Recentemente abbiamo pubblicato un focus sull’incontro tra domanda e offerta di lavoro, o per meglio dire sulle ragioni tecnico-numeriche per le quali esso non avviene così spesso come dovrebbe, inficiando i livelli occupazionali. Questi ultimi infatti, restano spesso bassi non solo per una mancanza strutturale del lavoro in sé, ma anche perché sul mercato ci sono decine di migliaia di lavoratori, magari anche bravissimi, che però hanno caratteristiche e competenze che non corrispondono alla domanda di lavoro delle aziende. Proviamo a fare un altro passo: perché queste “caratteristiche e competenze” non corrispondono? Bella domanda. Come accennato nel precedente post le ragioni sono quantitativamente incalcolabili, ma qualcosa, pur di assolutamente parziale, si può dire lo stesso.
Angelo Sanna
Smart&Start: nuovo bando ministeriale per startup innovative

Con la pubblicazione lo scorso 13 novembre in Gazzetta Ufficiale del decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 24 settembre 2014 è ufficialmente partito il nuovo programma Smart&Start, dedicato alle Startup innovative. Il primo progetto Smart&Start è stato varato l’anno scorso: con il Decreto Ministeriale del 6 marzo 2013 sono stati stanziati 190 milioni di euro per finanziare piccole imprese di nuova costituzione e programmi di investimento elaborati da imprese digitali o a contenuto tecnologico, operanti nel mezzogiorno e nel territorio aquilano.
Tutte le opportunità della sharing economy

Durante i periodi di crisi si assiste alla nascita di nuove opportunità e ad un ritorno verso azioni e pratiche già conosciute ma passate in secondo piano con il sopraggiungere della modernità. La recessione economica che ha colpito una larga fetta di popolazione dei paesi occidentali negli ultimi anni è stata terreno fertile per sviluppare fonti alternative di reddito e nuovi mestieri. In questo contesto la sharing economy è un fenomeno che ha conosciuto una grande espansione. A testimoniarlo ci sono la miriade di piattaforme online attraverso le quali si incontrano domanda e offerta di beni e servizi e attorno alle quali si sono radunate folte community. E infatti è stato proprio il web ad agevolare la crescita e lo svilupparsi dei fenomeni collaborativi.
Sharing economy: il ruolo fondamentale di Internet
L’ incontro tra domanda e offerta di lavoro, parliamone un po’ (1°parte)
L’assenza cronica di lavoro è aggravata dal mancato incontro tra domanda e offerta. Più semplicemente, un numero maggiore di individui avrebbe un posto di lavoro, se tale incontro avvenisse più spesso.

Ma cos’è, precisamente, l’ incontro tra domanda e offerta di lavoro? E perché è così complicato? Chissà in quanti si saranno fatti queste e mille altre domande a riguardo. Proviamo a dare qualche risposta. Innanzitutto va detto che in tempi di crisi permanente, il lavoro effettivamente manca. Con questo s’intende che la domanda quantitativa di lavoro delle imprese, vale a dire il numero di lavoratori richiesti dalla totalità delle aziende in attività, non è in grado di coprire totalmente l’offerta, ovvero quel numero è inferiore a quello della somma degli individui alla ricerca di un impiego.
Precari: perchè alcuni datori di lavoro li preferiscono?
Abbiamo già parlato degli effetti del lavoro precario sia sulla psiche dei lavoratori che sulla loro efficienza e produttività . Oggi invece ci concentreremo sull’altro lato della barricata, quello dei datori di lavoro. Certo non tutti, ma alcuni tra questi ultimi sono spesso inclini ad assumere personale su basi contrattuali non stabili, ovvero lavoratori precari perché? C’è un discorso economico, sicuramente, ma anche gli svantaggi legati, ad esempio, al turnover. Qui cerchiamo di dare alcune risposte a questa domanda.
Precari e flessibilità
Trovare un lavoretto con i social: ecco Tabbid
Quante volte, assorbiti dagli impegni lavorativi o dalla famiglia, rimandiamo le cose da fare? Quanti “lavoretti” avremmo volentieri delegato a qualcuno? Dalle riparazioni in casa alla manutenzione del giardino, sono molte le incombenze che non abbiamo voglia e tempo di portare a termine. E quante volte invece ci siamo trovati nella difficile situazione di voler o dover trovare un lavoretto? Tabbid nasce per dare una risposta a questo problema e contemporaneamente, consentendo ai suoi iscritti di guadagnare qualcosa, magari praticando i loro hobby. Questa è la filosofia del cosiddetto social dei “lavoretti”, diventata una vera e propria startup grazie al lavoro e alla motivazione dei due creatori, Alessandro Notarbartolo e Laura Volpi.
Come trovare un lavoretto con Tabbid
Il lavoro precario diminuisce l’efficienza del lavoratore?

