Mercato auto ancora in calo

Non accennano ad arrestarsi le brutte notizie per il mercato dell’auto europeo (27 Paesi UE più quelli Efta). Secondo quanto comunicato dall’Acea, l’associazione che riunisce i costruttori del settore nel vecchio Continente, il mercato si sarebbe contratto di altri 4,9 punti percentuali a quota 686.957 vetture, contro le 722.458 vetture conseguite appena un anno fa. Il dato di agosto contrasta altresì con la buona ripresa ottenuta a luglio, quando le vetture vendute erano cresciute del 4,9 per cento a quota 1.002.824 unità. Complessivamente, precisa ancora l’Acea, nei primi otto mesi dell’anno il mercato ha registrato 8.144.714 vetture, con un calo del 5,2%.

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Lavorare nell’informatica: il settore non conosce crisi

Stando a quanto sostiene la recente analisi Professioni e Lavoro nel XXI Secolo, curata da Glocus, entro il 2015 in tutta Europa si prevedono circa 900 mila posti di lavoro vacanti a causa della scarsità di figure professionali appartenenti ai comparti Ict: ne consegue che i giovani italiani (soprattutto quelli in grado di specializzarsi su specifici segmenti, e quelli disponibili alla mobilità internazionale) potranno ottenere la giusta soddisfazione mediante un percorso professionale in tale settore.

È sempre la stessa ricerca a sottolineare, d’altronde, come nel nostro Paese il trend di impiego nell’informatica sia decisamente in crescita, e come le offerte di lavoro si concentrino soprattutto nel Nord Italia, dove le aziende sono per il 70 per cento operatori di settore e per la rimanente parte dipartimenti information technology di grandi realtà produttive e di servizi.

Ma quali sono le figure più richieste? Sempre stando all’analisi recentemente citata, le figure più richieste sono quelle relative ai programmatori Java, in ambito Microsoft, i consulenti Erp specializzati nei gestionali di impresa (soprattutto Sap), ma anche sviluppatori, analisi programmatori, tecnici hardware, system administrator, industrial support engineer, help desk informatici e sistemisti.

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La disoccupazione si combatte con l’outplacement

È quanto sostiene il senatore Tiziano Treu, curatore del libro intitolato “Employability per persone e imprese”: uno studio sulle politiche “attive” del lavoro, quelle che guardano all’outplacement come a una soluzione per combattere la disoccupazione, rinunciando a quelle assistenzialiste, costose ed inefficaci.

Tra aprile e giugno del 2013, i rilevatori Istat hanno registrato oltre tre milioni di disoccupati in Italia, sfiorando quindi la soglia del 12% , di cui circa la metà con più di 35 anni. E purtroppo la maggior parte di lunga durata, vale a dire senza lavoro da oltre un anno. Un dato triste ed allarmante, anche in considerazione del fatto che la cifra è raddoppiata negli ultimi cinque anni e che quindi attualmente un disoccupato su due non lavora da più di 12 mesi.

La considerazione che ne deriva è che in Italia l’approccio al problema è errato, sia da un punto di vista legislativo che sociale.

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Lavorare come Maestra di Asilo Nido a Torino

Per lavorare come maestra negli asili nido di Torino e nella regione Piemonte è necessario essere in possesso dei titoli di studio idonei, secondo quanto indicato dalle leggi regionali.
Ci sono differenze fra asilo nido comunale e asilo privato: il livello minimo di istruzione richiesto prima delle varie modifiche di legge era il diploma conseguito presso un istituto magistrale ad indirizzo pedagogico, che attualmente è spendibile solo per lavorare in un asilo nido privato.

