a2a assume tecnici dell’energia, addetti alla sicurezza, addetti al marketing e risorse umane

Il gruppo a2a è una multiutility operante nella produzione, vendita e distribuzione di energia elettrica, vendite e distribuzione del gas, produzione, distribuzione e vendita di calore tramite reti di teleriscaldamento, gestione dei rifiuti, gestione del ciclo integrato idrico. La società sta cercando di assumere nuove risorse da impiegare nelle proprie sedi: vediamo quali sono le posizioni aperte, quali i requisiti utili per candidarsi, e in che modo inoltrare il proprio cv.

La prima figura ricercata è quella dell’addetto alla sicurezza, che possa presidiare le procedure sulla sicurezza delle attività in Centrale e delle attività operative sui cantieri. Il profilo del candidato risponderà ai seguenti requisiti: Diploma tecnico, preferibilmente perito chimico; Conoscenza della lingua inglese; Buona conoscenza del pacchetto Office; Conoscenze pregresse in materia di sicurezza, qualità e ambiente; Età massima 29 anni.

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Auchan assume: tutte le offerte di lavoro 2013

Auchan è uno dei più noti operatori della grande distribuzione organizzata. Grazie ad una presenza radicata sul territorio nazionale, e alle multicompetenze presenti al suo interno, un lavoro in Auchan può rappresentare una gradevole occasione di entrare nel comparto alle dipendenze di uno dei player di maggior rilievo. Vediamo dunque nel dettaglio quali sono le posizioni aperte presso le sedi e i punti vendita Auchan, e in che modo potersi candidare.

Capo Reparto Pescheria Ipermercato Milano Est

La società cerca un capo reparto pescheria per l’Ipermercato della piazza di Milano est, con esperienza nel settore GDO per il reparto di riferimento. La figura ricercata avrà la responsabilità della gestione commerciale ed economica, gestendo in autonomia il conto economico del proprio reparto, e dovrà possedere buone doti di management per la gestione di un team di professionisti. Requisiti richiesti sono una esperienza pregressa nel settore, la conoscenza dei prodotti, la capacità di gestione economica e manageriale.

Capo Reparto Salumeria e Formaggi Stand Ipermercato Milano Est

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Vodafone: offerte lavorative per neolaureati, professionisti e stage per studenti per 2013

Vodafone, uno dei principali gruppi telefonici mondiali, sta cercando nuove risorse professionali da inserire all’interno delle proprie strutture operative, amministrative e commerciali. Cerchiamo allora di approfondire quali siano i profili posti a disposizione dall’azienda, e in che modo potersi candidare per coprire uno dei ruoli indicati.

Posti di lavoro per studenti e neolaureati

Gli studenti e i neolaureati che desiderano poter approcciare al mondo Vodafone possono ben sfruttare l’accesso al Vodafone Discover Program, un percorso interfunzionale di 12 mesi che, dopo aver svolto una settimana di formazione sull’organizzazione e sulle priorità di business, permetterà al giovane di poter effettuare una prima esperienza di assignment focalizzata sul contatto diretto con i nostri clienti Enterprise e Consumer, per sperimentare le proprie capacità commerciali, acquisire maggiore conoscenza dei prodotti e delle offerte Vodafone ma soprattutto comprendere le richieste, le aspettative e le necessità dei nostri clienti.

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La valutazione delle performance lavorative

Nel mondo del lavoro anglosassone, così come in molte società multinazionali, è normale avere in azienda dei processi di valutazione delle performance (la migliore traduzione che ho trovato per performance reviews) dei dipendenti, in maniera organizzata e strutturata. Non insomma delle “sensazioni” del datore di lavoro e delle valutazioni fatte su richiesta ed improvvisate alla …

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Green Jobs, formazione e sbocchi professionali in tempo di crisi: intervista all’Associazione GPP Salento

Abbiamo incontrato un gruppo di giovani trentenni pugliesi che armati di buona volontà e tanta determinazione hanno fondato l’Associazione “GPP Salento” (/) conducendo attività di studio e di ricerca riguardanti le opportunità di lavoro provenienti dalla sostenibilità ambientale all’interno della Pubblica Amministrazione attraverso la sensibilizzazione alla cultura del GPP (Green Public Procurement o meglio acquisti pubblici verdi) e individuando per il prossimo futuro una crescente richiesta di figure professionali in quest’ambito, rivelatosi come uno dei settori capaci di offrire considerevoli prospettive di lavoro per le nuove generazioni.

