Franchising: i numeri del boom 2012

Il franchising sta attraversando un periodo di straordinaria floridità, che trova la sua fonte rigenerativa nella crisi congiunturale che sta attraversando l’economia dello stivale. Con la chiusura dei negozi tradizionali, infatti, l’alternativa diffusione degli shop in franchising sta generando particolare beneficio alle catene della grande distribuzione capillare, e ai singoli gestori degli spot inaugurati con questa recente formula contrattuale.

Il franchising, alla prova delle criticità internazionali, si sta pertanto rivelando uno strumento in grado di adattarsi meglio alle difficoltà, fungendo da vera e propria leva per nuove attività professionali e nuova occupazione collegata. A parlarne è stato, negli ultimi giorni, Bernardino Quattrociocchi dell’Osservatorio permanente sul franchising, che sulle pagine dell’inserto Lavori In Corso de La Stampa ricorda come nel corso degli ultimi cinque anni il numero di punti vendita in franchising presenti sul territorio nazionale sia rapidamente passato da 52.725 a 54.096 (+1.371 unità), con un conseguente volume d’affari che è balzato a quota 22,3 miliardi (+1,2 miliardi). L’occupazione derivante è inoltre incrementata da 182mila risorse a oltre 188mila addetti (+6mila), con un aumento delle reti italiane all’estero che ha portato i punti vendita fuori dai confini nazionali a quota 7.342, con un incremento di oltre 2.200.

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IKEA censura le donne per il catalogo Arabia Saudita, tutte le foto a confronto

La Svezia è uno dei Paesi più attenti alle pari opportunità, ma stavolta su questo argomento è scivolata proprio IKEA, una delle aziende simbolo della nazione. Il catalogo IKEA come si sa è identico in tutto il mondo, cambiano solo testi (tradotti nelle varie lingue) e valute.

Ma per “adattarsi” al mercato dell'Arabia Saudita, IKEA ha scelto (poi facendo un passo indietro e scusandosene) di “censurare” tutte le donne adulte presenti nel catalogo di riferimento.

Non un semplice “elimina foto”, ma un taglio chirurgico delle donne presenti in ogni immagine, e così i papà delle foto restano “vedovi” ed i bimbi intenti nei cataloghi originali a sorridere con le mamme e lavarsi i denti con loro restano “orfani di mamma”…

Ho passato un'oretta ieri sera a confrontare i cataloghi ed estrapolare le "differenze" più significative, quanto vedete di seguito.

Cosa centra con un sito di lavoro? Questa storia mi ha fatto venire in mente una “ricerca e selezione” del personale che ho curato alcuni anni fa e che ha molto a che vedere con la vicenda in questione… ve la racconto domani, intanto eccovi le foto messe a confronto (versione originale e versione catalogo Arabia Saudita):

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Ruba parcheggio al disabile e poi gli taglia le gomme per vendetta: ma le telecamere immortalano il gesto

Lecco. Taglia le gomme ad un disabile a causa di una multa. Antonio Piazza, Presidente dell’Aler lecchese parcheggia la macchina di fronte alla sede dell’Ente come ogni mattina. Non trovando un altro parcheggio comodo decide di parcheggiare la sua Jaguar nel parcheggio riservato ai disabili.

Poco dopo un portatore di Handicap segnala ai vigili l’infrazione. Dopo una verifica le autorità staccano la multa che fa infuriare il Presidente dell’Aler, membro del Pdl. Antonio Piazza in preda all’ira buca le gomme dell’auto del disabile. Scatta la denuncia, sostenuta anche dalle registrazioni delle telecamere.

Una reazione quantomeno esagerata quella dell’illustre personaggio soprattutto vista la situazione oggettiva: per comodità ha occupato un posto per disabili. Appena resi noti i fatti, la popolazione lecchese non ha esitato a far sentire la propria indignazione con la conseguente decisione da parte del Pdl di chiedere le dimissioni immediate del Presidente dell’Aler dal partito.

