<span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-4089" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2013/12/Dj-Cloned-in-Vatican.jpg" style="width: 160px; height: 107px; margin: 3px; float: left;" width="700" height="469" />Il dj può essere considerato un artista? Prima d’intervistarlo glielo abbiamo chiesto e Dj Cloned in Vatican ci ha convinto rispondendoci così: “Manipolando i suoni devi riuscire a creare qualcosa in grado di <strong>stupire la gente,</strong> l’artista è quello. L'arte sta nel non spezzare mai il ritmo, <strong>nel far rimanere emozionato il pubblico</strong>, interagire con esso. Se dalla pista escono in 10, ne devono rientrare 50. La musica e' una <strong>forma di comunicazione</strong>, spesso nei live set e nei dj set <strong>si capisce se sei triste o felice e questo influisce anche sul pubblico che hai davanti: questa è una responsabilità pesante perché non devi far crollare la pista con i tuoi umori</strong>. Alla fine è come dipingere un quadro, disco dopo disco tu dipingi davanti agli altri il tuo punto di vista, poi il pubblico decide se hai fatto o meno un bel quadro”. Per il nostro </span><span style="color:#008080;"><strong>speciale sugli artisti</strong></span><span style="color:#008080;"> </span><span style="color: rgb(0, 0, 0);">, questa settimana abbiamo intervistato <strong>Gregorio Assandri</strong>, poco più che trentenne ma con una già lunga carriera alle spalle. Quali e sono le possibilità per un dj, per giunta concentrato su produzioni indipendenti ed in un settore musicale di nicchia di emergere in Italia? E soprattutto, <strong>quante sono queste possibilità, rispetto ad un Paese estero?</strong> Ecco cosa ci ha detto <strong>dj Cloned in Vatican</strong>.</span></span></span>
Giornalista, ho iniziato ad occuparmi di lavoro dopo averlo cercato per anni.
Mettere in luce i lati nascosti dell’intero sistema, soprattutto quelli positivi (sì, ce ne sono e anche tanti), la considero una vera e propria missione.
Alla protesta dei cosiddetti Forconi, si sono uniti sin da subito gli autotrasportatori. Per capire il perché, viene da dire, basta prendere in mano i dati snocciolati dalla “solita” Cgia di Mestre, che mese dopo mese fotografa con puntualità l’andamento dei vari settori produttivi. In quello del trasporto, di settore, hanno chiuso 16.000 imprese in poco più di 4 anni, vale a dire dal primo trimestre del 2009 al terzo del 2013. Sul territorio sarebbero attive ancora 93.000 imprese, in grande maggioranza di natura artigiana. Con una media di poco più di 4 addetti per ogni impresa, la Cgia stima un’occupazione di settore che varia tra i 350.000 e i 400.000 posti di lavoro.
In Grecia, dove la disoccupazione è al 27% (da noi, pur troppo alta, è comunque “limitata”, se così si può dire, al 12%), un numero sempre maggiore di disoccupati starebbe scegliendo la via più tragica per accedere ad una qualche forma di sussidio statale. Infettarsi, volontariamente, con il virus dell’Hiv. Una scelta difficilmente non definibile come “sconsiderata”. Il sussidio in questione corrisponde a 700 euro, ma di mezzo ci sarebbe anche l’accesso ai farmaci ed ai programmi anti-droga. Insomma, tutto pur di poter resistere nell’immediato. In realtà però, la situazione, pur gravissima, dato l’aumento di oltre il 50% dei casi di nuove infezioni dal 2010 al 2011, probabilmente non è così estrema.
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Il Tribunale di Palermo – Sezione Lavoro – ha rimesso alla Corte Costituzionale l’esame della questione di legittimità costituzionale delle norme del Governo Monti in relazione al blocco della perequazione automatica delle pensioni superiori a tre volte il trattamento minimo Inps per il biennio 2012/2013. La causa che sta terminando sulle scrivanie della Suprema Corte è stata avviata da un ricorrente che ha chiesto “l’illegittimità del blocco della perequazione automatica delle pensioni superiori a tre volte il trattamento minimo Inps per il biennio 2012/2013” e, in aggiunta, la condanna dell’ente previdenziale convenuto (Inps) “a riliquidare in proprio favore il trattamento pensionistico perequato ex I.n. 448/1998, art. 34, comma l ed a corrispondergli i relativi ratei maturati e non percepiti e/o percipiendi nel biennio 2012/2013 maggiorati di interessi e rivalutazione monetaria come per legge sino all’effettivo soddisfo”.
