Tasse: tre aziende su cinque s’indebitano per pagarle

 <span style="color:#000000;"><span style="font-size: 14px;"><strong><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-1244" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2010/01/paniazky.jpg" style="width: 160px; height: 120px; margin: 3px; float: left;" width="400" height="300" />Prestiti in banca per poter pagare le tasse</strong>. A chiederli, stando a un sondaggio condotto da Unimpresa, sono <strong>tre aziende su cinque</strong>. &ldquo;Pena&rdquo;, una visita dell&rsquo;Agenzia delle Entrate, che deve fare il suo lavoro. Perch&eacute; s&igrave;, le tasse vanno pagate, tutte e sempre, <strong>ma se la pressione fiscale &egrave; troppo alta</strong> si rischia di non riuscirci, soprattutto in periodo di crisi economica. E allora gli imprenditori che vogliono (giustamente)&nbsp; fare tutto secondo le regole, sono costretti a recarsi presso l&rsquo;istituto di credito di fiducia e chiedere un prestito, non per innovare, non per assumere nuovo personale, ma per poter essere in regola con il fisco. E&rsquo; quanto &egrave; emerso da un recente studio condotto da Unimpresa, effettuato su un campione di 130.000 imprese.</span></span>

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Alimentari: un negozio su quattro ha chiuso

Un negozio di alimentari su quattro, negli ultimi dieci anno ha chiuso i battenti. Colpa della crisi, ma anche dell’imperare dei centri commerciali. Questi ultimi, se da una parte concentrano tutto in un unico luogo evitando così l’obbligo di spostamenti continui per esigenze diverse, dall’altra “schiacciano” la piccola concorrenza. A sparire infatti è il classico negozio sotto casa. In dieci anni, il 24,3% ha chiuso (i dati si riferiscono alle città “province capoluogo di regione), senza possibilità di rivincita. A subire le conseguenze di una tale trasformazione del tessuto urbano, sono soprattutto gli anziani. La piccola bottega raggiungibile attraverso una breve e piacevole passeggiata diventa sempre più rara; per chi ha problemi di mobilità, magari dovuti all’età, le difficoltà si moltiplicano, in quanto anche un’attività semplice come fare la spesa diventa un processo lungo e articolato.

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I consumi calano, i prezzi aumentano. Perchè?

Un paradosso? Forse, ma la denuncia di Adusbef e Federconsumatori mostra a chiare lettere una situazione quantomeno originale. A causa della crisi e della disoccupazione imperante, i consumi nel biennio 2012-2013 hanno subìto un calo piuttosto significativo, attestatosi al -6,1%. Eppure, paradossalmente appunto, i prezzi, al posto di diminuire come dovrebbe essere seguendo le leggi di mercato, sono aumentati. A rimetterci, è stato (e continuerà ad essere, anche nel 2013) il potere d’acquisto, e quindi, i consumi. Sì, proprio quelli che continuano a calare. Accade così che siccome sempre meno persone si possono permettere un taxi, il numero di “corse” scende, ma le tariffe aumentano del 5%.

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Partite Iva, Cgia: aperte oltre 549.000. Per Cgil possibili abusi

La crisi non causa solo disoccupazione, ma modifica anche la struttura del mercato del lavoro. Secondo gli ultimi dati del Ministero delle finanze, rielaborati dalla Cgia di Mestre, nel 2012 sono state aperte oltre 549.000 partite Iva, il 38,5%  delle quali risulta ascrivibile a persone sotto i 35 anni di età (con un aumento dell’8.1% rispetto al 2011). E’ al sud che si è concentrata la percentuale maggiore di aperture di partite Iva “giovani”. Il 37,8% del totale (oltre 211.000). Stratificando per genere, un aumento ancora maggiore si è verificato tra le donne giovani, il cui numero è  salito del 10.1% rispetto al 2011.