In merito alla Regione Piemonte i testi di riferimento con i requisiti sono:
Legge Regionale L.R. 3/1973
D.G.R. 28-9454 del 26 maggio 2003
D.G.R. 20-11930/2004
D.G.R. 13-2738/2006

Nello specifico questi sono i possibili titoli di studio idonei per candidarsi al posto di educatore in asilo nido:
diploma di puericultrice (fino ad esaurimento del titolo);

 

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Disoccupazione giovanile: in tre anni persi 1 milione di posti di lavoro

Secondo quanto riferito dalle ultime tabelle Istat in merito all’andamento del mercato del lavoro, nel corso degli ultimi tre anni il numero degli occupati under 35 sarebbe passato da quota 6,3 milioni di unità a 5,3 milioni di unità, con un’emorragia di un milione di giovani. Sempre secondo le tabelle Istat, ad essere maggiormente in difficoltà sarebbero i giovani compresi nella fascia anagrafica tra i 25 e i 34 anni di età, per i quali si sarebbe riscontrato un calo di occupazione di 750 mila unità.

In altri termini, la fascia d’età anagrafica più penalizzata dal deterioramento del mercato del lavoro sarebbe quella più “delicata”, ovvero la fascia di coloro che hanno terminato gli studi universitari e sta cercando di metter su famiglia. Nel corso del secondo trimestre del 2013, proseguiva l’Istituto, in tale fascia lavoravano appena 4,329 milioni di persone, contro i 5,089 milioni di tre anni prima. Ne consegue che il tasso di occupazione è passato dal 70,1 per cento del 2007 al 65,9 per cento del 2010 e, quindi, all’odierno 60,2 per cento, con appena 6 persone su 10 al lavoro nell’età di maggiore attività.

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Voucher per Co-working: Risparmiate lavorando in condivisione

Il co-working è la modalità di condivisione degli spazi lavorativi che permette a più professionisti di poter svolgere la propria attività (indipendente) in un'area comune.

Una tendenza che all'estero è ben più affermata che all'interno del nostro Paese, ma che proprio in Italia sta conoscendo una nuova primavera, considerando che – complice la crisi – sono sempre di più i nostri connazionali che lavorano in un ufficio condiviso, andando a risparmiare sulle bollette energetiche, sulla connessione ad internet, sui servizi integrati, e così via. A fiutare il nuovo trend è stato altresì il Comune di Milano, che insieme alla Camera di commercio del capoluogo lombardo ha scommesso sul co-working destinato 300 mila euro a un fondo che promuoverà – in 24 aree della città – l'iniziativa che prevede l'erogazione di un voucher utile per accedere alle postazioni allestite nelle zone nelle quali si potrà lavorare in condivisione.

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Tagliare il cuneo fiscale: per Squinzi servono 4- 5 miliardi subito

Il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi non ha usato mezzi termini: serve “un taglio drastico del cuneo fiscale” e anche subito. Nell’ordine, almeno di 4-5 miliardi di euro, possibilmente recuperandoli dalla “pubblica amministrazione che spende oltre 800 miliardi l'anno”. Se si riuscisse a risparmiare una cifra pari ad una percentuale variabile tra il 2 ed il 4%, ci sarebbero “20-30 miliardi” in più da investire nell’abbassamento del cuneo fiscale. Tutto questo, secondo Squinzi, è “quello che può innescare immediatamente la ripresa dei consumi e la crescita”. E, senza dubbio, ha ragione, perché il cuneo fiscale è quel fattore che pesa più direttamente di altri sulla busta paga netta del lavoratore.

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Vende un rene per sfamare la famiglia: l’ultima risorsa è il proprio corpo

E’ di settimana scorsa la drammatica notizia del padre di famiglia che, dopo aver venduto tutto ciò che aveva, ha deciso di offrire uno dei suoi reni al miglior offerente per sfamare mogli e figli. L’uomo residente in provincia di Pordenone, seppur per mancanza di alternative, ha dimostrato un coraggio che certo non è cosa di tutti i giorni. Ha prima sfruttato ogni tipo di ammortizzatore sociale possibile e poi venduto gli ori di famiglia. Ora che non è rimasto niente, l’ultima risorsa a cui fare ricorso è divenuta il suo stesso corpo. Tutto questo ha dell’incredibile, soprattutto se si pensa che viviamo in un paese considerato da tutti “avanzato”, per industrializzazione, civiltà, cultura. Eppure la crisi infinita sembra riuscire a distruggere tutto e tutti.

