A Lecce e Brindisi immigrati sfruttati nel fotovoltaico

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Dietro il fenomeno dello sfruttamento degli extracomunitari nei parchi fotovoltaici nelle province di Lecce e Brindisi, potrebbe esserci un’organizzazione criminale.

Da racconti degli operai che hanno presentato denuncia contro la Tecnova, la società spagnola che ha avuto in subappalto dall’Ute, la costruzione di numerosi impianti fotovoltaici i cui referenti da alcuni giorni sono spariti nel nulla, lasciando due mesi di stipendio da pagare ai circa 750 lavoratori impiegati.

Le dichiarazioni degli immigrati al vaglio della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, traccerebbe un quadro ancora più oscuro di quello emerso nelle scorse settimane, dal momento che gli uomini impiegati nei cantieri della Tecnova sarebbero giunti in Salento da diverse parti d’Italia, rispondendo alle chiamate di intermediari italiani e stranieri.

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Il 65% dei manager desidera lavorare anche dopo il pensionamento

Diversi sono i motivi che spingono le persone a proseguire l’attività lavorativa anche quando potrebbero godersi il meritato riposo.

Al di là della crisi economica e del fatto che oggi si vive più a lungo, esistono degli studi che rivelano come continuare a lavorare anche dopo la pensione aiuta a mantenersi in salute.

Con l’attuale normativa la possibilità di lavorare anche dopo il pensionamento è favorita senza alcuna limitazione, sia con contratti di lavoro dipendente che in forma di lavoro autonomo.

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Italia: l’82% delle aziende offre lavoro flessibile… ma la disoccupazione raggiunge il 30%

In Italia “il paese del posto fisso”, risulta oramai che l’82% delle aziende offre al personale forme di lavoro flessibile.

La maggioranza delle aziende italiane ritiene che il lavoro flessibile determini maggiori vantaggi in termini di produttività del personale, riduzione dei costi e migliore equilibrio vita e lavoro per i dipendenti. Il 58% delle aziende ritiene che il lavoro flessibile comporti costi minori rispetto al lavoro fisso .

Dalla ricerca condotta da Regus, che ha coinvolto 17.000 aziende in 80 paesi, emerge che l’Italia si colloca vicino agli USA. Per quanto riguarda invece gli altri paesi europei, le percentuali delle aziende che hanno adottato un modello di lavoro flessibile vedono la Spagna al primo posto con l’88%, la Francia e Regno Unito con l’83% e all’ultimo posto la Germania con il 76%.

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Vittoria per i lavoratori dello spettacolo e della cultura: ripristinati i fondi

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Per il dirigente sindacale della Cgil Fulvio Fammoni il ripristino dei Fus, ossia dei fondi spettanti allo spettacolo e alla cultura, rappresenta un primo successo dei lavoratori, delle associazioni, delle istituzioni e dei sindacati, che si sono battuti contro i tagli del governo. La decisione è arrivata dopo l’ondata di proteste di manifestazioni contrarie ai tagli nel settore. Il Fus torna a 428 milioni, nei dettagli del decreto entra il Mibac. Il quale indica che questi dal 2011 saranno assegnati in misura permanente al ministero per i Beni e le Attività culturali.

Tali fondi saranno così ripartiti: 149 milioni di euro al Fondo Unico per lo Spettacolo, 80 milioni di euro alla tutela e al recupero del patrimonio storico, architettonico, artistico e archeologico e 7 milioni di euro agli istituti culturali.

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Giovani e disoccupazione: i ministri Sacconi, Meloni e Gelmini accusano “inattitudine all’umiltà”

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A fine gennaio i ministri Gelmini, Sacconi e Meloni hanno presentato il “piano occupazione giovani” per il 2011 una manovra di 1 miliardo e 82 milioni di euro per facilitare la transizione dal mondo della scuola a quello del lavoro, accusando i giovani di “ inattitudine all’umiltà”, dichiarando che” c’è un pezzo di paese che quando si parla di lavoro manuale non capisce”.

I ministri dimenticano però che tanti giovani sono costretti a districarsi tra le offerte di lavoro più inqualificabili per entrare nel circuito del lavoro e poterci restare, ma ovviamente sempre come precari, perché chiedere un lavoro a tempo indeterminato con le dovute garanzie, anche dopo anni di gavetta è un miracolo al giorno d’oggi.

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CISL: rinnovo CCNL Commercio e Terziario

E’ stata sottoscritta tra Fisascat-Cisl , Uiltucs-Uil, e Confcommercio l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL nel Terziario . L’intesa interessa circa 3 milioni di lavoratrici e lavoratori addetti nella grande distribuzione e nelle piccole aziende della distribuzione del terziario e dei servizi.

Uno degli aspetti dell’intesa è quello di essere riusciti a mantenere l’unicità del contratto nel settore e aver disciplinato le materie in modo chiaro e minuzioso dentro i contenuti e gli obiettivi del nuovo modello contrattuale del 22.01.2009.

