Alcuni punti di contatto tra queste due carriere così differenti potrebbero sorprenderti: artista o uomo d’affari? Partiamo da alcune considerazioni e concludiamo con un confronto diretto tra i due profili. È ok: va bene essere un artista e prefissarsi degli obiettivi di business. Basti pensare a talenti del calibro di Stephen King o Spike Lee; si potrebbero considerare degli artisti con il senso degli affari. Così come può essere che loro si reputino dei business men e non abbiano a pieno il sentore di come invece siano percepiti dei veri e propri artisti dal resto del mondo. Non è ok: … Leggi tutto
Lavorare tre giorni a settimana per gli over 40 sarebbe meglio, dice una ricerca australiana, ma le variabili in gioco però, sono tantissime e qualche riflessione bisogna pur farla.
Della serie il denaro non è tutto: molti professionisti che vogliono lavorare al top valutano attentamente i benefit aziendali e la job description delle varie posizioni lavorative. Assicurazione sanitaria, bonus, vitto e alloggio, ticket pasto, sconti con negozi convenzionati o servizi come la palestra, il parrucchiere, la baby sitter o benefit per i figli dei dipendenti. Vediamo allora cinque carriere con grandi benefit aziendali che in alcuni casi diventano determinanti nell’orientamento verso una professione piuttosto che un’altra. 5 carriere ricche di benefit aziendali per lavorare al top L’assistente di volo. Se la passione della tua vita è per i viaggi sappi che questo lavoro … Leggi tutto
Telefono Azzurro è alla ricerca di personale. In particolare, oggi vi segnaliamo le posizioni aperte nella loro sede di Modena. Telefono Azzurro, Onlus impegnata nella difesa dei bambini e degli adolescenti da ogni forma di abuso e di violenza, seleziona varie figure amministrative che si occupano della gestione della struttura, permettendo il corretto funzionamento dei servizi istituzionali e degli interventi che offre. Vediamo insieme le offerte lavoro Telefono Azzurro Modena e come candidarsi ad un ruolo.
Chi cerca un lavoro non sempre è pronto quando finalmente raggiunge un agognato colloquio. Questo perché, anche se si è formati, si ha esperienza e tutto il resto, mercato del lavoro e mansioni da svolgere, in un’epoca di cambiamenti continui come quella attuale, mutano continuamente, e non di rado, radicalmente. Un’esperienza di dieci anni in un determinato ruolo, non potrà mai essere relegata come “inutile” anche se le cose da fare in quello stesso ruolo sono cambiate. Può benissimo essere però che molte competenze, o il modo di approcciare il lavoro risulti un po’ vecchio. Certo dipende dalle mansioni, dal tipo di lavoro e via dicendo, ma in un colloquio con chi vi deve assumere e certamente non pensa al passato ma al futuro dell’azienda per cui lavora, tutto ciò può contare non poco. Vediamo quindi quattro passi da fare subito per mitigare o risolvere, in una parola, anticipare, il problema ed essere pronti a lavorare.
Giornalista, ho iniziato ad occuparmi di lavoro dopo averlo cercato per anni.
Mettere in luce i lati nascosti dell’intero sistema, soprattutto quelli positivi (sì, ce ne sono e anche tanti), la considero una vera e propria missione.
Ma davvero lo smart working serve a migliorare le condizioni lavorative delle donne? Sì, verrebbe da rispondere, secco. Ma è innegabile che qualche problemino comunque ci sia. Abbiamo spesso parlato del work life balance, ovvero il bilanciamento tra lavoro e vita privata che per una donna è solitamente una questione quotidiana molto più penetrante rispetto a quanto un uomo è chiamato ad affrontare. Lo smart working è nato anche per risolvere questo problema (tra gli altri, come ad esempio il tempo perso per gli sposatamenti casa-lavoro e le spese da affrontare, il livello di stress, gli orari da rispettare etc…), ma da solo, sostiene qualcuno, come ad esempio il sito economiaitaliana, non può farcela, risultando perlopiù un palliativo, utile, ma non risolutivo. E proprio così?