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Berlusconi : “Pronto a restituire i 4 miliardi utilizzando la mia fortuna”

La convinzione di Silvio Berlusconi circa la possibilità di restituire l’Imu pagata nel 2012 sulla prima casa arriva a fargli dichiarare la volontà di rischiare in prima persona. Nell’ultima apparizione politica su Rai Due, prima del silenzio elettorale in vigore dalla mezzanotte di oggi, il leader del Pdl si è detto “Pronto a restituire i 4 miliardi” di tasca propria, “utilizzando la mia fortuna”, ha aggiunto. Citando la rivista Forbes, ha spiegato che il suo patrimonio ammonterebbe a circa  “4 miliardi e mezzo” . “Con mezzo miliardo vivrò benissimo”, ha spiegato (gli altri 4 sono giusto l’importo dell’Imu che il Cavaliere dice continuamente di voler restituire).Insomma, pare di capire che, secondo Berlusconi, la copertura per l'operazione c'è, ma anche nel caso non ci fosse, quei soldi tornerebbero comunque nelle case degli italiani, a costo di metterceli di persona. Una promessa decisamente ardita.

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Caos sul rimborso Imu: Berlusconi spedisce le lettere a casa

Pensionati in fila davanti alle sedi di sindacati e patronati, con la ferma intenzione di chiedere il rimborso dell’Imu. Silvio Berlusconi ha nuovamente tirato fuori un coniglio dal cappello, perlomeno a livello mediatico. Dopo aver dichiarato a tutti i giornali ed a tutte le tv la sua intenzione  non solo di abolire l’Imu sulla prima casa, ma anche quella di restituire l’importo versato dagli italiani (sempre con riferimento alla prima casa) nel 2012, Il Cavaliere ed il Pdl hanno spedito nelle case degli italiani migliaia di lettere. Sulla busta c’è scritto a caratteri cubitali “Rimborso IMU 2012”. Apriti cielo.

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Istat: fatturato crolla nel 2012, in un anno meno 9,2%

Il 2012 si sta rivelando un anno nero in tutti i sensi. Il fatturato industriale in un anno è letteralmente crollato, facendo segnare una diminuzione del 9,2% nel periodo dicembre 2011-2012 (il dato si riferisce al mercato interno). I dati sono quelli corretti per gli effetti di calendario (19 giorni lavorati nel dicembre 2011, contro i 20 del 2012). Ciò è indicativo anche del crollo dei consumi e di una sostanziale situazione di criticità dell’economia reale italiana. Il mercato delle esportazioni invece ha retto abbastanza bene, registrando nello stesso periodo una flessione molto leggera (-0,5%). A livello tendenziale il fatturato totale è infatti diminuito del 6,3%. Se invece si prendono come riferimento i due anni 2011 e 2012, il calo è stato del 4,3%.

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Cgil: in Italia 9 milioni di persone in difficoltà economiche

Un dato allarmante quello diffuso ieri da Cgil e Fondazione Di Vittorio. In Italia nel 2012 9 milioni di persone hanno sofferto difficoltà economiche e occupazionali. Sostanzialmente un sesto dell’intera popolazione italiana, compreso chi non è (o non è più)  in età lavorativa (bambini e pensionati). La colpa, secondo il sindacato, è certamente da attribuirsi al prolungarsi di una crisi economica mondiale gravissima, ma anche, alle politiche intraprese dal governo, “che hanno negato la ripresa ed aggravato la situazione con politiche di austerità che non hanno lasciato spazio allo sviluppo”. L’austerità insomma, nel 2012 (anno nerissimo) non ha aiutato, ma anzi, è la posizione del sindacato,  ha contribuito a rendere ancora più difficile la situazione.

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La Fornero difende la sua riforma: “Ci sono i primi risultati”

Il ministro del Welfare uscente Elsa Fornero ha tenuto a difendere la sua riforma del lavoro, quella, per capirci, che verrà adottata e implementata dalla lista Monti, nel caso dovesse vincere le elezioni. Secondo il Ministro “iniziano a vedersi i primi risultati”. In questo senso ha citato i contratti con “gli istituti di lingue” e quelli per i “promotori della vendita”. Secondo la Fornero è un percorso che va costruito “mattone su mattone” ed è molto orientato ai giovani: “Se si costruisce bene a partire dall’apprendistato, si vedranno i risultati”.

