La Svezia è uno dei Paesi più attenti alle pari opportunità, ma stavolta su questo argomento è scivolata proprio IKEA, una delle aziende simbolo della nazione. Il catalogo IKEA come si sa è identico in tutto il mondo, cambiano solo testi (tradotti nelle varie lingue) e valute.
Ma per “adattarsi” al mercato dell'Arabia Saudita, IKEA ha scelto (poi facendo un passo indietro e scusandosene) di “censurare” tutte le donne adulte presenti nel catalogo di riferimento.
Non un semplice “elimina foto”, ma un taglio chirurgico delle donne presenti in ogni immagine, e così i papà delle foto restano “vedovi” ed i bimbi intenti nei cataloghi originali a sorridere con le mamme e lavarsi i denti con loro restano “orfani di mamma”…
Ho passato un'oretta ieri sera a confrontare i cataloghi ed estrapolare le "differenze" più significative, quanto vedete di seguito.
Cosa centra con un sito di lavoro? Questa storia mi ha fatto venire in mente una “ricerca e selezione” del personale che ho curato alcuni anni fa e che ha molto a che vedere con la vicenda in questione… ve la racconto domani, intanto eccovi le foto messe a confronto (versione originale e versione catalogo Arabia Saudita):

Incontro tra Fiat e Governo.
La vicenda Alcoa, esplosa negli ultimi mesi, ha in realtà origini ben più antiche. Nel territorio regionale era nell’aria da diverso tempo la volontà, da parte della multinazionale americana, di sospendere le attività nell’Isola per delocalizzare altrove le linee produttive, nonostante i sindacati segnalino l’evidenza di una redditività del core business dell’impianto societario. Dopo lunghe e non positive trattative, Alcoa ha iniziato a spegnere le celle di produzione: un segnale univoco della futura disattivazione definitiva dello stabilimento sardo. Un evento che lavoratori e amministratori locali vorrebbero evitare, e che avrebbe delle conseguenze estremamente negative su uno dei tessuti socio economici più poveri d’Italia.
Il ministro del lavoro, Elsa Fornero, intervenuta ai microfoni di Radio Anch’io e poco dopo al Meeting di CL a Rimini, ha preannunciato che tra poche ore chiederà al consiglio dei ministri di abbassare la tassazione sul lavoro, mantenendo la parità di gettito.
Uscire dalla crisi del mercato occupazionale italiano riscoprendo (anche) gli antichi mestieri di una volta. Una lunga serie di professioni che, con le innovazioni moderne, si sono parzialmente perse, e che invece necessitano di una rapida rivalorizzazione, al fine di elevarle nuovamente a eccellenze artigiane italiane diffuse in tutto il territorio nazionale.
In Italia ci sono 150.000 profili che le aziende non riescono a ricoprire. Non sono nostre supposizioni, ma dati provenienti da Confindustria (Dichiarazione alla stampa di Emma Marcegaglia, presidente Confindustria, giugno 2011).