Un paese senza disoccupati né mutui da pagare, dove tutti hanno uno stipendio garantito. Un’utopia? A quanto pare no: esiste un piccolo centro abitato nei pressi di Siviglia, in Andalusia, dove tutto questo è realtà. Marinaleda conta all’incirca 2.700 abitanti, ognuno con un lavoro e una casa. Miracolo economico, strategia anti-crisi o isolamento anacronistico? Fatto sta che la politica economica del sindaco Juan Manuel Sànchez Gordillo resiste da più di 30 anni ed è passata indenne anche attraverso la crisi economica mondiale. Il principio ispiratore si fonda sulla cooperazione. L’obiettivo da realizzare è un’utopia, nel senso letterale del termine: è scritto a caratteri cubitali perfino sullo stemma della città: “Marinaleda, un’utopia verso la pace”.
Laureata con Master in Risorse Umane, si occupa di lavoro, startup, freelancer e nuove idee di business. Con una grande convinzione: “ognuno ha un talento, l’importante è scoprirlo, svilupparlo e condividerlo con gli altri!”
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Un paese senza disoccupati né mutui da pagare, dove tutti hanno uno stipendio garantito. Un’utopia? A quanto pare no: esiste un piccolo centro abitato nei pressi di Siviglia, in Andalusia, dove tutto questo è realtà. Marinaleda conta all’incirca 2.700 abitanti, ognuno con un lavoro e una casa. Miracolo economico, strategia anti-crisi o isolamento anacronistico? Fatto sta che la politica economica del sindaco Juan Manuel Sànchez Gordillo resiste da più di 30 anni ed è passata indenne anche attraverso la crisi economica mondiale. Il principio ispiratore si fonda sulla cooperazione. L’obiettivo da realizzare è un’utopia, nel senso letterale del termine: è scritto a caratteri cubitali perfino sullo stemma della città: “Marinaleda, un’utopia verso la pace”.
Volete lavorare per Google? Beh, sappiate che per avere qualche chance è necessario possedere cinque requisiti fondamentali. “Solo cinque?”, si chiederà forse qualcuno; sì, almeno stando all’intervista ufficiale rilasciata al New York Times dal responsabile delle risorse umane della multinazionale, Laszlo Bock. Il mito, alquanto affascinante, che circola nell’ambiente è uno solo: per farsi assumere bisogna dire la cosa giusta al momento giusto. Il problema è che “quel giusto” deve rapportarsi a parametri che cambiano di continuo. Potrebbe venire spontaneo pensare che Google apprezzi senz’ombra di dubbio una mente brillante ma con un pizzico di pazzia creativa, abilità fuori dal comune e intuizioni geniali e strabilianti. A quanto pare, no. I cinque requisiti fondamentali per lavorare in Google sono ben altri. Eccoli qui.
È stata siglata il 14 febbraio scorso a Roma l’intesa per la
Si chiama formazione permanente ed è quell’aggiornamento specialistico-professionale che diventa obbligatorio per poter continuare a svolgere la propria attività e mantenere l’abilitazione al lavoro. Ma se all’interno della carriera professionale è un investimento necessario e utile (se efficiente e ben organizzato), si può dire altrettanto quando da disoccupati lo si percepisce più come un’incombenza e un costo?
Donne e lavoro. Tra

Si è tenuto lo scorso lunedì 17 febbraio il convegno organizzato dall’Anmil a Roma, sul tema della sicurezza sul lavoro e in particolare sulla condizione delle 250mila donne lavoratrici che ogni anno rimangono vittime di infortuni e malattie professionali. Di queste, all’incirca 2000 riportano conseguenze talmente gravi e permanenti da essere dichiarate “disabili”(secondo i parametri stabiliti dall’Inail). Aspetto rilevante è che ben il 35% degli infortuni ai danni di donne lavoratrici avviene “in itinere” vale a dire nel percorso casa-lavoro (e viceversa). In pratica nel momento in cui i pensieri di famiglia, figli e gestione del mènage raggiungono il loro apice e si concentrano tutti gli stress della giornata legata al difficile ruolo multi-tasking a cui si è chiamate per conciliare casa e lavoro. Infine il 23,5% di loro (under 50) dichiara di essersi dovuta” licenziare” e di aver incontrato dopo l’incidente una duplice discriminazione, come disabile e come donna nonché di dover convivere nel 42% dei casi con ansia, incubi ricorrenti e senso di colpa generalizzato nei confronti di genitori, marito e figli.
