Accordo Ministero della Pubblica Istruzione e Sindacati: assunzione 67 mila precari della scuola

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Il Ministri Brunetta e Gelmini, hanno trovato un accordo con i sindacati annunciando che sarà presto avviato un piano per le assunzioni di personale docente e personale ATA, rispettivamente 30.482 e 36.698 unità.

Un percorso che comincia con l’emanazione dell’atto d’indirizzo dell’Aran, l’Agenzia per la rappresentazione negoziale delle pubbliche amministrazioni, per un accordo che disciplini l’inquadramento giuridico ed economico di tale personale.“Tutti gli insegnanti in classe dal primo giorno di scuola” è l’auspicio dei sindacati per ogni anno scolastico, forse questa volta il traguardo sembra essere vicino, almeno è quello che ci augura.

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Disturbi e incidenti sul lavoro: una ricerca dell’Università di Padova e ANMIL

Lo scorso dicembre è stata presentata una ricerca realizzata dall’ANMIL (Associazione Nazionale Lavoratori Mutilati e Invalidi) e dal Dipartimento di Psicologia Generale dell’Università di Padova, che ha avuto come obiettivo quello di rilevare le possibili conseguenze psicologiche derivanti da un incidente di lavoro.

Si tratta di uno studio condotto in tre anni, che si articola in quattro studi: in due di essi sono stati utilizzati, durante la rievocazione degli incidenti, indicatori fisici, come la frequenza cardiaca o la conduttanza cutanea, mentre negli altri due sono state ‘misurate’ facoltà come la memoria o l’attenzione.

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Rinnovo CCNL Commercio, tutte le novità

Lo scorso 6 aprile è stato ratificato da Fisascat Cisl, Uiltucs Uil e Confcommercio (senza la firma della CGIL) l’accordo per il rinnovo del C.C.N.L. Confcommercio Terziario che interessa quasi tre milioni di lavoratori addetti nella grande distribuzione, nelle piccole aziende della distribuzione, del terziario e dei servizi.

Il nuovo contratto, che sostituisce l’ipotesi di accordo del 26 febbraio 2011, valido fino a tutto il 2013, oltre alle consuete modifiche dei minimi tabellari, demanda alla contrattazione di secondo livello, oltre alle materie già indicate dal precedente contratto, quelle inerenti il mercato del lavoro, l’organizzazione e l’orario di lavoro e la possibilità di derogare al contratto nazionale con accordi finalizzati alla produttività, all’organizzazione del lavoro ed al servizio alla clientela.

In linea con la volontà del Ministero del Lavoro di rafforzare la bilateralità, sono aumentate le quote alternative al pagamento dei fondi di assistenza sanitaria integrativa di Est e Quas e rimangono confermate le disposizioni in materia di “Collegato Lavoro”.

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Lavoro: nel 2020 boom di assenze per malattia causate da stress

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Nel 2020 una delle maggiori cause da assenza dal lavoro sarà lo stress. Lo dimostra uno studio presentato nel corso della recente conferenza internazionale Ioha. Il dato è confermato anche dall’Organizzazione mondiale della Sanità.

Il tra le più diffuse “patologie” legate allo stress, oltre al mobbing c’è la sindrome da burnout, che colpisce chi esercita professioni d’aiuto, come medici e paramedici negli ospedali, quando non riescono a soddisfare appieno le richieste dell’utente, per cui finiscono per estraniarsi.

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Donne, impresa, vita professionale e famiglia. Come conciliare? Legge 215/92

Uno dei problemi delle donne è quello di conciliare la vita professionale con la vita familiare. Tutto questo è causa di una lunga serie di problemi non sempre di facile soluzione: molto spesso le donne sono stressate in questo doppio ruolo a causa di una mancanza di servizi per l’infanzia; in molti casi sono costrette ad abbandonare il lavoro; oppure nelle situazioni più umilianti le donne sono licenziate dalle aziende proprio dopo aver avuto un figlio o durante il periodo di maternità. Questo doppio ruolo delle donne è causa di molteplici sensi di colpa riguardante il timore di non riuscire ad assolvere il ruolo di madre nel modo giusto.

Un’alternativa per conciliare la propria vita professionale con la famiglia può essere quello di avviare un’attività imprenditoriale. Questa strada tuttavia non esclude alcuni ostacoli, infatti, anche chi possiede un’idea d’imprenditoria pronta da mettere in pratica in molti casi è costretta a scontrarsi con la difficile realtà di trovare finanziamenti e incentivi adeguati. In questo senso la legge 215/92 può venire incontro alle donne che desiderano ottenere dei finanziamenti per avviare un’attività imprenditoriale.

