Retribuzioni: crescono (di poco) solo quelle dei lavoratori privati

retribuzioni

Quanto guadagnano gli italiani? Sostanzialmente sempre lo stesso, stando all’ultima rilevazione dell’Istat, relativa allo scorso mese di luglio. I dati hanno, infatti, documentato un incremento della retribuzione oraria pari allo 0,1% rispetto al precedente mese di giugno e all’1,2% su base annua.

retribuzioni
image by iQoncept

Con variazioni che – è doveroso sottolinearlo – hanno coinvolto solo i lavoratori del settore privato il cui indice di retribuzione contrattuale è salito, in un anno, dell’1,7%. Mentre i dipendenti pubblici (a causa del “blocco” che si protrae da anni) hanno continuato a intascare sempre la stessa cifra. Nel dettaglio: le cose sono andate un po’ meglio ai lavoratori privati impiegati in agricoltura (le cui retribuzioni sono cresciute del 4% rispetto a luglio dell’anno scorso) e a quelli che si muovono nel settore dell’energia, dell’estrazione e lavorazione dei minerali e a chi lavora la plastica e la gomma (+3%). Nessun aumento, invece, per chi si occupa di credito e assicurazioni, per chi lavora nel comparto dell’alimentare e del tabacco e (come già detto) per tutti i dipendenti della Pubblica amministrazione. 

Leggi tutto

Il lavoro si trova in Rete

lavoro

E chi lo ha detto che per trovare lavoro, occorre necessariamente mettersi in coda dietro la porta del selezionatore del personale di turno? La Fondazione studi dei Consulenti del Lavoro ha recentemente dimostrato che a giocare un ruolo sempre più importante, nell’offerta di un impiego, è la Rete. Che può offrire interessanti opportunità sopratutto ai più giovani.

lavoro
image by Rawpixel

Stando all’indagine, infatti, nel 2014, il 10% di under 30 in più avrebbe trovato lavoro grazie a Internet. E con il semplice inserimento del proprio curriculum vitae aggiornato (magari accompagnato da un’efficace lettera di presentazione) sarebbe riuscito a centrare l’obiettivo più faticoso: quello di “sfilarsi” dalla schiera degli inoccupati. Ma non si creda che Internet rappresenti la “panacea” per ogni male. La selezione può risultare spietata anche in Rete dove – come hanno puntualizzato i consulenti del lavoro – ad avere maggiori chance sono i laureati, il cui tasso di disoccupazione, pari al 7,8%, risulta quasi del 9% in meno rispetto a quello dei diplomati.

Leggi tutto

Spesa: al Nord costa 831 euro in più

spese

A documentare la distanza tra il Nord e il Sud del Paese è anche la differenza tra il costo dei prodotti acquistati al di sopra o al di sotto della Capitale. Stando ai dati raccolti dall‘Istat in una recente pubblicazione, la spesa media mensile di una famiglia italiana, che nel 2014 si è attestata intorno ai 2.489 euro, risulta più onerosa al Nord.

spese
image by Leigh Prather

Se il signor Brambilla deve, infatti, spendere 2.790 euro al mese per soddisfare i bisogni della sua famiglia, il signor Esposito riesce, invece, a cavarsela con 1.959 euro. Con uno scarto del 42,4% che, a conti fatti, si traduce in un “risparmio” (per la famiglia meridionale) di 831 euro al mese.

