Il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi non ha usato mezzi termini: serve “un taglio drastico del cuneo fiscale” e anche subito. Nell’ordine, almeno di 4-5 miliardi di euro, possibilmente recuperandoli dalla “pubblica amministrazione che spende oltre 800 miliardi l'anno”. Se si riuscisse a risparmiare una cifra pari ad una percentuale variabile tra il 2 ed il 4%, ci sarebbero “20-30 miliardi” in più da investire nell’abbassamento del cuneo fiscale. Tutto questo, secondo Squinzi, è “quello che può innescare immediatamente la ripresa dei consumi e la crescita”. E, senza dubbio, ha ragione, perché il cuneo fiscale è quel fattore che pesa più direttamente di altri sulla busta paga netta del lavoratore.
Vende un rene per sfamare la famiglia: l’ultima risorsa è il proprio corpo
E’ di settimana scorsa la drammatica notizia del padre di famiglia che, dopo aver venduto tutto ciò che aveva, ha deciso di offrire uno dei suoi reni al miglior offerente per sfamare mogli e figli. L’uomo residente in provincia di Pordenone, seppur per mancanza di alternative, ha dimostrato un coraggio che certo non è cosa di tutti i giorni. Ha prima sfruttato ogni tipo di ammortizzatore sociale possibile e poi venduto gli ori di famiglia. Ora che non è rimasto niente, l’ultima risorsa a cui fare ricorso è divenuta il suo stesso corpo. Tutto questo ha dell’incredibile, soprattutto se si pensa che viviamo in un paese considerato da tutti “avanzato”, per industrializzazione, civiltà, cultura. Eppure la crisi infinita sembra riuscire a distruggere tutto e tutti.
Bonus per assunzioni over 50 e donne
<span style="font-size:14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-1796" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2011/02/frnch.jpg" style="width: 159px; height: 118px; margin: 3px; float: left;" width="400" height="296" />Il governo ha stanziato nuove risorse per favorire le assunzioni di over 50 e donne. Cerchiamo allora di comprendere come, e in che misura, l’esecutiva punta a contribuire all’incremento dell’occupazione in due fasce lavorative particolarmente “deboli”.</span></span></span>
A chi spetta l’incentivo
L’incentivo spetta ai datori di lavoro (sia imprese che professionisti), incluse le cooperative di lavoro, mentre non spetta per i rapporti di lavoro ripartito, domestico, intermittente e accessorio (voucher). Le assunzioni agevolate saranno quelle disciplinate da un contratto a tempo indeterminato o a termine, e anche in caso di part-time; l’agevolazione è inoltre prevista anche in caso di trasformazione a tempo indeterminato di un precedente rapporto a termine agevolato (la cosiddetta stabilizzazione), e per le assunzioni a scopo di somministrazione.
Quanto pesa l’incentivo
L’incentivo consiste nella riduzione al 50% dei contributi a carico previdenziali del datore di lavoro. In proposito, il ministero ha chiarito come il bonus sia riferibile non solamente “ai contributi sociali dovuti all’Inps, bensì anche ai premi assicurativi dovuti all’Inail”: ne consegue che, in altri termini, la riduzione della metà non è relativa solamente ai contributi Inps, ma anche ai premi assicurativi dell’istituto nazionale, per i neoassunti. Per quanto invece attiene la durata dell’incentivo, questa dipende principalmente dalla forma di contratto di lavoro. Più esattamente:
Aumenta l’Iva per i distributori automatici: e la pausa caffè diventa più amara
Entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2014 l'aumento stabilito per il regime dell'Iva vigente sugli alimenti e le bevande dei distributori automatici, attualmente al 4%. L'imposta aumenta e passa al 10% con inevitabili ripercussioni sui prezzi di caffè e merendine distribuite dalle macchinette self-service.
