Se avete tra i 18 ed i 35 anni ed un po’ di coraggio, il Canada potrebbe essere la vostra prossima destinazione lavorativa e vacanziera, allo stesso tempo. La singolare iniziativa, che potrebbe però essere quanto mai utile soprattutto ai più giovani (1000 i posti a disposizione), è portata avanti da Esperienza Internazionale Canada. Visitare e conoscere un’altra terra ed un’altra cultura. Divertirsi ed allo stesso tempo lavorare. Per farlo oltre ad avere un’età compresa tra quelle indicate, è necessario essere cittadini italiani, disporre di una somma pari a 2500 euro per le spese iniziali più altri 150 per la quota di partecipazione. Stipulare una polizza assicurativa sanitaria e non aver mai partecipato al programma.
Auto: mercato giù del 17%. Cresce l’usato, Fiat tiene
A gennaio il mercato dell’auto ha registrato una significativa riduzione delle vendite. Nel primo mese del 2013 infatti, le immatricolazioni di auto nuove sono state 113.525, il 17,58% in meno rispetto alle 137.745 di un anno fa. L’usato invece, appare in controtendenza, è infatti cresciuto del 6%. Fiat ha sostanzialmente tenuto: le auto del Lingotto immatricolate a gennaio sono state 34.123 contro le oltre 40.000 dell’anno scorso nello stesso periodo, ma la quota di mercato della fabbrica guidata da Marchionne è aumentata rispetto sia a dicembre del 2012 (29.27%) , sia a gennaio di un anno fa (29,41%), attestandosi al 30.06%.
Eurispes: per gli italiani è sempre più difficile risparmiare
Più di metà degli italiani (oltre il 53%) non è in grado di sostenere adeguatamente la propria famiglia. A risparmiare qualcosa ci riesce solo un quinto degli intervistati. Anzi, nel 60,6% dei casi avviene l’esatto contrario. I risparmi messi da parte vengono “violati” per arrivare a fine mese. I dati, ben poco rassicuranti, emergono dall’ultimo rapporto Eurispes. Tagliare su ristoranti, palestre, parrucchieri e viaggi, non sempre basta per rientrare nel budget obbligato del bilancio familiare. Per molti ormai la gita fuori porta è diventata un lusso e solo chi è stato colpito in maniera non troppo dura dalla crisi, rinunciando a qualche svago riesce ad affrontare i costi sempre crescenti della vita.
Fuga dall’università. In dieci anni 58.000 studenti in meno
I giovani italiani sembrano orientarsi sempre meno verso la laurea. In dieci anni il numero di iscritti agli atenei è calato di 58.000 unità. Circa il 17% in meno, pari al totale degli iscritti alla Statale di Milano. E negli ultimi sei di anni, a scendere drasticamente è stato anche il numero di docenti, il 22% in meno in totale. Non è andata meglio ai corsi di laurea, che tra razionalizzazioni e vere e proprie eliminazioni ora sono 1.195 in meno rispetto a dieci anni fa. Secondo il documento del Cun (Consiglio Universitario Nazionale) tale riduzione è collegata soprattutto a quella dei docenti, oltre che a quella della spesa per il diritto allo studio. C’è però anche un altro aspetto. Non più tardi di qualche anno fa si parlava della “sovrannumero” di laureati presenti in Italia, rispetto ad un mercato del lavoro incapace di soddisfare la domanda, molto alta, di lavoratori della conoscenza.
Ilva: stipendi ancora bloccati, nuovo no al dissequestro dei beni
Il Gip di Taranto Patrizia Todisco ha nuovamente negato il dissequestro dell’acciaio prodotto dall’Ilva, in un periodo in cui, stando al Gip, non avrebbe potuto farlo. Le 1,7 tonnellate di acciaio, per ora restano dove sono. La vendita del prodotto, dalla quale si potrebbe ricavare circa un miliardo di euro, ad adesso è ancora vietata. Quei soldi, aveva dichiarato Ferrante in occasione del precedente “no” al dissequestro, servono per pagare gli stipendi di febbraio degli operai e per applicare l’Aia. Il problema riguarda anche la stessa attività dello stabilimento, il quale, se chiudesse, provocherebbe con tutta probabilità una reazione a catena molto pesante, anche in termini di occupazione e non solo a Taranto.