Leggi tutto

Consumi: si spende di più per la casa, meno per alimentari e vestiti

consumi

Crescono le spese obbligate delle famiglie, mentre scendono quelle destinate ai beni commercializzabili. Dal 1995 a oggi, gli italiani hanno dovuto cambiare passo, adattandosi ai “marosi” della crisi che ha modificato (anche) le loro abitudini di acquisto. Come certificato dall’Ufficio Studi di Confcommercio che ha scattato una fotografia dettagliata sui consumi dei nostri connazionali.

consumi
image by Oleksiy Mark

L’analisi ha rilevato che, nel corso degli ultimi 20 anni, i consumi obbligati (che riguardano, per intenderci, gli affitti e le spese legate alla manutenzione e alla riparazione della casa, oltre all’acqua, all’energia elettrica, alla sanità, alle assicurazioni e ai servizi finanziari, solo per citarne alcuni) sono passati dal 36,6% del 1995 al 41,9% del 2015. Di contro, i consumi dei beni commercializzabili (che coinvolgono, invece, gli alimentari, le bevande, il tabacco, l’alcol, ma anche il vestiario e le calzature, oltre a molti altri prodotti) sono scesi dal 46% del 1995 al 36,7% del 2015. In aumento, infine, la quota dei consumi dei servizi commercializzabili (dai servizi postali a quelli di trasporto; dai servizi alberghieri all’istruzione) che è passata dal 17,4% rilevato nel 1995 all’attuale 21,4%.

Leggi tutto

Vacanze: a settembre ci andranno 4 milioni di italiani

vacanze

E chi lo ha detto che le vacanze vanno consumate nel canonico mese di agosto? Stando a quanto rilevato da Federalberghi, cresce, anzi, tra gli italiani, la tendenza a concedersi il meritato (e a lungo sospirato) break a settembre quando i prezzi si fanno più contenuti e le strutture sono meno affollate. Una soluzione che – stando alle previsioni dell’associazione di categoria – verrà scelta quest’anno da poco più di 4 milioni di italiani, circa un milione in più rispetto all’anno scorso.

vacanze
image by Gustavo Frazao

Quello che sta per arrivare potrebbe essere, insomma, un mese che coronerà i successi di una stagione turistica che ha già regalato qualche soddisfazione agli operatori del settore. Pur incardinandosi su basi diverse rispetto a quelle rilevate nelle passate stagioni: I cambiamenti culturali ed economici – ha osservato il numero uno di Federalberghi, Bernabò Bocca – hanno modificato il modo di fare vacanza anche per gli italiani. La durata della vacanza principale si accorcia e ad essa si aggiungono vacanze più brevi e week end nel corso dell’anno. Inoltre, anche se agosto rimane il mese preferito dagli italiani, si registra una crescita dell’attenzione verso altri periodi dell’anno”.

Leggi tutto

Consumatori: Istat certifica aumento fiducia, ma non tutti ci credono

consumatori

La fotografia consegnata ieri dall’Istat autorizzerebbe a credere che qualcosa stia cambiando nella percezione degli italiani. Stando alla rilevazione dell’istituto di statistica nazionale, infatti, la fiducia dei consumatori sarebbe aumentata, ad agosto, passando dal 106,7 rilevato nel precedente mese di luglio all’attuale 109. Mentre l’indice di fiducia delle imprese avrebbe subito una lieve frenata d’arresto passando dal 104,3 di luglio al 103,7 di agosto.

consumatori
image by Racorn

Focalizzando l’attenzione sui consumatori, l’Istat ha documentato un aumento della fiducia economica (da 128,2 a 132,3), di quella personale (da 99,5 a 101,4) di quella corrente (da 101,7 a 104) e di quella futura (da 114,7 a 117,4). In pratica: gli italiani starebbero iniziando a recuperare le speranze e aprirebbero, per questo, con minore fatica il portafogli quando vanno a fare la spesa. E interpellati sull’attuale situazione economica, avrebbero espresso giudizi più rosei, anche in riferimento alle attese future e all’andamento dell’occupazione.