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Bonus per assunzioni over 50 e donne

 <span style="font-size:14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-1796" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2011/02/frnch.jpg" style="width: 159px; height: 118px; margin: 3px; float: left;" width="400" height="296" />Il governo ha stanziato nuove risorse per favorire le assunzioni di over 50 e donne. Cerchiamo allora di comprendere come, e in che misura, l&rsquo;esecutiva punta a contribuire all&rsquo;incremento dell&rsquo;occupazione in due fasce lavorative particolarmente &ldquo;deboli&rdquo;.</span></span></span>

A chi spetta l’incentivo
L’incentivo spetta ai datori di lavoro (sia imprese che professionisti), incluse le cooperative di lavoro, mentre non spetta per i rapporti di lavoro ripartito, domestico, intermittente e accessorio (voucher). Le assunzioni agevolate saranno quelle disciplinate da un contratto a tempo indeterminato o a termine, e anche in caso di part-time; l’agevolazione è inoltre prevista anche in caso di trasformazione a tempo indeterminato di un precedente rapporto a termine agevolato (la cosiddetta stabilizzazione), e per le assunzioni a scopo di somministrazione.

Quanto pesa l’incentivo
L’incentivo consiste nella riduzione al 50% dei contributi a carico previdenziali del datore di lavoro. In proposito, il ministero ha chiarito come il bonus sia riferibile non solamente “ai contributi sociali dovuti all’Inps, bensì anche ai premi assicurativi dovuti all’Inail”: ne consegue che, in altri termini, la riduzione della metà non è relativa solamente ai contributi Inps, ma anche ai premi assicurativi dell’istituto nazionale, per i neoassunti. Per quanto invece attiene la durata dell’incentivo, questa dipende principalmente dalla forma di contratto di lavoro. Più esattamente:

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Aumenta l’Iva per i distributori automatici: e la pausa caffè diventa più amara

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Entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2014 l'aumento stabilito per il regime dell'Iva vigente sugli alimenti e le bevande dei distributori automatici, attualmente al 4%. L'imposta aumenta e passa al 10% con inevitabili ripercussioni sui prezzi di caffè e merendine distribuite dalle macchinette self-service.

In termini pratici, l'aumento si traduce in un rincaro di 5 centesimi per i caffè e le bevande calde e di 10 centesimi per quelle fredde e gli snack. A partire dal 9 settembre su ogni distributore sarà applicato un adesivo informativo per tutelare il consumatore ma anche per testimoniare, non senza polemiche, che la decisione non è della categoria bensì imposta dall'alto delle politiche economiche del governo. Una precisazione è d'obbligo: il passaggio al 10% riguarderà tutti i distributori presenti in luoghi pubblici come le scuole, gli ospedali, gli uffici; per quanto concerne gli altri, ad esempio all'aperto come quelli alla fermata dell'autobus, l'Iva passa al 21%.

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Detenuto deve pagare l’Imu sulla casa di proprietà, perché è il carcere la sua prima abitazione

È quanto si è visto comunicare un detenuto del carcere di Bollate (Milano). Per i due appartamenti dei quali risulta co-proprietario nel comune di Monvalle, in provincia di Varese, l’ufficio tributi rende noto che il pagamento Imu va effettuato su entrambi, considerati tutti e due alla stregua di una seconda casa, in quanto, data la variazione di residenza a causa della detenzione, il carcere va considerato come prima abitazione.

Il detenuto ha denunciato l’accaduto al Garante lombardo dei carcerati, mettendo in evidenza quella che ritiene un’ingiustizia a proprio carico. A dir il vero, la prassi vuole che i detenuti cambino automaticamente la residenza anagrafica, che corrisponde appunto con l’indirizzo del penitenziario, sin dall’inizio della detenzione.

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Congedi parentali ad ore: c’è ancora da attendere

È una delle novità previste per questo 2013, come aveva già sancito la legge di stabilità lo scorso dicembre, apportando una modifica legislativa in materia di congedo parentale. A partire da quest’anno è possibile fruire di questo tipo di congedo anche a ore, invece che a giornate intere, per consentire un’organizzazione più flessibile delle esigenze lavorative e familiari e gestire meglio la retribuzione mensile.

Cosa è il congedo parentale.