Tempi duri per i trasporti: vendita veicoli commerciali giù del 31,7%
Il mondo del trasporto è in crisi. In Italia le vendite dei veicoli commerciali sono drasticamente calate del 31,7% nel 2012. La crisi delle vendite di furgoni, camion e autobus non riguarda però solo il Bel Paese, ma quasi tutti gli stati Ue e quelli Efta (European Free Trade Association), dove secondo l'Acea si è registrata una flessione complessiva del 12%. Va detto però che, ad esempio nel Regno Unito, il calo si è limitato al 5,7%, in Germania al 7% ed in Francia al 10,3% . Il Bel Paese sembra essere caratterizzato dal dato peggiore su base annua anche se il – 20,3% (dato comunque negativo) del mese di dicembre va in controtendenza. Il calo è inevitabilmente collegato all’andamento dell’economia reale. In un periodo di poca liquidità, di pressione fiscale elevata e, in molti casi, di difficoltà a richiedere prestiti alle banche, la possibilità di investire su un veicolo nuovo, per le aziende del settore o che comunque hanno sviluppato un'attività (primaria o meno) di trasporti, si riduce notevolmente.
Lavoro: ecco cosa dice la bozza Monti
Un’estensione del contratto di lavoro a tempo indeterminato, a patto di rendere più flessibile l’uscita da quest’ultimo. E’ uno dei punti fondamentali della bozza Monti sul lavoro, in cui c’è molto dell’opera svolta da Pietro Ichino, l’economista fuoriuscito dal PD. In questo modo si cercherà anche di far emergere la piaga del lavoro sommerso. Insomma, più posti di lavoro e migliori, ma a patto di una maggiore flexicurity, parola non molto conosciuta in Italia. Tutto questo affidando la contrattazione collettiva alle parti sociali. Un seconda questione chiave riguarda invece un altro tipo di contrattazione, quella in deroga. Per uscire dall’indurimento del mercato del lavoro, Monti indica la strada della deroga a norme di fonte pubblica o contrattuale, quando necessario e cmq in accordo con i lavoratori. Resteranno invece inviolabili i vincoli costituzionali, quelli delle norme comunitarie e quelli delle convenzioni internazionali.
Monti: detrazioni Imu subito, poi giù Irap e Irpef. “Impegni seri”
Il presidente del Consiglio uscente Mario Monti, ospite della trasmissione Omnibus, ha spiegato che subito dopo le elezioni sarà possibile abbassare l’Imu, l’ imposta sulla casa introdotta proprio dal governo Monti. Le detrazioni dovrebbero raddoppiare in due sensi, da 200 a 400 euro sulla prima casa e da 100 a 200 per ogni figlio e/o anziano a carico, fino ad un massimo di 800 euro. I soldi per la copertura dovrebbero arrivare, nelle intenzioni, da una limitazione della spesa corrente primaria. A seguire, nel 2014, l’intenzione è quella di ridurre l’Irap, togliendo il monte salari dall’imponibile. Almeno nelle intenzioni, c'è anche in progetto di ridurre l'Irpef (sempre nel 2014).
Il reddito minimo garantito costa? Costa molto di più non averlo!
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Settimana scorsa è arrivata nella Redazione di Bianco Lavoro una lettera di una donna marchigiana, Loretta, (a cui abbiamo risposto privatamente) di cui riporto una parte: “ho potuto di recente finalmente tornare a cercare lavoro, mia zia mi ospita un paio di ore al giorno lasciandomi usare il suo PC e connessione. Per oltre tre mesi, senza un euro e con bollette arretrate, non avevo accesso al web che mi è stato sospeso. Ora con le email di offerte ricevute da voi mi sono candidata e fatto ben due colloqui di cui uno mi ha reso un contratto a termine con l'agenzia Manpower. Sono solo tre mesi per ora, ma un'ottima occasione per rimettermi in gioco. Vi ringrazio per non esservi dimenticati di me ed aver continuato a tenermi aggiornata.”
