Varese discute la riforma del mercato del lavoro

Il mercato del lavoro è uno dei temi più spinosi non solo di questo ultimo periodo di congiuntura economica non favorevole, ma anche un tema molto aperto ed estremamente dibattuto dove si confrontato più soggetti coinvolti nella problematica. Il governo Monti ha messo in atto una riforma del mercato del lavoro tesa a limitare l'abuso e l'uso non conforme dei contratti definiti flessibili, ma la logica secondo la quale questa riforma dovrà essere applicata desta molta perplessità.Bisogna per prima cosa capire quali sono gli impatti in termini di occupazione di una riforma che sembra annunciare un irrigidimento di tipo normativo che non agevola in alcun modo le imprese, c'è bisogno di fare chiarezza e di capire come usare questo strumento.

La sede di Varese è stato il luogo nel quale sono stati organizzati degli incontri promossi dall'area lavoro e previdenza della associazione industriali di Varese, le aziende coinvolte sono state numerose e tutte interessate alla problematica della riforma Fornero.

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Ikea apre a Pisa, 350 nuovi posti di lavoro sul territorio

Si è svolta ieri a Firenze la cerimonia di inaugurazione dei lavori della nuova Ikea di Pisa.  Presenti le massime autorità di regione, provincia e comune che hanno raccolto i ringraziamenti del responsabile Sviluppo Italia dell’Ikea, Alessandro Paglia, e dell’amministratore delegato di Ikea Italia Lars Petersson, per aver mantenuto al promessa di chiudere l’iter burocratico nel giro di un anno.

Infatti circa un anno fa, dopo le peripezie di Vecchiano, Ikea voleva lasciar perdere il progetto di aprire un altro punto vendita nella regione Toscana ma l’amministrazione regionale ha preso in mano la situazione proponendo, su segnalazione delle amministrazioni locali, altre location e promettendo di velocizzare l’iter burocratico italiano notoriamente farraginoso (in Italia Ikea impiega il doppio del tempo per avere i permessi rispetto al resto del mondo).

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Legge di stabilità: novità anche per la scuola

La legge di stabilità oltre alle detrazioni Irpef retroattive, tagli alle regioni e alle province nonché alla sanità, introduce novità anche per la Scuola. Nuovi tagli, questa volta però si parla di “razionalizzazione” del personale.

La proposta è colmare il deficit del numero degli insegnanti aumentando le ore di docenza frontale. In un primo momento il Ministro ha pensato di portarle dalle 18 “storiche” a 24 ore settimanali ma ha già mediato verso le 20/21 ore di docenza da contratto (quindi senza aumento di stipendio).

Secondo i calcoli ci sarà un risparmio di 721 milioni di euro quando la riforma sarà a pieno regime (si prevede per il 2014) mentre nel prossimo anno scolastico si prevede un risparmio di 240 milioni di euro. Cifra molto significativa se si pensa che la spending review aveva previsto un risparmio per le “voci scuola” di 237 milioni di euro.

Secondo i tecnici le 6/3 ore in più previste dalla Legge di Stabilità andrebbero semplicemente a colmare quelli che in gergo vengono chiamati “spezzoni d’orario”. In pratica sarebbero le ore di “buco” tra un’ora di docenza e l’altra in cui spesso agli insegnanti di ruolo vengono assegnate supplenze, pagate a parte.

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Come avviare un ristorante vegetariano

 

Chi desidera avviare un ristorante vegetariano, deve avere alcuni requisiti  indispensabili. Aprire un ristorante vegetariano, una vera a propria moda  lanciata dalle star di Hollywood ed oggi un business in continua crescita, non è un’attività adatta a tutti, dal momento che chi è vegetariano è anche una persona che in sostanza abbraccia un nuovo modo di vivere e una nuova filosofia di vita, quindi non bisogna pensare solo al ristorante in sé ma a tutta l’atmosfera intorno ad esso.

Per avviare un ristorante vegetariano è indispensabile avere doti manageriali ma al contempo conoscere il settore di riferimento. Che è, appunto quello vegetariano.

I vegetariani seguono infatti diversi modelli dietetici e si dividono in:

• Vegetariani che assumono una dieta di tipo latteo-ovo-vegetariana, ovvero a base di prodotti caseari, escludendo carne, pesce e molluschi e qualsiasi animale terrestre o marino derivato dall’uccisione diretta. Questo tipo di dieta include legumi e ogni alimento di natura vegetale, ammettendo anche uova, miele, latte e derivati ed è il modello alimentare vegetariano più diffuso in occidente.

