Per chi volesse lavorare in Brembo, al momento ci sono numerose opportunità di inserimento per profili tecnici e per giovani neo laureati. Le sedi di lavoro sono Stezzano e Curno, in provincia di Bergamo. Brembo è leader mondiale nella progettazione, sviluppo e produzione di sistemi frenanti e componentistica per auto, moto e veicoli industriali, per il mercato del primo equipaggiamento, i ricambi e il racing.
Gabetti è alla ricerca di diversi profili amministrativi da inserire nell’organico delle varie società del gruppo con sedi a Milano e Roma. Il Gruppo Gabetti è leader in Italia nell’intermediazione di immobili residenziali e commerciali. Numerose sono le sue società partner come Abaco Team S.p.A., specializzata nell’erogazione di servizi di property e facility management; Gabetti Agency, linea di business dedicata agli immobili esclusivi; Patrigest SpA, che offre consulenze strategiche nell’ambito di valutazioni immobiliari, analisi di mercato e studi di fattibilità e Gabetti Condominio prima rete in franchising nell’ambito della gestione e amministrazione condominiale. Proprio in queste società Gabetti ha disponibili diverse offerte di lavoro amministrazione, vediamole insieme.
Basf cerca diplomati o laureati in agraria in varie città d’Italia. Basf è una delle più grandi compagnie chimiche al mondo con sede in Germania. Il Gruppo BASF conta più di 200 tra filiali e joint venture e possiede siti produttivi in 50 paesi in Europa, Asia, Nord e Sud America. Dal 1946 è presente anche in Italia e ha vissuto un crescente sviluppo: un livello di know how tecnico fra i più alti al mondo, una tradizione chimica di rilievo, unitamente al grande potenziale manifatturiero, costituivano un terreno fertile per lo sviluppo dell’azienda In Italia. La sua offerta di prodotti e soluzioni soddisfa quasi tutti i settori industriali: prodotti chimici, prodotti di nobilitazione, catalizzatori e metalli preziosi per catalizzatori, prodotti per l’agricoltura, prodotti chimici per l’edilizia e molto altro ancora. Ma vediamo quali sono le opportunità di lavoro agraria in Basf.
Vi piacerebbe lavorare in Kimbo? L’azienda da oltre 50 anni protagonista del mercato nazionale del caffè, è alla ricerca di giovani diplomati e/o laureati da inserire nel proprio organico all’interno dell’area commerciale. Le ricerche sono aperte in varie regioni d’Italia, da nord a sud. Kimbo, nata a Napoli nel 1963 come azienda familiare ed evolutasi nel corso del tempo in azienda manageriale, dinamica e fortemente innovativa, opera attraverso uno stabilimento produttivo tecnologicamente avanzato ed ambientalmente certificato a Melito di Napoli ed un polo per la logistica integrata intermodale presso l’interporto di Nola.
Con un fatturato complessivo di 170 milioni di euro, grazie al lavoro di oltre 150 dipendenti e ad una forza vendita di più di 100 agenti sul solo territorio nazionale, Kimbo è presente in Italia in tutti i canali distributivi (Retail e GDO, Ho.Re.Ca., Ocs e Vending) e si sta affermando all’estero, con il marchio “Kimbo Espresso Italiano” .
È davvero sempre possibile superare le obiezioni di vendita? Se il venditore alle prime armi può a volte ancora rimanere spiazzato di fronte ad un’obiezione, il veterano dovrebbe ormai averne sentite così tante da sapere subito come rispondere. Ciò non significa che ogni obiezione può essere superata -e di conseguenza ogni vendita conclusa al primo tentativo- ma di certo è possibile imparare a capire il tipo di clienti che si ha di fronte ed intercettare le cosiddette aree di resistenza. Ecco qui di seguito otto consigli utili ed efficaci per riconoscere cosa si cela realmente dietro ad un’obiezione e come fare … Leggi tutto
Vi piacerebbe lavorare in Germania? EURES Milano promuove due progetti di lavoro e formazione in Germania per giovani. Le selezioni per parteciparvi si terranno in varie date di gennaio aMilano. Si tratta del progetto My beauty career per giovani parrucchieri e del progetto MOBIPRO-15-0053 per diverse figure professionali. Entrambi i progetti sono completamente finanziati dal Ministero del Lavoro Tedesco con il programma europeo The Job of my life, finalizzato all’inserimento linguistico e professionale di giovani interessati a un apprendistato retribuito di tre anni. Vediamo meglio di cosa si tratta e come fare per partecipare alle selezioni a Milano.