Abbiamo già affrontato il tema del lavoro precario e dei suoi effetti sulla psiche del lavoratore . Oggi invece vogliamo focalizzarci su un altro aspetto tipico delle formule contrattuali che non danno sicurezza a chi ne è coinvolto: l’efficienza lavorativa. La domanda è: un lavoratore precario è meno produttivo di un lavoratore con il posto fisso? Cerchiamo di capirne di più.
Timore
Jobs Act: Cgil, Governo e Confindustria. Un weekend bollente
Il weekend di fuoco del Jobs Act. A Firenze, durante l’edizione “governativa” della Leopolda Matteo Renzi non si è scomposto, nemmeno di fronte al “milione di persone” portate in piazza dalla Cgil, stando alle cifre diffuse dal sindacato stesso per voce del leader Susanna Camusso. Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, al convegno dei giovani industriali ha detto di non credere che “in questo momento di grave crisi manifestazioni o scioperi siano la migliore delle soluzioni”. Gli scioperi, sono quelli annunciati durante la manifestazione di ieri proprio dalla Cgil. E’ la battaglia, di posizione ma non solo, sul Jobs Act a tenere banco nell’ultimo weekend di ottobre, che ha visto contrapporsi da una parte Renzi ed il suo governo (“La piazza non può fermare il Paese”), dall’altra lo storico sindacato dalle bandierine rosse. E da una terza parte Confindustria, la quale pur restando prudente ha plaudito alla scelta del Governo di “eliminare dall’Irap il costo del lavoro”.
Jobs Act, ma anche Legge di stabilità: i temi caldi
Lavoro precario: conseguenze psicologiche e rimedi
A tempo determinato, co.co.co, co.co.pro o con una partita IVA “fasulla”. Sono tante le tipologie di lavoro precario. Soprattutto in questo periodo di crisi i contratti danno sempre meno garanzie al lavoratore. A parte le ovvie conseguenze pratiche, come l’incertezza di un’entrata economica e l’impossibilità di poter fare un qualsiasi tipo di progetto almeno di medio termine, esistono anche importanti conseguenze psicologiche dovute ad una situazione di lavoro precario. Oggi proviamo a vederci un po’ più chiaro, cercando di capire quali sono quelle più importanti.
Il lavoro precario come fonte di stress
Professionisti: come riconoscere i migliori e scegliere quello giusto
Intutito, problem solving, attenzione, ascolto. Tutte caratteristiche che appartengono ai professionisti.
Saper ascoltare, una qualità sottovalutata che però aiuta nel lavoro
Saper ascoltare è una dote fondamentale, anche sul lavoro.
Costo del lavoro, robot al posto delle persone: rivoluzione in Volkswagen?
Il tema non è nuovo, ma è di quelli che ogni volta fa discutere animatamente. Umani sostituiti da robot per ridurre il costo del lavoro. Pur rivoluzionaria, trattasi per ora di un’opinione, ma espressa in forma scritta da Horst Neumann, direttore delle risorse umane di Volkswagen, un certo effetto indubbiamente lo fa. Neumann ha infatti scritto in un articolo per il Süddeutsche Zeitung (storico quotidiano tedesco) che, al posto dei prossimi pensionati, “verranno presi dei robot”, ormai a quanto pare in grado di sostituire gli umani anche nei processi produttivi più complicati. In parole povere non dovrebbe esserci, almeno in alcuni reparti Volkswagen, quel ricambio generazionale di cui invece tanto si parla in Italia. La mancata staffetta tra lavoratori anziani e giovani (con robot al posto di questi ultimi) riguarderebbe comunque solo i reparti produttivi, dove però secondo lo stesso Neumann sarebbe impegnata circa la metà dell’attuale forza lavoro Volkswagen.
Il problema del costo del lavoro
Mi lamento sempre del mio lavoro, ma sono un cretino