Leggi tutto

Mutui e finanziamenti: le banche adesso ne concedono di più

banche

Le banche hanno iniziato ad allentare i cordoni della borsa? Secondo l’Abi sì. I primi 7 mesi del 2015 avrebbero, infatti, segnato un cambiamento di rotta, con gli istituti di credito meno restii a concedere finanziamenti e ad erogare mutui.

banche
image by MNBB Studio

L’ultima rilevazione dell’Associazione bancaria italiana ha certificato, tra gennaio e luglio di quest’anno, un incremento del 16% (rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso) dei finanziamenti concessi alle imprese e una crescita del 24,3% delle operazioni di credito al consumo, che hanno permesso agli italiani di ottenere prestiti per l’acquisto di beni a lungo desiderati. Ma è in riferimento ai mutui erogati che l’Abi ha documentato un vero e proprio boom, con una crescita dell’82,2% (sempre su base annua) che avrebbe consentito a molti connazionali di trasformare in realtà il sogno di comprare una casa tutta loro.

Leggi tutto

Camere in affitto: le più care a Milano e Roma

affitto

Andare all’università vuol dire, molto spesso, abbandonare il “nido” familiare. Con buona pace di mamma e papà, sempre più studenti scelgono, infatti, di congedarsi dalla città natale per continuare a formarsi. E i cambiamenti non sono da poco: a partire dall’alloggio che può costare più o meno caro. A fare una ricognizione è stato l’Ufficio Studi di Immobiliare.it, che ha monitorato il mercato delle 15 città universitarie più “gettonate” d’Italia. Scoprendo (tra l’altro) che l’affitto di una singola a Milano costa più del doppio di quello di una stanza a Catania.

affitto
image by DmitriMaruta

Ma andiamo con ordine: l’indagine di Immobiliare.it ha rilevato che i prezzi, a livello nazionale, si sono mantenuti sostanzialmente stabili, con una singola che costa mediamente 380 euro al mese e un posto letto in una doppia che ne costa, invece, 280. Ma le differenze non mancano: Milano si conferma, anche quest’anno, la città più cara, con un affitto per una singola di 490 euro e per una doppia di 335 euro. Per non parlare di chi “aspira” a trovare sistemazione nel centro della città: un posto vicino alla Madunina può arrivare a costare, infatti, ben 600 euro al mese.

Leggi tutto

Tasse: crescono per colpa della spesa pubblica

tasse

“Le tasse hanno inseguito le uscite”, ha dichiarato Paolo Zabeo della Cgia di Mestre, sottolineando il nesso tra la spesa pubblica e il carico fiscale che grava sulle spalle dei contribuenti

Caro benzina: l’Italia al top della classifica europea

benzina

Un litro di benzina costa mediamente 1,338 euro in Europa. Ma non in Italia dove gli automobilisti devono sborsarne 1,642. A fornire le cifre che dimostrano – incontrovertibilmente – come la nostra benzina sia tra le più “salate” del Vecchio Continente è stato il Codacons.

benzina
image by Juergen Faelchle

L’analisi dell’associazione – che ha passato in rassegna i prezzi delle pompe nei vari Paesi comunitari – ha rilevato che in Italia a costare tanto è anche il gasolio, “venduto” a 1,465 euro al litro. Peggio di noi solo l’Olanda, che fa pagare 1,652 euro un litro di benzina e il Regno Unito dove i sudditi di Sua Maestà devono spendere 1,581 euro per un litro di gasolio. Ma i carburanti costano cari anche in Danimarca (1,553 la benzina e 1,298 il gasolio) e nella “malconcia” Grecia (1,531 la benzina e 1,162 il gasolio). Mentre a passarsela meglio sono i connazionali di Frau Merkel, che spendono 1,439 euro per un litro di benzina e quelli di Francois Hollande, che ne sborsano “solo” 1,372. 