Quanto guadagnano le donne? Partendo da un appello del Presidente Obama, vi abbiamo parlato del
L’argomento è di quelli che fanno discutere in continuazione. Quanto guadagnano le donne nei confronti dei loro colleghi maschi? L’ultimo ad esprimere la propria opinione, alquanto considerevole, è stato il Presidente Obama solo pochi giorni fa. Il leader statunitense ha lanciato un esplicito appello affinché gli stipendi delle donne siano più alti. Nel senso che perlomeno arrivino ad eguagliare quelli dei loro colleghi uomini, a parità di lavori svolti. La media statunitense per quanto concerne gli stipendi vede la donna pagata 77 centesimi contro il dollaro guadagnato dall’uomo per lo stesso ruolo ricoperto. Vale a dire che, a parità di mansioni svolte e responsabilità, la donna guadagna a prescindere il 23% in meno di un uomo di egual livello professionale. Quindi, se siete donne ed avete intenzione di emigrare in Usa a cercar fortuna, sappiate che,
Si è tenuta ieri a Roma la manifestazione di protesta che ha visto su un fronte comune gli imprenditori di tutta Italia. Secondo le stime sono stati quasi 60mila a mobilitarsi per chiedere al nuovo governo provvedimenti urgenti in materia di politica economica. L’organizzazione pre-evento preannunciava già il risultato: 400 pullman prenotati in partenza da tutte le regioni, 7000 posti in treno e 2000 in aereo. Per aderire all’iniziativa promossa da R. ETE. Imprese Italia che riunisce Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna, Casartigianato (le organizzazioni delle imprese, del terziario e dell’artigianato).
Donne imprenditrici per combattere la crisi. Scelta o necessità? Un caso emblematico è rappresentato dalla Spagna, dove negli ultimi cinque anni sono state aperte 800.000 nuove imprese, tutte
L’Unione Europea ha firmato ufficialmente per la propria presenza all’Expo 2015 che si terrà a Milano. Lo slogan del padiglione UE è emblematico: “Coltivare insieme il futuro dell’Europa, per un mondo migliore”. Il verbo è preso in prestito dall’agricoltura e di sicuro non è un caso. Il tema scelto per questa edizione italiana dell’Esposizione Universale infatti è “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. Focus speciale dunque sull’alimentazione, sul diritto alla nutrizione (con un occhio di riguardo nei confronti degli 840 milioni di persone che nel mondo ancora soffrono per la fame), sulla sicurezza del cibo (intesa come certezza che la quantità mondiale disponibile sia sufficiente per i quasi 9 miliardi di esseri umani) e sulla qualità stessa degli alimenti e dell’acqua potabile.
L’attenzione si focalizza su professionisti che hanno più di cinquant’anni in grado di soddisfare le esigenze aziendali di breve periodo, con risultati immediati e ottimizzando tempo e risorse economiche. Obiettivi che nascono dal bisogno di contrastare un’incertezza occupazionale e produttiva che porta le aziende a rivolgersi a manager esperti dalle spiccate capacità di problem solving, rinunciando alla formazione dei neo-laureati e alla scommessa, troppo di lungo periodo, sullo sviluppo del potenziale di talenti brillanti ma ancora senza esperienza lavorativa.
Si tratta di una figura manageriale che in azienda rappresenta l’anello di congiunzione tra il personale operativo e il top manager. Un ruolo cardine, di cui la crisi economica ha però sbiadito un po’ i contorni e indebolito le prospettive di carriera per il futuro. Perlomeno in Italia. Dall’altro capo del mondo in Cina, Brasile e India si dicono più ottimisti.
È quanto si è visto comunicare un detenuto del carcere di Bollate (Milano). Per i due appartamenti dei quali risulta co-proprietario nel comune di Monvalle, in provincia di Varese, l’ufficio tributi rende noto che il pagamento Imu va effettuato su entrambi, considerati tutti e due alla stregua di una seconda casa, in quanto, data la variazione di residenza a causa della detenzione, il carcere va considerato come prima abitazione.
È una delle novità previste per questo 2013, come aveva già sancito la legge di stabilità lo scorso dicembre, apportando una modifica legislativa in materia di congedo parentale. A partire da quest’anno è possibile fruire di questo tipo di congedo anche a ore, invece che a giornate intere, per consentire un’organizzazione più flessibile delle esigenze lavorative e familiari e gestire meglio la retribuzione mensile.
È la storia vera di Dmitry Agarkov, quarantenne russo di Voronezh, che decide di modificare termini e condizioni del contratto di gestione della propria carta di credito, proponendone una senza tasse da pagare né limiti di spesa alla propria banca, la Tinkoff. Quest’ultima sottoscrive e rispedisce al mittente, salvo poi opporsi e denunciare l’uomo per frode. La questione è attualmente in discussione davanti al giudice, in Tribunale.