Il prossimo 21 marzo 2015 scadrà la possibilità per i giovani e futuri startupper di presentare i loro progetti per la seconda edizione di Rds Startup Lab, che porterà il vincitore ad ottenere una somma pari a 35mila euro e un biglietto per l’America, più precisamente nella SiliconValley, per perfezionare le proprie conoscenze e acquisirne di ulteriori, per poi e ritornare in Italia, una volta formato, e dare vita al proprio futuro. Insomma il vincitore trascorrerà diversi mesi avrà la possibilità di“rubare”, nel senso più positivo possibile, competenze e segreti dei più noti e apprezzati imprenditori lavorando al loro fianco.

Rds Startup Lab, come partecipare e a chi è rivolto
Dall’impavida Emilia Romagna. In un paese tremendamente complicato come l’ Italia fare i giornalisti può essere molto, molto stimolante. Il mio capo dice di me che i collegamenti che “tiro fuori” esulano dalle possibilità dei comuni mortali. Non ho mai capito se prenderlo come un complimento o no.



Inventare e reinventarsi. Nel mondo del lavoro è ormai questo l’imperativo. Vale anche per i

Secondo le ultime stime della Commissione Europea, nel
Mercato dell’usato o second hand ecnomomy (economia di seconda mano): è questa la nuova frontiera del consumo socio –economico che in Italia vale ben 18 milioni di euro. Doxa e Subito.it hanno infatti sottolineato come esso abbia ormai un importante peso sui consumi degli italiani stimando che tale pratica realizzi l’1% del PIL del nostro Paese e coinvolge il 44% dei cittadini. Insomma, il mercato dell’usato è di fatto una nuova forma di scambio a livello macro, in grado di ridefinire i consumi e, per questo, contrastare la crisi e la mancanza di liquidità Il 71% degli italiani ha infatti fatto acquisti di seconda mano, per risparmiare qualcosa. Perr Guido Argieri di Doxa il mercato dell’usato “è oggi una realtà in molti paesi, e lo sta diventando anche in Italia, e non è un caso che questo fenomeno si stia espandendo proprio ora, in un momento storico di grande cambiamento e dinamismo caratterizzato da un bisogno dell’individuo di avere un ruolo sempre più attivo nella propria società ed economia e nelle scelte della vita di tutti i giorni”.
Secondo una ricerca compiuta da Jon Messenger, responsabile del gruppo che si occupa delle condizioni di lavoro all’ILO, l’Organizzazione Internazionale del Lavoro dell’Onu, si dovrebbe lavorare solo quattro giorni a settimana e non cinque o più. Questo per diversi motivi che coinvolgono in primis la salute psico-fisica del lavoratore. E’ poi una questione di restare al passo con i tempi, seguendo così il pensiero di Ricard Branson, fondatore della Virgin e di tanti altri imprenditori e manager considerati all’avanguardia, che puntano cioè più sulla qualità del lavoro che sulla quantità.

Erasmus e lavoro giovanile; a quanto pare una relazione perfetta. Secondo un recente studio della Commissione Europea sull‘impatto dell’Erasmus ai fini lavorativi, i giovani che durante il loro percorso universitario hanno fatto un’esperienza di studio all’estero hanno migliori possibilità di occupazione. O meglio, la loro possibilità di restare disoccupati sembra dimezzarsi. Il programma Erasmus dal 1987 consente agli studenti europei di trascorrere un periodo di studio in uno dei Paesi dell’Unione. E’ una vera e propria esperienza di vita che pare implementare quelle caratteristiche che poi aiuteranno ad essere più intraprendenti ed efficaci nel mondo del lavoro. Lo studio è firmato da esperti indipendenti del CHE Consult di Berlino assieme al Brussels Education Service, il Compostela Group of Universities e l’Erasmus Student Network ed è stato effettuato su un campione di circa circa 80 mila persone.
Sono sempre di più gli italiani che decidono di
Sono migliaia i giovani studenti che, quest’estate, vorrebbero lavorare nella raccolta della frutta. A qualcuno magari sembrerà strano, ma ben il 68% di essi sogna un mestiere estivo totalmente green e la raccolta della frutta pare essere uno dei mestieri più ambiti . E’ quanto ciò emerge dalla lettura dei dati raccolti nel dossier intitolato Lavorare e vivere green in Italia, presentato a Firenze in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente proclamata dall’Onu. L’inizio dell’estate offre quindi agli studenti più giovani (l’età è quella compresa fra i 16 ai 25 anni) che vogliono mettersi alla prova e affacciarsi nel mondo del lavoro, ottime opportunità d’impiego nella campagna che infatti pare essere la meta più gettonata, o quantomeno quella che meglio soddisfa il rapporto fra domande ed offerta.
Combattere la disoccupazione in cui si è finiti reinventandosi imprenditori,con l’idea di mettere in piedi attività utili alla comunità di appartenenza. Due progetti diversi in via di sviluppo fra Varese e la provincia di Bologna colpiscono per fantasia e intelligenza progettuale.
C’è crisi? Nessun problema, basta inventarsi di sana pianta un lavoro. In questo caso quello del “codista”, ovvero fare la fila al posto degli altri. Apparentemente sembrerebbe anche facile. Fare la coda alla Posta per ritirare una raccomandata o pagare delle bollette, mettersi in fila in banca, al supermercato o davanti a qualsiasi servizio clienti potrebbe sembrare il mestiere più semplice del mondo; invece no.
Charitystars, Terraxchange e Xmetrics sono solo tre delle idee imprenditoriali di alcuni giovani che, grazie alla loro originalità, verranno sostenute dal Comune di Milano con 28 mila euro a fondo perduto e un ufficio a titolo gratuito. All’interno di FabriQ (
Facendo da intermediario fra domanda ed offerta, all’interno del progetto Filo diretto, il Comune di Curtatone (Mantova), si propone di trovare lavoro ai suoi cittadini e di creare, così, un legame fra imprese, residenti e territorio. Grazie ad un accordo con Camera di Commercio e alla Provincia, infatti, il Comune è entrato a far parte dell’iniziativa denominata Network delle competente e delle azioni territoriali per l’occupazione e la competitività e si è preposto l’obiettivo di raccogliere tutti i curricula dei suoi residenti per creare legami più ampi e trovare soprattutto un posto di lavoro ai residenti in cerca di una occupazione.
Se tutto filasse liscio come l’olio, si potrebbero creare ben 300.000 posti di lavoro in tutta Europa, attraverso la produzione di carburanti dai rifiuti. Questo, secondo una recente ricerca ad opera di alcune organizzazioni ambientaliste. Riutilizzando gli scarti provenienti dall’agricoltura e dai rifiuti urbani si possono creare biocarburanti, ovvero combustibili ottenuti indirettamente da grano, mais, bietola, canna da zucchero e non solo e di cui fanno parte il bioetanolo, il biodisel, gli idrocarburi e gli olii vegetali. Cosa lega, però, tale processo di trasformazione dei rifiuti in carburante alla creazione di nuovi posti di lavoro? Come, cioè, una tale produzione può avere una ricaduta positiva sul mercato occupazionale? Secondo un recente studio ad opera di una coalizione di ONG ambientaliste e di istituti di ricerca investendo di più sui biocarburanti si potrebbero creare, entro il 2030, in tutta l’Unione Europea, ben trecentomila posti di lavoro in più.