Lavori creativi: intervista all’ideatrice di Fashion Theater

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lavori-creativi-fashion-theaterAttorno ai lavori creativi c’è sempre una buona dose di curiosità. Come ci s’inventa un lavoro creativo? Da dove nasce l’idea e come si porta avanti il progetto? Abbiamo rivolto queste ed altre domande a Barbara Curotti, ideatrice di Fashion Theater, l’archivio virtuale della moda teatrale dell’Emilia Romagna. Barbara è una creativa digitale con la passione per l’arte. In questa intervista ci racconta la sua esperienza, nata proprio dalla sua passione e da un’intuizione per niente comune: cercare di costruire una rete collaborativa e di condivisione tra singoli teatri, in modo che ognuno di essi possa disporre di un numero di costumi di scena di molto superiore a quello necessariamente limitato dall’operare in solitaria. Una maggiore varietà di scelta e il concreto risparmio di risorse economiche in un settore in cui certo i soldi non abbondano sono i due grandi pilastri sul quale si fonda il progetto Fashion Theater.

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Come avviare una startup: l’ottimo esempio di Vapori di Birra

Vapori di Birra Sasso PisanoLa neonata Vapori di Birra di Sasso Pisano può essere senza alcun dubbio presa ad esempio come startup ottimamente pensata e progettata a tutti i livelli. Attiva da poco più di due mesi, l’azienda si caratterizza per una peculiarità unica in Italia e probabilmente non solo, sfruttare l’energia geotermica per una produzione di alta qualità. Nello specifico si parla di birra artigianale, appositamente realizzata da un mastro birraio su commissione e che i titolari hanno tutta l’intenzione di collocare nell’ambito più esclusivo del mercato di settore. Si diceva dell’ottima progettazione: conoscere le possibilità offerte dal territorio in cui si ha intenzione di aprire un’azienda è fondamentale, lo abbiamo già detto. Conoscere, parallelamente, le disposizioni di legge e gli aiuti messi a disposizione dallo Stato e/o dagli enti locali, lo è altrettanto.

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Laureati e Artigiani: quando il braccio e la mente si fondono. Intervista a Elisa di Battista

vaso artigianoStorie vere di laureati che dopo il conseguimento del titolo accademico decidono di tornare alle origini e diventare artigiani, creando il lavoro con le loro stesse mani. Abbiamo intervistato la blogger e amministratrice della pagina facebook di Laureati Artigiani, Elisa di Battista, tra le prime e a “scoprire” e sostenere quello che ormai può essere definito come un vero e proprio movimento economico-sociale pacificamente rivoluzionario. Forte del consenso raccolto sui social, si fa da oltre un anno perenne portavoce della creatività e dell’intraprendenza di tanti giovani che, invece di emigrare, hanno deciso di rimboccarsi le maniche e inventarsi un mestiere, in grado come sono di sfruttare una sapiente combinazione di competenze tecnologiche acquisite e passione per il proprio hobby.

Dunque Elisa, da dove nasce l’idea della pagina facebook?/ Siete o conoscete di persona laureati che hanno intrapreso questa strada?

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Moda in affitto: le startup di settore fanno tendenza

moda in affitto chic by choiceSe gli abiti griffati costano troppo, la soluzione è semplice: basta evitare di acquistarli, si possono indossare lo stesso. A sfruttare l’ottimo filone della moda in affitto ci stanno pensando alcune startup tutte al femminile che, grazie ad un’ottima intuizione si sono create un settore commerciale tutto loro. E ora, fanno tendenza (e business). L’idea aveva già solleticato alcuni start upper in passato, tra cui e-commerce diventati oggi dei veri guru del settore come Rent the runaway (statunitense, quotata lo scorso anno 200 milioni di dollari) e la spagnola Rent à porter. Sulla stessa scia nasce ora Chic by Choice, per volontà e impegno di due neo-imprenditrici portoghesi.

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Lavorare in casa d’altri per risparmiare: la sfida di una start up

Donna al pc che lavora da casaLavorare in casa d’altri durante la loro assenza. Lo scopo? Risparmiare ovviamente e contemporaneamente avere un’ancora maggiore libertà rispetto alle già conosciute soluzioni proposte ad esempio dal coworking. Una sorta di affitto condiviso, ma per lavoro. E’ la sfida lanciata da Office Riders, start up americana che propone ai professionisti un affitto condiviso in appartamento, non più in ufficio. L’idea è semplice e chiara: si tratta di affittare l’appartamento di proprietà (o anche solo una stanza o una parte di esso) a  professionisti in giro per lavoro, “approfittando” dell’assenza del padrone di casa.