• Vegetariani con una dieta base di latte e derivati, che esclude però le uova ed è tipica delle aree asiatiche d indiane.

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Il settore edile si forma al meeting europeo a Perugia

In tutti i settori e non solo in quello edile, prima ancora di avere delle velleità da imprenditore, è necessario avere una solida preparazione di base del settore medesimo e di quelle che sono le norme che lo regolano.

Questo serve a tutti i professionisti del settore per avere una solida preparazione, in un quadro normativo di riferimento e non solo che ogni giorno muta, dall'altra aiuta anche gli stessi imprenditori a elevare la qualità del lavoro svolto e a ragionare in termini di sicurezza. La formazione è quel processo indispensabile di aggiornamento del sapere e delle conoscenze che aiuta le persone a operare non solo nel rispetto delle leggi, ma anche a fare in modo tale che si possano ridurre gli incidenti che soprattutto nel settore edile sono all'ordine del giorno.

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Aprilia, Oristano e Bergamo: iniziative territoriali per combattere la disoccupazione

Aprilia. Percorsi di tirocinio di inserimento o reinserimento al lavoro previsti dall’azione “Botteghe di mestiere” del programma Apprendistato e mestieri a vocazione artigianale, promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ed attuato con la collaborazione di Italia Lavoro.

Il progetto è rivolto a giovani inoccupati o disoccupati trai 18 e i 29 anni che potranno svolgere 3 stage semestrali retribuiti (500 euro mensili) per acquisire competenze professionali in attività produttive tradizionali legate al territorio.

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Aprire un Kebab

Quella di aprire un Doner Kebab può essere un’idea davvero vincente. Il consumo del famoso panino turco, infatti, si è insediato perfettamente nella cultura gastronomica italiana, conquistando con il suo sapore speziato, anche i palati più sopraffini. 

Cos’è il Kebab?

Il Kebab è un piatto di origini turche ed è composto da un mix di carne, verdure miste, salsa piccante e salsa allo yoghurt.

Il processo di lavorazione della carne, consente ai rivenditori di acquistare dei grandi cilindri congelati che al momento giusto vengono cotti e man mano che si procede con la preparazione dei panini, la carne viene sfilettata con uno strumento apposito.

Il mix di carne, verdure e salse può essere servito sia al piatto, sia dentro un panino turco ovvero avvolto in una ghiotta piadina.

La storia del Kebab

Il primo paese a essere contagiato dalla passione per il kebab fu la Germania. Luogo in cui il dilagare della nuova moda culinaria fu alimentato dall’alta concentrazione di presenze extracomunitarie di origine araba. Tuttavia da alcuni anni, la “kebab mania” è arrivata anche sulle nostre coste spinta soprattutto dall’alto tasso d’immigrazione che è arrivato alle stelle ed ha riscosso subito un grande successo.

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Rapporto sulla povertà 2012: Caritas denuncia l’incapacità dello Stato di risolvere il problema

È stato reso noto oggi il Rapporto sulla povertà 2012 della Caritas. Secondo l’indagine negli ultimi tre anni c’è stata una crescita smisurata degli italiani che si rivolgono ai centri della Caritas arrivando al 33,3% degli italiani. In particolare aumentano casalinghe (+177,8%), anziani (+51,3%) e pensionati (+65,6%).

Il rapporto, che si basa sui dati raccolti dalla Caritas, nel corso di tutto il 2011 e i primi sei mesi del 2012, prende in considerazione tutte le persone che si rivolgono ai centri d’ascolto delle Caritas diocesane. Se fino a qualche anno fa la stragrande maggioranza erano stranieri oggi la percentuali è cresciuta arrivando fino al 33,3%. Povertà, lavoro e casa sono i principali motivi per cui gli italiani si rivolgono alla Caritas.

Inoltre nell’ultimo anno e mezzo chi si rivolge alla Caritas non è più un senza tetto o un emarginato. A chiedere aiuto sono più le donne (53,4%), i coniugati (49,9%), le persone con un domicilio (83,2%).

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Pubblicità norvegese: come non diventare un bamboccione come gli italiani

Nel 2000 ho passato sei mesi in Norvegia, studiando per un master post-laurea e lavorando nel folkloristico mercato del pesce di Bergen (le nostre lire erano carta straccia a fronte delle loro corone ed i soldi della borsa di studio bastavano giusto per l'abbonamento dell'autobus…).

Già all'epoca era pieno nei supermercati di prodotti simil-italiani, come in tutta Europa vero, ma lì di più. Si andava dalla mozzarella con la bandiera italiana (a forma di parallelepipedo) alla pizza “grandiosa”, alla pasta “Squisita” (che secondo loro è la più consumata in Italia), al caffè solubile "Alfredo".