Quello parentale (diverso da quello di paternità e maternità) è il congedo che ogni genitore lavoratore può chiedere nei primi otto anni di vita del proprio figlio.

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Insegnante rifiuta posto fisso a 62 anni. “Non ho alternative”. Due bidelle assunte a 66

Il destino a volte gioca brutti scherzi. A Lia Baffetti, insegnante precaria da oltre 30 anni, pochi giorni fa è arrivata una telefonata dal Provveditorato. E’ stata scelta per essere tra gli oltre 11 mila docenti ammessi al ruolo dal prossimo anno. E’ però stata stata costretta a rifiutare, per “motivi familiari”, ha  spiegato al Fatto Quotidiano che ha pubblicato la sua storia. Gli istituti che le erano stato proposti, tutti in provincia di Grosseto (dove risiede), erano troppo lontani per la situazione familiare in cui l’insegnante si trova attualmente. “La mia – ha detto – non è pigrizia, è mancanza di alternative”.  E c’è da crederle, dato che per resistere oltre trent’anni da precaria, ci vuole una buona dose di forza d’animo, giusto per usare un eufemismo.

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Tares, Cgia: Aumenti fino a 1.133 euro. E si attende la service tax

La Tares, nuova tassa sui rifiuti già in vigore, si preannuncia come una mezza mazzata per le attività produttive. Secodo la Cgia, rispetto alla vecchia Tarsu o alla Tia, gli aumenti saranno considerevoli. A dirla tutta, non è una sorpresa.  In ogni caso, per un capannone di 1200 mq, si arriverà a pagare fino a 1.133 euro in più rispetto al 2012 (22,7% in più).  Questo, solo per il 2013, perché l’appena avvenuta abolizione dell’Imu, come conseguenza avrà l’introduzione dal 2014 della cosiddetta “service tax” (tassa concettualmente preannunciata qualche mese fa,  con un altro nome). Una misura quest'ultima che il Presidente del Consiglio Enrico Letta ha presentato come di nuova concezione e che toccherà appunto i servizi locali, tra cui quello sui rifiuti e perciò anche la Tares (che dovrebbe venire inglobata).

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Crisi dei consumi: chi può, spende il minimo indispensabile

 <span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-3619" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2013/08/Pesche.jpg" style="width: 160px; height: 120px; margin: 3px; float: left;" width="620" height="464" />Ci&ograve; che pi&ugrave; preoccupa &egrave; che, nonostante alcune previsioni del governo siano state rispettate, la ripresa dei consumi non si &egrave; minimamente verificata, anzi, tutto il contrario. <strong>Negli ultimi due anni le famiglie italiane hanno speso 52 miliardi in meno</strong>, in percentuale il 7.3%, hanno fatto sapere non certo entuisiaste Adusbef e Federconsumatori pochi giorni fa. Le previsioni del governo rispettate sono quelle riguardanti </span><a href="https://www.biancolavoro.it/news/1953-bollette-luce-e-gas-meno-care-da-aprile" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><strong>le bollette di luce e gas</strong></span></a><span style="color: rgb(0, 0, 0);"> che, in effetti, negli ultimi mesi sono calate nel loro importo. Merito del decreto Crescitalia messo in piedi dal governo Monti. Si ok, e tutto il resto dove lo mettiamo? Non sono mica solo le tasse a pesare sulle tasche sempre pi&ugrave; vuote degli ltaliani, anche se innegabilmente il loro contributo in tal senso non &egrave; certo trascurabile.</span></span></span>

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Lavoro, controlli su 70.000 aziende: 6 su 10 hanno evaso i contributi

L’intensa attività di controllo sulla regolarità delle imprese messa in atto dalle autorità, nei primi sei mesi del 2013 ha portato alla luce un dato molto preoccupante: su oltre 70.000 aziende ispezionate, quasi 45.000 sono risultate non in regola con il versamento dei contributi lavorativi. Sostanzialmente 6 attività su 10. I dati sono stati diffusi dal Ministero del Lavoro. Ciò che ha forse destato la maggiore sorpresa, in senso negativo, è l’incredibile aumento percentuale rispetto allo scorso anno: più 117%. In pratica le irregolarità sono più che raddoppiate. La cifra evasa (accertata) si aggira sui 260 milioni di euro.