Tempo fa, mi stavo occupando della selezione del personale per una grossa azienda sugli Appennini Emiliani, contattai Giuseppe, un montatore meccanico che era davvero idoneo per una delle posizioni, il posto di lavoro era molto fuori mano e non raggiungibile con i mezzi pubblici, ma sul CV c'era scritto “auto-munito”, quindi nessun problema. Quando lo contattai mi spiegò che dopo otto lunghi mesi da “disoccupato” la macchina era ferma, bollo ed assicurazione non pagati , niente soldi per la benzina e “fermo amministrativo” in prossimo arrivo. Era scoraggiato e depresso, non poteva andare nemmeno a fare il colloquio. Così lo accompagnai in azienda e risultò perfetto, poi il datore di lavoro gli fece un contratto di assunzione ed una lettera per la banca facendo in pratica da “garante” per un piccolo prestito di 1.200 euro per rimettere “in moto” l'auto e Giuseppe riprese a lavorare, saldò i debiti e tornò in pratica a “vivere”.
Fisco, Gdf scopre 6,5 miliardi di danni. Denunciati in 22.000
Nell’ambito dei controlli su finti poveri e falsi invalidi, la Gdf nel 2012 ha ipotizzato oltre 6,5 miliardi di euro "persi" tra frodi e danni all’erario. Rispetto a questi ultimi, la cifra si aggirerebbe sui 5 miliardi. I militari, in un anno di serratissime indagini hanno scoperto più di 3500 finti poveri, più di 1000 falsi invalidi e quasi 1300 dipendenti pubblici con doppi lavori. 4600 le denuncie ai danni di presunti truffatori, con un recupero di beni stimato in 348 milioni di euro. In totale, le denunce inoltrate hanno raggiunto una cifra esorbitante, circa 22.000, come una media cittadina di provincia. A rendere noti i dati è stata la stessa Guardia di Finanza, che ha diffuso il bilancio del lavoro svolto nel 2012.
Per lavori più umili, nascondo la laurea dal CV
email pervenuta a La Posta di Bianco Lavoro
Buongiorno, dopo aver letto il vostro articolo sul “ruolo” della laurea nel trovare un lavoro, mi sono deciso a scrivervi ed a condividere con voi un’esperienza che mi è capitata diversi anni fa, indice secondo me di una mentalità italiana quanto meno originale.
Ho lavorato per dieci anni guidando quasi ogni tipo di mezzo leggero o pesante che fosse, pure quelli senza servosterzo, che ormai praticamente non esistono più. Ai tempi avevo ed ancora ho, tutte le patenti necessarie ovviamente, oltre all’esperienza. Poi, a 28 anni, ho deciso di laurearmi, anche perché di posti fissi non se ne trovavano. Lo scopo? Ma ovviamente quello di migliorare la mia posizione sociale. In tre anni e lavorando part-time ho preso una laurea triennale umanistica. Sottolineo di non aver mai smesso di lavorare, perché sapevo bene che sarebbe stato controproducente. Il famoso “pezzo di carta” l’ho raggiunto poco dopo i trenta.
Cassa integrazione: 4,2 miliardi di ore negli ultimi 4 anni, + 370%
<span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><strong><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-1739" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2011/01/texl.jpg" style="width: 160px; height: 133px; margin: 3px; float: left;" width="438" height="363" /></strong>Nel 2012 la <strong>cassa integrazione guadagni </strong>ha superato il 1,1 miliardi di ore. Nel 2010 si era arrivati a 1,2 miliardi. <strong>Tra il 2009 e il 2012,</strong> le ore di cassa sono state <strong>4.2 miliardi</strong>, un dato nemmeno lontanamente paragonabile a quello del quadriennio precedente (2005-2008), in cui l’ammortizzatore sociale è stato utilizzato per 888,2 milioni di ore. Un incremento pesantissimo, più del 370%. Per ogni anno, tra il 2005 e il 2008 la cassa integrazione non ha mai superato quota 250 milioni di ore. In due dei quattro anni dell’ultimo periodo invece, per ben due volte <strong>ha superato il miliardo di ore.</strong> E’ quanto emerge dai dati Inps, rielaborati dall’agenzia di stampa AdnKronos.</span></span></span>
Precari P.A.: arriva la proroga, ma non per tutti
Per i precari della Pubblica Amministrazione è arrivata la tanto attesa proroga. Di quest’ultima si parlava da tempo, in quanto inserita nella legge di stabilità. Ora c’è tempo fino al 31 luglio. I Dpcm firmati dai ministri Patroni Griffi e Grilli (rispettivamente a capo della Funzione Pubblica e dell’Economia), aprono di fatto la via della contrattazione, che si svolgerà tramite l'Aran (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni). Si cercherà, con non poche difficoltà, di arrivare ad un contratto collettivo, stabilendo un accordo anche con i sindacati. La proroga riguarda i precari con contratti in scadenza in essere prima del 30 novembre scorso, e che hanno raggiunto il limite di legge di 36 mesi ( o limiti similari, stabiliti dai contratti di riferimento).
