Lavorare in Germania: due testimonianze a confronto

Vivere e lavorare in Germania

Quali sono le mosse da fare per lavorare in Germania ? Quali competenze sono richieste sul mercato del lavoro tedesco? Abbiamo cercato di dare una risposta a queste domande attraverso le testimonianze di due ragazze italiane. La prima, Nohemy Graziani, dopo un’esperienza a Berlino svolta grazie al bando Torno Subito indetto dalla Regione Lazio, ha avuto modo di vedere da vicino il funzionamento dei “Job Point”, i centri per l’impiego tedeschi. “Nell’ambito del periodo di lavoro svolto presso una società che si occupava di business sociale, ho avuto la possibilità di vedere da vicino il funzionamento dei Job Point, che … Leggi tutto

Lavoro e maternità: l’esperienza di Greta

Il connubio lavoro e maternità non è mai facile. Una domanda che spesso si pongono le mamme lavoratrici è: come conciliare queste due componenti fondamentali nella vita di una donna? Come ritagliarsi il proprio spazio professionale dopo la nascita di un bambino? In Italia, si sa, è molto difficile. A confermarcelo sono i dati dell’Istat che trimestralmente ci mettono davanti al divario di genere che ancora esiste nel mercato del lavoro nostrano.

Ad esempio, negli ultimi dati pubblicati, relativi allo scorso aprile, il tasso di occupazione si riconferma superiore tra gli uomini, arrivando al 66,3%. Tra le donne è rimasto invariato al 47,6%. Allo stesso tempo il tasso di disoccupazione è cresciuto del +4,2% tra le donne, arrivando al 12,8%, mentre quello maschile è sceso di 0,1% punti attestandosi al 10,8%. Il divario di genere resta alto anche nel segmento degli inattivi: infatti l’incidenza di questa categoria sulla popolazione si attesta al 25,4% tra gli uomini e al 45,4% tra le donne (-0,3 punti percentuali).

Il gender gap che contraddistingue il nostro paese è stato anche rilevato dall’OCSE (Organismo per la Cooperazione e lo sviluppo economico internazionale) che nel “Glass-ceiling index”, i cui dati sono stati rielaborati dallEconomist, ha mostrato come l’Italia sia uno dei peggiori paesi “to be a working woman”. Nella ricerca sono stati analizzati diversi parametri, come l’accesso all’istruzione superiore, il divario tra gli stipendi, il grado di occupazione. È emerso che l’Italia è posizionata al di sotto della media dei valori raggiunti da tutti i paesi analizzati. Le donne infatti sono spesso costrette a scegliere tra famiglia e carriera e non riescono a coniugare lavoro e maternità.

Con il Jobs Act sono stati estesi i congedi parentali fino ai sei anni di età del bambino ed è stata anche flessibilizzata la loro fruizione. Ciononostante conciliare lavoro e maternità resta difficile: senza politiche di welfare più incisive sarà difficile invertire la rotta. Molte mamme però con la maternità e l’arrivo di un figlio hanno indirizzato diversamente anche la loro vita professionale, sfruttando il cambiamento per dedicarsi di più alle proprie passioni e recependo nuovi stimoli.

congedo-parentale
lavoro e maternità

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Gloria Lattanzi

Giornalista, laureata in giurisprudenza, mi occupo di tematiche legate all’occupazione, al diritto del lavoro e, di tanto in tanto, anche di startup.

Come inviare una candidatura: i 2/3 degli application form contengono errori

È davvero possibile che inviare una candidatura in risposta alle offerte di lavoro possa risultare complicato e in alcuni casi nascondere addirittura delle insidie? Secondo uno studio americano, l’ HireRight’s Candidate Health Check, sembrerebbe proprio di sì e, nel corso del 2015, ben il 64% delle richieste inviate per ottenere un posto di lavoro conteneva errori. A quali aspetti prestare attenzione nell’ inviare una candidatura? L’accuratezza dei dati, la correttezza ortografica, la veridicità delle informazioni inserite. Sono i tre punti cardine ai quali prestare massima attenzione in fase di compilazione dell’application form per inviare una candidatura alle aziende in risposta … Leggi tutto