Si e no. Lo smart working ovvero il lavoro agile, ovvero ancora il lavorare da casa o da un luogo di proprio “gusto”, potrebbe probabilmente da solo eliminare o ridurre ai minimi termini i lati negativi relativi alla questione work life balance, ed insieme anche molte altre, da essa derivanti, ma per riuscirci dovrebbe essere globalmente diffuso. In Italia non è certo così. Secondo il sito osservatori.net, del Politecnico di Milano, il 17% delle grandi aziende nel 2015 aveva in atto un progetto di smart working. ma come è noto il tessuto produttivo (e quindi lavorativo) italiano è costituito in larghissima maggioranza da Pmi (Piccole medie imprese). Di queste ultime, senza entrare troppo nei dati specifici, solo il 5% ha avviato un progetto di smart working, e una su due si è dichiarata non a conoscenza della questione, o disinteressata.
Giornalista, ho iniziato ad occuparmi di lavoro dopo averlo cercato per anni.
Mettere in luce i lati nascosti dell’intero sistema, soprattutto quelli positivi (sì, ce ne sono e anche tanti), la considero una vera e propria missione.
Creativi e designer di tutta Italia tenetevi pronti per l’ appuntamento con lo IED Open Day 2016. L’evento di svolgerà il prossimo sabato 19 marzo in contemporanea nelle 7 sedi di Milano, Roma, Torino, Venezia, Firenze, Cagliari e Como. L’Istituto Europeo di Design dedicherà un’intera giornata a studenti e giovani professionisti che desiderano affrontare un percorso formativo nelle aree del design, della moda, delle arti visive e della comunicazione e restauro. IED – Istituto Europeo di Design è un’eccellenza internazionale che opera nel campo della formazione e della ricerca, nelle discipline del Design, della Moda, delle Arti Visive, della Comunicazione e del Restauro. Si posiziona come scuola internazionale di Alta Formazione orientata alle professioni della creatività, con particolare attenzione al design nelle sue diverse e più aggiornate declinazioni.
Gli italiani hanno poca fiducia nei centri per l’impiegoe quando devono trovare lavoro si rivolgono a familiari e conoscenti. Questo raccontano le ultime statistiche elaborate da Eurostat. Il fenomeno è diffuso nel tessuto sociale e affonda le sue radici in una cultura che conta molto sull’istituzione familiare quale rete di protezione del soggetto. Si è però poi sconfinato nella pratica della “raccomandazione” e dei cosiddetti “raccomandati”.
Aziende, enti, concorsi ed esami: nessun settore e nessuna realtà è immune da questa logica. C’è una sorta di assuefazione rispetto alla pratica di assumere e preferire i raccomandati. A volte viene sollevato un polverone mediatico nei casi più eclatanti, ma nei fatti la prassi sopravvive indisturbata. Il problema legato ai “raccomandati” consiste in una svalutazione del merito come criterio principale nella scelta di collaboratori e dipendenti. Viene scelto e assunto colui che è raccomandato da chi ha un certo peso all’interno o anche all’esterno dell’organizzazione, nonostante, quasi sempre, il mercato offra candidati più capaci e competenti.
Ma cosa spinge le aziende e le associazioni ad assumere raccomandati?
Ne sentiamo parlare ogni giorno e sappiamo ormai come funziona la Gig economy ovvero l’economia on demand. Le piattaforme sulle quali poter guadagnare -tramite questi lavoretti o piccoli incarichi- registrano trend in continua crescita. Siamo ben lontani dalla possibilità di farvi affidamento come se fosse un lavoro full-time ma possiamo capire come sfruttare al meglio le potenzialità di questo nuovo modello economico per arrotondare le entrate mensili e racimolare qualche entrata extra. Come sfruttare le potenzialità della Gig Economy Partiamo da alcuni dati per inquadrare la portata del fenomeno: le prime piattaforme tecnologiche in grado di offrire questi lavoretti on … Leggi tutto
Esiste una formula magica per ottenere un lavoro? No, purtroppo. Impegno, fatica, sacrificio garantiscono in modo automatico di poter trovare un’occupazione? La risposta è ancora no, purtroppo. Ma ci sono situazioni e motivi che di certo non favoriscono l’esito positivo di un colloquio di lavoro e in alcuni casi addirittura pregiudicano la stessa convocazione. A cosa prestare attenzione dunque? Vediamo le 10 ragioni per cui di sicuro non è possibile ottenere il tanto ambito posto di lavoro. Gli errori da non commettere per ottenere un lavoro Missione difficile ma non impossibile: puoi partire dalla considerazione che se non hai avuto … Leggi tutto
Per chi volesse lavorare in Telefono Azzurro, oggi segnaliamo le posizioni aperte nella sede di Milano. Nata nel 1987, Telefono Azzurro è una Onlus da sempre impegnata nella difesa dei bambini e degli adolescenti da ogni forma di abuso e di violenza. Presso le sedi dell’associazione lavorano diversi professionisti che contribuiscono a gestire la struttura e permettono il funzionamento dei servizi istituzionali e il livello di intervento adeguato nei vari progetti relativi alle tematiche dell’adolescenza e dell’infanzia. All’interno dello staff degli uffici di Milano sono in corso diverse ricerche di personale, anche per tirocini formativi. Vediamo insieme quali profili stanno cercando e come candidarsi.