Leggi tutto

Caro rifiuti: negli ultimi 5 anni, rincari fino al 47%

rifiuti

La spazzatura costa cara. Anzi carissima. A certificarlo l’ultimo studio confezionato dalla Cgia di Mestre che, per rendere il quadro comprensibile a tutti, ha fornito una serie di esempi concreti. Una famiglia di quattro persone che vive in un appartamento di 120 metri quadri ha dovuto sborsare, tra il 2010 e il 2015, una cifra sempre più alta per i rifiuti prodotti. Con un aumento del 25,5% che ha comportato una spesa maggiorata di 75 euro. E a fine dell’anno, la stessa famiglia, stando ai calcoli elaborati dagli studiosi di Mestre, dovrà pagare ben 368 euro di Tari (Tassa sui rifiuti).

rifiuti

image by Dmitry Kalinovsky

Ma andiamo avanti: rincaro del 23,5% anche per una famiglia di tre persone che condivide un appartamento di 100 mq. Un rialzo che si è tradotto in 57 euro in più per una tassa che, a fine anno, costringerà a versare quasi 300 euro alle casse del Comune di appartenenza. E la spazzatura è costata cara anche a una famiglie di 2 persone che vive in un appartamento di 80 mq: nel corso degli ultimi 5 anni, la tassa sui rifiuti è aumentata del 18,2% equivalente a 35 euro. E a fine anno, lo stesso nucleo dovrà destinare alla voce Tari 227,5 euro del suo budget.

Leggi tutto

Cassa integrazione: in calo del 26,9% in un anno

cassa integrazione

Il Report mensile sulla cassa integrazione compilato dall’Inps ha certificato, per lo scorso mese di luglio, un forte calo delle ore autorizzate. Il numero complessivo di 52,4 milioni è, infatti, significativamente più basso dei 71,7 milioni rilevati un anno prima, con una flessione che sfiora il 27%. Mentre rispetto al precedente mese di giugno, le ore di cassa integrazione autorizzate a luglio sono diminuite dell’8,7%.

cassa integrazione
image by VERSUSstudio

Ma, come è ormai noto a tutti, non esiste una sola tipologia di cassa integrazione e, per questo, l’Inps è entrata ancor più nei particolari. Le ore di cassa integrazione ordinaria concesse a luglio sono state 16,4 milioni, in calo del 19% rispetto alle 20,2 milioni dell’anno prima. Le diminuzioni più significative hanno interessato il settore dell’Industria (-16,8% in un anno) e quello dell’Edilizia (-24,2%).

Leggi tutto

Fallimenti in calo: le nostre imprese iniziano a riprendere fiato?

imprese

In un Paese irrimediabilmente segnato dal deficit demografico, a concedere qualche spiraglio sono gli ultimi dati consegnati da Movimprese, la rilevazione di InfoCamere sul tasso di nati-mortalità delle nostre imprese. Tra aprile e giugno del 2015, le nuove attività avviate sono state 97.811 e quelle cessate 59.831. Per un saldo positivo di 37.980 unità che segna uno dei risultati migliori degli ultimi 4 anni.

imprese
image by Ken Wolter

“Guardando alla dinamica dei secondi trimestri dell’ultimo decennio – si legge nella nota diffusa da InfoCamere – quello del 2015 evidenzia un progressivo riposizionamento del sistema imprenditoriale, almeno in termini di vitalità anagrafica, verso i numeri degli anni ante-crisi. A fronte del record segnato dalle cessazioni, le iscrizioni fanno fatica a riprendere quota e segnano il secondo risultato meno brillante della serie. Ciò detto, il saldo realizzato nel secondo trimestre di quest’anno si colloca al quinto posto del decennio, e soprattutto migliore degli ultimi quattro anni”.

Leggi tutto

Lauree umanistiche nel mirino, studiare Dante non paga

lauree

E’ giusto studiare ciò che piace o è più saggio optare per un corso universitario che assicuri (al netto degli imprevisti che vanno sempre contemplati) una certa stabilità economica e lavorativa? E’ questo il dubbio che attanaglia, da sempre, i diplomati in procinto di scegliere la facoltà in cui iscriversi. Divisi tra i consigli di chi dice che è meglio puntare sul pratico e chi, invece, considera imprescindibile investire tutto su una passione che, prima o poi, pagherà.

lauree
image by michaeljung

A riprendere (a modo suo) l’argomento è stato il vicedirettore de Il Fatto Quotidiano, Stefano Feltri, che ha infiammato l’ultima polemica culturale dell’estate bocciando le lauree che non garantiscono un futuro lavorativo. “Fare studi umanistici non conviene – ha sentenziato il giornalista – è un lusso che dovrebbe concedersi soltanto chi se lo può permettere”. Di più: studiare quello per cui si è portati è roba da ricchi o da “sfaticati” – ha rincarato Feltri – che ha tracciato un solco tra i ragazzi meno brillanti e competitivi, che scelgono le materie umanistiche, e quelli più svegli e intraprendenti, che puntano sulle discipline economiche. 