Ti sei mai chiesto perché i ricchi rimangono ricchi? Vediamo: qual è la prima cosa che uno qualunque di noi farebbe con un piccolo gruzzoletto di soldi fra le mani? Lo metterebbe in banca, sicuramente. Al massimo potrebbe acquistare l’oggetto dei desideri, magari l’ultimo gadget tecnologico in uscita sul mercato. E i ricchi? No. Quando hanno un po’ di denaro a disposizione, loro preferiscono fare investimenti. In proprietà immobiliari, in affari e società, in quote azionarie, anche in opere d’arte e oggetti di valore. Un modo di gestire le finanze che la maggior parte di noi può solo sognare di fare.
Investire, sempre e comunque: è per questo che i ricchi rimangono ricchi
Laureata con Master in Risorse Umane, si occupa di lavoro, startup, freelancer e nuove idee di business. Con una grande convinzione: “ognuno ha un talento, l’importante è scoprirlo, svilupparlo e condividerlo con gli altri!” Profilo Linkedin
Le dichiarazioni del Ministro Poletti di non più di dieci giorni fa hanno fatto discutere non poco. A parte la questione laurea prima con voto medio o laurea dopo con lode, a tenere banco per un bel numero di giorni sono state soprattutto le frasi relative all’orario di lavoro, definito un parametro vecchio, non più adatto a valutare correttamente il reale livello di un lavoratore, nonché la sua concreta incidenza sulla produzione aziendale. Del problema orario di lavoro ne hanno parlato un po’ tutti. Il Fatto Quotidiano ad esempio, in un post firmato dal vicedirettore Stefano Feltri, ha messo in luce una distinzione di non poco conto. Alcuni lavori (e alcuni lavoratori) non possono essere valutati “a ore” a prescindere, nel senso che il tipo di attività svolta non permette una valutazione di tipo numerico.
Ed è vero; giusto per fare un esempio facile facile, come diavolo si potrebbe ingabbiare in un numero pur variabile di ore il lavoro di un creativo? Quando uno crea, lo fa e basta. Non sta lì a vedere l’orario, il giorno, o il luogo. Crea, lì dov’è ed in quel momento, punto. Per altri lavoratori ha spiegato invece Feltri, il numero di ore è fondamentale. Soprattutto per quei lavoratori che “fanno parte di una catena” più lunga e complessa, per i quali è impossibile o quasi stabilire parametri troppo larghi di valutazione. Insomma, ci sono lavori per i quali l’orario è imprescindibile e altri per i quali quest’ultimo non dovrebbe essere nemmeno calcolato. Può essere che ci sia una terza categoria, per così dire, mista, ma affronteremo forse la questione in un altro momento.
Giornalista, ho iniziato ad occuparmi di lavoro dopo averlo cercato per anni.
Mettere in luce i lati nascosti dell’intero sistema, soprattutto quelli positivi (sì, ce ne sono e anche tanti), la considero una vera e propria missione.
Con l’introduzione del Jobs Act i contratti a tempo indeterminato sono diventati più frequenti, ma anche meno vincolanti. Snocciolare i dati è utile ma noioso e chi vuole può andarseli a guardare autonomamente. E poi, non ci sono solo i dati, ci sono anche e soprattutto le situazioni reali di vita vissuta. E’ di pochi giorni fa il caso della cartiera Paolo Pigna di Tolmezzo che, così come riportato da diversi media, dopo aver assunto con contratto a tempo indeterminato pochi mesi prima, a causa di una “riorganizzazione della turnistica dovuta a un persistente calo di lavoro” ha fatto marcia indietrolicenziando il lavoratore titolare del contratto (assieme ad altri, in situazioni differenti).