Anche in TV non mancavano le pubblicità con l'Italia ed i suoi stereotipi, ne ricordo una in particolare con un medico-playboy italiano che aveva la fila di vecchiette innamorate che andavano da lui fingendosi malate o un'altra con chiari riferimenti alla “pizza e mandolino” per pubblicizzare un “olio d'oliva”.

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Domande a colloquio dei selezionatori asini: è sposata? ha figli? vorrebbe averne?

email pervenuta a La Posta di Bianco Lavoro

Ho affrontato l'ennesimo colloquio, i selezionatori erano due uomini, e l'ennesime domande: e' sposata? Convive? Ha un compagno/fidanzato? Vuole avere figli?

Domande a cui ho dovuto rispondere NO, NO, NO, NO.

E nonostante avessi dimostrato d'aver esperienza, ho notato la commessa che era nel Punto Vendita, giovane, molto magra e per tutto il tempo ha fatto la bella statuina, non ha mai servito un cliente e non ha mai sistemato il Punto Vendita.

Ma l'Italia va avanti così.

Grazie e buona notte

Monia P. – Bergamo

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Bonus per assunzioni di giovani e di donne, ma gli italiani non credono sia la strada giusta

La settimana scorsa è stato approvato il decreto interministeriale che prevede un bonus di 12.000 euro (valore unitario) alle aziende che assumono giovani sotto i 29 anni o donne di ogni età, ma sembra che non stia ottenendo i consensi sperati.

Infatti, da un’inchiesta condotta dall’Osservatorio Bianco Lavoro, risulta che il 64% degli italiani non sia favorevole all’iniziativa del Governo e solo il 32% sia invece favorevole (inchiesta svolta su un campione di oltre 5.000 persone). Neanche chiedendo ai diretti interessati (donne e under 29) si raggiunge il 50% dei consensi. Solo chiedendolo alle donne le opinioni favorevoli superano le contrarie, ma di pochissimi punti percentuale.

In effetti, in una situazione di crisi occupazionale come quella italiana, favorire una “fascia” della popolazione è quasi un dispetto nei confronti delle altre.

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Giovani e lavoro: Gi Day a Cagliari il 17 ottobre

Dopo aver attraversato Milano, Torino, Roma e Bari, l’agenzia per il lavoro Gi Group organizza la quinta tappa del Gi Day 2012 a Cagliari. Mercoledì 17 ottobre, infatti, il capoluogo sardo ospiterà l’evento rivolto ai giovani neolaureati e neodiplomati che desiderano poter compiere un grande ingresso nel mondo del lavoro.

L’appuntamento di mercoledì prossimo è in programma alla Fiera Internazionale di viale Diaz 221, dove tutte le aziende del territorio che aderiscono all’iniziativa mostreranno le proprie opportunità professionali. “Nel nostro Paese, l’allarme più preoccupante in termini di disoccupazione riguarda i giovani di età compresa tra i 15-24 anni, un dato che ad agosto di quest’anno ha raggiunto il 34,5%; a riguardo, già nel 2011, la Sardegna deteneva il primato di Regione con tasso di disoccupazione più elevato per la classe d’età 15-24 anni, con un livello pari al 42,4%” – afferma in merito Cristian Pateri – Area Manager Isole Direzione Operativa Tirrenica di Gi Group – “Consapevoli di questa emergenza, abbiamo deciso quest’anno di organizzare una tappa dei Gi Day anche nella città di Cagliari, proprio per offrire, anche ai giovani di quest’ area territoriale, un’opportunità concreta per entrare velocemente in contatto con le imprese che aderiscono all’evento”.

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Tassa di soggiorno a Milano: la paga anche chi cerca lavoro in città

email pervenuta a La Posta di Bianco Lavoro

Sono una abruzzese di 45 anni, disoccupata, e nei giorni scorsi sono stata a Milano per alcuni colloqui di lavoro. Sono rimasta in totale 3 giorni e con mia somma sorpresa ho scopero di dover pagar al comune di Milano la “tassa di soggiorno”…

E' vero, si tratta di pochi soldi (9 euro in totale da pagare direttamente all'hotel dove ho alloggiato) ma per un disoccupato sono comunque soldi! Ma che razza di città è che fa pagare il “soggiorno”? Sono stata a fare dei colloquio, mica è un museo, un teatro o Gardaland dove si paga giusto per essere dentro! Poi leggo pure la descrizione della ricevuta dove sono definita “il turista”… ma quale turista?? Ma io il turismo lo faccio qui in Abruzzo, se posso, mica vado a Milano!