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Auto: giù le vendite, mai così male da 23 anni

Brutte notizie per il mercato dell’auto. Il dato registrato per l'Europa a gennaio 2013 e diffuso dall’Acea (l’associazione dei produttori europei),  indica un calo nelle vendite  dell’8,5% (918.280 unità) rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. E’ il peggior dato dal 1990 ad oggi, vale a dire degli ultimi 23 anni. Il 1990 è però anche l’anno d’inizio della serie storica di riferimento. Non è quindi possibile fare un paragone con gli anni precedenti al 1990, in quanto  non esistono dati confrontabili. I numeri si riferiscono ai paesi dell’Unione Europea, più quelli Efta (Norvegia, Islanda e Svizzera).

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Benzina torna a salire: quasi 2 euro al litro

Niente da fare, i prezzi dei carburanti sono tornati a salire. In molte regioni italiane si è arrivati a sfiorare i 2 euro al litro. Il record degli ultimi mesi. Le influenze sull’economia reale sono le solite, ormai note un po’ a tutti. A rimetterci in primis, è chi costretto dalle esigenze ad usare le auto e, unitamente, chi sulle 2-3-4 o più ruote ci fa quotidianamente un sacco di chilometri, per lavoro. Ma il peso degli aumenti, in molti casi, si fa sentire anche sugli stessi benzinai. Eni, leader del mercato, ha aumentato i “prezzi consigliati” di 1,5 centesimi di verde e gasolio. Ma nel weekend anche altri operatori hanno ritoccato i listini: Esso (+ 2 centesimi), TotalErg (+ 1 centesimo). A salire, di conseguenza sono state anche le “punte”, vale a dire i prezzi più alti. 1927 per  la verde, 1809 per il gasolio e 890 per il gpl.

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Riunioni di lavoro anche in bagno, ma servono davvero?

In teoria le riunioni di lavoro servono, eccome;  ad organizzare l’agenda lavorativa giornaliera, settimanale, o mensile, a risolvere problemi complessi mettendo a confronto gli esperti interni nei vari campi ai quali attengono quei problemi, a proporre nuove idee, utilissime allo sviluppo aziendale. E poi, il team building dove lo vogliamo mettere? Un vero e proprio …

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Pensionati, in 15 anni crollo del potere d’acquisto. Spi-Cgil: “E’ una patrimoniale”

Andare in pensione presto non è forse questo gran vantaggio. E’ quanto emerge dagli ultimi dati diffusi dal sindacato Spi-Cgil (il Sindacato pensionati degli aderenti alla Cgil) . Il potere d’acquisto dei pensionati sarebbe diminuito in media del 33% negli ultimi 15 anni. Un “crollo vertiginoso” rispetto all’economia reale. Ad aggravare la situazione, secondo il sindacato, ci si è messa anche la Riforma Fornero, che ha bloccato le rivalutazioni (già piuttosto basse) degli importi delle persone a circa sei milioni di destinatari togliendo a questi ultimi 1.135 euro nel periodo 2012-13.

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Quanti sono veramente i disoccupati over 40?

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La realtà italiana dipinta dai dati non sembra essere univoca. Abbiamo già scritto ieri sull’Atdal, l’associazione che si occupa delle problematiche legate al mondo del lavoro over 40; in un’intervista rilasciata pochi giorni fa al sito l’Altra età, il vice-presidente Armando Rinaldi ha provato a fare il punto della situazione. Secondo l’Istat i disoccupati tra i 35 e i 44 anni sono cresciuti di oltre il 30% tra il 2004 e il secondo trimestre del 2012, passando da 426,644 a 597,316. Rinaldi però, interpellato sulla questione, ha snocciolato cifre ben differenti: 1,5 milioni nella fascia “over 40-over 60”.

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Green Economy: arrivano disaster manager e avvocati ambientali

Green Economy come nuova frontiera dell’occupazione Le professioni più innovative? Disaster manager e avvocati ambientali. Secondo gli ultimi dati Eurispes, il 38,2% delle assunzioni programmate nel 2012 è venuto dal settore dell’economia verde. La Green Economy, secondo l’istituto di ricerca è caratterizzata da “un buon margine di espansione delle opportunità, a patto che i principali attori del tessuto produttivo, dagli industriali alle istituzioni, siano pronti ad investire nella formazione”. Come a dire, lo spazio per crescere c’è eccome, ma è necessario che istituzioni e imprese, congiuntamente, puntino sul settore.

