E chi lo avrebbe mai detto che nell’Italia che “vanta” un tasso di disoccupazione di poco inferiore al 12% (e che sfiora il 40% tra i giovani), ci fossero così tanti imprenditori rimasti a bocca asciutta? Stando alla panoramica fornita da Unioncamere e dal ministero del Lavoro, infatti, nel 2015, molte aziende private hanno faticato a reperire le risorse di cui avevano bisogno.

L’indagine – che ha coinvolto 100 mila imprese interpellandole sui loro fabbisogni occupazionali e formativi – ha sostanzialmente rilevato che gli imprenditori, nel 10,6% dei casi, non sono riusciti ad assumere personale sufficientemente formato. Di contro, due assunzioni su cinque, tra gli under 30, hanno premiato i candidati con elevate skill digitali ovvero coloro che hanno dimostrato di saper utilizzare al meglio i mezzi tecnologici che (com’è ormai noto a tutti) concorrono attivamente alla crescita dell’azienda. Più nello specifico: la Lombardia è la regione in cui si è registrata la maggiore richiesta di professionisti digitali (26,2%), seguita dal Lazio (12,2%) e dal Piemonte (9,3%).
Giornalista pubblicista, mi muovo con interesse nel poliedrico mondo della comunicazione cercando di trarre insegnamento e ispirazione da ogni singolo incontro. Insegnante nella scuola pubblica, ho perfezionato la mia formazione nella didattica dell’italiano agli stranieri.
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