Il prossimo 16 dicembre scadono i termini per il pagamento della seconda rata della Tasi e non tutti i contribuenti italiani conoscono l’importo che devono versare. L’elenco dei Comuni in cui non è ancora stato chiarito quali aliquote o detrazioni debbano essere applicate al saldo di fine anno è infatti abbastanza lungo. Le delibere sui tributi locali dovevano essere presentate entro il 30 luglio, ma molte amministrazioni sono arrivate in ritardo generando così un po’ di confusione.

Per chi deve mettere mano al portafogli, si profilano due possibilità. Nel caso in cui nel Comune di appartenenza non sia stata emanata alcuna delibera a modifica di aliquote e/o detrazioni, la somma da versare sarà uguale a quella corrisposta lo scorso giugno per il pagamento della prima rata. Nel caso in cui, al contrario, nel proprio Comune sia stata pubblicata una delibera di modifica, ci si dovrà rifare alle nuove disposizioni e prepararsi a sborsare qualcosa in più. Ma c’è anche una terza opzione che coinvolge i contribuenti di tutte quelle amministrazioni che hanno tardato a presentare le delibere con le aliquote modificate. Come ci si comporterà? Le nebbie non sono ancora state diradate.
Giornalista pubblicista, mi muovo con interesse nel poliedrico mondo della comunicazione cercando di trarre insegnamento e ispirazione da ogni singolo incontro. Insegnante nella scuola pubblica, ho perfezionato la mia formazione nella didattica dell’italiano agli stranieri.
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