La situazione economica in Italia sta spingendo un numero sempre crescente di persone a cercare lavoro all’estero. Se trovare un’occupazione può essere complesso per chi non ha una qualifica specifica, diverso è il caso di chi è in possesso di titoli e di esperienza relativa ad un lavoro qualificato, come per esempio gli infermieri e gli addetti alle professioni sanitarie in genere.
La Germania è ridiventata meta dell’emigrazione dal nostro paese anche grazie alla crescente richiesta di personale nel settore sanitario dove il numero di precari è praticamente prossimo allo zero. Per questo motivo le strutture sanitarie in Germania hanno deciso di offrire percorsi formativi ai professionisti stranieri con corsi di lingua che comprendono anche la sistemazione ed il vitto. Ma quanto si può guadagnare? Diversamente dalla Germania, dove la qualifica di infermiere è data da un corso professionale, in Italia essa è un titolo universitario, per il quale la Germania riconosce stipendi di diverse migliaia di euro mensili (anche fino a 5.000 euro lordi), anche se la media si attesta sui 2.500 euro lordi.


Un paese senza disoccupati né mutui da pagare, dove tutti hanno uno stipendio garantito. Un’utopia? A quanto pare no: esiste un piccolo centro abitato nei pressi di Siviglia, in Andalusia, dove tutto questo è realtà. Marinaleda conta all’incirca 2.700 abitanti, ognuno con un lavoro e una casa. Miracolo economico, strategia anti-crisi o isolamento anacronistico? Fatto sta che la politica economica del sindaco Juan Manuel Sànchez Gordillo resiste da più di 30 anni ed è passata indenne anche attraverso la crisi economica mondiale. Il principio ispiratore si fonda sulla cooperazione. L’obiettivo da realizzare è un’utopia, nel senso letterale del termine: è scritto a caratteri cubitali perfino sullo stemma della città: “Marinaleda, un’utopia verso la pace”.
Bialetti, marchio italiano leader nella produzione e commercializzazione di prodotti rivolti al mondo della casa e, in particolare, dei prodotti correlati alla preparazione del caffè, ricerca giovani laureati per la propria sede di Coccaglio. I candidati selezionati verranno inseriti in stage all’interno della divisione Risorse Umane e Trade Marketing. Per entrambe le posizioni, è richiesta la buona conoscenza del pacchetto Office, Internet e Posta Elettronica e la conoscenza della lingua inglese come titolo preferenziale. Vediamo nello specifico i profili delle persone ricercate e come fare per candidarsi.
Quanto si lavora in Italia? E in Germania? E, soprattutto, quanto si guadagna? Qual è la relazione tra i due parametri? Secondo i dati Ocse, ripresi dal Sole 24 ore, la proporzione tra ore di lavoro effettuate e retribuzione sembra trovare una sgradevole eccezione tra l’Europa meridionale e quella centro – settentrionale, dove le divergenze tra qualità della vita, possibilità di conciliazione tra il tempo libero e il lavoro, e le prospettive occupazionali, sono sempre più ampie. Insomma, a ben giudicare quanto accade tra Italia, Spagna, Portogallo, Grecia e resto del vecchio Continente, sembra proprio che più si lavora, e meno si guadagna. Ma quali sono le ragioni alla base di questo fenomeno?
HealthCity International, catena di centri sportivi, fitness e relax di lusso, è alla ricerca di nuove figure professionali da inserire nei propri centri. Le offerte di lavoro sono al momento concentrate nel Nord Italia (Milano, Bergamo, Varese, Torino, Parma, Padova, Vicenza) e rivolte a istruttori di corsi fitness, personal trainer ed estetisti. Attualmente, HealthCity conta oltre 180 club in Olanda, Belgio, Germania, Lussemburgo, Francia, Spagna ed Italia e potrebbe essere una buona opportunità lavorativa per gli appassionati di sport e fitness. Vediamo nel dettaglio quali sono le posizioni disponibili e come fare per candidarsi.
Gruppo Coin, leader nel mercato italiano della vendita di abbigliamento al dettaglio con i marchi OVS, Coin, UPIM, Iana ed Excelsior Milano, è alla ricerca di personale da inserire nei vari punti vendita in tutta Italia. Si selezionano giovani diplomati o laureati che vogliono intraprendere una carriera nella grande distribuzione o personale che abbia già maturato esperienza nel settore. Requisiti comuni a tutte le posizioni sono la conoscenza della lingua inglese e la disponibilità a trasferimenti su tutto il territorio nazionale. Vediamo nel dettaglio quali sono le posizioni disponibili.
Wind, azienda italiana di telecomunicazioni che offre in Italia servizi di telefonia mobile, fissa e Internet, è alla ricerca di nuove figure professionali per le proprie sedi e punti vendita. I candidati selezionati verranno inseriti principalmente all’interno dei dipartimenti di Information Technology e marketing e comunicazione. Sono presenti anche altre opportunità per chi è interessato ad attività di vendita nei vari negozi sul tutto il territorio nazionale. Vediamo nel dettaglio quali sono le posizioni aperte e come fare per candidarsi.
Marco Cacci ha avuto un percorso un po’ particolare. 
Ad intervistarli, i due stagisti che gentilmente si sono prestati a rispondere alle nostre domande, viene seriamente da pensare che un’esperienza lavorativa in Cina tramite stage o internship, nonostante non sia proprio quel che si dice una passeggiata, sia comunque un’ottima scelta. Soprattutto se sei giovane, brillante e ambizioso. Oppure se, per qualunque ragione, hai perso un treno; in questo caso il Paese della Grande Muraglia è un buon modo per tentare di prendere quello dopo, che non è detto sia peggiore. Da qualche anno la Cina è la nuova frontiera del lavoro. Ritmi serratissimi, ambiente globalizzato, nel quale si comunica in lingua inglese e una fame di successo e di benessere paragonabile a “quella dell’America di 50 anni fa”. Concetti che emergono chiaramente dalle interviste realizzate da Bianco Lavoro Magazine, in collaborazione con CRCC Asia. (leggi qui le due interviste,
L’attenzione si focalizza su professionisti che hanno più di cinquant’anni in grado di soddisfare le esigenze aziendali di breve periodo, con risultati immediati e ottimizzando tempo e risorse economiche. Obiettivi che nascono dal bisogno di contrastare un’incertezza occupazionale e produttiva che porta le aziende a rivolgersi a manager esperti dalle spiccate capacità di problem solving, rinunciando alla formazione dei neo-laureati e alla scommessa, troppo di lungo periodo, sullo sviluppo del potenziale di talenti brillanti ma ancora senza esperienza lavorativa.