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Concessa carta di credito senza tasse né limiti di spesa: la banca rettifica e finisce in tribunale

È la storia vera di Dmitry Agarkov, quarantenne russo di Voronezh, che decide di modificare termini e condizioni del contratto di gestione della propria carta di credito, proponendone una senza tasse da pagare né limiti di spesa alla propria banca, la Tinkoff. Quest’ultima sottoscrive e rispedisce al mittente, salvo poi opporsi e denunciare l’uomo per frode. La questione è attualmente in discussione davanti al giudice, in Tribunale.

Proposta innocente o furbizia fraudolenta? Tutto inizia qualche mese fa, quando il signor Agarkov riceve a casa una lettera della propria banca, che gli propone una carta di credito. Leggendo attentamente il contratto, Agarkov trova che i tassi d’interesse e le condizioni di utilizzo non siano di suo gradimento. Detto fatto, decide di scannerizzare il contratto sul computer e di modificare i termini d’uso, proponendo l’abolizione di ogni tassa da pagare e nessun limite di spesa nonché penali da pagare in caso di ripensamenti e rescissione del contratto stesso da parte dell’istituto bancario. 

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Sgravi fiscali per chi assume ex-detenuti: lo prevede il cosiddetto decreto svuota carceri

Dopo i provvedimenti atti a contrastare la disoccupazione dei giovani non specializzati, arrivano le agevolazioni per chi assume un ex-detenuto: nella ratio del governo, un modo per favorire le categorie più svantaggiate dei senza lavoro, che più di altri possono incontrare difficoltà di inserimento in questo delicato periodo di crisi.

Con il via libera del Senato (195 voti a favore e 57 contrari tra Lega, Fratelli d’Italia e M5S), lo scorso 8 agosto è stato approvato in via definitiva il cosiddetto decreto svuota carceri, che quindi diventa legge delle Stato. L’obiettivo del legislatore è quello di trovare soluzioni al sovraffollamento delle carceri, liberando all’incirca 10.000 posti letto entro il 2016. Per questo propone l’adeguamento, il potenziamento e la messa a norma delle strutture carcerarie e l’introduzione di alcune misure che possano rappresentare un’alternativa alla detenzione e svolgersi al di fuori degli istituti penitenziari.

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Dl Fare: multe, pagare subito per pagare meno

Agenti di Polizia

Nell’ottica di ridurre i ricorsi e facilitare i pagamenti (e, forse, anche in quella di non pesare eccessivamente sulle tasche giù vuote degli automobilisti italiani) nel Dl Fare è stata inserita una norma che prevede la possibilità di pagare un buon numero di multe usufruendo di una riduzione del 30%. Il provvedimento varrà solo se chi ha commesso l’infrazione deciderà di pagare subito, ovvero entro 5 giorni dalla data in cui viene portato a conoscenza dell'infrazione commessa. Inoltre, i benefici previsti dalla nuova norma non verranno applicati per le sanzioni più gravi, quelle che, ad esempio, prevedono il sequestro del veicolo  o addirittura lo “sconfinamento” nel codice penale.

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Statali: blocco stipendi fino al 2015

Tra i provvedimenti anti-crisi del Governo c’è anche quello che proroga il blocco degli adeguamenti degli stipendi (compresi gli scatti di carriera) ai dipendenti statali fino al 31-12-2014. Di fatto, quindi,  se ne parlerà dal 2015 in poi. Se è vero che gli statali usufruiscono di una garanzia del posto di lavoro maggiore rispetto a chi opera nel settore privato, è anche vero che questo non è il primo blocco delle retribuzioni ai danni del settore pubblico.  Analoghe iniziative erano state prese dai governi Berlusconi e Monti.  La proroga approvata dal Consiglio dei Ministri dell’esecutivo di Letta prolunga il periodo di non adeguamento retributivo fino alla fine del 2014. La conseguenza, hanno spiegato i sindacati di categoria, è un potere d’acquisto in costante calo.

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