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Vendere online: intervista a “LaCimpinessa” Arianna Orrù

LaCimpinessa Box in partenzaPensare alla propria bellezza ed a quella del pianeta, con la spensieratezza di quando eravamo bambine e la responsabilità dell’essere grandi. Abbiamo intervistato Arianna Orrù, ovvero “LaCimpinessa, il tuo modo di essere bio”, che ci parlato di come ha realizzato la sua idea di vendita online nel campo della cosmesi biologica. Arianna si è dimostrata prodiga di consigli mirati ed ottimismo. Ecco cosa ci ha detto:

Allora Arianna, perché la decisione di aprire un e-commerce?

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Social Business World: la nuova piattaforma dedicata all’impresa sociale

Darsi una mano nell'impresa socialeSi chiama Social Business World, a dispetto del nome è un’iniziativa tutta italiana, la piattaforma però è disponibile in sette lingue diverse e non c’è pubblicità. Obiettivo? Creare un social network utile ed etico, dedicato a chi crede nell’impresa sociale e nel vivere sostenibile. I due co-fondatori di Social Business World (SBW), Michele Paolini e Giovanni Ruta hanno voluto scriverlo anche sulla home del social: stanco di perdere tempo a leggere contenuti di basso valore su altri social network? Se la risposta è sì e le motivazioni molte altre ancora, la risposta è un nuovo social network che si impegna nel sociale e che si pone come obiettivo quello di costruire relazioni umane vere e attivarsi in prima persona per realizzare un mondo migliore.

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Ricomincio da me: Cara Regione Emilia Romagna, glielo diamo un occhio?

Le ragazze di Viceversa con Maurizio PistoniIn un momento di crisi nera per il lavoro a qualsiasi livello, scoprire iniziative che nascono e crescono al solo scopo di offrire una qualche opportunità è un po’ come veder sbocciare un fiore in mezzo al deserto. L’obiettivo di Ricomincio da me, la fiera del Lavoro e delle Opportunità di Modena, è tanto alto quanto arduo da raggiungere: cambiare, o per meglio dire integrare, una cultura di attesa del posto fisso con un più attivo ed efficace atteggiamento propositivo e creativo. Insomma, il lavoro, oltre a cercarselo, ormai bisogna imparare a fabbricarselo da soli. In questo senso, Ricomincio da me è stato, sia alla sua prima edizione lo scorso anno che in quella appena conclusasi nel Castello di Spezzano, un ottimo punto d’orientamento. Ed è per questo che, anche per il fatto di essere un evento dalla natura non troppo comune, le istituzioni dovrebbero forse avere per quest’ultimo un occhio di riguardo.

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Premio Marzotto per giovani imprenditori

L’Associazione Progetto Marzotto, associazione senza scopo di lucro, ha indetto il Premio Gaetano Marzotto, finalizzato a sostenere nuove idee imprenditoriali che possano creare sinergia tra le caratteristiche di innovazione, il mondo delle imprese e i risvolti positivi sul tessuto societario. Stando al contenuto del bando, le migliori proposte formulate verranno premiate con riconoscimenti in denaro, e con periodi di formazione qualificata, con tutoring e mentoring dedicati. Vediamo dunque chi può partecipare al bando e in che modo poter presentare la propria candidatura.

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Neko Cafè: il nuovo business per amanti dei gatti

Se siete amanti degli animali o gestori di un bar con tutta probabilità avete già sentito parlare dei Neko Cafè. La prima impressione è che animalisti e caffè serviti con torte fatte in casa non abbiano molto in comune. E invece è possibile coniugare l’amore per i gatti di tanti volontari e appassionati con nuove opportunità di lavoro. Il Neko Cafè è un “cat-cafè”: un bar abitato da gatti dove tra una consumazione e l’altra si chiacchiera, si legge e si trascorre il tempo a coccolare ed accarezzare gli a-mici felini.

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Partite Iva: i quattro pilastri dell’Another Act

Lavoratori autonomi e non garantiti, collaboratori e titolari di Partite Iva lanciano l’Another Act: un esercito di quasi 3,4 milioni di persone che, vistesi non tutelate dal recente Jobs Act, rivendicano pari diritti attraverso la proposta di un provvedimento parallelo, l’Another Act, portavoce del quale è l’Associazione Alta Partecipazione. Un patto tra il sistema produttivo e la collettività affinché, come affermano i promotori, “a maggiori benefici per le imprese corrisponda una maggiore responsabilità nei confronti della comunità che li mette a disposizione”.L’iniziativa prevede quattro strumenti-chiave per tutelare i milioni di lavoratori, per la maggior parte giovani, che allo stato attuale risultano sottopagati, sfruttati e senza tutele. Presentato anche un piano dei costi e delle possibili coperture finanziare per l’effettiva realizzazione delle proposte.

