In Italia “il paese del posto fisso”, risulta oramai che l’82% delle aziende offre al personale forme di lavoro flessibile.
La maggioranza delle aziende italiane ritiene che il lavoro flessibile determini maggiori vantaggi in termini di produttività del personale, riduzione dei costi e migliore equilibrio vita e lavoro per i dipendenti. Il 58% delle aziende ritiene che il lavoro flessibile comporti costi minori rispetto al lavoro fisso .
Dalla ricerca condotta da Regus, che ha coinvolto 17.000 aziende in 80 paesi, emerge che l’Italia si colloca vicino agli USA. Per quanto riguarda invece gli altri paesi europei, le percentuali delle aziende che hanno adottato un modello di lavoro flessibile vedono la Spagna al primo posto con l’88%, la Francia e Regno Unito con l’83% e all’ultimo posto la Germania con il 76%.
In Italia “il paese del posto fisso”, risulta oramai che l’82% delle aziende offre al personale forme di lavoro flessibile.
Per il dirigente sindacale della Cgil Fulvio Fammoni il ripristino dei Fus, ossia dei fondi spettanti allo spettacolo e alla cultura, rappresenta un primo successo dei lavoratori, delle associazioni, delle istituzioni e dei sindacati, che si sono battuti contro i tagli del governo. La decisione è arrivata dopo l’ondata di proteste di manifestazioni contrarie ai tagli nel settore. Il Fus torna a 428 milioni, nei dettagli del decreto entra il Mibac. Il quale indica che questi dal 2011 saranno assegnati in misura permanente al ministero per i Beni e le Attività culturali.
A fine gennaio i ministri Gelmini, Sacconi e Meloni hanno presentato il “
17 Marzo 2011, festeggiamo i 150 anni dell’Unità D’Italia.
«Difendiamo la scuola pubblica e insieme la Costituzione “ spiega il segretario generale della Flc Cgil, Mimmo Pantaleo.

In questo periodo è quotidianamente all’ordine del giorno la tanto agognata legge per le “quote rosa”. Si tratta di un provvedimento per il quale i consigli di amministrazione dovrebbero avere per legge una quota fissa di donne.
Dal recente rapporto Istat sui dati occupazionali nel nostro paese, emerge il forte divario economico e sociale tra Italia settentrionale e meridionale. Il lavoro nero ad esempio: nel sud dell’Italia, quasi un lavoratore su cinque può essere considerato irregolare.
Nonostante siamo nell’epoca del progresso e della globalizzazione, in cui si parla di emancipazione, di diritti e di parità tra gli individui, le donne europee guadagnano in media il 15% in meno degli uomini. Quelle italiane dai dati Eurispes invece il 16% in meno rispetto ai colleghi, con uno scarto annuale medio che si aggira sui quattromila euro.

E’ di pochi giorni or sono la notizia dell’aumento della disoccupazione giovanile in Italia, un problema che rende evidente come la crisi abbia pesato soprattutto sulle opportunità delle nuove generazioni.

Ieri sera è andata in onda la prima puntata di “Il Contratto – Gente di Talento” su LA7. Abbiamo volutamente evitato di parlarne in anticipo poiché è tanto particolare come iniziativa il fatto di fare un show della ricerca di lavoro, da indurci ad attendere prima di dare valutazioni ed opinioni.
Il sig. Michele C. si è registrato qualche tempo fa’ su Bianco Lavoro. Lo scorso giovedì il nostro staff gli ha inviato una cortese e-mail segnalandogli molte offerte di lavoro sulla zona di residenza da lui indicata nella registrazione: Milano.
