv, internet , videogame e ogni sorta di passatempo ludico, la paga offerta, è tutt’altro che da buttare via: più o meno 3700 euro al mese. Sì, avete capito bene. Pagati più del doppio di un normale impiegato, per non fare niente, o meglio, per rimanere a letto.

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Investire in Italia: nasce una nuova società statale

Si chiama "Destinazione Italia" ed è un nuovo piano che il governo guidato dal premier Enrico Letta sta predisponendo per poter attrarre gli investimenti esteri nel nostro Paese, cogliendo altresì l'occasione per compiere una contemporanea opera di rifinanziamento delle missioni all'estero.

In particolare, il piano Destinazione italia sarebbe un pacchetto di 50 distinti interventi finalizzati all'agevolazione delle attività imprenditoriali e all'attrazione degli investimenti in generale, e dall'estero in maniera più specifica.

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Annuncia la chiusura ai dipendenti e s’impicca: il dramma di un artigiano

Forse si era accorto che non poteva più andare avanti. Forse, perché, pare comunque che le commesse ci fossero, anche se in misura minore rispetto a prima. Ha annunciato la chiusura immediata dell’azienda ai suoi due dipendenti e si è impiccato. La crisi ha colpito anche la 3B di Piove di Sacco (PD), sfociando in tragedia. Quella del suicidio di un piccolo imprenditore, il titolare della suddetta azienda, ma probabilmente anche quella, tutta psicologica, che ha indotto l’uomo ad un gesto così estremo ed irreversibile. Chi lo ha conosciuto e ha avuto la forza di parlare, ha descritto M.B., 57 anni, come una persona a dir poco integerrima. Una vita dedicata al lavoro, contratti regolari con i due dipendenti, mai un ritardo nei pagamenti, di nessuno tipo e con nessuno. Quasi una rarità, verrebbe da dire.

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Simone Speggiorin e gli altri: cervelli in fuga che fanno fortuna all’estero

Il Dottor Simone Speggiorin , in Italia, parole sue, sarebbe stato un precario. Uno tra i tanti, s’intende. In Inghilterra invece, è diventato quasi una star, tanto da attirare l’attenzione della BBC (la Rai inglese).  Perché? Perché, semplicemente, è molto bravo nel suo lavoro, vale a dire il cardiochirurgo pediatrico. Qualche giorno fa  Speggiorin è stato intervistato da Il Messaggero, che con lui ha ripercorso la sua ancora breve carriera, data la giovane età e le motivazioni che l’hanno portato a scegliere l’estero e, conseguentemente, ad abbandonare l’Italia. Certo, mica tutti quelli che se ne vanno dal Bel Paese, hanno  la stessa fortuna e le sue capacità. Speggiorin infatti è, per così dire, la punta eccellente di un iceberg, che si muove dall’Italia verso mete straniere.

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Redditometro: arrivano le prime lettere del Fisco

L’Agenzia delle Entrate sta inviando in questi giorni le prime lettere, “risultato” dell’applicazione dei primi monitoraggi del redditometro. Secondo quanto sostengono le prime stime, sono circa 35 mila le lettere inviate ai contribuenti nazionali che hanno fatto “accendere” la spia del redditometro.

Stando alle indiscrezioni fornite a mezzo stampa, il Fisco si rivolge ai destinatari della lettera segnalando come siano stati rilevanti “dei dati apparentemente non compatibili con il reddito dichiarato”. Una premessa che spinge il contribuente verso la fase successiva: l’invito a presentarsi presso l'ufficio competente dell'Agenzia delle entrate per un confronto in cui avrà modo di spiegare le presunte incongruità.

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