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Reddito minimo garantito: raccolte 55mila firme per proposta di legge

Ci sono voluti sei mesi, ma alla fine l’obiettivo è stato raggiunto. Oltre 55 mila firme a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare volta a introdurre il reddito minimo garantito per “tutte e tutti”. Nel comunicato si legge che le firme sono state raccolte grazie all’adesione di oltre 170 tra “associazioni, reti sociali, movimenti, circoli territoriali, sedi sindacali; più di 40 le adesioni a firma singola di personalità della cultura, della politica, della società civile, di sindaci ed assessori di enti locali”. In effetti, la raccolta, non è stata per nulla semplice.

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300 euro al mese per le mamme lavoratrici al posto del congedo parentale

Il decreto del Ministro Fornero, pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale, stabilisce la possibilità per le mamme lavoratrici in periodo di congedo parentale di “rinunciare” a parte di esso, in favore di un contributo economico di 300 euro al mese (per un massimo di sei mesi). Il suddetto decreto, di natura sperimentale, rimarrà in vigore per il periodo 2013-2015. “La madre lavoratrice – si legge sulla Gazzetta Ufficiale del 13 febbraio – al  termine  del  periodo  di  congedo  di maternita'  e  negli  undici  mesi  successivi,  ha  la  facolta'  di richiedere,  in  luogo   del   congedo   parentale,   un   contributo utilizzabile alternativamente per il servizio di baby-sitting  o  per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per  l'infanzia o dei servizi privati accreditati”.

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Ammortizzatori sociali in deroga: arrivano 200 milioni di euro

Il Ministero del Lavoro ha “sbloccato” 200 milioni di euro, che saranno destinati al pagamento di due mensilità del 2012 per gli ammortizzatori sociali in deroga. Migliaia di lavoratori infatti, stanno ancora aspettando i pagamenti di dicembre, ma anche di novembre e ottobre 2012, spiega Il Sole 24 Ore. L’annuncio è stato fatto ai rappresentati della  Conferenza delle Regioni dal ministro del Welfare, Elsa Fornero. I 200 milioni di euro sono stati reperiti “spulciando” tra le risorse non ancora utilizzate del quadriennio 2009-2012. I conti però restano aperti.

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Video Live di Bianco Lavoro: si è parlato di occupati e disoccupati, social network ed agenzie per il lavoro

E' andata online la prima puntata Video Live di Bianco Lavoro.

La rubrica è stata pensata allo scopo di fornire informazione mirate i molteplici aspetti del mondo del lavoro, comprendendo ovviamente le mille difficoltà legate alla ricerca di un impiego in tempi di crisi.

 

L’iniziativa, voluta e realizzata dal direttore Marco Fattizzo, si propone come uno spazio interattivo di orientamento, ma non solo; e’ infatti appositamente pensata in diretta per dare la possibilità agli utenti di confrontarsi tra loro (oltre che con gli esperti del portale), attraverso la chat. Pensiamo quindi di fare cosa utile riassumendo gli argomenti toccati oggi, specificando che a tutte le tematiche descritte nei paragrafi successivi ed a molte altre che, se vorrete, sarete voi stessi ad indicarci, verranno dedicate di volta in volta puntate ad hoc.

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De Longhi cerca stagisti per Direzione Risorse Umane, Finanza e altre figure professionali

De Longhi, uno dei big della tecnologia di consumo in Italia, sta cercando nuovi stagisti da introdurre nella propria sede di Treviso.

Sviluppo Risorse Umane

Per quanto attiene lo stage nello sviluppo delle risorse umane, De Longhi è alla ricerca di una risorsa da inserire all’interno della Direzione Risorse Umane, con il compito di supportare la Responsabile Formazione e Sviluppo nella gestione delle iniziative di formazione, dei percorsi di sviluppo e valutazione, nelle attività legate alla comunicazione interna, employer branding.

Il candidato ideale, afferma De Longhi nella sua maschera di recruitment online, è un/una laureato/a in materie economiche o umanistiche, è in possesso di buone capacità relazionali e di comunicazione, capacità di lavorare in team, buona conoscenza della lingua inglese, e ha un forte interesse a maturare un’esperienza in ambito Risorse Umane.

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