50 miliardi per il lavoro. Il piano della Cgil
Da un meno 0.4% previsto per il 2013 a un più 2.9% in tre anni. E’ questo l’obiettivo del nuovo piano per il lavoro della Cgil. Per realizzarlo il governo che sarà dovrebbe destinare alla causa 50 miliardi di euro da qui al 2015. Un programma complesso, che di fatto mette in discussione, con l’obiettivo di rivederlo nel profondo, l’intero sistema attuale, dall’ambito fiscale a quello degli ammortizzatori sociali. Il primo, secondo il sindacato, dovrebbe essere più progressivo e nel contempo andrebbe adottata una patrimoniale sui grandi capitali. Un investimento di circa 20 miliardi di euro sarebbe un ottimo punto di partenza nella creazione diretta di posti di lavoro.
Inattivi: record nel 2011. Solo Malta ha fatto peggio
Nel 2011 il numero di inattivi in Italia ha raggiunto la percentuale record del 37,8%. A rivelarlo il rapporto “Noi Italia”, pubblicato dall’Istat. Una precisa categoria statistica identifica la figura delle persone “inattive”, vale a dire quei soggetti che non lavorano, e non sono alla ricerca di lavoro. Visto il peggioramento avvenuto nel 2012, almeno stando ai più recenti dati (100.000 imprese chiuse nei 12 mesi), è plausibile pensare che la situazione possa ora essere ancora più grave. Il fenomeno, va detto, è generato non, o comunque non più, dalla mancanza di voglia di lavorare, o da una ricerca più o meno spasmodica dell’impiego su misura e di un conseguente rifiuto di tutti gli altri, ma da un’assenza, divenuta cronica, di posti di lavoro.
Ilva: niente dissequestro, stipendi ancora congelati
Non c’è pace per i lavoratori dell’Ilva. ll giudice Patrizia Todisco, sospendendo il giudizio e rinviando il tutto alla Consulta, ha di fatto negato oggi il dissequestro di oltre 1 milione e 700mila tonnellate di acciaio, del valore di circa un miliardo di euro. Per ora quindi, gli stipendi restano congelati.. La notizia arriva lo stesso giorno del presunto arresto di Fabio Riva, che sarebbe avvenuto in mattinata a Londra. Ipotesi questa, che però sarebbe anche già stata smentita da due fonti della società, interpellate dall’agenzia di stampa Reuters, secondo le quali Riva si sarebbe presentato regolarmente in Tribunale nell’ambito dell’udienza di richiesta di estradizione verso l’Italia, richiesta che sarebbe stata respinta. Fabio Riva è vice-presidente del gruppo ed è accusato dalla magistratura italiana nell’ambito dell’inchiesta sull’inquinamento prodotto dallo stabilimento Ilva, ma la notizia del suo arresto sarebbe “falsa”. Riva si troverebbe invece in regime di libertà vigilata a Londra.
Al mondo 200 milioni di disoccupati. E il numero crescerà
Un preoccupante rapporto dell’International Labour Organization (Ilo), ha stimato il numero di disoccupati nel mondo in 197 milioni nel 2012 e la previsione è, purtroppo, quella che entro i prossimi cinque anni il numero crescerà ancora, raggiungendo i 210 milioni. Su una popolazione totale di circa 6 miliardi di persone, significa che oltre il 3% di tale popolazione non ha un reddito da lavoro. Dall’inizio della prima crisi (nel 2007) il numero di disoccupati è cresciuto di 67 milioni. Tra questi, secondo l’Ilo, 39 milioni sarebbero i cosiddetti “scoraggiati”, cioè quelli che rinunciano a cercare un posto di lavoro a causa dell’impossibilità di trovarlo.
