Tutti (o quasi) i lavori del 2030

Quali saranno le professioni del futuro? Quali i lavori più in voga nel 2030? Beh, direte voi devono ancora essere inventati. Vero, ma qualcuno ha provato ad ipotizzarl. Sulla base di una  previsione di un autorevole studio di ricerca realizzato dalla CST Foundation, è stato possibile stilare una classifica degli ipotetici lavori del futuro, Questi ultimi,  quanto pare saranno inventati che entro il 2030.  Stiamo parlando del Canadian Scolarship Trust plan che, nella prospettiva di un’evoluzione del mondo verso un’era tecnologica, digitale e robotizzata, ha individuato i possibili sbocchi professionali per le prossima generazioni.

profili-più-richiesti
image by Milles Studio

Leggi tutto

Occupazione, manifatturiero: bene l’Italia. Ripresa Eurozona

Ragazza che lavora in fabbricaSecondo un’indagine effettuata da Markit Economics, il settore del manifatturiero sarebbe in ripresa un po’ in tutta Europa, anche per quanto riguarda il delicato settore dell’occupazione. L’Italia non è andata per niente male, facendo segnare un Pmi del valore di 54 (contro il 52,7 di marzo) che colloca il Bel Paese in un’ottima terza posizione di un’ipotetica classifica,  dietro ad Irlanda (56.1) e Germania (54.1). Il Purchasing Mangers Index è tra gli indici più autorevoli dell’andamento del comparto manifatturiero europeo e prende in considerazione diverse variabili;  tra queste, occupazione, scorte, prezzi. La notizia migliore per l’Italia è che il valore Pmi registrato è quello migliore da 36 mesi a questa parte, vale a dire da aprile 2011.

Leggi tutto

Dalla Green economy posti di lavoro per ingegneri e manager

uomo che cammina nel pratoIl mondo della green economy pare riesca continuamente ad espandersi nonostante la crisi, offrendo così nuovi posti di lavoro per ingegneri e manager, pronti a ad una carriera nei settori collegati all’eolico, al fotovoltaico, alle biomasse, alle energie rinnovabili in genere ed al teleriscaldamento, passando per la bio edilizia. Ad affermarlo è una ricerca di Michael Page, società di recruitment specializzato, riportata da Repubblica. Tante le nuove figure pronte ad invadere il mercato del lavoro, tante le professionalità richieste.

Leggi tutto

Deluso dal lavoro dei sogni? Ecco come ripartire

cartello lavoro dei sogniAnni e anni di formazione, studi, gavetta, tutto per agguantare il lavoro giusto, quello dei tuoi sogni. Poi, quando finalmente arrivi a raggiungere l’agognato obiettivo, scopri che quel lavoro che tanto hai desiderato non è quel che ti aspettavi ed anzi, ti ha proprio deluso, non lo vuoi più fare. Bene, e ora? Ripartire da zero? Anche no. O meglio, ripartire sì, ma dal punto più utile dell’intero percorso fatto, un punto da usare come trampolino di lancio per una nuova vita lavorativa. Il Wall Street  Journal racconta la storia di Caroline Kelso Winegeart, un’importante parte di vita spesa per formarsi nel miglior modo possibile, con il preciso scopo di lavorare in un’agenzia pubblicitaria, o comunque nel campo della pubblicità. Va tutto come deve andare e l’approdo ad un’agenzia pubblicitaria di livello nazionale è quanto di meglio potesse capitare alla Winegeart, o almeno così credeva.

Leggi tutto

Lavorare all’estero: la voglia di ricominciare passa dalle agenzie di collocamento

Aereo in decollo al tramontoSe qui il lavoro manca, allora è meglio trasferirsi e ricominciare all’estero. Pratica complessa ma che diventa un po’ più semplice grazie alle agenzie di collocamento apposite. Si parla da ormai molto tempo di fuga di cervelli, espressione con la quale viene identificato il fenomeno dei nostri giovani laureati che per costruirsi un futuro solido non esitano ad espatriare, per sempre o per qualche tempo. La durata spesso poco importa quando si parte. Ma per lavori per i quali una laurea od un master non sono necessari, l’emigrazione, se così vogliamo chiamarla, è sempre stata molto minore.