In termini pratici, l'aumento si traduce in un rincaro di 5 centesimi per i caffè e le bevande calde e di 10 centesimi per quelle fredde e gli snack. A partire dal 9 settembre su ogni distributore sarà applicato un adesivo informativo per tutelare il consumatore ma anche per testimoniare, non senza polemiche, che la decisione non è della categoria bensì imposta dall'alto delle politiche economiche del governo. Una precisazione è d'obbligo: il passaggio al 10% riguarderà tutti i distributori presenti in luoghi pubblici come le scuole, gli ospedali, gli uffici; per quanto concerne gli altri, ad esempio all'aperto come quelli alla fermata dell'autobus, l'Iva passa al 21%.
Detenuto deve pagare l’Imu sulla casa di proprietà, perché è il carcere la sua prima abitazione
È quanto si è visto comunicare un detenuto del carcere di Bollate (Milano). Per i due appartamenti dei quali risulta co-proprietario nel comune di Monvalle, in provincia di Varese, l’ufficio tributi rende noto che il pagamento Imu va effettuato su entrambi, considerati tutti e due alla stregua di una seconda casa, in quanto, data la variazione di residenza a causa della detenzione, il carcere va considerato come prima abitazione.
Il detenuto ha denunciato l’accaduto al Garante lombardo dei carcerati, mettendo in evidenza quella che ritiene un’ingiustizia a proprio carico. A dir il vero, la prassi vuole che i detenuti cambino automaticamente la residenza anagrafica, che corrisponde appunto con l’indirizzo del penitenziario, sin dall’inizio della detenzione.
Congedi parentali ad ore: c’è ancora da attendere
È una delle novità previste per questo 2013, come aveva già sancito la legge di stabilità lo scorso dicembre, apportando una modifica legislativa in materia di congedo parentale. A partire da quest’anno è possibile fruire di questo tipo di congedo anche a ore, invece che a giornate intere, per consentire un’organizzazione più flessibile delle esigenze lavorative e familiari e gestire meglio la retribuzione mensile.
Cosa è il congedo parentale.
Quello parentale (diverso da quello di paternità e maternità) è il congedo che ogni genitore lavoratore può chiedere nei primi otto anni di vita del proprio figlio.
Insegnante rifiuta posto fisso a 62 anni. “Non ho alternative”. Due bidelle assunte a 66
Il destino a volte gioca brutti scherzi. A Lia Baffetti, insegnante precaria da oltre 30 anni, pochi giorni fa è arrivata una telefonata dal Provveditorato. E’ stata scelta per essere tra gli oltre 11 mila docenti ammessi al ruolo dal prossimo anno. E’ però stata stata costretta a rifiutare, per “motivi familiari”, ha spiegato al Fatto Quotidiano che ha pubblicato la sua storia. Gli istituti che le erano stato proposti, tutti in provincia di Grosseto (dove risiede), erano troppo lontani per la situazione familiare in cui l’insegnante si trova attualmente. “La mia – ha detto – non è pigrizia, è mancanza di alternative”. E c’è da crederle, dato che per resistere oltre trent’anni da precaria, ci vuole una buona dose di forza d’animo, giusto per usare un eufemismo.
Tares, Cgia: Aumenti fino a 1.133 euro. E si attende la service tax
La Tares, nuova tassa sui rifiuti già in vigore, si preannuncia come una mezza mazzata per le attività produttive. Secodo la Cgia, rispetto alla vecchia Tarsu o alla Tia, gli aumenti saranno considerevoli. A dirla tutta, non è una sorpresa. In ogni caso, per un capannone di 1200 mq, si arriverà a pagare fino a 1.133 euro in più rispetto al 2012 (22,7% in più). Questo, solo per il 2013, perché l’appena avvenuta abolizione dell’Imu, come conseguenza avrà l’introduzione dal 2014 della cosiddetta “service tax” (tassa concettualmente preannunciata qualche mese fa, con un altro nome). Una misura quest'ultima che il Presidente del Consiglio Enrico Letta ha presentato come di nuova concezione e che toccherà appunto i servizi locali, tra cui quello sui rifiuti e perciò anche la Tares (che dovrebbe venire inglobata).