L’associazione si è avvalsa di un comitato scientifico composto da figure professionali diverse tra cui il Dott. Matteo Malorgio, dottore in scienze ambientali; l'Avv. Carlo Luigi Casciaro e Gianluigi Tundo, Presidente dell’Associazione, informatico ed esperto in tematiche di GPP. Per comprendere meglio cos’è il GPP nello specifico e in che modo questo settore possa essere una risorsa interessante da un punto di vista lavorativo per le nuove generazioni, abbiamo posto alcune domande ai membri dell’associazione.

Cos’è il GPP e cosa tratta nello specifico?

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Facebook aiuta nel mondo del lavoro?

Una grossa azienda nel settore automotive mi incaricò di ricercare un ingegnere elettronico con particolari requisiti e competenze pregresse. Non era un profilo affatto semplice e dopo alcuni giorni ed un po' di CV ricevuti e scartati ero in alto mare. Quando, colpo di scena, mi arriva una richiesta di amicizia su Facebook; ricordavo a malapena il nome, era un vecchio compagno di scuola di cui avevo perso le tracce da 15 o 20 anni… accetto l'amicizia e (come si fa sempre in maniera automatica) vado subito a guardarmi il profilo… e cosa scopro?! Si era laureato in ingegneria elettronica, aveva avuto importanti esperienze lavorative all'estero ed in quel momento lamentava con alcuni post il fatto di faticare nella ricerca di occupazione ora che era rientrato in Italia.

Colsi la palla al balzo e gli inviai un messaggio privato spiegandogli che mi occupavo di selezione e stavo cercando una figura professionale molto simile alla sua, chiedendo se poteva essere interessato ad approfondire. Rispose immediatamente in chat e nel giro di poche ore, CV alla mano e chiaccherata via Skype concordammo un appuntamento. Per farla breve, salì sul treno in giorno successivo (eravamo comunque in regioni ben distanti) e lo presentai all'azienda mia cliente che fu ben lieta di assumerlo ed addirittura di pagargli le spese di alloggio per i primi mesi.

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Food photographer: come fotografare il cibo trasforma l’appetito in una professione

Una vocazione, più che un mestiere. Una passione che si trasforma in professione, e che spesso non si apprende con scuole, corsi e master, ma da autodidatta, con tanta pratica e a furia di tentativi. Stiamo parlando del mestiere di fotografo, che al proprio interno si specializza in vari settori: dal reportage alla naturalistica, dalla moda allo still life (natura morta e oggetti) fino al food (che è una branca dello still life), solo per fare qualche esempio.

I fotografi di food, nello specifico, sono coloro che si occupano di cibo, fotografando piatti per ristoranti o per articoli giornalistici di cucina e per libri di ricette, ma anche prodotti e packaging per aziende. Un’attività particolare, che richiede attenzione minuziosa ai dettagli e una certa “fame”. Sì, perché un bravo foodphotographer sa rendere appetitosi i piatti e i prodotti che fotografa, e deve invogliare a mangiarli chi li guarda.

Per quanto riguarda la formazione, le scuole di fotografia che prevedono un percorso professionale stanno sorgendo recentemente, e in Italia non sono molte; le affiancano corsi di laurea come quelli del Dams di Bologna, che però ha un’impronta più critica che pratica. Per questo spesso la maggior parte dei fotografi è autodidatta.

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Pubblicità norvegese: come non diventare un bamboccione come gli italiani

Nel 2000 ho passato sei mesi in Norvegia, studiando per un master post-laurea e lavorando nel folkloristico mercato del pesce di Bergen (le nostre lire erano carta straccia a fronte delle loro corone ed i soldi della borsa di studio bastavano giusto per l'abbonamento dell'autobus…).

Già all'epoca era pieno nei supermercati di prodotti simil-italiani, come in tutta Europa vero, ma lì di più. Si andava dalla mozzarella con la bandiera italiana (a forma di parallelepipedo) alla pizza “grandiosa”, alla pasta “Squisita” (che secondo loro è la più consumata in Italia), al caffè solubile "Alfredo".

Anche in TV non mancavano le pubblicità con l'Italia ed i suoi stereotipi, ne ricordo una in particolare con un medico-playboy italiano che aveva la fila di vecchiette innamorate che andavano da lui fingendosi malate o un'altra con chiari riferimenti alla “pizza e mandolino” per pubblicizzare un “olio d'oliva”.