Leggi tutto

Over 50 disoccupati: il Ministro Poletti pensa ad un contratto ad hoc

Il ministro del lavoro Giuliano PolettiSarebbero circa mezzo milione i disoccupati over 50, considerati “troppo vecchi” per lavorare, ma che allo stesso tempo sono anche troppo giovani per andare in pensione. Al ministro del Lavoro Giuliano Poletti starebbe balenando l’idea di progettare un contratto ad hoc per il loro reinserimento nel mercato del lavoro, in quanto il fenomeno inizierebbe ad assumere i contorni di una “emergenza sociale”. C’è una buona dose di buon senso in ciò che ha affermato Poletti. Ritrovarsi senza un lavoro a 50 anni è già drammatico di per sé, figuriamoci in un Paese in cui la disoccupazione è viaggia al 13% ed è quindi  difficoltoso ricollocarsi. Il progetto è quello, come accennato, di costruire un contratto d’inserimento specifico per over 50 troppo lontani dalla pensione e, parallelamente, uno “scivolo”, per chi risulta essere più vicino alla fine dell’attività lavorativa.

Leggi tutto

Innovatori d’impresa: il contest che premia le startup under 40

L’impresa giovanile è una risorsa fondamentale per la crescita economica del Paese, in grado di stimolare ed incentivare meccanismi virtuosi di innovazione, competitività e progettualità sull’intero territorio nazionale. Perché, come disse Albert Einstein, “La creatività è contagiosa. Trasmettila!”. È questo l’obiettivo di “Innovatori d’impresa”, il contest promosso da Unioncamere e dedicato a giovani imprese e start-up guidate da under 40 che si sono distinte in termini di innovazione di prodotto o di servizio, che hanno migliorato la vita dei propri collaboratori o che hanno apportato vantaggi significativi sul territorio e sul mercato, tali da propagarsi attraverso la filiera o la rete d’impresa.

Leggi tutto

Partite Iva: i quattro pilastri dell’Another Act

Lavoratori autonomi e non garantiti, collaboratori e titolari di Partite Iva lanciano l’Another Act: un esercito di quasi 3,4 milioni di persone che, vistesi non tutelate dal recente Jobs Act, rivendicano pari diritti attraverso la proposta di un provvedimento parallelo, l’Another Act, portavoce del quale è l’Associazione Alta Partecipazione. Un patto tra il sistema produttivo e la collettività affinché, come affermano i promotori, “a maggiori benefici per le imprese corrisponda una maggiore responsabilità nei confronti della comunità che li mette a disposizione”.L’iniziativa prevede quattro strumenti-chiave per tutelare i milioni di lavoratori, per la maggior parte giovani, che allo stato attuale risultano sottopagati, sfruttati e senza tutele. Presentato anche un piano dei costi e delle possibili coperture finanziare per l’effettiva realizzazione delle proposte.

Leggi tutto

Poletti: “Abbiamo bisogno di gente che ci prova”

poletti-ministro-lavoro-cristina-tajani-fa-la-cosa-giustaIeri il ministro del Lavoro Giuliano Poletti è intervenuto all’evento milanese Fa la cosa giusta,  intervistato pubblicamente da Miriam Giovanzana. Il ministro, è apparso piuttosto chiaro, punta molto sul capitale umano: “ci vuole la volontà – ha spiegato Poletti usando toni un po’ meno istituzionali del solito – abbiamo bisogno di gente che ci prova. Ogni tanto c’è qualcuno che sta dietro l’albero ma – ha aggiunto – non pioverà dal cielo un’altra Fiat”. Servono “quelle che io chiamo le mani della domenica”, utili a valorizzare “tutte le piccole cose che ci dà il nostro ambiente” Insomma, tutti devono fare la loro parte. Il Ministro di certo, ma anche le istituzioni locali, le imprese, i lavoratori.

Leggi tutto

Risparmio e lotta agli sprechi: Fa’ la cosa giusta!

Risparmio, green economy, innovazione sostenibile; ma anche cosmesi naturale, lotta agli sprechi attraverso il riciclo creativo degli scarti. Sono questi i leitmotiv della kermesse milanese Fa’ la cosa giusta! in programma a Milano da oggi 28 marzo a domenica 30. L’evento, che lo scorso anno ha raccolto oltre 72.000 visitatori, si propone come Fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili espone un calendario ricco di appuntamenti, incentrati sulla diffusione di una cultura del risparmio e della lotta agli sprechi, nonché dei mille e più modi in cui cittadini, associazioni ed istituzioni locali combattono la crisi sostenendo i più bisognosi anche attraverso la sperimentazione di nuove e più profonde forme di welfare.