Leggi tutto

Buoni lavoro: dall’esordio in sordina all’exploit del 2014

buoni lavoro

C’è chi incassa con regolarità lo stipendio, chi può ancora confidare su un salario e chi deve, invece, fare leva su forme alternative di pagamento. Come i “voucher” o “buoni lavoro” che altro non sono se non strumenti attraverso i quali i datori di lavoro possono assumere – in maniera temporanea, occasionale e discontinua – risorse utili a rispondere alle esigenze di un determinato periodo, senza dover far firmare alcun contratto.

nonostante-tutto-io-lavoro
image by Marsel82

Qualche esempio? Nelle campagne in cui la vendemmia è attualmente in piena attività, può essere utile “arruolare” un certo numero di braccianti che aiutino a velocizzare i tempi di raccolta dell’uva. Per loro, l’imprenditore agricolo può predisporre un pagamento sotto forma di “voucher”, che assicura la totale trasparenza fiscale, previdenziale e assicurativa (essendo “benedetto” da Inps e Inail) fornendo un antidoto al “lavoro nero”.

Leggi tutto

Caro scuola: in arrivo aumenti dell’1,7% per zaini, penne e quaderni

caro scuola

Della questione ci siamo già occupati qualche giorno fa quando, riportando i dati raccolti dall’Osservatorio nazionale Federconsumatori, abbiamo prefigurato un vero e proprio “salasso” per i genitori che dovranno rifornire i figli di tutto l’occorrente per tornare sui banchi di scuola. La spesa media di 514 euro prevista dall’Osservatorio per il cosiddetto “corredo scolastico” è stata rivista leggermente al ribasso dal Codacons che, vaticinando un esborso medio di 498,5 euro, ha stimato un aumento dei prezzi pari all’1,7% rispetto all’anno scorso.

caro scuola

image by www.BillionPhotos.com

“Tra corredo e libri di testo – si legge nella nota diffusa dal Codacons – la spesa complessiva può raggiungere e superare i 1.100 euro a studente, una vera e propria stangata per le tasche degli italiani. Tuttavia anche sulla spesa scolastica è possibile risparmiare sensibilmente e abbattere i costi del 40% seguendo alcuni consigli utili”. Quali? In primis “diffidando” dei prodotti pubblicizzati alla tv che spesso, per il solo fatto di recare il logo del personaggio più “gettonato” tra i giovanissimi, costano molto più degli altri. La capacità di resistere alla moda del momento può portare a un risparmio del 40%.

Leggi tutto

Assunzioni: il 2015 premierà ingegneri e analisti software

assunzioni

Chiariamolo subito: i numeri che stiamo per dare non sono frutto di una rilevazione statistica, ma di una previsione elaborata da Unioncamere e ministero del Lavoro che vaticinano, per il 2015, oltre 910 mila assunzioni tra industria e servizi. Un numero importante che, se venisse confermato dalla realtà, segnerebbe un aumento di 119 mila posti di lavoro in un anno.

assunzioni
image by baranq

Risultati particolarmente gratificanti dovrebbero interessare il settore manifatturiero con 186.600 entrate attese (31.300 in più rispetto al 2014). In pratica: un’impresa su 5 (soprattutto quelle che hanno investito molto su innovazione e qualità) dovrebbe assumere. E se vi state chiedendo quali saranno le figure professionali più ricercate, sappiate che, secondo lo studio di Unioncamere, si profilano tempi buoni per tecnici di vendite e distribuzioni (per i quali si prevedono 10.170 assunzioni), per ingegneri (9.340 assunzioni) e per analisti e progettisti software (8.050). Ma non dovrebbe andare male neanche agli operai specializzati, come gli addetti alle catene di montaggio automatizzate, per i quali si potrebbero aprire interessanti possibilità.  