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Disoccupazione record e pensioni a rischio!

Di ieri il comunicato stampa Istat che pubblica i nuovi dati sulla disoccupazione aggiornati ad agosto 2012. Il numero è cresciuto dall’anno precedente del 30,4%. Ma vediamo i numeri reali: ad agosto erano 2.744 mila, quasi tre milioni, di disoccupati a fronte di 22.934 occupati, quasi 23 milioni.

In pratica il tasso di disoccupazione è pari al 10,7% stabile rispetto a luglio ma cresciuto di 2,3 punti percentuale nei dodici mesi. Il numero degli occupati è in calo dello 0,3% nell’ultimo anno, parliamo di 80 mila persone.

Inoltre questi numeri sono rappresentativi della popolazione italiana in termini statistici ma se andiamo a cercare un dato realistico (ndr. Leggasi più vicino alla realtà effettiva) scopriamo che durante il periodo estivo è cresciuto il numero degli inattivi, soprattutto giovani. Quindi è cresciuto il numero delle persone che non hanno cercato lavoro in questo periodo e che, si presume, ricomincino in questi mesi ad entrare nei normali meccanismi di ricerca di lavoro (es: iscrizione alle liste di disoccupazione).

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Linguaggio del corpo mal interpretato, esperienza reale

Nell’ambito della mia attività di ricerca e selezione del personale, mi capitò di inviare a colloquio presso un’azienda cliente una candidata validissima, si chiama Sara, che aveva lavorato con ottimi risultati in altre aziende in cui la avevo proposta. Si trattava di una mansione per impiegata commerciale estero; dopo il colloquio, la responsabile di selezione dell’azienda mi chiamò dicendo: “Come curriculum e preparazione va benissimo, ma ha avuto un tic nervoso all’occhio ed alla mascella che mi fa dedurre che nelle situazioni di stress non ce la fa a reggere; tale tic è anche indicatore di difficoltà a relazionarsi con colleghi e superiori e segnale di come la candidata si senta inadeguata al ruolo da ricoprire”.

Tale analisi mi lasciò davvero perplesso, per prima cosa poiché conoscevo la candidata ed in precedenza la avevo anche accompagnata a dei colloqui in grosse aziende, dove si era presentata egregiamente e senza alcun tic… inoltre pur credendo nella scientificità e buon utilizzo che si può fare delle tecniche di analisi del “linguaggio del corpo”, una “diagnosi” così dettagliata non la avevo mai sentita nemmeno dal dr. Cal Lightman del serial Lie to me

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Pagamenti tra imprese e ritardi: grazie a direttiva UE pagamenti entro 30 giorni

 <span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px; ">Che si tratti di una rivoluzione nei crediti (debiti) commerciali o meno, lo sapremo solamente nel corso dei prossimi mesi. Intanto, per&ograve;, possiamo ben annoverare l&rsquo;arrivo di un </span><b style="font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px; ">disegno di legge</b><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px; ">, che recepisce la </span><b style="font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px; ">direttiva Ue del 2011 contro i ritardi nei pagamenti</b><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px; ">, gi&agrave; approvato in commissione attivit&agrave;&nbsp;</span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px; ">produttive della camera, e ora in procinto di passare alle negoziazioni di Camera e Senato.</span>

In estrema sintesi, il disegno prevede che i pagamenti tra imprese (escluse quelle della pubblica amministrazione, per le quali è in corso di applicazione la procedura di certificazione e di smobilizzo bancario) debbano avvenire entro i 30 giorni. Un provvedimento che probabilmente potrà porre parziale rimedio alla cattiva prassi di dilungare eccessivamente il regolamento economico dei debiti commerciali, che nel nostro Paese ha purtroppo assunto dei connotati di elevata pericolosità.