Succiso è un piccolo borgo sull’Appennino Tosco-Emiliano. 70 abitanti, 7 dipendenti-residenti, vale a dire il 10% dell’intera popolazione del paese. “Probabilmente è un record mondiale” ha sottolineato il vice-presidente della Cooperativa
Per combattere la disoccupazione giovanile può essere utile indirizzare chi è senza lavoro verso i mestieri più richiesti del momento. In Italia ci sono più di tre milioni di disoccupati, fra cui oltre 600 mila hanno meno di 24 anni e altri 900.000 hanno un’età compresa tra i 25 ed i 34 anni. Eppure, ci sono 150 mila posti vacanti, ovvero le offerte di impiego che non vengono soddisfatte per la mancanza di candidati adeguati. Fra questi 150 mila posti vacanti si nascondono i mestieri più richiesti del momento, mestieri che non garantiscono faranno certo scomparire la disoccupazione, ma che una mano ad abbassarne il tasso, attualmente ai massimi livelli di sempre, potrebbero darla.
Dall’utilizzo della pasta “fimo” alla produzione di magliette, dal ricamo agli oggetti d’arredamento per la casa. La creatività dei
No ai giochi d’azzardo, no alle vacanze, gli italiani rinunciano perfino alla montagna, ma consumano più medicine. Con la crisi che ancora abbraccia le famiglie italiane e ridefinisce i consumi di quest’ultime, la ricerca realizzata da Ipsos per l’Acri, Gli italiani e il risparmio, presentata a Roma in occasione della Giornata del risparmio, pone in evidenza come gli acquisti degli italiani che più provano a risparmiare siano nettamente cambiati. L’amore dei residenti del Bel Paese per gli investimenti nel mattone, ad esempio, ha subìto una brusca frenata, il settore è infatti in netto calo. Se nel 2006 la quota di quanti vedevano nel mattone l’investimento ideale era il 70% e nel 2010 il 54%, nel 2011 tale quota è scesa al 43%, nel 2012 al 35% e attualmente si aggirerebbe sul 29%; ma sono calate anche le spese per giochi d’azzardo e lotterie. Sono invece aumentati gli acquisti di medicinali.
Nell’ambito del Piano Esecutivo Triennale 2011/2013 denominato Azioni di contrasto ai fenomeni di disoccupazione, la
In Toscana, una misura che sarà operativa dal prossimo 7 novembre 2013, permetterà operazioni di microcredito verso i lavoratori e le lavoratrici in difficoltà, residenti in Regione. Questo grazie ad un accordo stipulato tra la Giunta e undici banche. L’articolo 7 della legge regionale 45/2013 stanzia “per il triennio 2013 – 2015 risorse per euro 5.000.000,00 annui, finalizzati alla concessione di contributi a totale copertura degli interessi ed alla prestazione di garanzie su finanziamenti erogati a favore di lavoratori e lavoratrici in difficoltà economica temporanea”. Gli interessi, stabiliti dall’Accordo nella misura del 4% nominale annuo, s’intendono “a carico delle risorse stanziate dall’articolo 7”. Tecnicamente si tratta del “contributo in conto interessi” che però in questo caso, è scritto nel testo di Legge, “è pari al 100%“, quindi all’intero importo relativo agli interessi.
Ai disoccupati, giovani o meno che siano, può servire un’idea imprenditoriale. Facile a dirsi, ma non molto a farsi. Eppure, prendendo spunto da chi ce l’ha fatta, da tutte quelle persone che hanno trovato un lavoro grazie al franchising o al kebab, si potrebbe anche solo cercare di modificarne l’idea di base e poi, rielaborando con la propria creatività, trovare qualcosa che soddisfi le aspettative occupazionali desiderate. Cosa c’entrano, però, il franchising e l’arcinoto panino di origine turca? Che cosa li accomuna? Il parallelo sarà anche un po’ azzardato, ma sia da una parte che dall’altra un buon numero di disoccupati europei è riuscito a trovare un impiego in grado di garantirgli uno stipendio.
E’ un vero e proprio appello quello lanciato da Galdino Peruzzo, titolare della Polo Spa di Teolo, in provincia di Padova. Secondo quanto riferito alla versione online del Mattino di Padova, l’azienda starebbe decisamente faticando a trovare giovani da assumere e da formare in vari ruoli, senza però trovarli.
A che punto siamo con l’introduzione di un
Un doppio attacco pressochè parallelo delle associazioni in difesa di lavoratori e consumatori contro due imposizioni fiscali che metteranno ancora più a dura prova la