La durata del CCNL è pari ad un triennio. Sono confermati i due livelli di contrattazione nazionali, aziendali o territoriali, disciplinando le materie dei rispettivi livelli. L’aumento salariale (calcolato in relazione all’indice IPCA) è complessivamente quasi 1.800,00 euro in più in busta paga nel triennio 2011-2013.

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17 Marzo 2011 “non si lavora”: ha vinto il valore civile degli Italiani

17 Marzo 2011, festeggiamo i 150 anni dell’Unità D’Italia.

Dopo tante polemiche per arrivare a questo giorno, il buon senso dell’unità del nostro Paese ha prevalso sulle divisioni. Uno dei primi scontri ha riguardato Ignazio La Russa il ministro della Difesa e Maria Stella Gelmini il ministro della Pubblica Istruzione, il quale intendeva festeggiare la ricorrenza dell’Unità d’Italia, facendo rimanere aperte le scuole.

Alla Gelmini il ministro Ignazio La Russa ha replicato che: il 17 marzo deve essere una festa di serie A, sostenendo di essere pronto a proporre un decreto in Consiglio dei Ministri.

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Riforma Giustizia Alfano, cosa cambia?

Bozza Alfano sulla riforma della Giustizia, cosa prevede?

E’ da anni, dal lontano 1994, che Berlusconi annuncia la riforma della Giustizia. Da tempo e senza alcuna adeguata discussione in Parlamento, la riforma del sistema giudiziario italiano viene invocata da più parti, spesso annunciata a mò di spot (elettorale e non).

E dopo ben 21 anni, in un periodo tormentato per il Presidente del Consiglio impiegato a difendere se stesso da accuse gravissime, assistiamo ad una sorte di accelerazione che, seppur legittima, non sembra arrivare in un periodo davvero favorevole per qualsivoglia tipologia di riforma.

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Sciopero degli avvocati: No alla media conciliazione

Dal 16 al 22 marzo gli avvocati si asterranno da tutte le udienze per protestare contro l’entrata in vigore dell’obbligo della media conciliazione.

 

Il Blocco completo dell’attività forense è decisa dall’Oua, l’Organismo unitario dell’avvocatura, contro l’obbligatorietà della mediaconciliazione e la “rottamazione”della giustizia civile.

Nel mirino dei legali la novità che entrerà in vigore dal 21 marzo quando, prima di adire il tribunale o il giudice di pace sarà obbligatoria la preventiva visita presso uno degli organismi di mediazione accreditati dal ministero della Giustizia.

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FLC e CGIL: in piazza per difendere la Costituzione ed i tagli nella Scuola Pubblica

«Difendiamo la scuola pubblica e insieme la Costituzione “ spiega il segretario generale della Flc Cgil, Mimmo Pantaleo.

Il presidente del consiglio, ha fatto intendere di non tenere in considerazione due principi della Costituzione: la libertà di insegnamento che non può essere determinata da improvvisazioni personali e il declassamento della scuola pubblica a favore di quella privata.

Le sue parole riflettono quelle di una politica praticata, dove tutto ruota solo in funzione delle regole economiche come si deduce dalle iniziative della stessa ministra Gelmini: tagliando oltre 130 mila insegnanti e 45 mila tecnici-amministrativi, ha squalificato la scuola pubblica, senza far mistero di preferire quella privata.

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Diminscuono i morti sul lavoro, ma… difficile morire quando di è disoccupati

Concorso Inail

Alcuni giorni fa abbiamo pubblicato un articolo di news che riprendeva un comunicato INAIL:

Morti bianche, sotto i mille decessi e cali forti in agricoltura

In pratica l’INAIL “certifica” e “festeggia” per il successo della diminuzione degli incidenti. Non era un articolo di “opinione” ma semplicemente una “notizia” che riporta i fatti.

Un attento lettore, Lucio Pinetti, attraverso Facebook scrive:

“ma tutti state cadendo in questa trappola del regime ? le morti bianche sono in aumento di circa il 50% non è vero che sono in diminuzione, facciamo i calcoli e vi renderete conto. La crisi che ci ha investiti ha ridotto la forza lavoro di circa il 70% in edilizia, gli incidenti sono diminuiti del 20% sugli occupati totale 50% in più, stesso discorso vale in agricoltura se contiamo le imprese fallite vediamo che il numero è relativo alle imprese attive ed è quindi logico che sono in diminuzione.

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Offese ed insulti sul lavoro: lista di 7 sentenze della Cassazione

cassazione

Nel contesto lavorativo può capitare di perdere la pazienza, purtroppo nei casi peggiori può accadere che dalle discussioni si arrivi agli insulti e alle minacce , anche se è sempre consigliabile affrontare i problemi confrontandosi in modo civile. Tuttavia la Cassazione ha stabilito attraverso diverse sentenze che gli insulti o alcune parole di troppo, in …

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Quote rosa, quella legge per le donne che fa male alle donne

quoterosa
In questo periodo è quotidianamente all’ordine del giorno la tanto agognata legge per le “quote rosa”. Si tratta di un provvedimento per il quale i consigli di amministrazione dovrebbero avere per legge una quota fissa di donne.

Favorire le pari opportunità è giustissimo, trovare sistemi idonei per permettere alle donne di avere stessi diritti e doveri degli uomini è sacrosanto, ma questa legge proprio non mi va giù.

