IKEA censura le donne per il catalogo Arabia Saudita, tutte le foto a confronto

La Svezia è uno dei Paesi più attenti alle pari opportunità, ma stavolta su questo argomento è scivolata proprio IKEA, una delle aziende simbolo della nazione. Il catalogo IKEA come si sa è identico in tutto il mondo, cambiano solo testi (tradotti nelle varie lingue) e valute.

Ma per “adattarsi” al mercato dell'Arabia Saudita, IKEA ha scelto (poi facendo un passo indietro e scusandosene) di “censurare” tutte le donne adulte presenti nel catalogo di riferimento.

Non un semplice “elimina foto”, ma un taglio chirurgico delle donne presenti in ogni immagine, e così i papà delle foto restano “vedovi” ed i bimbi intenti nei cataloghi originali a sorridere con le mamme e lavarsi i denti con loro restano “orfani di mamma”…

Ho passato un'oretta ieri sera a confrontare i cataloghi ed estrapolare le "differenze" più significative, quanto vedete di seguito.

Cosa centra con un sito di lavoro? Questa storia mi ha fatto venire in mente una “ricerca e selezione” del personale che ho curato alcuni anni fa e che ha molto a che vedere con la vicenda in questione… ve la racconto domani, intanto eccovi le foto messe a confronto (versione originale e versione catalogo Arabia Saudita):

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Linguaggio del corpo mal interpretato, esperienza reale

Nell’ambito della mia attività di ricerca e selezione del personale, mi capitò di inviare a colloquio presso un’azienda cliente una candidata validissima, si chiama Sara, che aveva lavorato con ottimi risultati in altre aziende in cui la avevo proposta. Si trattava di una mansione per impiegata commerciale estero; dopo il colloquio, la responsabile di selezione dell’azienda mi chiamò dicendo: “Come curriculum e preparazione va benissimo, ma ha avuto un tic nervoso all’occhio ed alla mascella che mi fa dedurre che nelle situazioni di stress non ce la fa a reggere; tale tic è anche indicatore di difficoltà a relazionarsi con colleghi e superiori e segnale di come la candidata si senta inadeguata al ruolo da ricoprire”.

Tale analisi mi lasciò davvero perplesso, per prima cosa poiché conoscevo la candidata ed in precedenza la avevo anche accompagnata a dei colloqui in grosse aziende, dove si era presentata egregiamente e senza alcun tic… inoltre pur credendo nella scientificità e buon utilizzo che si può fare delle tecniche di analisi del “linguaggio del corpo”, una “diagnosi” così dettagliata non la avevo mai sentita nemmeno dal dr. Cal Lightman del serial Lie to me

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Pagamenti tra imprese e ritardi: grazie a direttiva UE pagamenti entro 30 giorni

 <span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px; ">Che si tratti di una rivoluzione nei crediti (debiti) commerciali o meno, lo sapremo solamente nel corso dei prossimi mesi. Intanto, per&ograve;, possiamo ben annoverare l&rsquo;arrivo di un </span><b style="font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px; ">disegno di legge</b><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px; ">, che recepisce la </span><b style="font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px; ">direttiva Ue del 2011 contro i ritardi nei pagamenti</b><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px; ">, gi&agrave; approvato in commissione attivit&agrave;&nbsp;</span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px; ">produttive della camera, e ora in procinto di passare alle negoziazioni di Camera e Senato.</span>

In estrema sintesi, il disegno prevede che i pagamenti tra imprese (escluse quelle della pubblica amministrazione, per le quali è in corso di applicazione la procedura di certificazione e di smobilizzo bancario) debbano avvenire entro i 30 giorni. Un provvedimento che probabilmente potrà porre parziale rimedio alla cattiva prassi di dilungare eccessivamente il regolamento economico dei debiti commerciali, che nel nostro Paese ha purtroppo assunto dei connotati di elevata pericolosità.

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Ecco come risparmiare tempo e denaro aprendo un’attività con la SCIA

La SCIA è la comunicazione che consente a ogni imprenditore di poter avviare, modificare o cessare una attività di natura produttiva, senza dover attendere i tempi e l'esecuzione delle opportune verifiche e degli idonei controlli preliminari da parte degli enti competenti. Una dichiarazione che rientra nell'orbita dell'insieme di interventi utili a semplificare l'avvio di nuove attività imprenditoriali, e che sostituisce gli iter burocratici cui invece, in precedenza, era necessario sottostare. Con le innovazioni in materia, la presentazione della SCIA è in grado di produrre effetti immediati: in altri termini, l'impresa che presenterà il relativo modello, completo e correttamente compilato, potrà avviare immediatamente la propria attività.

Cerchiamo allora di vedere quali sono le caratteristiche di questa innovazione semplificativa, e in che modo trasmettere la SCIA alle autorità competenti.