Dell’Aringa (Pd) sul lavoro: Riforma Fornero va bene al 90%
Un orientamento parzialmente simile a quello espresso da Mario Monti ieri a Bergamo. La riforma del lavoro messa in atto da Elsa Fornero, va completata, “sperimentata”, magari integrata, ma sostanzialmente “per me va bene all’80-90%”. E’ questa, in soldoni, l’opinione dell’economista Carlo dell’Aringa, capolista PD per la Camera in Lombardia, che in un’intervista ad Avvenire ha spiegato che “Le riforme degli ultimi 15 anni hanno introdotto la flessibilità che mancava al nostro sistema”. Ora, ha aggiunto, è necessario verificare la bontà dei “cambiamenti parziali”.
Le parole di Dell’Aringa sono importanti non solo perché vengono da uno studioso autorevole del mercato del lavoro, ma anche perché potrebbero racchiudere l’orientamento delle mosse del Partito Democratico in caso di vittoria alle elezioni del 24-25 febbraio prossimi in materia di rilancio dell’occupazione e della crescita. Dell’Aringa potrebbe, almeno in teoria, essere il futuro titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche Sociali, quindi il primo responsabile e fautore delle politiche stesse. Nel caso, il suo sarà un lavoro non certo facile, anzi: le previsioni per il 2013 stimano una disoccupazione ancora in crescita, che potrebbe raggiungere un tremendamente preoccupante 12%.
Bofrost assume personale di vendita e addetti alla promozione
Bofrost è una delle società più note ad operare in Italia nel comparto della vendita di prodotti surgelati. L’azienda vuole rafforzare la propria presenza commerciale con nuovi operatori di vendita: vediamo dunque quali sono le caratteristiche dell’azienda, e quali i dettagli professionali delle posizioni in corso di apertura.
Per quanto concerne le attività aziendali, come sopra esposto la società opera nel business della commercializzazione di prodotti surgelati come gelati, pizze, snack, primi, verdure, patate, pesce, carne, pasticceria, olio, aceto, e tanto altro ancora. La vendita avviene mediante una rete capillare, con fornitura nei confronti di piccoli e grandi punti radicati sul territorio della Penisola. È inoltre possibile acquistare i prodotti sul sito internet bofrost.it, adeguatamente integrato con una serie di servizi di e-commerce.
Niente redditometro per i pensionati. La Cgia: Onesti non temano
Il redditometro fa un po’ meno paura, forse. Va prima di tutto precisato che i pensionati non saranno soggetti a controlli, stando ad una recente precisazione dell’Agenzia delle Entrate, atta a smentire insistenti voci di stampa. Inoltre, a sostenere che il redditometro non sia quella bestia infernale descritta inizialmente è una voce al di sopra di ogni sospetto, Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre (Associazione Artigiani Piccole Imprese) ed a più riprese fervente “avversario” di Equitalia e della stessa Agenzia delle Entrate. Critiche, quelle di Bortolussi, basate sui preoccupanti dati che da tempo descrivono un mondo del lavoro e delle imprese afflitto sempre più afflitto da crisi e tasse. Per quanto riguarda il redditometro invece, che è stato preceduto dal “redditest”, uno strumento online creato appositamente per controllare un eventuale scostamento eccessivo tra reddito dichiarato e capacità di spesa, la Cgia ha cercato di contrastare alcune previsioni, piuttosto negative, sulle conseguenze della sua introduzione.
A gennaio il mercato dell’auto ha registrato una significativa riduzione delle vendite. Nel primo mese del 2013 infatti, le immatricolazioni di auto nuove sono state 113.525, il 17,58% in meno rispetto alle 137.745 di un anno fa. L’usato invece, appare in controtendenza, è infatti cresciuto del 6%. Fiat ha sostanzialmente tenuto: le auto del Lingotto immatricolate a gennaio sono state 34.123 contro le oltre 40.000 dell’anno scorso nello stesso periodo, ma la quota di mercato della fabbrica guidata da Marchionne è aumentata rispetto sia a dicembre del 2012 (29.27%) , sia a gennaio di un anno fa (29,41%), attestandosi al 30.06%.
