Bayer, una delle società più famose di tutta Europa, con una importante sede italiana a Milano, è alla ricerca di nuovo personale da introdurre all’interno delle proprie strutture organizzative in qualità di addetto di contabilità generale, specialista delle vendite, e stagista nel credit management. Tutte le posizioni sono state aperte nel corso del mese di maggio, e risultano ancora utili per accogliere le vostre candidature. Ecco allora in maggior dettaglio il singolo profilo tecnico di ogni ruolo disponibile, e le modalità di candidatura.
Addetto di contabilità generale
La società cerca una persona da inserire all’interno dell’Unità Organizzativa General Accounting presso la sede di Milano. La risorsa sarà inserita in un team di lavoro e si occuperà delle seguenti attività: predisposizione delle registrazioni contabili; riconciliazioni e monitoraggio dei conti; supporto alla redazione della reportistica di gruppo e alle comunicazioni/dichiarazioni fiscali. I requisiti principali graditi dal datore di lavoro sono: laurea in discipline economiche, preferibilmente ad indirizzo finanziario e contabile, minimo 3 anni di esperienza nel ruolo, ottima conoscenza di SAP, buona conoscenza della lingua Inglese, buona conoscenza del pacchetto MS Office (Word, Excel, Access), ottime capacità relazionali, precisione e autonomia completano il profilo. Si offre contratto a tempo determinato di 6 mesi.
Bayer, una delle società più famose di tutta Europa, con una importante sede italiana a Milano, è alla ricerca di nuovo personale da introdurre all’interno delle proprie strutture organizzative in qualità di addetto di contabilità generale, specialista delle vendite, e stagista nel credit management. Tutte le posizioni sono state aperte nel corso del mese di maggio, e risultano ancora utili per accogliere le vostre candidature. Ecco allora in maggior dettaglio il singolo profilo tecnico di ogni ruolo disponibile, e le modalità di candidatura.
Psicologi e sociologi affermano che la disoccupazione causi un profondo abbassamento dell'autostima. Alcuni hanno definito la conseguenza della mancanza di lavoro come la perdita di autofiducia, di autorispetto, senso di inferiorità e perdita di identità.
Il rapporto annuale dell’Istat per il 2012 ha dipinto una situazione decisamente poco incoraggiante per il Bel Paese. I consumi degli italiani, sono crollati, drasticamente ed inesorabilmente. I dati che attestano la situazione vigente nello scorso anno sono inequivocabili. Meno 4,3% sulle quantità di beni e servizi acquistati. La riduzione più pesante dall’inizio degli anni 90. I motivi, come sempre in questi casi, sono molteplici, ma un ruolo fondamentale, secondo l’Istat, lo ha giocato “l’inasprimento fiscale”, assieme alla riduzione del “reddito d’attività imprenditoriale” . E così gli italiani hanno tagliato sulla casa, magari non sempre volontariamente, deprimendo inevitabilmente il mercato di settore. Compravendite al meno 22,6%, e abbassamento sostanziale del valore degli immobili.
Le parole odierne pronunciate dal Ministro Enrico Giovannini sulle risorse per la cassa integrazione in deroga hanno aperto uno spiraglio concreto che per giunta potrebbe concretizzarsi già domani (assieme allo slittamento della prima rata Imu sull’abitazione principale). Spiraglio che però, a quanto pare, durerà poco, se non verrà cambiato il sistema. Il contenuto dell’ultimo intervento del titolare del dicastero del lavoro al Senato, è inequivocabile. Il governo sta operando una “valutazione attenta delle risorse disponibili per il brevissimo termine”, ma poi l’ammortizzatore sociale non potrà proseguire la sua opera così com’è strutturato ora perché “non si può rifinanziare lo strumento senza rivisitarlo”. Insomma, per evitare il tracollo, le risorse per la cassa integrazione in deroga verranno probabilmente trovate nel brevissimo termine, ma in seguito tutto dovrà essere modificato.
“Bisogna valutare caso per caso, persona per persona, non possiamo permetterci un comportamento non adeguatamente orientato alla sensibilità“ Con la sua lettera un po’ a sorpresa, indirizzata ai dirigenti delle sedi territoriali, l’Ad Benedetto Mineo ha tentato un’operazione dai forti risvolti mediatici, ma il cui obiettivo primario sembra essere quello di riavvicinare le persone alle istituzioni. Due mondi che, in effetti, sembrano a tratti parlarsi ben poco. Mineo infatti, con le sue parole, ha tracciato la linea che dovrà essere seguita dai dipendenti di Equitalia da qui in avanti. Un compito, per questi ultimi, decisamente complicato. Difficile infatti ”valutare una persona” in modo affidabile. Eppure per chi è chiamato a riscuotere i debiti contratti con lo Stato da parte dei cittadini, d’ora in poi un simile approccio sarà d’obbligo.