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Le migliori università del mondo nel 2012

Come ogni anno, la Quacquarelly Symonds (QS) ha pazientemente redatto l’elenco delle 700 migliori università del mondo. Un’autorevole e lunghissima lista che è l’attuale frutto di un mix di sondaggi di opinione e di dati più oggettivi, di cui fanno parte anche le citazioni raccolte da Scopus, il maggior database al mondo di pubblicazioni accademiche. Ma quali sono le migliori università del mondo? E in che posizione troviamo quelle italiane?

La top 20

Iniziamo con ordine, dalla lista delle 20 migliori università del mondo secondo QS:

1 Massachusetts Institute of Technology (MIT) US

2 University of Cambridge GB

3 Harvard University US

4 UCL (University College London) GB

5 University of Oxford GB

6 Imperial College London GB

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Previsto per sabato l’incontro tra Fiat e Governo

Incontro tra Fiat e Governo.

Marchionne, l’ad del Lingotto, incontrerà il Presidente del Consiglio, Monti, sabato alle 16 a Palazzo Chigi per approfondire la questione di Fabbrica Italia.

Saranno presenti all’incontro il ministro per lo Sviluppo Economico, Corrado Passera, il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, e il presidente della Fiat, John Elkann, che dichiara: "La famiglia è unita e dà pieno sostegno a Marchionne". 

Solo ieri Marchionne aveva dichiarato a Repubblica la sua intenzione di abbandonare il progetto Fabbrica Italia ma di non voler chiudere gli stabilimenti. Il Governo a questo punto chiede ulteriori chiarimenti e un chiaro progetto per far fronte alla crisi del mercato automobilistico italiano ed Europeo.

Cosa accadeva ieri.

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Lavoro giovani, il 30 per cento non ha un posto fisso

L’Istat ha contribuito, ancora una volta, a porre luce sul fenomeno della precarietà, dilagante tra i più giovani. Nel corso del secondo trimestre dell’anno, sottolinea l’Istituto Nazionale di Statistica, tre giovani su dieci sarebbero titolari di un contratto di lavoro a termine, con una proporzione che è pressochè doppia rispetto alla media. A pesare è sicuramente l’effetto della congiuntura negativa, con le aziende che – nel dubbio valutativo sul futuro a breve e medio termine – prediligono le assunzioni a scadenza, evitando in tal modo di creare un legame a tempo indeterminato con il proprio dipendente.

Stando ai dettagli statistici dell’Istituto, infatti, nel corso del periodo aprile – giugno 2012, i dipendenti a termine di età anagrafica compresa tra un minimo di 15 anni e un massimo di 34 anni avevano già superato la soglia di 1,3 milioni di unità, con un incremento su base annua pari al 5,4 per cento, su un totale di oltre 4 milioni e 700 mila dipendenti.

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Truffa lavoro in America tramite ambasciata Camerun

email pervenuta a La Posta di Bianco Lavoro

Ho presentato, non tramite il vostro sito ma uno generico di annunci, un curriculum per offerta di lavoro per per bacara hotel resort per santa barbara u.s.a. e dato che mi hanno inviato delle semplici domande a cui ho risposto, praticamente, immediatamente, sono stato scelto e inviando copie di documenti per i visti sono stato assunto, ma la cosa non mi sembra normale senza aver avuto un contatto visivo o altro, inoltre a reclutarmi è una fantomatica cassandra jones, inoltre le copie dei miei documenti saranno inviate all'ambasciata americana in camerun inoltre la paga oraria sara' di 150 $ e volo vitto e alloggio pagati, potresti darmi, se puoi, maggiori informazioni?

Francesco G. – Torino

risponde la Redazione di Bianco Lavoro

Purtroppo dobbiamo dirle che al 99,9% si tratta di una truffa. È sufficiente inserire alcune parole chiave in google per scoprirlo (ad esempio “ambasciata americana camerun lavoro”).

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Situazione del mercato del lavoro italiano alla vigilia dell’autunno 2012

Unioncamere e il Ministero del Lavoro hanno pubblicato i risultati di una recentissima ricerca sulle condizioni occupazionali italiane nella prima parte del 2012. Un panorama che non preannuncia nulla di buono per il prosieguo d’anno, e che corre il rischio di peggiorare nel corso dei prossimi trimestri. Ma andiamo con ordine, ed esaminiamo i principali punti di interesse sul fronte professionale.

