Il franchising sta attraversando un periodo di straordinaria floridità, che trova la sua fonte rigenerativa nella crisi congiunturale che sta attraversando l’economia dello stivale. Con la chiusura dei negozi tradizionali, infatti, l’alternativa diffusione degli shop in franchising sta generando particolare beneficio alle catene della grande distribuzione capillare, e ai singoli gestori degli spot inaugurati con questa recente formula contrattuale.
Il franchising, alla prova delle criticità internazionali, si sta pertanto rivelando uno strumento in grado di adattarsi meglio alle difficoltà, fungendo da vera e propria leva per nuove attività professionali e nuova occupazione collegata. A parlarne è stato, negli ultimi giorni, Bernardino Quattrociocchi dell’Osservatorio permanente sul franchising, che sulle pagine dell’inserto Lavori In Corso de La Stampa ricorda come nel corso degli ultimi cinque anni il numero di punti vendita in franchising presenti sul territorio nazionale sia rapidamente passato da 52.725 a 54.096 (+1.371 unità), con un conseguente volume d’affari che è balzato a quota 22,3 miliardi (+1,2 miliardi). L’occupazione derivante è inoltre incrementata da 182mila risorse a oltre 188mila addetti (+6mila), con un aumento delle reti italiane all’estero che ha portato i punti vendita fuori dai confini nazionali a quota 7.342, con un incremento di oltre 2.200.

Esce oggi, sulla gazzetta ufficiale, il bando per il concorso scuola per l’assegnazione di 11.542 cattedre di ruolo per il biennio 2013/15 (7.351 a partire dall’anno scolastico 2013-14 e 4.191 dal 2014-15).
Incontro tra Fiat e Governo.
La vicenda Alcoa, esplosa negli ultimi mesi, ha in realtà origini ben più antiche. Nel territorio regionale era nell’aria da diverso tempo la volontà, da parte della multinazionale americana, di sospendere le attività nell’Isola per delocalizzare altrove le linee produttive, nonostante i sindacati segnalino l’evidenza di una redditività del core business dell’impianto societario. Dopo lunghe e non positive trattative, Alcoa ha iniziato a spegnere le celle di produzione: un segnale univoco della futura disattivazione definitiva dello stabilimento sardo. Un evento che lavoratori e amministratori locali vorrebbero evitare, e che avrebbe delle conseguenze estremamente negative su uno dei tessuti socio economici più poveri d’Italia.
Il ministro del lavoro, Elsa Fornero, intervenuta ai microfoni di Radio Anch’io e poco dopo al Meeting di CL a Rimini, ha preannunciato che tra poche ore chiederà al consiglio dei ministri di abbassare la tassazione sul lavoro, mantenendo la parità di gettito.