Leggi tutto

Pil: andamento lento, +0,2% in tre mesi

pil

Continua la crescita da “prefisso telefonico” della nostra economia che, nel secondo trimestre del 2015, non è riuscita ad andare oltre un modesto +0,2%. In pratica, la ricchezza prodotta dal nostro Paese, tra aprile e giugno, ha superato di pochissimo quella prodotta tra gennaio e aprile; mentre rispetto allo stesso periodo del’anno precedente, il Pil italiano ha guadagnato lo 0,5% in più.

pil
image by Gts

Il valore congiunturale rilevato dall’Istat nel secondo trimestre del 2015 risulta in leggera flessione rispetto al +0,3% registrato nei tre mesi precedenti. Mentre il +0,5% su base annua supera il +0,1% rilevato nel primo trimestre dell’anno. Detta altrimenti: se è vero che, rispetto al 2014, i cambiamenti in positivo ci sono, è altrettanto vero che i ritmi della presunta ripresa appaiono talmente lenti da far dubitare che, a fine dell’anno, si arrivi all’obiettivo dello 0,7% che il governo si prefigge di centrare. 

Leggi tutto

Imprese straniere: è boom di quelle cinesi

imprese straniere

Nell’Italia che continua a fare i conti con la crisi, a dimostrare una buona vocazione imprenditoriale sono stati i cittadini stranieri. Come certificato dall’ultima indagine condotta dalla Cgia di Mestre, infatti, tra il 2013 e il 2014, l’imprenditoria straniera in Italia (ossia il numero di attività economiche gestite da cittadini non italiani) è aumentata del 4,1% raggiungendo quota 733.500.

imprese straniere
image by Stuart Jenner

E a tradire una grande “intraprendenza” sono stati i cinesi – a cui la Cgia ha, infatti, voluto dedicare un approfondimento – che , tra il 2013 e il 2014, hanno fatto registrare un aumento del 5,1%, con quasi 69.500 imprese all’attivo in Italia. Ma non si è trattato della crescita percentuale più importante. Anzi: dal 2013 al 2014, è stato il Bangladesh a far segnare l’aumento più vistoso, con un +19% che ha portato a 34.100 il numero delle imprese guidate nel Bel Paese. E sono cresciuti molto anche gli imprenditori nigeriani la cui quota, tra il 2009 e il 2014, è aumentata del 59,4%  (un vero e proprio exploit) e, tra il 2013 e il 2014, del 12,4% per un totale di 12.071 attività.

Leggi tutto

Imprenditoria femminile: le donne puntano su viaggi e tempo libero

imprenditoria femminile

Sì, è vero, solo pochi giorni fa avevamo posto l’accento sul divario che intercorre tra gli uomini e le donne nel contesto lavorativo. Denunciando un gap retributivo (e non solo) che segna una differenza di trattamento ancora troppo evidente. Eppure le donne italiane non sembrano darsi per vinte e, nonostante il contesto tenti di disincentivare la loro intraprendenza, riescono, in molti casi, a centrare l’obiettivo e a diventare imprenditrici.

imprenditoria femminile
image by nenetus

L’ultima fotografia è quella scattata dall’Osservatorio per l’imprenditoria femminile di Unioncamere che, a fine giugno 2015, ha contato più di un milione e 300 mila donne a capo di un’azienda. La cifra sembrerebbe interessante, ma corrisponde, in realtà, al solo 21,6% del campione totale. Come dire che su 10 imprese italiane, solo due sono gestite da donne. Le quali si sono specializzate in ben precisi settori.

Leggi tutto