Crisi dei consumi: chi può, spende il minimo indispensabile
<span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-3619" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2013/08/Pesche.jpg" style="width: 160px; height: 120px; margin: 3px; float: left;" width="620" height="464" />Ciò che più preoccupa è che, nonostante alcune previsioni del governo siano state rispettate, la ripresa dei consumi non si è minimamente verificata, anzi, tutto il contrario. <strong>Negli ultimi due anni le famiglie italiane hanno speso 52 miliardi in meno</strong>, in percentuale il 7.3%, hanno fatto sapere non certo entuisiaste Adusbef e Federconsumatori pochi giorni fa. Le previsioni del governo rispettate sono quelle riguardanti </span><a href="https://www.biancolavoro.it/news/1953-bollette-luce-e-gas-meno-care-da-aprile" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><strong>le bollette di luce e gas</strong></span></a><span style="color: rgb(0, 0, 0);"> che, in effetti, negli ultimi mesi sono calate nel loro importo. Merito del decreto Crescitalia messo in piedi dal governo Monti. Si ok, e tutto il resto dove lo mettiamo? Non sono mica solo le tasse a pesare sulle tasche sempre più vuote degli ltaliani, anche se innegabilmente il loro contributo in tal senso non è certo trascurabile.</span></span></span>
Lavoro, controlli su 70.000 aziende: 6 su 10 hanno evaso i contributi
L’intensa attività di controllo sulla regolarità delle imprese messa in atto dalle autorità, nei primi sei mesi del 2013 ha portato alla luce un dato molto preoccupante: su oltre 70.000 aziende ispezionate, quasi 45.000 sono risultate non in regola con il versamento dei contributi lavorativi. Sostanzialmente 6 attività su 10. I dati sono stati diffusi dal Ministero del Lavoro. Ciò che ha forse destato la maggiore sorpresa, in senso negativo, è l’incredibile aumento percentuale rispetto allo scorso anno: più 117%. In pratica le irregolarità sono più che raddoppiate. La cifra evasa (accertata) si aggira sui 260 milioni di euro.
Concessa carta di credito senza tasse né limiti di spesa: la banca rettifica e finisce in tribunale
È la storia vera di Dmitry Agarkov, quarantenne russo di Voronezh, che decide di modificare termini e condizioni del contratto di gestione della propria carta di credito, proponendone una senza tasse da pagare né limiti di spesa alla propria banca, la Tinkoff. Quest’ultima sottoscrive e rispedisce al mittente, salvo poi opporsi e denunciare l’uomo per frode. La questione è attualmente in discussione davanti al giudice, in Tribunale.
Proposta innocente o furbizia fraudolenta? Tutto inizia qualche mese fa, quando il signor Agarkov riceve a casa una lettera della propria banca, che gli propone una carta di credito. Leggendo attentamente il contratto, Agarkov trova che i tassi d’interesse e le condizioni di utilizzo non siano di suo gradimento. Detto fatto, decide di scannerizzare il contratto sul computer e di modificare i termini d’uso, proponendo l’abolizione di ogni tassa da pagare e nessun limite di spesa nonché penali da pagare in caso di ripensamenti e rescissione del contratto stesso da parte dell’istituto bancario.
Guadagnare con la passione: diventa cuoco personale
Alcuni decenni fa, nelle famiglie italiane, la preparazione di cene e pranzi per gli ospiti apparteneva quasi esclusivamente alla figura femminile.
Da allora i tempi sono molto cambiati e nonostante oggi anche gli uomini diano un importante supporto, la vita frenetica (lavoro, famiglia, studio e vari interessi) spesso non consente alle persone di dedicare tempo per la impegnativa organizzazione di feste fatte in casa propria e spesso si opta per i ristoranti. Non sono di certo un’idea sbagliata, ma spesso capita soprattutto nel fine settimana di non trovare posto nei ristoranti e doversi accontentare di qualcosa di meno gradito, altrimenti dover spendere troppo o non trovare parcheggio e altri piccoli inconvenienti. La cosa più importante però è la mancanza dell’insostituibile atmosfera della accoglienza nella propria casa con ottimo cibo preparato ad hoc per la festa.