Alan Kenny è un medico che opera, da trent’anni, in Nuova Zelanda. E che, come molti altri colleghi, sta pensando di andare in pensione entro tempi ragionevoli. Ma c’è qualcosa che sembra ostacolare i suoi disegni di riposo. Se Kenny dovesse, infatti, decidere di appendere lo stetoscopio al chiodo, rischierebbe di lasciare sguarnito (o giù di lì) un intero distretto rurale: quello in cui si trova il paesino di Tokoroa dove vivono meno di 14 mila anime. Da qui l’affannosa ricerca – a cui si dedica da almeno due anni – di un medico che possa subentrargli. Ricerca che non ha, fin qui, prodotto risultati.
Kenny è consapevole che il villaggio neozelandese non rappresenta l’Eldorado dei giovani ambiziosi medici che puntano a lavorare nelle strutture più moderne e tecnologizzate. E ha, per questo, deciso di mettere sul piatto un’offerta che non si può rifiutare: un compenso annuo di 400 mila dollari netti (equivalenti a 360 mila euro: praticamente 30 mila euro al mese) più tre mesi di vacanze retribuite e la possibilità di riposarsi nei fine settimana e di notte. Eppure nessuno ha finora mostrato interesse. Con crescente preoccupazione del medico, che ha deciso di rendere la storia di demanio pubblico, con la speranza di attrarre l’attenzione di qualche collega volenteroso.
Giornalista pubblicista, mi muovo con interesse nel poliedrico mondo della comunicazione cercando di trarre insegnamento e ispirazione da ogni singolo incontro. Insegnante nella scuola pubblica, ho perfezionato la mia formazione nella didattica dell’italiano agli stranieri. Profilo linkedin
Cercare lavoro secondo Jay Levinson è una questione di marketing. Anzi stando al titolo del suo libro, di Guerrilla Marketing (letteralmente tradotto si tratta proprio di marketing da guerriglia). L’essenza di questo marketing da attacco (mordi e fuggi, quasi aggressive) consiste nel raggiungere obiettivi convenzionali (come il profitto, le gratificazioni personali) utilizzando però metodi non convenzionali (ma mai scorretti!) come ad esempio quello di investire le proprie energie invece che il denaro. Utile per chi è alla ricerca di un lavoro e non dispone di grandi budget economici per iniziare. Vediamo meglio di cosa si tratta. Come utilizzare il Guerrilla … Leggi tutto
State cercando un lavoro come impiegati a Firenze? Oggi vi segnaliamo le opportunità in Arval, multinazionale del gruppo bancario BNP Paribas, leader nel noleggio a lungo termine di automobili. L’azienda è presente in Italia dal 1995 e garantisce soluzioni di mobilità innovative e personalizzate alle imprese su tutto il territorio italiano. Al momento ricerca nuovo personale, anche per percorsi di stage, da inserire nella sede toscana di Scandicci, a Firenze. Andiamo allora a vedere quali sono le offerte di lavoro impiegati Firenze con Arval.