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Occupazione e retribuzione: differenze tra nord e sud

Dal recente rapporto Istat sui dati occupazionali nel nostro paese, emerge il forte divario economico e sociale tra Italia settentrionale e meridionale. Il lavoro nero ad esempio: nel sud dell’Italia, quasi un lavoratore su cinque può essere considerato irregolare.

Le differenze tra sud e centro-nord sono evidenti anche nella produzione di ricchezza: qui emerge l’insufficienza della produzione del Mezzogiorno, dove tutte le regioni sono costrette a importare beni e servizi a sostegno di consumi e investimenti per una quota del Pil spesso superiore a venti punti percentuali.

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Donne e lavoro: le discriminazioni che restano

Nonostante siamo nell’epoca del progresso e della globalizzazione, in cui si parla di emancipazione, di diritti e di parità tra gli individui, le donne europee guadagnano in media il 15% in meno degli uomini. Quelle italiane dai dati Eurispes invece il 16% in meno rispetto ai colleghi, con uno scarto annuale medio che si aggira sui quattromila euro.

Si va da un minimo dell’1,7% nelle professioni meno qualificate a un massimo del 20,8% nell’ambito degli operai specializzati. Stessa situazione per le mansioni cosiddette intellettuali, dove la differenza media di reddito arriva al 18,8%, e perfino nelle attività commerciali. Migliore è la situazione fra gli impiegati in cui lo scarto si riduce fino al 3,9% e fra i dirigenti 3,3%.

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8 Marzo, si parla di donne e lavoro: misure concrete per l’occupazione

dichiarazione stampa di Stefano Colli-Lanzi*

In occasione della festa dell’8 marzo, mi preme sottolineare che il tema della conciliazione dei tempi tra vita professionale e privata – in inglese il work life balance – non è un dibattito astratto ma una priorità del Paese sia da un punto di vista demografico che economico.

Prima di tutto demografico perché in IItalia il numero medio di figli per donna è attualmente di 1,41, insufficiente – in termini statistici – per garantire un naturale equilibrio demografico (2,1 figli).

 

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Dal tronista alla velina, uomini e donne davvero disposti a tutto per la carriera?

veline

In una società in cui veline e tronisti sembrano essere i modelli da emulare per far carriera e aver successo, cosa resta dell’impegno, della tenacia, del sacrificio, dello studio e della serietà per arrivare a un traguardo professionale in cui gli individui possano sentirsi veramente realizzati e soddisfatti di se stessi? Verso che tipo di società stiamo andando?

La televisione sicuramente ha una sua responsabilità nel presentare modelli vuoti e superficiali alle nuove generazioni ma il problema è ancora più grave: gli adolescenti non hanno più modelli veri da seguire, la stessa famiglia ha perso il ruolo più importante, quello di educare ai valori sapendo anche dire dei “no” .

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Giovani e Lavoro, Gi Group apre ai talenti e sbarca su Facebook

collilanzi
E’ di pochi giorni or sono la notizia dell’aumento della disoccupazione giovanile in Italia, un problema che rende evidente come la crisi abbia pesato soprattutto sulle opportunità delle nuove generazioni.

Gi Group, l’agenzia di lavoro che offre il più ampio spettro di servizi per il mercato in diversi Paesi (oltre l’Italia anche in Europa, Sud America e nel continente asiatico), ha deciso di non stare a guardare e ha annunciato una serie di iniziative che mirano a offrire maggiori opportunità per i giovani, favorendo l’incontro tra domanda e offerta.

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Professione insegnante: come cambia la scuola con la riforma Gelmini

scuolamedia

La riforma Gelmini ha cambiato in modo radicale la scuola e la formazione iniziale degli insegnanti, che attualmente si trovano a fare i conti con delle regole diverse per accedere all’insegnamento.

Il nuovo regolamento che è entrato in vigore dal 15 febbraio, si propone di valorizzare la funzione del docente attraverso l’acquisizione di competenze disciplinari, psico-pedagogiche, organizzative e relazionali necessarie a far in modo che gli allievi raggiungano i risultati di apprendimento, previsti dall’ordinamento vigente.

Quanto ai percorsi formativi finalizzati all’insegnamento variano in base al grado dell’istruzione scolastica.

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LA7: Il Contratto! Valutazioni della prima puntata

sabnob

Ieri sera è andata in onda la prima puntata di “Il Contratto – Gente di Talento” su LA7. Abbiamo volutamente evitato di parlarne in anticipo poiché è tanto particolare come iniziativa il fatto di fare un show della ricerca di lavoro, da indurci ad attendere prima di dare valutazioni ed opinioni.

Diciamo così: poteva anche andare peggio, qualche spunto positivo c’è stato sicuramente. Anche se i timori che avevamo prima dell’inizio del programma si sono tutti rivelati fondati: nonostante La7 dichiarasse che non si sarebbe trattato di un “reality” ma di un “documentario”, beh…. invece sembrava proprio un reality, stile Grande Fratello, con tanto di “confessionale” e “nomination”.

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