Tutto assolutamente legale, tutto assolutamente permesso, nessuna violazione alle regole, di nessun tipo. Ma una “scelta irrazionale”, almeno secondo il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti. Può essere (oppure no), di sicuro c’è solo che, in questo caso, il tempo indeterminato è durato esattamente come un tempo determinato. Ma andiamo avanti, perché non è certo questa l’unica criticità del nuovo contratto a tempo indeterminato. Sfruttando un caso al quale avevamo assistito, riguardante un passaggio di consegne tra aziende per un appalto, con relativo trasferimento di lavoratori da una all’altra, ma con l’inconveniente che non c’era posto per tutti, ed avendo notato che gli assunti a tempo determinato avrebbero potuto usufruire degli sgravi fiscali contrariamente a quelli assunti a tempo indeterminato, in un nostro precedente articolo, una domanda abbastanza secca l’avevamo posta ad uno dei massimi giuslavoristi italiani, Pietro Ichino.
Founder Bianco Lavoro – Direttore del Master in Risorse Umane e del Master in Coaching Bianco Lavoro 📚 | Scrittore ✍️ | Speaker per università ed eventi 🎤 | Imprenditore internazionale attivo in 🇮🇹🇸🇰🇦🇪🇪🇸 | 30 anni di esperienza professionale 💼 –
Trovare lavoro, di questi tempi, non è facile. A dircelo sono le ultime rilevazioni dell’Istat su occupati e disoccupati. che risalgono allo scorso settembre. Se da un lato ci raccontano un paese in cui la disoccupazione è diminuita dell’8,1% (-264 mila persone in cerca di lavoro), dall’altro ci dicono che la stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni è aumentata dello 0,4% (+53 mila persone inattive) con un tasso di inattività pari al 35,8%. Gli inattivi sono anche chiamati NEET, ovvero “Not (engaged) in Education, Employment or Training“. Si è occupato di loro anche lo EU Youth Report, secondo cui a questa categoria appartengono 13,7 milioni di giovani europei d’età compresa tra i 15 e i 29 anni. Sebbene tra le fila degli inattivi ci siano anche alcuni soggetti che studiano per ragioni dovute ai criteri di ricerca, la maggior parte dei NEET è costituita da giovani scoraggiati e demotivati dal fatto che trovare lavoro si rivela spesso un’impresa ardua. Le ragioni delle difficoltà nella ricerca di un’occupazione sono tante e dalle molteplici sfaccettature.
Sta di fatto però che trovare lavoro è ormai un vero e proprio lavoro. Bisogna impegnarsi, rimanere aggiornati, mantenere contatti. Queste attività spesso non sono ricordate con piacere da chi le affronta e questi periodi che, per come si sta evolvendo il mercato del lavoro sono destinati a far inevitabilmente parte della vita di quasi tutti i lavoratori, non sono ricordati come felici e gratificanti. C’è però un’altra faccia della medaglia che i più non considerano e non riescono a vedere: il periodo che si impiega per trovare lavoro può essere un momento altamente formativo adottando alcune strategie.
Come trasformare una passione in un modo per racimolare qualcosa e mettere da parte un gruzzoletto? Ecco alcuni modi semplici per fare soldi senza lavorare
Si parla sempre più spesso della sharing economy e di come sta cambiando le nostre abitudini. Si moltiplicano piattaforme per lo scambio di beni e di servizi. Alcune stanno ormai conoscendo un’enorme espansione, come quelle attive nel campo della mobilità e del turismo. Tra quelle più note c’è sicuramente BlaBlaCar. Fondata dal francese Frédéric Mazzella nel 2006, questa realtà è oggi il più famoso e diffuso servizio di ride-sharing, ovvero di condivisione di automobili private. Il funzionamento è semplice: è necessario iscriversi alla piattaforma web per offrire passaggi con la propria auto o cercarne verso la destinazione scelta.