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iPhone5, Apple Store presi di assalto

Il tanto atteso lancio del nuovo iPhone5 è finalmente avvenuto con il clamore mediatico preannunciato. Apple annuncia prestazioni doppie rispetto all’iPhone 4S, per applicazioni e grafica. Lo schermo sarà più grande. Il peso e lo spessore ridotti. Nuove funzioni per la fotocamera. E ovviamente il nuovo sistema operativo iOS 6!

Mentre il nuovo melafonino si affaccia sul mercato, senza troppa timidezza, cresce la fila davanti agli Apple Store. I primi sono riusciti ad accaparrarsi la nuova meraviglia di casa Apple a mezzanotte dopo ore e ore di fila, qualcuno era lì anche da due giorni. File disciplinate, smart come il tanto desiderato iPhone5.

Il primo iphone5 milanese è stato venduto in corso Buoenos Aires. Prezzo 729 euro per la versione da 16Gb! L’iPhone5 è disponibile anche nelle versioni 32Gb (839 euro) e 64Gb (949 euro).

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Ecco come risparmiare tempo e denaro aprendo un’attività con la SCIA

La SCIA è la comunicazione che consente a ogni imprenditore di poter avviare, modificare o cessare una attività di natura produttiva, senza dover attendere i tempi e l'esecuzione delle opportune verifiche e degli idonei controlli preliminari da parte degli enti competenti. Una dichiarazione che rientra nell'orbita dell'insieme di interventi utili a semplificare l'avvio di nuove attività imprenditoriali, e che sostituisce gli iter burocratici cui invece, in precedenza, era necessario sottostare. Con le innovazioni in materia, la presentazione della SCIA è in grado di produrre effetti immediati: in altri termini, l'impresa che presenterà il relativo modello, completo e correttamente compilato, potrà avviare immediatamente la propria attività.

Cerchiamo allora di vedere quali sono le caratteristiche di questa innovazione semplificativa, e in che modo trasmettere la SCIA alle autorità competenti.

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Concorso Scuola 2012: pubblicato oggi tra consensi e proteste

Esce oggi, sulla gazzetta ufficiale, il bando per il concorso scuola per l’assegnazione di 11.542 cattedre di ruolo per il biennio 2013/15 (7.351 a partire dall’anno scolastico 2013-14 e 4.191 dal 2014-15).

E’ il primo grande concorso dopo il lontano 1999 ma sta suscitando tantissime proteste tra chi, già vincitore di concorso, si ritrova da anni precario.

Il Ministro della Pubblica Istruzione, Profumo, promette “da questo concorso non nasceranno nuove graduatorie. Questa volta il concorso o si vince o si perde.”

Nell’idea del Governo, questo maxi concorso servirà da un lato a coprire il 50% dei posti precari e dall’altro ad alzare il livello qualitativo dell’insegnamento con delle nuove prove che il Ministro Profumo dice di voler controllare personalmente.

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Le migliori università del mondo nel 2012

Come ogni anno, la Quacquarelly Symonds (QS) ha pazientemente redatto l’elenco delle 700 migliori università del mondo. Un’autorevole e lunghissima lista che è l’attuale frutto di un mix di sondaggi di opinione e di dati più oggettivi, di cui fanno parte anche le citazioni raccolte da Scopus, il maggior database al mondo di pubblicazioni accademiche. Ma quali sono le migliori università del mondo? E in che posizione troviamo quelle italiane?

La top 20

Iniziamo con ordine, dalla lista delle 20 migliori università del mondo secondo QS:

1 Massachusetts Institute of Technology (MIT) US

2 University of Cambridge GB

3 Harvard University US

4 UCL (University College London) GB

5 University of Oxford GB

6 Imperial College London GB

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Previsto per sabato l’incontro tra Fiat e Governo

Incontro tra Fiat e Governo.

Marchionne, l’ad del Lingotto, incontrerà il Presidente del Consiglio, Monti, sabato alle 16 a Palazzo Chigi per approfondire la questione di Fabbrica Italia.

Saranno presenti all’incontro il ministro per lo Sviluppo Economico, Corrado Passera, il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, e il presidente della Fiat, John Elkann, che dichiara: "La famiglia è unita e dà pieno sostegno a Marchionne". 