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Unioncamere: aumentano le imprese rosa in Puglia, Toscana e Lazio

Nel mese di marzo sono state registrate 14.688 imprese femminili in più rispetto allo stesso mese del 2010. Un aumento che corrisponde ad una crescita dell’1% su base annua. Secondo i dati diffusi dall’Osservatorio sull’imprenditoria femminile di Unioncamere la Toscana è la prima regione per aumento di “imprese rosa”, con una crescita doppia rispetto alla media (+2%);al secondo e al terzo posto si classificano rispettivamente le imprenditrici del Lazio (+1,9%) e della Puglia (+1,7%).

A sostenere la crescita delle “Capitane di Impresa” sono le forme d’azienda più strutturate, con le società di capitale che avanzano in media del 4,6% in dodici mesi (con le performance migliori al Sud) e le cooperative (+3,4%). Al disotto della media l’aumento delle imprese individuali (+0,7%) mentre in leggera riduzione le società di persone (-0,5%).

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Le nuove discriminazioni: indagine ILO

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Nel terzo rapporto sulla discriminazione l’ILO evidenzia come la crisi economica e finanziaria mondiale si è tradotta, in una grave crisi dell’occupazione con un aumento dei rischi di discriminazione contro determinate categorie di persone tra cui: le donne, i lavoratori migranti, i disabili, i giovani, gli omosessuali ecc.

Le donne guadagnano il 10-30% in meno degli uomini, secondo quanto riferisce il Rapporto e continuano a subire differenze di trattamento in termini di tipologia di impiego a cui possono accedere, remunerazione, condizioni di lavoro e opportunità di accesso a posizioni di responsabilità: in media guadagnano il 70-90% di quanto guadagnano gli uomini.

Nonostante i progressi raggiunti in termini di istruzione il divario salariale esiste ancora e le donne continuano ad essere maggiormente impiegate in lavori poco retribuiti.

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Emergenza lavoro, proposta UGL: fermare le delocalizzazioni

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Giovanni Centrella, segretario generale dell’Ugl, intervenendo dal palco alla manifestazione organizzata dall’Ugl Telecomunicazioni e dall’Ugl Sicilia a Palermo, ha esortato il governo nazionale e locale, di porre  iniziative concrete per fermare il fenomeno delle delocalizzazioni  delle imprese che sta colpendo tutte le categorie e tutta l’Italia.

La  città di Palermo sta assistendo alla delocalizzazione del call center Almaviva con la perdita di numerosi posti di lavoro. I casi Almaviva, Termini Imerese e Fincantieri stanno depauperando un intero territorio, una grave situazione a cui occorre porre immediato rimedio per evitare anche gravi ripercussioni sociali.
Purtroppo non si tratta di casi isolati , ma di un problema che esige un intervento serio se non si vuole rendere ancora più critica la situazione occupazionale nel nostro paese.

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Una risata per lavorare meglio: in arrivo il Master in Humor Business

Cosa c’è di più salutare di una risata? Il senso dello humor, l’autoironia e, comunque, l’approccio positivo e costruttivo alla quotidianità ha dei riflessi importanti sui risultati che ognuno intende perseguire con la propria azione. Ma ridere, in realtà, comporta una serie di vantaggi anche sul posto di lavoro, rendendo più semplice e diretto il contatto con il proprio interlocutore.

A Torino da anni è attiva un centro Umorismo e formazione che dispensa corsi e workshop tutto l’anno. Quest’anno, oltre ai tradizionali corsi, sarà attivato anche un master in Humor Business. “L’humor serve nella vita ma anche, e soprattutto in azienda- spiega Rino Cerritelli, docente di Risoterapia creativa a Torino- Si tratta di un modo di affrontare le difficoltà attraverso una chiave di lettura creativa, e di una forma di comunicazione che accorcia le distanze con il proprio interlocutore”.

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Allarme Donne medico, la metà subisce molestie

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Allarme per le donne che svolgono la professione di medico. Un’indagine (“Donne medico, indagine su lavoro e famiglia, stalking e violenze”) condotta dall’Ordine dei medici della Provincia di Roma ha permesso di far venire alla luce dei dati davvero preoccupanti per chi esercita la professione. Quasi la metà delle donne che hanno partecipato al questionario ha confermato di aver subito molestie: il 4% del campione (oltre 1.400 donne medico intervistate) ha dichiarato di aver subito, in passato, violenza fisica.

La maggior parte delle molestie è avvenuta sul posto di lavoro: il 41% delle donne medico è stata molestata dal proprio datore di lavoro (o diretto superiore); seguono, nella vergognosa classifica, estranei e colleghi. Un dato, se possibile, ancora più allarmante, è rappresentato dalla sequenza temporale delle molestie subite: nel 30,6 % dei casi, infatti, si tratta di episodi ripetuti nel tempo (l’11,9% del campione intervistato ha denunciato episodi molto frequenti!).