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Linguaggio del corpo mal interpretato, esperienza reale

Nell’ambito della mia attività di ricerca e selezione del personale, mi capitò di inviare a colloquio presso un’azienda cliente una candidata validissima, si chiama Sara, che aveva lavorato con ottimi risultati in altre aziende in cui la avevo proposta. Si trattava di una mansione per impiegata commerciale estero; dopo il colloquio, la responsabile di selezione dell’azienda mi chiamò dicendo: “Come curriculum e preparazione va benissimo, ma ha avuto un tic nervoso all’occhio ed alla mascella che mi fa dedurre che nelle situazioni di stress non ce la fa a reggere; tale tic è anche indicatore di difficoltà a relazionarsi con colleghi e superiori e segnale di come la candidata si senta inadeguata al ruolo da ricoprire”.

Tale analisi mi lasciò davvero perplesso, per prima cosa poiché conoscevo la candidata ed in precedenza la avevo anche accompagnata a dei colloqui in grosse aziende, dove si era presentata egregiamente e senza alcun tic… inoltre pur credendo nella scientificità e buon utilizzo che si può fare delle tecniche di analisi del “linguaggio del corpo”, una “diagnosi” così dettagliata non la avevo mai sentita nemmeno dal dr. Cal Lightman del serial Lie to me

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Lavorare come doula: intervista a Laurence Landais

La testimonianza di una donna che, avendo vissuto sulla propria pelle le ansie e le paure che costellano questo stravolgente cammino, ha deciso di mettersi al servizio delle altre donne diventando una doula.

Vuoi avere successo? Rispondi a queste 10 domande

Un alto Quoziente Intellettivo (QI) assicura il successo? Non sempre.

Avete mai preso in considerazione il vostro QS (Quoziente di successo)? Ecco 10 domande per scoprirlo.

L'orientatore americano Geoffrey James consiglia di porsi queste 10 domande che sono state pubblicate su inc.com ed ho qui tradotto, adattato e vi propongo.

Se la risposta a tutte loro è “si” il vostro successo è garantito:

1. La mia programmazione dei tempi è realistica? Grandi successi solitamente richiedono molto più tempo di piccoli successi, perciò è necessario pianificare adeguatamente ed avere sempre un timetable realistico.

2. Il mio piano è ben strutturato? Per ottenere successo è necessario programmare e seguire un passo alla volta; un buon piano strutturato segnala di volta in volta il passo successivo.

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Stage: può essere una spinta verso opportunità di carriera

In un contesto di estreme difficoltà occupazionali quale quello attuale, per conseguire le sperate opportunità di carriera occorre presentare un curriculum vitae sempre più ricco e specifico. Meglio se, all'interno delle righe del proprio documento formativo ed esperenziale, rientra una indicata attività di stage in azienda.

A parlare (positivamente) della possibilità di incrementare la gamma delle proprie opportunità di lavoro attraverso lo stage è stato, recentemente, il rapporto formazione dell'Istituto Piepoli, che sottolinea l'importanza e, spesso la decisività, dello stage in sede di valutazione delle potenziali risorse umane da assumere. A discuterne è ancora il direttore di Alma Laurea, Andrea Cammelli, secondo cui, considerate le fattispecie pragmatiche dell'attuale condizione del mercato di lavoro, “oggi la sfida, vista la rapida obsolescenza del know how, e l'allungamento della vita lavorativa, è generare capitale umano adattabile, formato su competenze generali e trasversali, e realizzare strumenti efficaci di formazione permanente, in grado di accompagnare il lavoratore lungo tutta la vita lavorativa”.

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Altran cerca neolaureti in ingegneria e materie scientifiche

Chi è Altran. Brand di primissimo piano internazionale nel settore della consulenza avanzata in engineering e innovation, Altran Italia, divisione locale del gruppo europeo, occupa nel nostro Paese più di 2.100 dipendenti: una fila di risorse umane che presto – in virtù di quanto prevede la nuova campagna di recruitment dell’azienda – andrà ad arricchirsi …

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Le professioni dell’agriestetica

mascherabellezza
Maschere al cetriolo e al melograno, miele e yogurt come ingredienti per creme corpo, balsamo per le labbra a base di stella alpina e scrub al latte d’asina. Sono questi i nuovi prodotti della cosmesi adoperati da una figura professionale che sta sempre più prendendo piede, quella dell’agriestetista.