E-mail pervenuta a La Posta di Bianco Lavoro
Qualche giorno fa sono stato per lavoro nella sede milanese di una grossa azienda (ovviamente non farò il nome). Al momento di andarmene però sono rimasto bloccato da uno sciopero. Alcune decine di persone si sono piazzate davanti al cancello e per un po’ di tempo (non molto a dirla tutta), bloccando ingressi ed uscite. Per quel poco che ho capito un bel po’ di gente lì rischia il licenziamento. C’erano alcuni giovani, ma più che altro madri e padri di famiglia. In quei pochi minuti di attesa forzata mi è venuto da pensare a varie cose: la prima è che quando mi lamento del mio lavoro (cioè sempre), in poche parole, sono un cretino. E’ vero, ci sono milioni di problemi, si potrebbe lavorare molto meglio, lo stipendio non è quello che vorrei, però.. cavolo… io almeno lavoro.
Rete dei servizi pubblici per l’impiego: che cos’è e come funziona
Nei giorni scorsi la Commissione Europea ha annunciato la creazione della Rete dei servizi pubblici per l’impiego, una nuova struttura di cooperazione volta ad aiutare gli Stati membri nel coordinamento delle loro politiche e azioni tese a contrastare la disoccupazione e rafforzare il quadro della governance economica europea. La Rete dei servizi pubblici per l’impiego è stata creata con decisione del Parlamento europeo e del Consiglio, adottata nel maggio 2014, affinché sia ottimizzata l’efficienza dei servizi pubblici per l’impiego mediante una collaborazione più stretta, conformemente a quanto previsto dal pacchetto per l’occupazione, varato nel 2012.
Rete dei servizi pubblici per l’impiego: le finalità
Il modello tedesco di Renzi, Giubileo: “Giusto, ma qui non si può fare”
L’analisi del ricercatore Francesco Giubileo sul “modello tedesco” che il premier Renzi vorrebbe adottare. Giusto, ma..
Swap Party: l’app per scambiarsi i vestiti via smartphone in gara nella ItCup
Cos’è e come funziona Swap Party, la app che permette agli utenti di scambiare vestiti usati e molto altro. Maggior risparmio e minor inquinamento.
Informatore farmaceutico: chi è, cosa fa e opportunità di carriera
Focus sulla figura professionale dell’informatore farmaceutico. Chi è, cosa fa, come diventarlo e opportunità di carriera.
Lavorare all’estero: l’Italia è molto ambita secondo Indeed Hiring Lab

Una recente ricerca condotta su scala mondiale da Indeed Hiring Lab e riguardante le tendenze globali relative all’andare a lavorare all’estero, ha messo in luce ciò che a molti sembrerà quantomeno un paradosso: l’Italia è tra le prime dieci destinazioni al mondo per ciò che concerne la ricerca di un posto di lavoro da paesi stranieri. Precisamente, nel rapporto redatto dall’Osservatorio Indeed, che tiene in considerazione ben 55 paesi, si trova al nono posto, dietro a Brasile e Sud Africa. Il dato è chiaro è mostra come nonostante le sue pesanti difficoltà economiche, migliaia di lavoratori, primi fra tutti americani, inglesi e tedeschi, ripongano le loro speranze di trovare un posto di lavoro nel Bel Paese, puntando prevalentemente sul settore alberghiero e su quello del marketing.
Startup: a Brescia il contest Superstarter. In palio 40.000 euro
Il 3 e 4 ottobre all’interno del Supernova Festival 2014 si terrà Superstarter, un contest per startup pensato per quelle idee che aspirano a diventare imprese reali, nate con lo scopo di unire il mobile computing all’internet delle cose. Sostenuto da Tsc e dalla Camera di commercio di Brescia, Superstarter mette in palio un premio del valore di 40.000 euro. Una cifra considerevole, proveniente per metà da fondi di finanziamento e per la restante parte dai servizi forniti dal Superpartes Innovation Campus. Quest’ultimo metterà a disposizione della startup vincitrice una serie di strumenti e di competenze che la aiuteranno a trasformarsi da ottima idea a impresa “pronta per il mercato”, nonché gli spazi dello stesso campus., per un periodo d’incubazione di 12 mesi. Il contest finale (che vedrà sfidarsi cinque progetti) si terrà sabato 4 all’Università di Brescia.
Non licenziare: l’appello anti-crisi del ministro Guidi

Il recente appello a non licenziare del Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi ha toccato un argomento vitale, quello del mantenimento del posto di lavoro. In un’intervista a Repubblica il Ministro ha chiamato in causa gli industriali italiani, in particolare quelli che “hanno i bilanci in ordine”, i quali “devono fare il possibile per mantenere i livelli occupazionali”. Ed è infatti proprio la disoccupazione, a livelli ormai troppo elevati, ad influire pesantemente sull’economia nazionale, sui consumi e più in generale sull’intero tenore di vita della nazione. Niente che non si sappia a dire il vero, ma sempre meglio parlarne che non farlo.