La platea della sofferenza occupazionale

Il primo dato che rileva, è quello della “sofferenza occupazionale” evidenziato dalla Cgil. O, se preferite, la platea di persone che non lavorano pur cercando un’occupazione in maniera proattiva, o non lavorano perché sono talmente scoraggiati che oramai non cercano più nessuna opportunità professionale. Una platea che secondo il centro studi del sindacato ammonterebbe a quota 4,4 milioni di persone, frutto della sommatoria tra i 2,7 milioni di disoccupati da censimento Istat e gli 1,7 milioni di persone “scoraggiate” rilevante dalla Cgil, cui è possibile ricomprendere anche i cassaintegrati.

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Alcoa: è il giorno delle decisioni per 800 operai sardi

Il vertice al ministero dello Sviluppo Economico in programma in queste ore rischia di decidere in maniera indelebile le sorti dello stabilimento Alcoa di Portovesme. In una Capitale pressochè blindata (sono un migliaio gli agenti in presidio al Ministero, dove si temono agitazioni dopo gli ultimi eventi) a sfilare sono anche gli amministratori locali e le sigle sindacali, nell’auspicio di una buona risoluzione delle negoziazioni.

Il “problema” Alcoa

La vicenda Alcoa, esplosa negli ultimi mesi, ha in realtà origini ben più antiche. Nel territorio regionale era nell’aria da diverso tempo la volontà, da parte della multinazionale americana, di sospendere le attività nell’Isola per delocalizzare altrove le linee produttive, nonostante i sindacati segnalino l’evidenza di una redditività del core business dell’impianto societario. Dopo lunghe e non positive trattative, Alcoa ha iniziato a spegnere le celle di produzione: un segnale univoco della futura disattivazione definitiva dello stabilimento sardo. Un evento che lavoratori e amministratori locali vorrebbero evitare, e che avrebbe delle conseguenze estremamente negative su uno dei tessuti socio economici più poveri d’Italia.

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Ridurre il costo del lavoro: ecco la ricetta del ministro Fornero

Il ministro del lavoro, Elsa Fornero, intervenuta ai microfoni di Radio Anch’io e poco dopo al Meeting di CL a Rimini, ha preannunciato che tra poche ore chiederà al consiglio dei ministri di abbassare la tassazione sul lavoro, mantenendo la parità di gettito.

Considerato che la tassazione sul lavoro “è troppo alta”, il ministro ha dichiarato che è arrivato il momento giusto per rivedere il cuneo fiscale. “Questa” – ha dichiarato Fornero – “dopo avere fatto la riforma del mercato del lavoro, è la prima aspirazione di un ministro del Lavoro” e di questo “me ne assumo la responsabilità”.

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Donne e lavoro: meglio il rientro a tempo pieno

Stando a quanto elaborano due università americane, le donne che riprendono a lavorare dopo il periodo di maternità stanno meglio se il ritorno è “a tempo pieno”, anziché part-time. In altri termini, il ritorno occupazionale full time garantirebbe loro una maggiore soddisfazione e un più adeguato “stato di forma” rispetto a quanto potrebbero ottenere mediante un ritorno a tempo parziale.

L’analisi effettuata dagli istituti di ricerca sembra così smentire i timori di chi invece ritiene scarsamente consigliabile un re-ingresso nel mondo del lavoro in maniera eccessivamente incisiva, suggerendo in alternativa un ritorno graduale mediante il part-time.

Secondo i ricercatori statunitensi delle università di Penn State e Akron, sarebbe invece vero proprio il contrario: su uno studio condotto su un campione di 2.540 donne, diventate madri tra il 1978 e il 1995, sarebbe emerso che sono proprio coloro che hanno fatto ritorno a tempo pieno sul proprio posto di lavoro a stare meglio, e a sentirsi più felici e sane.

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Lavoro e maternità: la situazione in Italia oggi

 <span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px; color: rgb(0, 0, 0); "><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-2814" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2012/09/mammapapa.jpg" style="width: 160px; height: 115px; margin: 3px; float: left; " width="399" height="288" />Secondo le indagini ISTAT tra le donne che lasciano il lavoro in Italia, vi sono:</span>

– il 56% che dichiara di essersi spontaneamente licenziata per problemi di conciliazione dei ruoli;

– la restante parte dichiara di averlo perso per licenziamento.

Il fenomeno delle dimissioni in bianco, cioè far firmare in anticipo al momento dell’assunzione, le proprie dimissioni è una pratica ancora molto diffusa è ovviamente poco corretta.

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Lavoro a chiamata, ecco le nuove regole

Sono profondamente cambiate (e presto subiranno nuove mutazioni) le regole per il lavoro a chiamata. Per convocare un lavoratore intermittente basta ad esempio un semplice sms o un'email, in aggiunta alle modalità più tradizionali, come l'invio di un fax al numero di competenza della Direzione Territoriale del Lavoro, che tuttavia andranno a scomparire entro pochi giorni. Cerchiamo allora di comprendere quali siano le novità contemplate dalla Riforma Fornero, e in che modo adempiere ai nuovi obblighi.