Leggi tutto

Donne sempre più imprenditrici, ma ancora due milioni di neet tra le under 35

 <span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-4733" alt="Donne al lavoro in ufficio" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2014/03/donne-e-lavoro.jpg" style="width: 160px; height: 111px; margin: 3px; float: left;" width="720" height="500" />Lo ha rilevato una recente indagine condotta dall’Osservatorio di Unioncamere:<strong> </strong><strong><a href="https://www.biancolavoro.it/news/2132-imprese-rosa-quasi-5000-aziende-in-piu-in-un-anno" target="_blank" rel="noopener noreferrer">l’imprenditoria femminile</a> in Italia ha registrato negli ultimi anni un incremento lieve ma costante</strong>, soprattutto in alcuni settori. Un dato indiscutibilmente positivo,&nbsp; ancor di più se messo in relazione con la situazione di lunga crisi. Attualmente <strong>un’impresa su quattro è rosa</strong>, sono ancora troppe le donne senza lavoro che si dicono scoraggiate e demotivate. Alla fine del 2013 le aziende con una <strong>donna al comando erano all’incirca 1,5 milioni</strong>, una percentuale pari a quasi il 24% dell’intero panorama produttivo italiano. Il dato ancor più incoraggiante è che rispetto all’anno precedente se ne sono registrate 3.415 in più. Esaminando la statistica a più ampio raggio si nota <strong>tra il 2011 e il 2013 un aumento percentuale </strong>dello 0,75% a fronte di un incremento generale dello 0,56%. Cifre di sicuro inferiori a quelle registrate nel periodo antecedente “la crisi” ma che comunque dimostrano la tenacia e la costanza di chi cerca ogni giorno nuove risorse e nuove idee per conquistare il proprio spazio lavorativo.</span></span></span>

Leggi tutto

Il lavoro giusto: ne cambia 33 in un anno per trovarlo

Il lavoro giusto? Basta cercarlo. Deve aver pensato proprio questo Gail Nash, avvocatessa australiana che è riuscita a cambiare 33 impieghi in un solo anno, volontariamente. Contenta del suo lavoro sì, ma non fino in fondo. Per ovviare a questo vuoto, ha pensato bene di mettersi alla ricerca di quello ideale di lavoro, quello che l’avrebbe fatta sentire realizzata fino in fondo. La sua professione di partenza, per giunta esercitata nel campo delle tematiche ambientali, non era certo tra le meno desiderabili, anzi: una buona posizione, etica inappuntabile e indiscutibile utilità sociale. Ma per Gail Nash non era abbastanza.

Leggi tutto

Parcheggio su strisce blu oltre l’orario, multa o no?

Bel dilemma: parcheggi la macchina sulle strisce blu, metti regolarmente il bigliettino di pagamento, ma torni in ritardo, oltre l’orario per cui hai pagato. C’è la multa? Un bel “sì” in coro sarebbe stata la risposta certa fino a qualche giorno fa. Poi, la nota del Ministero dei Trasporti ha aperto la questione. Testualmente è scritto che il parere del Ministero, espresso a più riprese, è che “nel caso di sosta illimitata tariffata, il pagamento in misura insufficiente non costituisca violazione di una norma di comportamento, ma configuri unicamente una ‘inadempienza contrattuale’. Pertanto, nei casi di pagamenti in misura insufficiente, l’inadempienza implica il saldo della tariffa non corrisposta” Insomma, i vigili non devono comminare la multa, ma nemmeno, ovviamente, è possibile sostare negli spazi delimitati dalle strisce blu in maniera gratuita. Quindi, il Comune di turno ha il diritto di chiedere la differenza.

Leggi tutto

Spending Review: luci spente in città per risparmiare?