Martina D. – Vasto

Risponde la redazione di Bianco Lavoro

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Legge di stabilità: le tasse sono aumentate o diminuite?

Avevamo scritto ieri un articolo sulla nuova legge di stabilità che prevede una serie di  manovre per far uscire l’Italia dalla crisi, a detta di Monti: riduzione Irpef, aumento Iva, Tobin Tax, Imu alla Chiesa, tagli al pubblico impiego, sanità e ministeri. Già nello scrivere ieri ci siamo chiesti quanto in effetti tutti questi più uno e meno uno nella realtà facessero respirare le famiglie italiane.

La nostra impressione da profani non era affatto positiva ma, non essendo noi economisti, abbiamo deciso di aspettare le dichiarazioni di chi ne sa più di noi prima di esprimerci.

Cerchiamo di seguito di fare una sintesi delle varie opinioni e lasciamo a voi, che la crisi la vivete tutti i giorni, i pareri.

Sul Mattino, Raffaello Lupi, ordinario di Scienze delle finanze e diritto tributario a Tor Vergata di Roma: il beneficio reale della detassazione Irpef è al massimo di 300 euro per tutti i livelli di reddito, una cifra che non ti cambia la vita". Poi aggiunge “le famiglie contribuenti dovranno comunque risparmiare sulla spesa a causa dell’aumento dell’Iva”.

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Franchising: i numeri del boom 2012

Il franchising sta attraversando un periodo di straordinaria floridità, che trova la sua fonte rigenerativa nella crisi congiunturale che sta attraversando l’economia dello stivale. Con la chiusura dei negozi tradizionali, infatti, l’alternativa diffusione degli shop in franchising sta generando particolare beneficio alle catene della grande distribuzione capillare, e ai singoli gestori degli spot inaugurati con questa recente formula contrattuale.

Il franchising, alla prova delle criticità internazionali, si sta pertanto rivelando uno strumento in grado di adattarsi meglio alle difficoltà, fungendo da vera e propria leva per nuove attività professionali e nuova occupazione collegata. A parlarne è stato, negli ultimi giorni, Bernardino Quattrociocchi dell’Osservatorio permanente sul franchising, che sulle pagine dell’inserto Lavori In Corso de La Stampa ricorda come nel corso degli ultimi cinque anni il numero di punti vendita in franchising presenti sul territorio nazionale sia rapidamente passato da 52.725 a 54.096 (+1.371 unità), con un conseguente volume d’affari che è balzato a quota 22,3 miliardi (+1,2 miliardi). L’occupazione derivante è inoltre incrementata da 182mila risorse a oltre 188mila addetti (+6mila), con un aumento delle reti italiane all’estero che ha portato i punti vendita fuori dai confini nazionali a quota 7.342, con un incremento di oltre 2.200.

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IKEA censura le donne per il catalogo Arabia Saudita, tutte le foto a confronto

La Svezia è uno dei Paesi più attenti alle pari opportunità, ma stavolta su questo argomento è scivolata proprio IKEA, una delle aziende simbolo della nazione. Il catalogo IKEA come si sa è identico in tutto il mondo, cambiano solo testi (tradotti nelle varie lingue) e valute.

Ma per “adattarsi” al mercato dell'Arabia Saudita, IKEA ha scelto (poi facendo un passo indietro e scusandosene) di “censurare” tutte le donne adulte presenti nel catalogo di riferimento.

Non un semplice “elimina foto”, ma un taglio chirurgico delle donne presenti in ogni immagine, e così i papà delle foto restano “vedovi” ed i bimbi intenti nei cataloghi originali a sorridere con le mamme e lavarsi i denti con loro restano “orfani di mamma”…

Ho passato un'oretta ieri sera a confrontare i cataloghi ed estrapolare le "differenze" più significative, quanto vedete di seguito.

Cosa centra con un sito di lavoro? Questa storia mi ha fatto venire in mente una “ricerca e selezione” del personale che ho curato alcuni anni fa e che ha molto a che vedere con la vicenda in questione… ve la racconto domani, intanto eccovi le foto messe a confronto (versione originale e versione catalogo Arabia Saudita):

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Ruba parcheggio al disabile e poi gli taglia le gomme per vendetta: ma le telecamere immortalano il gesto

Lecco. Taglia le gomme ad un disabile a causa di una multa. Antonio Piazza, Presidente dell’Aler lecchese parcheggia la macchina di fronte alla sede dell’Ente come ogni mattina. Non trovando un altro parcheggio comodo decide di parcheggiare la sua Jaguar nel parcheggio riservato ai disabili.