“A differenza degli altri settori economici, l’artigianato è l’unica categoria economica che continua a registrare un netto calo delle imprese attive”: a dichiararlo il responsabile dell’ufficio studi della Cgia di Mestre, Paolo Zabeo, che ha lanciato l’allarme su scala nazionale. Stando ai calcoli dell’associazione, infatti, nel corso dell’ultimo anno (dal 2014 al 2015), il numero delle imprese artigiane attive si è ridotto di più di 21.700 unità (-1,6%), mentre dall’inizio della crisi nel 2009, l’emorragia ha coinvolto 116 mila attività (-7,9%). Numeri preoccupanti, che marcano una significativa differenza con le imprese non artigiane che, nel corso dell’ultimo anno, sono invece aumentate dello 0,5%.
Ma cosa c’è alla base della crisi dell’artigianato italiano? “La caduta dei consumi delle famiglie e la loro lenta ripresa, l’aumento della pressionefiscale e l’esplosione del costo degli affitti – ha spiegato Zabeo – hanno spinto fuori mercato molte attività, senza contare che l’avvento delle nuove tecnologie e delle produzioni in serie hanno relegato in posizioni di marginalità molte professioni caratterizzate da un’elevata capacità manuale. Ma oltre al danno economico causato da queste cessazioni – ha aggiunto il coordinatore dell’ufficio studi della Cgia – c’è anche un aspetto sociale molto preoccupante da tenere in considerazione. Quando chiude definitivamente la saracinesca una bottega artigiana, la qualità della vita di quel quartiere peggiora notevolmente. C’è meno sicurezza, più degrado e il rischio di un concreto impoverimento del tessuto sociale”.
Giornalista pubblicista, mi muovo con interesse nel poliedrico mondo della comunicazione cercando di trarre insegnamento e ispirazione da ogni singolo incontro. Insegnante nella scuola pubblica, ho perfezionato la mia formazione nella didattica dell’italiano agli stranieri. Profilo linkedin
Il 13 e 14 marzo prossimi si terrà al foro boario di Modena Ricomincio da me 2016, la fiera del lavoro emiliana giunta alla sua quarta edizione ed ormai consolidatasi come concreta realtà di settore. Promossa ed organizzata dall’associazione no profit Viceversa-go, con la collaborazione del Comune del capoluogo di provincia emiliano, Ricomincio da me 2016 punta ad attrarre un pubblico vasto ma allo stesso tempo variegato. Il programma di quest’anno infatti è piuttosto diversificato. La due giorni modenese dedicata al mondo del lavoro lavoro toccherà gli argomenti più sensibili e ricercati del settore, attraverso seminari ed incontri ad hoc. Il tutto ovviamente ad ingresso libero.
Skills personali: dal curriculum al personal branding
Giornalista, ho iniziato ad occuparmi di lavoro dopo averlo cercato per anni.
Mettere in luce i lati nascosti dell’intero sistema, soprattutto quelli positivi (sì, ce ne sono e anche tanti), la considero una vera e propria missione.
Giocare a fare impresa? Ora si può con Manuskills, un progetto europeo sviluppato dal Politecnico di Milano che si propone di studiare l’utilizzo di tecnologie ICT e delle metodologie di formazione per favorire un aumento di interesse dei giovani talenti nel settore manifatturiero e migliorare le capacità imprenditoriali degli studenti. L’iniziativa europea, portato avanti con 1.137 studenti di tutta Europa, ha ottenuto importanti risultati dopo due anni e mezzo di progetto, dimostrando di aver raggiunto i principali obiettivi posti in fase iniziale.
Per chi volesse lavorare in Telefono Azzurro, segnaliamo oggi le posizioni aperte nella loro sede di Modena. Telefono Azzurro è una Onlus, nata nel 1987, impegnata nella difesa dei bambini e degli adolescenti da ogni forma di abuso e di violenza. Presso le sedi dell’associazione sono impiegati diversi professionisti che contribuiscono a gestire la struttura e permettono il funzionamento dei servizi istituzionali e il livello di intervento adeguato nei vari progetti relativi alle tematiche dell’adolescenza e dell’infanzia. E’ all’interno dello staff della sede di Modena che si andranno ad inserire le nuove risorse selezionate. Ma vediamo quali sono le ricerche in corso.
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