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La professione appagante del presente e del futuro: il mental coach

Per aiutarci a comprendere le caratteristiche principali, l’utilità e gli sbocchi lavorativi di questa tipologia di professionista, abbiamo intervistato Carmen D’Urso, life coach pugliese. Persona da sempre estremamente solare e positiva, che ha da subito compreso di possedere il talento e la predisposizione per cimentarsi in questo campo.

Ciao Carmen, intanto raccontaci un po’ di te

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Jobs Act: e le Partite Iva?

Insorgono i freelancer e i possessori di Partite Iva. Alla luce delle riforme introdotte dal Jobs Act del nuovo governo e dei mille euro annui promessi a lavoratori dipendenti e assimilati, i lavoratori autonomi e i non garantiti sembrano essere rimasti esclusi, tanto da lanciare parallelamente una loro iniziativa, che ha preso il nome di Another Act (letteralmente “Un altro atto”, o anche, in questo caso, “un’altra legge”).

Non solo liberi professionisti con una lunga esperienza alle spalle: il popolo delle Partite Iva si compone migliaia di giovani, ma non solo uomini e donne che, per fronteggiare la crisi economica e la scarsità di lavoro a tempo indeterminato, si sono rimboccati le maniche e hanno scommesso su se stessi e sulle proprie capacità. I lavoratori del presente (e del futuro) che contribuiscono ogni giorno alla crescita e allo sviluppo dell’economia del Paese. Una percentuale considerevole e non marginale della popolazione, che però sembra essere rimasta esclusa dall’ultimo decreto lavoro. Quest’ultimo infatti, spiegano le parti in causa, non prevede alcun accenno ad eventuali tutele per chi lavora come indipendente

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Business Angels, ovvero come farsi finanziare un progetto

 <span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-4913" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2014/03/Business-angels.jpg" style="width: 160px; height: 106px; margin: 3px; float: left;" width="615" height="409" />Un’opportunità da prendere in considerazione per farsi finanziare un progetto imprenditoriale originale e innovativo. E’ quella che viene dai <strong>Business Angels</strong>, che aiutano i <strong>giovani imprenditori</strong> ad avviare <strong><a href="https://www.biancolavoro.it/news/2314-agevolazioni-fiscali-99mila-euro-alle-startup-innovative" target="_blank" rel="noopener noreferrer">l</a><a href="https://www.biancolavoro.it/news/2314-agevolazioni-fiscali-99mila-euro-alle-startup-innovative" target="_blank" rel="noopener noreferrer">e loro start up</a></strong>. <strong>Investitori “informali</strong>”, self-made man, in media di 50 anni e imprenditori (talvolta in pensione) con <strong>cospicui patrimoni personali</strong> (tra i 500 mila e i 2 milioni di euro) che decidono di mettere a frutto la propria disponibilità finanziaria per la realizzazione di idee nuove ma soprattutto potenzialmente molto redditizie.</span></span></span>

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Fare gli artisti nel Paese dell’Arte: dj Cloned In Vatican

 <span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-4089" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2013/12/Dj-Cloned-in-Vatican.jpg" style="width: 160px; height: 107px; margin: 3px; float: left;" width="700" height="469" />Il dj può essere considerato un artista? Prima d’intervistarlo glielo abbiamo chiesto e Dj Cloned in Vatican ci ha convinto rispondendoci così: “Manipolando i suoni devi riuscire a creare qualcosa in grado di &nbsp;<strong>stupire la gente,</strong> l’artista è quello. L'arte sta nel non spezzare mai il ritmo, <strong>nel far rimanere emozionato il pubblico</strong>, interagire con esso. Se dalla pista escono in 10, ne devono rientrare 50. La musica e' una <strong>forma di comunicazione</strong>, spesso nei live set e nei dj set <strong>si capisce se sei triste o felice e questo influisce anche sul pubblico che hai davanti: questa è una responsabilità pesante perché non devi far crollare la pista con i tuoi umori</strong>. Alla fine è come dipingere un quadro, disco dopo disco tu dipingi davanti agli altri il tuo punto di vista, poi il pubblico decide se hai fatto o meno un bel quadro”. Per il nostro </span><span style="color:#008080;"><strong>speciale sugli artisti</strong></span><span style="color:#008080;"> </span><span style="color: rgb(0, 0, 0);">, questa settimana abbiamo intervistato <strong>Gregorio Assandri</strong>, poco più che trentenne ma con una già lunga carriera alle spalle. Quali e sono le possibilità per un dj, per giunta concentrato su produzioni indipendenti ed in un settore musicale di nicchia di emergere in Italia? E soprattutto, <strong>quante sono queste possibilità, rispetto ad un Paese estero?</strong> Ecco cosa ci ha detto <strong>dj Cloned in Vatican</strong>.</span></span></span>