Poco dopo un portatore di Handicap segnala ai vigili l’infrazione. Dopo una verifica le autorità staccano la multa che fa infuriare il Presidente dell’Aler, membro del Pdl. Antonio Piazza in preda all’ira buca le gomme dell’auto del disabile. Scatta la denuncia, sostenuta anche dalle registrazioni delle telecamere.

Una reazione quantomeno esagerata quella dell’illustre personaggio soprattutto vista la situazione oggettiva: per comodità ha occupato un posto per disabili. Appena resi noti i fatti, la popolazione lecchese non ha esitato a far sentire la propria indignazione con la conseguente decisione da parte del Pdl di chiedere le dimissioni immediate del Presidente dell’Aler dal partito.

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Disoccupazione record e pensioni a rischio!

Di ieri il comunicato stampa Istat che pubblica i nuovi dati sulla disoccupazione aggiornati ad agosto 2012. Il numero è cresciuto dall’anno precedente del 30,4%. Ma vediamo i numeri reali: ad agosto erano 2.744 mila, quasi tre milioni, di disoccupati a fronte di 22.934 occupati, quasi 23 milioni.

In pratica il tasso di disoccupazione è pari al 10,7% stabile rispetto a luglio ma cresciuto di 2,3 punti percentuale nei dodici mesi. Il numero degli occupati è in calo dello 0,3% nell’ultimo anno, parliamo di 80 mila persone.

Inoltre questi numeri sono rappresentativi della popolazione italiana in termini statistici ma se andiamo a cercare un dato realistico (ndr. Leggasi più vicino alla realtà effettiva) scopriamo che durante il periodo estivo è cresciuto il numero degli inattivi, soprattutto giovani. Quindi è cresciuto il numero delle persone che non hanno cercato lavoro in questo periodo e che, si presume, ricomincino in questi mesi ad entrare nei normali meccanismi di ricerca di lavoro (es: iscrizione alle liste di disoccupazione).

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Linguaggio del corpo mal interpretato, esperienza reale

Nell’ambito della mia attività di ricerca e selezione del personale, mi capitò di inviare a colloquio presso un’azienda cliente una candidata validissima, si chiama Sara, che aveva lavorato con ottimi risultati in altre aziende in cui la avevo proposta. Si trattava di una mansione per impiegata commerciale estero; dopo il colloquio, la responsabile di selezione dell’azienda mi chiamò dicendo: “Come curriculum e preparazione va benissimo, ma ha avuto un tic nervoso all’occhio ed alla mascella che mi fa dedurre che nelle situazioni di stress non ce la fa a reggere; tale tic è anche indicatore di difficoltà a relazionarsi con colleghi e superiori e segnale di come la candidata si senta inadeguata al ruolo da ricoprire”.

Tale analisi mi lasciò davvero perplesso, per prima cosa poiché conoscevo la candidata ed in precedenza la avevo anche accompagnata a dei colloqui in grosse aziende, dove si era presentata egregiamente e senza alcun tic… inoltre pur credendo nella scientificità e buon utilizzo che si può fare delle tecniche di analisi del “linguaggio del corpo”, una “diagnosi” così dettagliata non la avevo mai sentita nemmeno dal dr. Cal Lightman del serial Lie to me

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Pagamenti tra imprese e ritardi: grazie a direttiva UE pagamenti entro 30 giorni

 <span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px; ">Che si tratti di una rivoluzione nei crediti (debiti) commerciali o meno, lo sapremo solamente nel corso dei prossimi mesi. Intanto, per&ograve;, possiamo ben annoverare l&rsquo;arrivo di un </span><b style="font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px; ">disegno di legge</b><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px; ">, che recepisce la </span><b style="font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px; ">direttiva Ue del 2011 contro i ritardi nei pagamenti</b><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px; ">, gi&agrave; approvato in commissione attivit&agrave;&nbsp;</span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px; ">produttive della camera, e ora in procinto di passare alle negoziazioni di Camera e Senato.</span>

In estrema sintesi, il disegno prevede che i pagamenti tra imprese (escluse quelle della pubblica amministrazione, per le quali è in corso di applicazione la procedura di certificazione e di smobilizzo bancario) debbano avvenire entro i 30 giorni. Un provvedimento che probabilmente potrà porre parziale rimedio alla cattiva prassi di dilungare eccessivamente il regolamento economico dei debiti commerciali, che nel nostro Paese ha purtroppo assunto dei connotati di elevata pericolosità.

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