Si spende troppo in illuminazione pubblica e allora spegniamo le luci, o almeno usiamo meglio quelle che rimangono accese. E’ una delle idee proposte dal commissario alla Spending Review, Carlo Cottarelli. Il compito a lui affidato è tra i più complessi. Risparmiare, e tanto (Renzi vorrebbe ricavare 7 miliardi di euro da destinare al taglio delle tasse), senza toccare alcuni punti cardine. Ma, a onor di croanca, l’operazione “Cieli Bui” non è nuova, risale infatti ai tempi del Governo Monti che provò senza successo farle vedere la luce per la prima volta. Cottarelli ora punterebbe a risparmiare almeno 300 milioni di euro attraverso una minore (ma anche migliore) illuminazione dello spazio pubblico. Insomma, il problema non è tanto illuminare di meno, quanto non sprecare energia e (quindi) soldi nel farlo.

Leggi tutto

Business Angels, ovvero come farsi finanziare un progetto

 <span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-4913" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2014/03/Business-angels.jpg" style="width: 160px; height: 106px; margin: 3px; float: left;" width="615" height="409" />Un’opportunità da prendere in considerazione per farsi finanziare un progetto imprenditoriale originale e innovativo. E’ quella che viene dai <strong>Business Angels</strong>, che aiutano i <strong>giovani imprenditori</strong> ad avviare <strong><a href="https://www.biancolavoro.it/news/2314-agevolazioni-fiscali-99mila-euro-alle-startup-innovative" target="_blank" rel="noopener noreferrer">l</a><a href="https://www.biancolavoro.it/news/2314-agevolazioni-fiscali-99mila-euro-alle-startup-innovative" target="_blank" rel="noopener noreferrer">e loro start up</a></strong>. <strong>Investitori “informali</strong>”, self-made man, in media di 50 anni e imprenditori (talvolta in pensione) con <strong>cospicui patrimoni personali</strong> (tra i 500 mila e i 2 milioni di euro) che decidono di mettere a frutto la propria disponibilità finanziaria per la realizzazione di idee nuove ma soprattutto potenzialmente molto redditizie.</span></span></span>

Leggi tutto

Ocse, reddito famiglie italiane giù di 2400 euro. Riforme in “direzione giusta”

 <span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><span style="font-size: 14px;"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-4906" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2014/03/Calcolatrice.jpg" style="width: 160px; height: 155px; margin: 3px; float: left;" width="720" height="696" />E’ un quadro piuttosto pesante quello dipinto dall’Ocse nel suo rapporto annuale e che riguarda il <strong>reddito delle famiglie italiane</strong>. Queste ultime hanno infatti <strong>perso 2.400 euro di reddito dal 2007 al 2012</strong>. Di buono c’è che gli ultimi passi annunciati dal <strong><a href="https://www.biancolavoro.it/news/2598-renzi-e-lavoro-ammortizzatori-sociali-contratti-a-progetto-ed-altre-novita" target="_blank" rel="noopener noreferrer">governo Renzi</a></strong> in tema di welfare (ed in particolare della sua estensione, attraverso ad esempio l'introduzione del <a href="https://www.biancolavoro.it/news/2156-reddito-minimo-a-che-punto-siamo" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>reddito minimo</strong></a>) andrebbero nella direzione giusta, incontrando quindi il favore dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. </span></span></span>

 <span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><span style="font-size: 14px;">Va detto che <strong>la perdita di reddito</strong> delle famiglie italiane, dovuta in gran parte al “deterioramento” del mercato del lavoro è stata sostanzialmente <strong>più che doppia</strong> rispetto alla media europea, che si attesta sui 1.100 euro. E' il sintomo di un impoverimento della società, un fenomeno sul quale dovrebbero agire però, a contrasto, <strong><a href="https://www.biancolavoro.it/news/2534-lavoro-le-riforme-del-nuovo-ministro-giuliano-poletti" target="_blank" rel="noopener noreferrer">la riforma del mercato del lavoro</a></strong>, il cosiddetto <strong><a href="https://www.biancolavoro.it/leggi-e-norme/2621-jobs-act-tutti-i-chiarimenti-sui-contratti-a-termine" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Jobs Act </a></strong>(partito con il decreto che ha modificato le <strong><a href="https://www.biancolavoro.it/news/2614-contratti-a-termine-cambiano-forse-le-regole-fino-a-8-rinnovi-in-36-mesi" target="_blank" rel="noopener noreferrer">norme sui contratti a termine</a></strong>) e, come accennato, l’estensione del sistema di previdenza sociale.</span></span></span>