Per fare l’agriestetista non esistono scuole particolari o una formazione predefinita, ma serve una forte passione per tutto ciò che è naturale e genuino, e ovviamente per i trattamenti di bellezza.

La base di questa professione è, comunque, l’utilizzo di prodotti freschi e provenienti direttamente dalle aziende agricole, e non è un caso se la figura dell’agriestetista si sta sviluppando a partire dai centri benessere collocati all’interno degli agriturismi. Abbiamo provato a farci raccontare questo mestiere da chi già lo svolge, per capirne di più.

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Diventare regista: intervista al professor Bosisio

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Teatro, cinema, opera lirica, balletto. Dietro agli spettacoli che andiamo a vedere c’è sempre un grande maestro che decide ogni minima cosa, ogni minimo movimento, una chiave di lettura. Stiamo parlando del regista, una professione difficile, che ha come caratteristiche la passione e la creatività.

 

Ma come si può diventare registi? Quali sono le scuole, i corsi a cui ci si deve iscrivere?

Siamo andati a intervistare il professor Paolo Bosisio, Direttore artistico del Teatro Giacosa di Ivrea e del Teatro sociale di Biella e Professore Ordinario di Storia del teatro e dello spettacolo all’Università degli studi di Milano.

Attore, docente universitario, scrittore, regista, il prof. Paolo Bosisio ha trascorso tutta la sua vita nel bellissimo mondo del teatro.

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Selezione in base al segno zodiacale, quando la discriminazione è… astrologica

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Un paio di mesi fa molti giornali hanno dato risalto ad una notizia secondo cui in Cina alcune aziende selezionerebbero i candidati dando molto peso al segno zodiacale…

Oggi voglio fare una confessione… negli anni passati (mi occupavo direttamente di ricerca e selezione del personale) mi è successo ben tre volte che aziende clienti facessero richieste specifiche in questo senso e voglio raccontarvi la più tragi-comica (più tragica che comica).

Un’azienda, nemmeno tanto piccolina (45 dipendenti), mi chiese una persona addetta alla reception e voleva vedere in anticipo almeno cinque CV pre-selezionati, e fin qui nulla di strano. Dopo aver effettuato una trentina di colloqui ed aver inviato sei o sette CV all’azienda ricevo la telefonata della segretaria del titolare che mi dice: “Le candidature papabili sono tre, ma vorremmo per favore avere le esatte date di nascita comprensive di orario, potete richiederle?”.

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Unbreakfast: così i professionisti over 40 tornano in gioco

unbreakfast

Gli ultimi dati Istat sulla disoccupazione in Italia, parlano di un tasso dell’8,5%, cifra che sale al 29,2% tra i giovani in ottobre 2011. Se è drammatico per i ragazzi non trovare un impiego, vedersi proporre solamente contratti atipici (quando va bene) oppure di stage, è altrettanto tragico ritrovarsi a 40-50 anni senza un lavoro. Licenziati pur avendo alle spalle una solida professione, tagliati dall’ufficio risorse umane perché “troppo costosi”. Capita anche ai manager e ai professionisti affermati, di rimanere a casa e di doversi reinventare. E per loro, che avevano investito tutto sulla carriera, accettare un licenziamento non è semplice, così come non lo è sentirsi rifiutare perché “troppo competenti”.

Ma deprimersi non serve: quel che occorre è una rete di contatti e la consapevolezza di potersi rimettere in gioco, anche cambiando mestiere, se serve, o comunque uscendo dagli schemi precedenti. UnBreakFast, attiva a Milano dal 2007, è un’associazione volontaristica che ha lo scopo di aiutare i manager d’azienda, “coloro che seguivano e gestivano persone, soldi e processi”, e i quadri, a reinserirsi nel mercato del lavoro. Persone che sono state licenziate in maniera repentina, per tagli aziendali, fusioni o spostamenti all’estero della produzione, che non sanno come affacciarsi di nuovo sul mercato, che magari hanno tentato la strada del libero professionismo senza successo, ma che sono pronti a prendere la rincorsa per farcela di nuovo. L’idea è nata da Chiara Bonomi, ex direttore della Comunicazione per una grande società del software e attualmente, dopo tre anni in una società di media relations, lavora come libera professionista ed è in procinto di aprire una propria azienda.

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