Sgravi fiscali per chi assume ex-detenuti: lo prevede il cosiddetto decreto svuota carceri
Dopo i provvedimenti atti a contrastare la disoccupazione dei giovani non specializzati, arrivano le agevolazioni per chi assume un ex-detenuto: nella ratio del governo, un modo per favorire le categorie più svantaggiate dei senza lavoro, che più di altri possono incontrare difficoltà di inserimento in questo delicato periodo di crisi.
Con il via libera del Senato (195 voti a favore e 57 contrari tra Lega, Fratelli d’Italia e M5S), lo scorso 8 agosto è stato approvato in via definitiva il cosiddetto decreto svuota carceri, che quindi diventa legge delle Stato. L’obiettivo del legislatore è quello di trovare soluzioni al sovraffollamento delle carceri, liberando all’incirca 10.000 posti letto entro il 2016. Per questo propone l’adeguamento, il potenziamento e la messa a norma delle strutture carcerarie e l’introduzione di alcune misure che possano rappresentare un’alternativa alla detenzione e svolgersi al di fuori degli istituti penitenziari.
Dl Fare: multe, pagare subito per pagare meno
Nell’ottica di ridurre i ricorsi e facilitare i pagamenti (e, forse, anche in quella di non pesare eccessivamente sulle tasche giù vuote degli automobilisti italiani) nel Dl Fare è stata inserita una norma che prevede la possibilità di pagare un buon numero di multe usufruendo di una riduzione del 30%. Il provvedimento varrà solo se chi ha commesso l’infrazione deciderà di pagare subito, ovvero entro 5 giorni dalla data in cui viene portato a conoscenza dell'infrazione commessa. Inoltre, i benefici previsti dalla nuova norma non verranno applicati per le sanzioni più gravi, quelle che, ad esempio, prevedono il sequestro del veicolo o addirittura lo “sconfinamento” nel codice penale.
Statali: blocco stipendi fino al 2015
Tra i provvedimenti anti-crisi del Governo c’è anche quello che proroga il blocco degli adeguamenti degli stipendi (compresi gli scatti di carriera) ai dipendenti statali fino al 31-12-2014. Di fatto, quindi, se ne parlerà dal 2015 in poi. Se è vero che gli statali usufruiscono di una garanzia del posto di lavoro maggiore rispetto a chi opera nel settore privato, è anche vero che questo non è il primo blocco delle retribuzioni ai danni del settore pubblico. Analoghe iniziative erano state prese dai governi Berlusconi e Monti. La proroga approvata dal Consiglio dei Ministri dell’esecutivo di Letta prolunga il periodo di non adeguamento retributivo fino alla fine del 2014. La conseguenza, hanno spiegato i sindacati di categoria, è un potere d’acquisto in costante calo.
Congedo matrimoniale retribuito, da oggi anche per gli omosessuali
La decisione arriva dal settore privato: la Call&Call concede a tutti i propri dipendenti, senza eccezione alcuna, il congedo matrimoniale retribuito, anche se gli sposi sono omosessuali e per contrarre matrimonio sono obbligati ad andare all’estero. In Italia, si sa, il matrimonio omosessuale non è riconosciuto. E, di conseguenza, anche il relativo diritto al congedo matrimoniale retribuito di 15 giorni previsto dalla legge per tutti i dipendenti, statali e non, che decidono di sposarsi. Ma se a livello pubblico si dovrà attendere ancora un po’ per il riconoscimento di tale diritto, il settore privato si allinea alle tendenze europee e … Leggi tutto
Tagli alle auto blu (e grigie). Nel 2012 risparmiati 128 milioni
Certo il problema più grave dell’Italia in questo momento non è la spesa annuale sostenuta per le cosiddette auto blu (e grigie) ma, data la sua effettiva consistenza, non sempre giustificata e la conseguente pessima digestione della stessa da parte dell’opinione pubblica, è indubbiamente una buona notizia quella diffusa in seguito al rapporto sul monitoraggio dei costi del parco auto in dotazione alle istituzioni, legato ad un censimento permanente degli stessi. Nel 2012 infatti, sono stati risparmiati 128 milioni di euro rispetto all’anno precedente; per dirla meglio, il costo delle auto pubbliche è diminuito, se raffrontato a quello del 2011, appunto di 128 milioni di euro.