Leggi tutto

I gruppi di auto mutuo aiuto per disoccupati. Un modo per ricominciare

Un sostegno psicologico e un aiuto concreto per quanti sono rimasti senza lavoro. Parliamo degli A.M.A, gruppi di auto mutuo aiuto per disoccupati. Quando si perde il lavoro non è solo l’entrata economica che se ne va. Si perde l’autostima, la gratificazione, l’io sociale, l’immagine e il ruolo nei confronti di moglie, figli, amici e parenti. E la conseguenza per molti è la depressione. Ma ripartire, ricominciare, si può, e si deve. Il progetto di auto mutuo aiuto per disoccupati nasce dall’esigenza di offrire sostegno psicologico e reciproca assistenza a persone accomunate dallo stesso problema. In particolare per quanto concerne i disoccupati, le emozioni in gioco alla perdita del lavoro sono diverse: si va dalla vergogna di farsi vedere “in giro” o peggio “a spasso” alla rabbia che diventa esplosiva in alcuni casi, frustrante e negativa in altri.

Leggi tutto

Contratti a termine, cambiano (forse) le regole: fino a 8 rinnovi in 36 mesi

I “nuovi” contratti a termine, se la riforma dovesse andare in porto, potranno essere prorogati fino a 8 volte, in un termine temporale massimo di 36 mesi, senza che il datore di lavoro abbia l’obbligo di specificare la causa della proroga. Attualmente, solo il primo può essere prorogato, dopodiché o cessa il rapporto di lavoro (almeno per un determinato periodo) o si passa al tempo indeterminato. A fornire le precisazioni è stato il Ministero del Lavoro, intervenendo su quanto anticipato dal premier Matteo Renzi in materia di riforma del lavoro. C’è una condizione: tali contratti è obbligatorio “si riferiscano alla stessa attività lavorativa per la quale il contratto è stato inizialmente stipulato”. Ovvero non è possibile prorogare un contratto di un operaio “trasformandolo” in un impiegato, per fare un esempio più teorico che pratico.

Leggi tutto

Donne e tecnologia: un binomio vincente sul lavoro

 <span style="font-size:14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-4856" alt="donna legge su ipad" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2014/03/donna-tecnologia.jpg" style="width: 160px; height: 90px; margin: 3px; float: left;" width="615" height="345" />Soluzioni innovative e risorse all’avanguardia per svolgere al meglio la propria attività professionale, conciliando famiglia e lavoro. <strong>Oggi si può;</strong> <strong>con la tecnologia</strong>, <strong>un grande aiuto <a href="https://www.biancolavoro.it/blog/2597-lavoro-per-crescere-l-italia-ha-bisogno-di-donne" target="_blank" rel="noopener noreferrer">per le donne</a></strong>, che ne diventano fruitrici continue, sfruttatrici addirittura, <strong>padroneggiandola come e meglio di un uomo</strong>. Computer, connessione <strong>internet, tablet e smartphone </strong>(e una discreta conoscenza della lingua inglese): strumenti di lavoro quotidiano per migliaia di donne che hanno optato per forme di lavoro flessibili, se non proprio freelance. Un uso consapevole e mirato di queste risorse può rivelarsi non solo produttivo ma di grande aiuto anche per gestire meglio (e con un notevole risparmio sui costi) la propria professione.</span></span></span>

Leggi tutto

L’evasore tipo: ecco come è fatto

Da un fitto incrocio di dati Bankitalia ha ipotizzato il profilo dell’evasore tipo. Uomo, sotto i 44 anni,  del centro Italia, lavoratore autonomo/imprenditore  o “rentier”,  ovvero una persona in grado di vivere di rendita. I dati incrociati derivano direttamente dalla Banca d’Italia, che li ha presentati in Senato, dopo averli incrociati con quelli della Sogei, ovvero la società deputata  alla gestione del sistema informativo dell’Anagrafe tributaria, incaricata dal Ministero dell’Economia. Più in generale, la propensione ad evadere è differente a seconda della tassa evasa. Per l’Irpef,  tale propensione si aggira attorno al 13,5%. In media vengono nascosti al fisco 2093 euro, ovvero la differenza tra il reddito netto procapite calcolato dalla Banca d’Italia, 15.440 euro e indicato da Sogei ,13.356 euro.

Leggi tutto