Più di metà degli italiani (oltre il 53%) non è in grado di sostenere adeguatamente la propria famiglia. A risparmiare qualcosa ci riesce solo un quinto degli intervistati. Anzi, nel 60,6% dei casi avviene l’esatto contrario. I risparmi messi da parte vengono “violati” per arrivare a fine mese. I dati, ben poco rassicuranti, emergono dall’ultimo rapporto Eurispes. Tagliare su ristoranti, palestre, parrucchieri e viaggi, non sempre basta per rientrare nel budget obbligato del bilancio familiare. Per molti ormai la gita fuori porta è diventata un lusso e solo chi è stato colpito in maniera non troppo dura dalla crisi, rinunciando a qualche svago riesce ad affrontare i costi sempre crescenti della vita.
Un’estensione del contratto di lavoro a tempo indeterminato, a patto di rendere più flessibile l’uscita da quest’ultimo. E’ uno dei punti fondamentali della bozza Monti sul lavoro,
Nell’ambito dei controlli su finti poveri e falsi invalidi, la Gdf nel 2012 ha ipotizzato oltre 6,5 miliardi di euro "persi" tra frodi e danni all’erario. Rispetto a questi ultimi, la cifra si aggirerebbe sui 5 miliardi. I militari, in un anno di serratissime indagini hanno scoperto più di 3500 finti poveri, più di 1000 falsi invalidi e quasi 1300 dipendenti pubblici con doppi lavori. 4600 le denuncie ai danni di presunti truffatori, con un recupero di beni stimato in 348 milioni di euro. In totale, le denunce inoltrate hanno raggiunto una cifra esorbitante, circa 22.000, come una media cittadina di provincia. A rendere noti i dati è stata la stessa Guardia di Finanza, che ha diffuso il bilancio del lavoro svolto nel 2012.
Per i precari della Pubblica Amministrazione è arrivata la tanto attesa proroga. Di quest’ultima si parlava da tempo, in quanto inserita nella legge di stabilità. Ora c’è tempo fino al 31 luglio. I Dpcm firmati dai ministri Patroni Griffi e Grilli (rispettivamente a capo della Funzione Pubblica e dell’Economia), aprono di fatto la via della contrattazione, che si svolgerà tramite l'Aran (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni). Si cercherà, con non poche difficoltà, di arrivare ad un contratto collettivo, stabilendo un accordo anche con i sindacati. La proroga riguarda i precari con contratti in scadenza in essere prima del 30 novembre scorso, e che hanno raggiunto il limite di legge di 36 mesi ( o limiti similari, stabiliti dai contratti di riferimento).
Da un meno 0.4% previsto per il 2013 a un più 2.9% in tre anni. E’ questo l’obiettivo del nuovo piano per il lavoro della Cgil. Per realizzarlo il governo che sarà dovrebbe destinare alla causa 50 miliardi di euro da qui al 2015. Un programma complesso, che di fatto mette in discussione, con l’obiettivo di rivederlo nel profondo, l’intero sistema attuale, dall’ambito fiscale a quello degli ammortizzatori sociali. Il primo, secondo il sindacato, dovrebbe essere più progressivo e nel contempo andrebbe adottata una patrimoniale sui grandi capitali. Un investimento di circa 20 miliardi di euro sarebbe un ottimo punto di partenza nella creazione diretta di posti di lavoro.

Un orientamento parzialmente simile a quello espresso da Mario Monti ieri a Bergamo. La riforma del lavoro messa in atto da Elsa Fornero, va completata, “sperimentata”, magari integrata, ma sostanzialmente “per me va bene all’80-90%”. E’ questa, in soldoni, l’opinione dell’economista Carlo dell’Aringa, capolista PD per la Camera in Lombardia, che in un’intervista ad Avvenire ha spiegato che “Le riforme degli ultimi 15 anni hanno introdotto la flessibilità che mancava al nostro sistema”. Ora, ha aggiunto, è necessario verificare la bontà dei “cambiamenti parziali”.