Poca fiducia, ma anche e forse soprattutto ragioni culturali. Così il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi ha commentato il risultato dello studio effettuato dall’associazione da lui presieduta: 15 milioni di italiani sarebbero privi di un conto corrente bancario. A termine di paragone, in Germania sarebbero poco più di un milione. Secondo Bortolussi, le ragioni di una tale situazione sono diverse: “Non possiamo disconoscere, ad esempio, che molte persone di una certa età e con un livello di scolarizzazione molto basso preferiscono ancora adesso tenere i soldi in casa, anziché affidarli ad una banca”, ha infatti spiegato il segretario della Cgia. In pratica, i classici soldi nascosti sotto il materasso.
Nuova emergenza
Come già risaputo il mondo del lavoro è enormemente cambiato a seguito delle innovazioni tecnologiche in campo informatico. Con l’avvento di internet è mutato il modo di eseguire quasi ogni tipo di operazione, lavoro compreso. Il modo più semplice, veloce ed efficace per cercare lavoro è proprio connettersi alle miriadi di ragnatele virtuali. Ma non è solo il candidato che usa internet per recuperare informazioni riguardo la tipologia di lavoro, l’orario, la paga e l’azienda a cui vorrebbe affidare il suo futuro lavorativo. Proprio l’azienda prima del colloquio face-to-face, cerca informazioni sul candidato, ma in che modo? Beh, ovviamente connettendosi al web!
Mantenere un'ottima qualità di vita, senza per forza dover sborsare cifre considerevoli. E’ questo l’obiettivo dei tutor della spesa messi a disposizione dalla Coldiretti. Con la crisi perdurante gran parte degli italiani è stata costretta a ridurre il budget disponibile anche per le necessità primarie, come quelle alimentari. Ciò ha significato un calo di quantità acquistate, ma spesso ci si è orientati anche su prodotti di minore qualità, per cause di forza maggiore. Eppure l’Italia è la patria mondiale del buon cibo. Sfruttare una simile risorsa è doveroso, ma è anche utile. Il messaggio che passa attraverso la nuova iniziativa della Coldiretti sembra essere proprio questo. Un progetto molto articolato, che coinvolge diversi ambiti. Quello alimentare prima di tutto, ma anche quello dell’igiene della casa e della persona o dei trasporti. La parola d’ordine è “consapevolezza” unita necessariamente ad una buona dose di attenzione.
Abbiamo un “debito pubblico altissimo e praticamente nessun margine di miglioramento in capacità produttiva” .Se a questo ci aggiungiamo i rischi legati a previdenza e sanità (in termini di costi da sostenere), è abbastanza facile capire come le risorse economiche da dedicare al mondo del lavoro in Italia siano decisamente contingentate. Il sociologo Francesco Giubileo nell’intervista concessa a Bianco Lavoro, non ha lasciato molte speranze. Ha però avanzato qualche soluzione, piuttosto coraggiosa.

Non trovi lavoro in Italia (visto l’altissimo tasso di disoccupazione e quello ancora più significativo
Dopo i tagli allo svago e ai divertimenti, all’abbigliamento e alle calzature, la
A partire da questo momento, Equitalia non potrà più pignorare gli stipendi e le pensioni fino a 5.000 euro mensili, accreditati sui conti correnti di lavoratori e collocati a riposo.
Se i consumi non tirano, il lavoro ne risente. Lo abbiamo scritto più volte,
Quella della Cgia sembra ormai una vera e propria campagna stampa a sostegno di qualche nobile causa. Invece è solo la descrizione della realtà. Da tempo l’associazione di Mestre lancia mirati allarmi, corredati da dati ben poco equivocabili, sulla necessità di ridurre le tasse sul lavoro. L’ultimo studio effettuato dimostra come pensionati e dipendenti del Sud Italia siano più tartassati dei loro "colleghi" del Nord. A pesare, in questo senso, sono le addizionali regionali e comunali Irpef. La Cgia ha preso in esame quattro tipologia “campione” e ha fatto tutti i conti del caso