Solo ieri Marchionne aveva dichiarato a Repubblica la sua intenzione di abbandonare il progetto Fabbrica Italia ma di non voler chiudere gli stabilimenti. Il Governo a questo punto chiede ulteriori chiarimenti e un chiaro progetto per far fronte alla crisi del mercato automobilistico italiano ed Europeo.

Cosa accadeva ieri.

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Lavoro giovani, il 30 per cento non ha un posto fisso

L’Istat ha contribuito, ancora una volta, a porre luce sul fenomeno della precarietà, dilagante tra i più giovani. Nel corso del secondo trimestre dell’anno, sottolinea l’Istituto Nazionale di Statistica, tre giovani su dieci sarebbero titolari di un contratto di lavoro a termine, con una proporzione che è pressochè doppia rispetto alla media. A pesare è sicuramente l’effetto della congiuntura negativa, con le aziende che – nel dubbio valutativo sul futuro a breve e medio termine – prediligono le assunzioni a scadenza, evitando in tal modo di creare un legame a tempo indeterminato con il proprio dipendente.

Stando ai dettagli statistici dell’Istituto, infatti, nel corso del periodo aprile – giugno 2012, i dipendenti a termine di età anagrafica compresa tra un minimo di 15 anni e un massimo di 34 anni avevano già superato la soglia di 1,3 milioni di unità, con un incremento su base annua pari al 5,4 per cento, su un totale di oltre 4 milioni e 700 mila dipendenti.

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Lavorare come doula: intervista a Laurence Landais

La testimonianza di una donna che, avendo vissuto sulla propria pelle le ansie e le paure che costellano questo stravolgente cammino, ha deciso di mettersi al servizio delle altre donne diventando una doula.

Truffa lavoro in America tramite ambasciata Camerun

email pervenuta a La Posta di Bianco Lavoro

Ho presentato, non tramite il vostro sito ma uno generico di annunci, un curriculum per offerta di lavoro per per bacara hotel resort per santa barbara u.s.a. e dato che mi hanno inviato delle semplici domande a cui ho risposto, praticamente, immediatamente, sono stato scelto e inviando copie di documenti per i visti sono stato assunto, ma la cosa non mi sembra normale senza aver avuto un contatto visivo o altro, inoltre a reclutarmi è una fantomatica cassandra jones, inoltre le copie dei miei documenti saranno inviate all'ambasciata americana in camerun inoltre la paga oraria sara' di 150 $ e volo vitto e alloggio pagati, potresti darmi, se puoi, maggiori informazioni?

Francesco G. – Torino

risponde la Redazione di Bianco Lavoro

Purtroppo dobbiamo dirle che al 99,9% si tratta di una truffa. È sufficiente inserire alcune parole chiave in google per scoprirlo (ad esempio “ambasciata americana camerun lavoro”).

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Situazione del mercato del lavoro italiano alla vigilia dell’autunno 2012

Unioncamere e il Ministero del Lavoro hanno pubblicato i risultati di una recentissima ricerca sulle condizioni occupazionali italiane nella prima parte del 2012. Un panorama che non preannuncia nulla di buono per il prosieguo d’anno, e che corre il rischio di peggiorare nel corso dei prossimi trimestri. Ma andiamo con ordine, ed esaminiamo i principali punti di interesse sul fronte professionale.

La platea della sofferenza occupazionale

Il primo dato che rileva, è quello della “sofferenza occupazionale” evidenziato dalla Cgil. O, se preferite, la platea di persone che non lavorano pur cercando un’occupazione in maniera proattiva, o non lavorano perché sono talmente scoraggiati che oramai non cercano più nessuna opportunità professionale. Una platea che secondo il centro studi del sindacato ammonterebbe a quota 4,4 milioni di persone, frutto della sommatoria tra i 2,7 milioni di disoccupati da censimento Istat e gli 1,7 milioni di persone “scoraggiate” rilevante dalla Cgil, cui è possibile ricomprendere anche i cassaintegrati.