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Federalberghi, 3000 stage retribuiti nel Sud Italia per stagione estiva

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L’estate, tempo di vacanze e relax, per i lavoratori di tutto il Sud Italia sarà anche una proficua occasione lavorativa, soprattutto nel ramo alberghiero. Di oggi è la notizia, infatti, che nelle prossime settimane il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in collaborazione con Italia Lavoro e Federalberghi, organizzerà un’iniziativa che permetterà di svolgere, anche nel settore turistico, fino a 3000 stage retribuiti della durata di due mesi. L’iniziativa comprenderà un’offerta lavorativa di due mesi durante la stagione estiva 2011 in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

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Padri lavoratori, regione Piemonte: contributo economico e pausa lavorativa

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Il mondo del lavoro è cambiato molto negli ultimi decenni e finalmente vengono proposte nuove norme per stare al passo con i tempi e con le reali esigenze dei cittadini. L’attenzione si rivolge ai padri lavoratori, che scelgono il congedo parentale entro il primo anno di vita del proprio neonato

Niente più mamme sole alle prese con passeggino, biberon e pannolini, ma anche i padri che prenderanno una pausa lavorativa per crescere il bambino o per permettere alle madri di tornare a lavoro. I neo papà saranno supportati con un contributo aggiuntivo di 400 euro, per crescere il proprio figlio in tranquillità e con un aiuto in più.

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Segnalatore Offerte, le offerte di lavoro nella tua casella email: come utilizzare al meglio il servizio

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Il Segnalatore Offerte è un servizio gratuito di Bianco Lavoro cui ogni utente ha diritto al momento della registrazione, grazie ad esso si possono ricevere delle email con le offerte di lavoro direttamente nella propria casella di posta elettronica.

Gli utenti registrati possono impostarlo a questa pagina: Segnalatore Offerte

Abbiamo riassunto in tre domande i quesiti più frequenti che ci si pongono via email sull’utilizzo del “Segnalatore Offerte” di Bianco Lavoro:

Domanda: Come mai spesso mi arrivano offerte non in linea con il mio curriculum?

Risposta: Vogliamo che il segnalatore offerte sia un mezzo utile per orientarsi ed avere un promemoria sulle offerte di lavoro pubblicate, tuttavia è bene tenere presente, che le offerte inviate sono selezionate in maniera automatica da un software, in base ai criteri selezionati.


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Rapporto Orientamento Lavoro 2010, servizi conosciuti ma poco utilizzati

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L’Isfol, l’Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori, ha presentato il Rapporto Orientamento 2010, offrendo un’immagine chiara e puntuale dei servizi di orientamento alla formazione e alle professioni nell’anno in oggetto.

Per la prima volta, da quando viene redatto e pubblicato, annualmente, il rapporto, l’indagine dell’Isfol ha potuto vagliare, attentamente, non solo l’offerta ma anche la domanda dei suddetti servizi. Sono oltre 15 mila le strutture che erogano servizi di orientamento ad essere state censite nel rapporto 2010. Dall’indagine emerge un dato molto contraddittorio: il 90,2 % degli intervistati conosce i servizi di orientamento ma meno del 50% li avrebbe utilizzati nell’anno solare 2010.

L’Isfol ha reso noto che i soggetti che hanno usufruito maggiormente delle potenzialità dei servizi di formazione ed orientamento al lavoro, sono “i soggetti con caratteristiche di ‘debolezza’ rispetto al mercato del lavoro ossia le donne, i giovani, i disoccupati e i soggetti in cassa integrazione; nonché i soggetti con titolo di studio più elevato“.

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Donne e lavoro: sei mamma? Ti licenzio!

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Le donne, il fulcro attorno a cui gira la vita ed il sostentamento familiare, molto spesso non riescono a conciliare carriera lavorativa e famiglia. La maggior parte delle donne, impegnate in ambito lavorativo, non possono lavorare se hanno in programma di avere un figlio.

E’ la notizia sorprendente e scoraggiante per il gentil sesso che è venuta fuori da un’indagine dell’Istat, in cui si attesta che quasi un milione di donne sono state costrette a dimettersi oppure sono state licenziate immediatamente dopo aver deciso di metter su famiglia. Non è noto come sia sempre più difficile essere madri al giorno d’oggi. Non può esistere una madre impegnata in ambito lavorativo. Secondo l’Istat la metà dei casi di abbandono è dovuta alla nascita di un figlio, mentre molte donne under 65 hanno lasciato il lavoro per matrimonio, gravidanza o motivi familiari.

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Ascensore Sociale “rotto”: commercianti, artigiani e professionisti precari e insoddisfatti!

In Italia l’ascensore sociale scivola sempre più giù. Potremmo dire, senza banalizzare la problematica, che si sia davvero “rotto” negli ultimi decenni. Complice politiche economiche (e non) completamente sbagliate e scelte a livello manageriale davvero inconsuete, la maggior parte della popolazione italiana considera la propria posizione insoddisfacente.