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Fare gli artisti nel Paese dell’Arte: intervista alla pittrice animalista Alekas Ghirsen

 <span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><strong><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-4038" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2013/12/Nudo_dartista_Alekas_Ghirsen.jpg" style="width: 160px; height: 93px; margin: 3px; float: left;" width="1157" height="670" />Alessandra Ghisleni</strong>,<strong> in arte Alekas Ghirsen</strong>, laureata <strong>all’Accademia di Brera </strong>come architetto scenografo, <strong>un passato in Rai e Mediaset ai massimi livelli</strong>, ha prestato la sua opera a trasmissioni come Viaggio nel tempo, Ciao Darwin;&nbsp; ma “la mia passione - ci ha ripetuto almeno una decina di volte in poche ore – sono i cartoni animati”. Ed infatti la sua talentuosa mano è finita in “lavoroni” come “La gabbianella e il gatto”, “La freccia azzurra” e l’indimenticato ed indimenticabile Cocco Bill. Ma partiamo dalla tv.</span></span></span>

Da scenografa che eri, da qualche anno ti sei reinventata pittrice, perché? Non ti piaceva quello che facevi?

Al contrario, è stato il lavoro a cambiare, o meglio, a non esserci più o quasi. Nel 2001 iniziò a cambiare il sistema. Nacquero una miriade di aziende e di società con scenografi  interni. Io in Rai ero a partita Iva, il lavoro non era più garantito, anche se non avrei mai pensato di fare la pittrice.

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Dal franchising al kebab: idee per combattere la disoccupazione

Ai disoccupati, giovani o meno che siano, può servire un’idea imprenditoriale. Facile a dirsi, ma non molto a farsi. Eppure, prendendo spunto da chi ce l’ha fatta, da tutte quelle persone che hanno trovato un lavoro grazie al franchising o al kebab, si potrebbe anche solo cercare di modificarne l’idea di base e poi, rielaborando con la propria creatività, trovare qualcosa che soddisfi le aspettative occupazionali desiderate. Cosa c’entrano, però, il franchising e l’arcinoto panino di origine turca? Che cosa li accomuna? Il parallelo sarà anche un po’ azzardato, ma sia da una parte che dall’altra un buon numero di disoccupati europei è riuscito a trovare un impiego in grado di garantirgli uno stipendio.

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Mestieri di ieri, lavori di domani: l’artigiano

Quando il lavoro manca, c’è chi invece di cercarlo decide di crearselo. O perlomeno di riportare in luce antichi mestieri per troppo tempo accantonati.

Se fino a ieri rappresentava un mestiere come un altro, oggi fare l’artigiano significa assicurarsi un lavoro per domani. I dati monitorati in questi ultimi anni di crisi economica confermano una tendenza non solo di stabilità per coloro che già svolgevano questo tipo di professione ma addirittura in crescita per i giovani che si affacciano sul mercato del lavoro e decidono di avviare una nuova attività in questo settore.

Fabbri, falegnami, sarte e calzolai ma anche laboratori orafi, di ceramica e del vetro: mestieri pesanti e faticosi ma anche creativi e che non conoscono routine.

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Settori emergenti, iniziative e agevolazioni per autoimprenditorialità in Puglia

La nascita di nuove imprese come strumento di sviluppo e occupazione per i giovani, può essere un punto di partenza per superare la crisi, tutto ciò richiede da parte delle regioni e dello stato delle agevolazioni finanziarie e un collegamento tra formazione e la realtà culturale di un territorio. La Regione Puglia, attraverso iniziative capaci di coinvolgere i giovani nella nascita di nuove imprese e gli stessi lavoratori, con interventi di formazione, di qualificazione e di specializzazione delle competenze professionali ha cercato di dare alcune risposte in tal senso.

I settori emergenti

Tra i settori emergenti abbiamo quelli del turismo, dei beni e delle attività culturali ed ambientali, dell’industria e dei servizi, della tutela delle acque e del risparmio idrico, della gestione dei rifiuti e delle bonifiche e il temporary management. La recente esperienza sviluppata dall’Università del Salento con gli Uffici ILO e con i progetti mirati all’incubazione ed al potenziamento delle aziende Spin-off ha fatto emergere l’esigenza di comunicare al mondo economico e sociale circostante i risultati della ricerca e la disponibilità di innovazione. La costituzione di imprese Spin-off, il sostegno alle imprese innovative ed alle Start up, rappresentano un canale importante per il sistema produttivo. In tutto ciò la passione per il territorio, l’entusiasmo per il raggiungimento di massimi risultati in termini di qualità, d'innovazione rappresentano un elemento determinante da sfruttare in termini di occupazione, crescita e sviluppo.

I punti di criticità, le iniziative e le potenzialità delle imprese pugliesi

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