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Alcoa: è il giorno delle decisioni per 800 operai sardi

Il vertice al ministero dello Sviluppo Economico in programma in queste ore rischia di decidere in maniera indelebile le sorti dello stabilimento Alcoa di Portovesme. In una Capitale pressochè blindata (sono un migliaio gli agenti in presidio al Ministero, dove si temono agitazioni dopo gli ultimi eventi) a sfilare sono anche gli amministratori locali e le sigle sindacali, nell’auspicio di una buona risoluzione delle negoziazioni.

Il “problema” Alcoa

La vicenda Alcoa, esplosa negli ultimi mesi, ha in realtà origini ben più antiche. Nel territorio regionale era nell’aria da diverso tempo la volontà, da parte della multinazionale americana, di sospendere le attività nell’Isola per delocalizzare altrove le linee produttive, nonostante i sindacati segnalino l’evidenza di una redditività del core business dell’impianto societario. Dopo lunghe e non positive trattative, Alcoa ha iniziato a spegnere le celle di produzione: un segnale univoco della futura disattivazione definitiva dello stabilimento sardo. Un evento che lavoratori e amministratori locali vorrebbero evitare, e che avrebbe delle conseguenze estremamente negative su uno dei tessuti socio economici più poveri d’Italia.

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Ridurre il costo del lavoro: ecco la ricetta del ministro Fornero

Il ministro del lavoro, Elsa Fornero, intervenuta ai microfoni di Radio Anch’io e poco dopo al Meeting di CL a Rimini, ha preannunciato che tra poche ore chiederà al consiglio dei ministri di abbassare la tassazione sul lavoro, mantenendo la parità di gettito.

Considerato che la tassazione sul lavoro “è troppo alta”, il ministro ha dichiarato che è arrivato il momento giusto per rivedere il cuneo fiscale. “Questa” – ha dichiarato Fornero – “dopo avere fatto la riforma del mercato del lavoro, è la prima aspirazione di un ministro del Lavoro” e di questo “me ne assumo la responsabilità”.

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Donne e lavoro: meglio il rientro a tempo pieno

Stando a quanto elaborano due università americane, le donne che riprendono a lavorare dopo il periodo di maternità stanno meglio se il ritorno è “a tempo pieno”, anziché part-time. In altri termini, il ritorno occupazionale full time garantirebbe loro una maggiore soddisfazione e un più adeguato “stato di forma” rispetto a quanto potrebbero ottenere mediante un ritorno a tempo parziale.

L’analisi effettuata dagli istituti di ricerca sembra così smentire i timori di chi invece ritiene scarsamente consigliabile un re-ingresso nel mondo del lavoro in maniera eccessivamente incisiva, suggerendo in alternativa un ritorno graduale mediante il part-time.

Secondo i ricercatori statunitensi delle università di Penn State e Akron, sarebbe invece vero proprio il contrario: su uno studio condotto su un campione di 2.540 donne, diventate madri tra il 1978 e il 1995, sarebbe emerso che sono proprio coloro che hanno fatto ritorno a tempo pieno sul proprio posto di lavoro a stare meglio, e a sentirsi più felici e sane.

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Lavoro e maternità: la situazione in Italia oggi

 <span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px; color: rgb(0, 0, 0); "><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-2814" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2012/09/mammapapa.jpg" style="width: 160px; height: 115px; margin: 3px; float: left; " width="399" height="288" />Secondo le indagini ISTAT tra le donne che lasciano il lavoro in Italia, vi sono:</span>

– il 56% che dichiara di essersi spontaneamente licenziata per problemi di conciliazione dei ruoli;

– la restante parte dichiara di averlo perso per licenziamento.

Il fenomeno delle dimissioni in bianco, cioè far firmare in anticipo al momento dell’assunzione, le proprie dimissioni è una pratica ancora molto diffusa è ovviamente poco corretta.

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