E così, il ceto medio, quello, per intenderci, di artigiani, commercianti e professionisti, tende a scomparire e a confluire nel cosiddetto “ceto popolare”. Per fotografare la situazione italiana, l’Osservatorio di Demos- Coop ha svolto un’indagine accurata. I risultati, davvero negativi, invitano ad una profonda riflessione sulle prospettive future dei giovani (e meno giovani) italiani.

Il 48% del campione nazionale dice di sentirsi “classe operaia” (39%) oppure “popolare” (9%). Il 43%: “ceto medio“. Il 6%, infine, si definisce “borghesia” o “classe dirigente”. È l’unico settore sociale stabile. Invece, il peso del “ceto medio” è sceso di 5 punti negli ultimi tre anni e di 10 negli ultimi cinque. Simmetricamente, l’ampiezza di coloro che si sentono “classe operaia” oppure “popolare” è cresciuta di 3 punti negli ultimi tre anni e di 9 negli ultimi 5. (Fonte: La Repubblica).

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Italia in controtendenza: 30% dei giovani svolge lavoro manuale

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Nuova “fotografia” dell’Italia da parte del Censis e nuovi dati che sottolineano, ancora una volta, come il nostro Paese sia in completa controtendenza, rispetto agli altri stati europei, per quanto riguarda il mondo del lavoro e le sue specificità.

In Italia, un terzo dei giovani fra i 15 e i 24 anni di età, è occupato come operaio e/o artigiano. Si tratta di un vero record in Europa: l’industria, in particolar modo il settore manifatturiero, ingloba il 31,6% dei giovani occupati italiani, a scapito di altri settori come quello dei servizi, settore nel quale, nel resto d’Europa, è impiegato il maggior numero di giovani per la classe di età su enunciata.

Negli anni della crisi “nerissima” dei mercati e della relative conseguenze gravissime nel campo occupazionale, è un altro dato ad allarmare: diminuisce, sempre di più, nel nostro Paese, la ricerca e l’utilizzo di giovani in professioni qualificate.

Sebbene il fatto che un terzo dei giovani italiani svolga lavori non qualificati e di tipo manuale non sia, in realtà, un grosso dramma (di per sé), in quanto ogni professione, di qualsiasi tipologia, nobilita l’uomo e lo rende degno di offrire il proprio “servizio” alla comunità, questo dato racchiude, in realtà, una problematica di fondo ben più importante. L’Italia, infatti, ha il record negativo di under 35 con incarichi dirigenziali, che riguardano il 14,6% dei giovani e il 3,5% dei giovanissimi (la media Ue è del 24,2% e del 7,0%).

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Testo Unico Apprendistato, novità e misure della “Riforma Sacconi”

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del Welfare Maurizio Sacconi, ha approvato in maniera definitiva lo schema di decreto legge del Testo Unico sull’Apprendistato. Il testo dovrà essere vagliato, probabilmente nel mese di luglio, dalle categorie coinvolte, con tutti i prescritti pareri del caso.

L’intento di tale “riforma” è quello di semplificare e razionalizzare il complesso quadro normativo che fa riferimento all’apprendistato, seguendo, su grandi linee, il testo della Legge Biagi. Leggi regionali, nazionali e contrattazione collettiva (peraltro legittima!), scoraggiano le aziende ad assumere giovani mediante tale Istituto.

Con il nuovo testo unico, la volontà del Governo risulta ancora più chiara: considerare l’apprendistato la via maestra per l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. Non è detto che tale riforma riesca in questo intendo ma una cosa è certa: era necessario, comunque, un concreto funzionamento dell’istituto attraverso una nuova ripartizione delle competenze fra Stato e Regioni.

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Certificati di malattia online, i primi problemi

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Da circa due mesi è attivo il nuovo sistema di comunicazione fra lavoratori e imprese per quanto fa riferimento l’assenza sul posto di lavoro causa malattia, e i relativi certificati medici da inviare telematicamente. Dal prossimo 18 giugno tale procedura sarà obbligatoria e le aziende non potranno più richiedere al lavoratore assente per malattia, l’invio della copia cartacea del certificato.

Il periodo di transizione si è reso necessario per adeguare la “farraginosa macchina burocratica” italiana al nuovo sistema telematico. Per alcuni, tuttavia, tale periodo dovrebbe essere prolungato di almeno un anno! Vediamo, in breve, come funziona l’invio del certificato di malattia online e i relativi problemi riscontrati in questi primi due mesi.

Il medico consegna al lavoratore il certificato di malattia e ne invia una copia, per via telematica, al Sac (Sistema Accoglienza Centrale) gestito dal Ministero dell’Economia: lo stesso Sac invia il certificato di malattia online all’Inps che lo rende “disponibile” alle aziende.

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