Cosa prevede la riforma Fornero

La riforma Fornero ha previsto nuove modalità di chiamata in attività di un lavoratore intermittente. Le nuove procedure sono entrate (ed entreranno) gradualmente in funzione, consentendo così ai datori di lavoro e alle strutture delle Direzioni Territoriali e del Ministero del Lavoro di poter adempiere alle ultime indicazioni.

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Posti di lavoro inesistenti in cambio di voti per il Consiglio Regionale

Offrire posti di lavoro (falsi) in cambio di voti (veri). È successo anche questo, purtroppo, all'interno dell'intricato rapporto tra lavoro e politica italiana. Ne è conseguito l'arresto del consigliere regionale calabrese Antonio Rappoccio, eletto nella lista del presidente della regione Scopelliti con l'accusa di associazione a delinquere, corruzione elettorale aggravata, truffa e peculato. Per attirare gli elettori, il consigliere aveva costituito una società e una cooperativa fittizie.

I fatti

I fatti, sopra sintetizzati, in maggior dettaglio sono i seguenti. Rappoccio prometteva dei posti di lavoro inesistenti in cambio di voti che agli avrebbero permesso di ottenere gli scranni desiderati al Consiglio regionale. Per convincere i suoi elettori che l'occasione di poter lavorare era più che concreta, Rappoccio aveva perfino fatto svolgere delle false prove scritte per selezionare il personale da assumere, avendo l'accortezza di rinviare la sessione orale (conclusiva) al dopo elezioni.

Una volta acquisiti e verificati i voti, però, di colloquio e di posto di lavoro non si è vista traccia. Quanto basta per aver fatto accendere ben più di qualche scintilla interrogativa sull'operato del neo consigliere regionale.

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Occupazione, contratti e retribuzioni: differenze tra i giovani italiani e giovani stranieri immigrati in Italia

Dai recenti dati Istat rielaborati dalla “Fondazione Leone Moressa”, si evidenzia che in Italia i giovani occupati stranieri sono 455 mila, il 14,2% di tutti gli occupati è tra i 15 e i 30 anni. I disoccupati sono invece poco meno di 100 mila ma in proporzione rappresentano l’11,8% di tutti i disoccupati di questa fascia di età. Da ciò si comprende che nel mercato del lavoro giovanile il peso degli occupati stranieri è superiore rispetto alla presenza di giovani stranieri tra le fila dei disoccupati.

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Imparare gli antichi mestieri con un corso di formazione per giovani

Uscire dalla crisi del mercato occupazionale italiano riscoprendo (anche) gli antichi mestieri di una volta. Una lunga serie di professioni che, con le innovazioni moderne, si sono parzialmente perse, e che invece necessitano di una rapida rivalorizzazione, al fine di elevarle nuovamente a eccellenze artigiane italiane diffuse in tutto il territorio nazionale.

Corso di formazione a Pisa. È questa la molla principale che ha fatto scattare, nella provincia di Pisa, il lancio di un bando per selezionare 20 ragazzi che parteciperanno a un corso di formazione gratuito che punta a valorizzare i vecchi mestieri e le antiche arti del territorio, contribuendo in tal modo a migliorare e allargare le competenze esperenziali delle nuove generazioni.

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Professione orientatore: chi è, cosa fa e come diventarlo

In Italia ci sono 150.000 profili che le aziende non riescono a ricoprire. Non sono nostre supposizioni, ma dati provenienti da Confindustria (Dichiarazione alla stampa di Emma Marcegaglia, presidente Confindustria, giugno 2011).

Se a tutto questo aggiungiamo il fatto che nel mercato del lavoro italiano ben il 30% dei posti di lavoro è intermediato informalmente (Indagine Isfol Plus 2010) – cioè con conoscenze, raccomandazioni, ecc. – e che abbiamo il 30% dei giovani tra i 15 ed i 24 anni senza lavoro (ISTAT, rilevazione delle forze lavoro luglio 2012), allora ci chiediamo: come è possibile far funzionare davvero il mercato del lavoro in Italia?

Una soluzione potrebbe venire da un reale potenziamento sei servizi di orientamento di base, come già indicato un paio di anni fa dal Governo (“Italia 2020 – Piano di azione per l’occupabilità dei giovani”, M.Gelmini, G. Meloni, M. Sacconi, 16 giugno 2010.). Già, potenziare i servizi di orientamento, ma con quali risorse umane?

Gli orientatori in Italia sono dei perfetti sconosciuti. Il loro “oscuro” operato permette ogni giorno a centinaia di studenti e lavoratori di scegliere consapevolmente il proprio percorso di studi o di imparare a cercare lavoro, ma per loro non esiste né un Ordine professionale, né tantomeno un percorso di formazione universalmente riconosciuto.

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