Aprono 7000 negozi in due mesi: buona notizia? Forse
Tra maggio e giugno in Italia sono stati aperti oltre 7000 negozi. Di per sé una notizia indubbiamente buona, ma potrebbe non essere tutto oro quel che ora sembra luccicare. Un dato incontestabilmente positivo però c’è. Negli scorsi due mesi, ciò che è accaduto e che non si verificava da oltre un anno e mezzo è la cosiddetta inversione di tendenza, ovvero il saldo tra le attività chiuse e quelle aperte pende, per il periodo preso in considerazione, a favore di queste ultime, contrariamente ai periodi precedenti, nei quali il numero di attività cessate ha sempre superato quello delle imprese entrate nella fase di start-up. Per l’esattezza i negozi in più sono 1422. L’inversione non è stata così significativa da cambiare il trend annuale, che rimane piuttosto negativo, ma almeno qualcosa si è mosso. I dati, diffusi da Confesercenti, vedono concentrarsi il maggior numero di attività nel Nord-Italia.
Cgia: in italia 3 milioni di lavoratori in nero. Questione di sopravvivenza
Giuseppe Bortolussi, il segretario della Cgia di Mestre non si è certo tirato indietro e l’ha detto chiaro: “In questi ultimi anni chi ha perso il lavoro non ha avuto alternative: per mandare avanti la famiglia ha dovuto ricorrere a piccoli lavoretti per portare a casa qualcosa”. Nel 2011 infatti, secondo gli studi effettuati dalla Confederazione delle imprese artigiane, la piaga del lavoro nero ha riguardato circa 3 milioni di individui. Il danno allo stato alle casse dello Stato ha superato i 43 miliardi di euro. Insomma, il fenomeno, come ha precisato lo stesso Bortolussi va indubbiamente combattuto, ma a volte è una mera questione di sopravvivenza, pur con tutti i rischi che una forma di lavoro non regolare comporta.
Expo, accordo per 800 posti a tempo determinato. Si spera sia solo l’inizio
Nello sterminato elenco di notizie non particolarmente entusiasmanti, come ad esempio il saldo negativo dei posti di lavoro previsto per fine 2013 (meno 250.000),sembra farsi strada una piccola speranza. La provenienza di quest’ultima è l’Expo 2015 di Milano. Oggi infatti, è stato firmato un accordo che prevede l’assunzione a tempo determinato di circa 800 figure, che verranno gestite con modalità in deroga rispetto alle attuali normative. Si tratta di contratti di apprendistato, stage o a tempo determinato dedicati in gran parte ai giovani, ma non solo. Ci sono voluti circa sette mesi per trovare la quadratura del cerchio, ma alla fine pare che l’estenuante lavoro di concertazione tra Expo2015 e sindacati abbia dato i suoi frutti.
Il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi non ha usato mezzi termini: serve “un taglio drastico del cuneo fiscale” e anche subito. Nell’ordine, almeno di 4-5 miliardi di euro, possibilmente recuperandoli dalla “pubblica amministrazione che spende oltre 800 miliardi l'anno”. Se si riuscisse a risparmiare una cifra pari ad una percentuale variabile tra il 2 ed il 4%, ci sarebbero “20-30 miliardi” in più da investire nell’abbassamento del cuneo fiscale. Tutto questo, secondo Squinzi, è “quello che può innescare immediatamente la ripresa dei consumi e la crescita”. E, senza dubbio, ha ragione, perché il cuneo fiscale è quel fattore che pesa più direttamente di altri sulla busta paga netta del lavoratore.
E’ di settimana scorsa la drammatica notizia del padre di famiglia che, dopo aver venduto tutto ciò che aveva, ha deciso di offrire uno dei suoi reni al miglior offerente per sfamare mogli e figli. L’uomo residente in provincia di Pordenone, seppur per mancanza di alternative, ha dimostrato un coraggio che certo non è cosa di tutti i giorni. Ha prima sfruttato ogni tipo di ammortizzatore sociale possibile e poi venduto gli ori di famiglia. Ora che non è rimasto niente, l’ultima risorsa a cui fare ricorso è divenuta il suo stesso corpo. Tutto questo ha dell’incredibile, soprattutto se si pensa che viviamo in un paese considerato da tutti “avanzato”, per industrializzazione, civiltà, cultura. Eppure la crisi infinita sembra riuscire a distruggere tutto e tutti.
Entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2014 l'aumento stabilito per il regime dell'Iva vigente sugli alimenti e le bevande dei distributori automatici, attualmente al 4%. L'imposta aumenta e passa al 10% con inevitabili ripercussioni sui prezzi di caffè e merendine distribuite dalle macchinette self-service.
Il destino a volte gioca brutti scherzi. A Lia Baffetti, insegnante precaria da oltre 30 anni, pochi giorni fa è arrivata una telefonata dal Provveditorato. E’ stata scelta per essere tra gli oltre 11 mila docenti ammessi al ruolo dal prossimo anno. E’ però stata stata costretta a rifiutare, per “motivi familiari”, ha spiegato al Fatto Quotidiano che ha pubblicato
La Tares, nuova tassa sui rifiuti già in vigore, si preannuncia come una mezza mazzata per le attività produttive. Secodo la Cgia, rispetto alla vecchia Tarsu o alla Tia, gli aumenti saranno considerevoli. A dirla tutta,
L’intensa attività di controllo sulla regolarità delle imprese messa in atto dalle autorità, nei primi sei mesi del 2013 ha portato alla luce un dato molto preoccupante: su oltre 70.000 aziende ispezionate, quasi 45.000 sono risultate non in regola con il versamento dei contributi lavorativi. Sostanzialmente 6 attività su 10. I dati sono stati diffusi dal Ministero del Lavoro. Ciò che ha forse destato la maggiore sorpresa, in senso negativo, è l’incredibile aumento percentuale rispetto allo scorso anno: più 117%. In pratica le irregolarità sono più che raddoppiate. La cifra evasa (accertata) si aggira sui 260 milioni di euro.

Tra i provvedimenti anti-crisi del Governo c’è anche quello che proroga il blocco degli adeguamenti degli stipendi (compresi gli scatti di carriera) ai dipendenti statali fino al 31-12-2014. Di fatto, quindi, se ne parlerà dal 2015 in poi. Se è vero che gli statali usufruiscono di una garanzia del posto di lavoro maggiore rispetto a chi opera nel settore privato, è anche vero che questo non è il primo blocco delle retribuzioni ai danni del settore pubblico. Analoghe iniziative erano state prese dai governi Berlusconi e Monti. La proroga approvata dal Consiglio dei Ministri dell’esecutivo di Letta prolunga il periodo di non adeguamento retributivo fino alla fine del 2014. La conseguenza, hanno spiegato i sindacati di categoria, è un potere d’acquisto in costante calo.
Certo il problema più grave dell’Italia in questo momento non è la spesa annuale sostenuta per le cosiddette auto blu (e grigie) ma
Tra maggio e giugno in Italia sono stati aperti oltre 7000 negozi. Di per sé una notizia indubbiamente buona, ma potrebbe non essere tutto oro quel che ora sembra luccicare. Un dato incontestabilmente positivo però c’è. Negli scorsi due mesi, ciò che è accaduto e che non si verificava da oltre un anno e mezzo è la cosiddetta inversione di tendenza, ovvero il saldo tra le attività chiuse e quelle aperte pende, per il periodo preso in considerazione, a favore di queste ultime, contrariamente ai periodi precedenti, nei quali il numero di attività cessate ha sempre superato quello delle imprese entrate nella fase di start-up. Per l’esattezza i negozi in più sono 1422. L’inversione non è stata così significativa da cambiare il trend annuale, che rimane piuttosto negativo, ma almeno qualcosa si è mosso. I dati, diffusi da Confesercenti, vedono concentrarsi il maggior numero di attività nel Nord-Italia.

Nello sterminato elenco di notizie non particolarmente entusiasmanti, come ad esempio il