Negli annunci pubblicati dai conducenti è indicato il numero dei posti disponibili e il prezzo del viaggio, che viene suggerito dalla piattaforma stessa. I potenziali passeggeri possono scegliere il passaggio a loro più congeniale per modalità e orari e il costo della corsa non è altro che una quota delle spese sostenute dal guidatore per il viaggio (carburante e pedaggi autostradali). Fino a maggio di quest’anno Blablacar in Italia è stato un servizio totalmente gratuito. Oggi, per una parte del territorio nazionale, il pagamento del viaggio può essere fatto esclusivamente online, con una quota destinata alla piattaforma stessa.
Del funzionamento e dei cambiamenti di BlaBlaCar, ne abbiamo parlato con Andrea Saviane, giovane country manager del comparto italiano.
Secondo i dati pubblicati lo scorso 8 novembre da Il Sole 24 Ore tra le 118 piattaforme di sharing economy presenti in Italia il settore più attivo è quello dei trasporti.
L’azienda farmaceutica Sanofi ha scelto di andare incontro alle difficoltà di alcuni dipendenti puntando al loro benessere e alla loro soddisfazione. Potranno lavorare da casa una volta a settimana, per sempre.
Alcune curiosità sui lavori estinti del nostro passato e qualche spunto per riflettere sui lavori ormai in estinzione in un futuro non poi tanto lontano
Per chi è alla ricerca di un lavoro, un appuntamento di sicuro interesse è quello organizzato da Gi Group per sabato 14 novembre 2015. Il tema dell’evento è comecercare lavoro e l’iniziativa permetterà di conoscere ed approfondire tutti gli strumenti utili per la ricerca di un impiego. Gi Group dedicherà infatti la mattinata di sabato 14 novembre ad attività di orientamento rivolte ai NEET, (ovvero a ragazzi che non studiano, non lavorano e non stanno seguendo un percorso formativo) e più in generale per i ragazzi che non hanno terminato un percorso scolastico e trovano difficoltà nell’accedere al mondo del lavoro. Vediamo come si svolgerà l’iniziativa e come fare per parteciparvi.
Sguardi indiscreti, battute allusive; barzellette a sfondo sessuale. Inviti a cena al profumo di opulenza, con contorno di ammiccamenti, conditi da sedicenti promesse di carriera. Infine, l’avance esplicita. La molestia. Accettarla, significa il più delle volte restare, ottenere un contratto vero all’interno di una redazione. Quel contratto così ambito, spesso dopo anni di precariato; e rifiutarla significa andare incontro alle ritorsioni, al demansionamento, alla perdita del posto di lavoro. Olga Ricci è una giornalista professionista, che insegue il sogno di entrare a far parte di una redazione con un contratto a tempo indeterminato; ma il Porco, il direttore della testata per la quale scrive, sembra avere altri progetti. Uscito nelle librerie a settembre 2015, ma frutto del lavoro raccolto su un blog nato tre anni prima, Toglimi le mani di dosso (ed. Chiarelettere) è una storia di ricatti e molestie sul lavoro, ma anche di una professionista competente in un mondo sessista e complicato, all’interno del quale è possibile emergere solo subendo il ricatto del Porco. Ne abbiamo parlato con Olga, oggi freelance o – come lei stessa ammette – precaria, se preferite.
Giornalista. Lucana di nascita, cittadina del mondo per vocazione. Nutre una passione per la Semiotica ed è da sempre alla ricerca Del Senso. Profilo linkedin
Usiamo cookie tecnici e di misurazione per migliorare l’esperienza sul sito. Accettare o gestire le preferenze
Funzionale
Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.